Draper torna sul tour ATP a Dubai: “L’infortunio mi ha rallentato ma ho studiato e capito meglio il mio gioco. Voglio avvicinarmi a Sinner e Alcaraz”
4 commenti
In un tabellone un po’ impoverito rispetto ai fasti del recente passato, molti degli occhi degli appassionati in quel di Dubai saranno rivolti a Jack Draper, finalmente in campo in un torneo ATP nel 2026 dopo il lunghissimo stop iniziato dallo scorso US Open, pausa necessaria a rimettere a posto un braccio malmesso per colpa di un brutto infortunio sofferto già nel corso della stagione su terra battuta. Il londinese, sceso attualmente al 15esimo posto nel ranking dopo aver segnato lo scorso giugno il proprio best di n.4, nel 2026 ha giocato un solo match, in Davis Cup, dove ha sconfitto Viktor Durasovic (6-2 6-2) nello spareggio di qualificazione del World Group di Coppa Davis tra Regno Unito e Norvegia, ma si è poi ritirato dal torneo di Rotterdam pochi giorni dopo. Si è addirittura temuto una nuova ricaduta, invece Jack ha continuato la sua preparazione ed è nel tabellone del 500 degli Emirati Arabi Uniti, dove è stato sorteggiato contro il qualificato francese Halys. Draper ha rilasciato una intervista al meda locale Khaleej Times, affermando di sentirsi bene e di non aver affatto buttato i mesi passati fuori dalla competizione. È una persona assai riflessiva, per questo ha smontato e rimontato nella sua testa e negli allenamenti il proprio tennis, cercando di capirlo ancor più a fondo per ripresentarsi in competizioni più consapevole. L’obiettivo è chiaro: andare a caccia dell’eccellenza, ossia avvicinarsi ad Alcaraz e Sinner.
“È un privilegio trovarmi in questa posizione. Ovviamente ora devo fare i conti con la battuta d’arresto patita per via dell’infortunio. Ma, sinceramente, fin da quando ero bambino, tutto ciò che ho sempre voluto è stato diventare il miglior tennista del mondo” racconta Draper. “Per riuscirci, devi saper gestire non solo il tennis e l’avversario, ma anche il rumore esterno, la pressione e tutti questi aspetti. Se non ci riesci, allora non dovresti nemmeno provarci. Mi ritengo quindi molto fortunato a essere in questa situazione”.
Dopo buoni risultati nella prima parte dell’anno, il britannico ha convissuto con un dolore insistente al braccio per tutta la stagione su terra battuta, fino all’apice raggiunto con la sconfitta al secondo turno di Wimbledon contro Marin Cilic. Dopo quel ko, gli è stata diagnosticata una contusione ossea all’omero, l’osso che collega spalla e gomito. Una prima fase di riabilitazione con il tentativo di rientro a US Open (dove difendeva i punti della semifinale 2024) non ha dato esito positivo, quindi dopo aver sconfitto all’esordio Federico Agustin Gomez in quattro set, ha scelto di ritirarsi prima di affrontare Zizou Bergs, chiudendo anzitempo la stagione.
“In questo momento sono indietro rispetto all’inizio dello scorso anno, quando stavo costruendo la mia crescita” continua Jack. “Questo infortunio mi ha rallentato un po’, soprattutto perché non ho potuto competere per diverso tempo. Allo stesso tempo, però, mi ha reso più resiliente e mi ha insegnato molto sul mio gioco. Ho studiato, analizzato e capito tante cose. Credo che il prossimo anno e mezzo, due anni, saranno molto interessanti per me: sento di avere ancora ampi margini di miglioramento, tanto da sviluppare e molta esperienza da accumulare, forse proprio quella che altri hanno già più di me. Ma ho piena fiducia in me stesso e credo di poter arrivare ai vertici del tennis mondiale”.
Draper ha rivelato i tornei in cima alla lista dei suoi sogni: le Olimpiadi e Wimbledon. “Penso che chiunque voglia vincere una medaglia d’oro olimpica. Avete visto cosa ha significato per Djokovic quando ci è riuscito: è stato qualcosa di incredibile. E ciò che ha fatto Andy Murray, con due ori olimpici, è davvero speciale. Credo che per lui rappresentino uno dei traguardi più importanti. Wimbledon è senza dubbio il torneo che desidero vincere più di ogni altro. Non amo parlare di vittorie: preferisco concentrarmi su quello che posso fare come tennista, su ciò che è sotto il mio controllo, continuando a migliorare, imparare e crescere. Se riuscirò a farlo, sono convinto di potermi creare grandi opportunità”.
Grandi sogni, ma intanto c’è da cancellare la casella zero ai match giocati sul tour nel 2026 e testare anche in torneo la propria salute e colpi. Se batterà Halys, potrebbe trovare Fabian Marozsan o Arthur Rinderknech, più avanti il campione in carica Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev e Ugo Humbert. Lo scorso anno Draper impressionò tutti ad Indian Wells, sbaragliando la concorrenza a furia di bordate mancine potenti, cariche di spin e aggressive, insieme ad un servizio molto efficace. Vedremo come sarà il rientro, ma intanto non possiamo che scrivere “Bentornato”.
Marco Mazzoni
TAG: Jack Draper, Marco Mazzoni

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Svitolina
4 commenti
Ha 24 anni e non ha ancora vinto niente,non ha il baricentro basso,è alto ma non è forzuto e quindi gracile gracile no ma fragile fragile sì.
E chi vorrebbe inseguire? Beh l’altoatesino è in discesa quindi gli basta aspettare… ma Alcaraz? Ma lo spagnolo mica è come gli altri,non deve neanche allenarsi anzi,devono cambiare le regole per batterlo altrimenti vincerà pure la Formula Uno. Fidatevi:il tennis è per i muscolosi alti che tirano bordate.
Come??? Non è alto lo spagnolo? È colpa della TV 16:9,in realtà è altissimo.
Ehm…scusate,mi hanno chiesto di fare teatro e allenarmi prendendo spunto da uno che le spara grosse e purtroppo tutti i politici erano già stati presi.
In bocca al lupo a un tennista tra i più sfortunati a livello fisico.
Non credo possa tornare al suo vero livello entro due-tre tornei e quindi scarterà i buoni risultati dello scorso anno, ma se i malanni lo lasceranno in pace entro l’anno sarà in TopFive comodo.
In bocca al lupo Jack, a Indian Wells difende il titolo quindi rischia grosso se non dovesse fare bene a Dubai e in California
Draper già a 19-20 anni batteva top-10, il problema è il fisico, se riesce a giocare con continuità senza infortuni, pochi dubbi che valga la top-5