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Arriva il rosso: le ambizioni dei tennisti italiani

10/04/2015 08:30 10 commenti
Fabio Fognini classe 1987, n.29 del mondo
Fabio Fognini classe 1987, n.29 del mondo

Comincia la stagione su terra rossa europea e i tennisti italiani sentono il richiamo del loro habitat naturale (purtroppo unico?): siamo un popolo di giocatori da terra battuta, un po’ per necessità per l’annosa questione della carenza di strutture adeguate che prescindano dalla terra battuta e un po’ perché i nostri esprimono al meglio le loro attitudini proprio su questa superficie, essendo predisposti alla lotta da fondocampo con colpi che spesso non riescono a essere risolutivi ma necessitano di un pressing e di un fiancheggiamento continuo che sappia regolare l’avversario.

Ma con quali ambizioni e obiettivi i nostri migliori giocatori si avvicinano alla terra europea?

Doveroso partire dal numero 1 nazionale, il ligure Fabio Fognini, un giocatore che più di altri colleghi prossimi a lui in classifica, anela il colore rosso e i campi con i suoi rimbalzi alti e gestibili, essendo risultato il più in affanno in questo inizio di stagione (peraltro continuazione ideale di un difficoltoso finale 2014) sul cemento outdoor: Fabio ha vissuto un netto declino a livello di classifica, con una posizione ora più vicina al numero 30 che al suo best ranking. Fognini su terra rossa non vale l’attuale ranking e la tranche dei prossimi tornei europei potrà quindi aiutarlo a risalire:Monte Carlo, Madrid, Roma e il Roland Garros potranno spingere Fabio a tornare quello ammirato nella magica estate del 2013, o perlomeno avvicinarsi a quegli standard che lo avevano fatto entrare prepotentemente in top15. Purtroppo Fabio su cemento sembra avere evidenti limiti con difficoltà che lo relegano a posizioni non di primo piano ma su terra può giocarsela, se in forma, coi migliori. La scelta dei tornei più importanti da disputare a scapito di alcuni ATP250 va proprio in questa direzione. Obiettivo realistico: il rientro in top20. Il sogno: di nuovo la top15.

Andreas Seppi è il nostro numero 2 e nelle ultime settimane, dopo un inizio d’anno scoppiettante, ha fatto parlare di sé soprattutto per la decisione di rientrare prima in Europa a preparare i tornei sul rosso, rinunciando al ricco Masters1000 di Miami: le attitudini di Andreas sono diverse rispetto a quelle di Fabio e il cemento a mio avviso è il suo “tappeto” preferito, pertanto il suo rientrare prima in Europa mi ha in parte spiazzato. La sua costanza di risultati e la sua dedizione al lavoro l’hanno sempre portato però a ben figurare anche sul rosso e questa preparazione più lunga potrebbe dargli una spinta in più rispetto a molti avversari. Obiettivo realistico: la top30. Il sogno: la top20.

Simone Bolelli è invece il giocatore dei miracoli, quello che nell’ultimo anno e mezzo ha scalato la classifica, ritornando in quelle posizioni che in passato aveva già raggiunto, proprio quando la moltitudine di esperti e appassionati lo davano per spacciato. Simone ha ottime chance di proseguire nella sua personale ri – scalata, deve “solo” sperare di beccare tabelloni che non propongano avversari proibitivi fin dai primi turni, restando saldo dal punto di vista caratteriale e certo delle proprie potenzialità. Sebbene lo veda più a suo agio sul sintetico indoor o sul cemento out, Simone può tranquillamente ambire a piazzamenti di rilievo anche su terra rossa. Obiettivo realistico: ben figurare nei tornei europei su rosso. Il sogno: ritoccare il best ranking e il primo acuto nel circuito maggiore.

Chi appare in difficoltà fisiche, con l’età che avanza inesorabile e presenta il conto, è Paolo Lorenzi: i recenti infortuni e prestazioni non sempre esaltanti sul rosso sudamericano che tanto in passato gli saputo regalare, ci offrono un Paolino in affanno, con le incognite maggiori che riguardano proprio la sua integrità fisica. Difficile che possa regalarci exploit significativi in questa parte della stagione ma di sicuro potrà e dovrà ritrovare il suo tennis migliore sulla sua superficie. Obiettivo realistico: un’altra stagione da top100. Il sogno: il primo successo ATP nel circuito maggiore, magari un 250. Difficile ma sognare non costa nulla …

E quelli che stanno dietro? Cecchinato dopo il coraggioso tentativo di misurarsi col cemento americano (evidente desiderio di crescita ricercato con il rischio del mettersi in gioco) su terra rossa potrà avvicinare il sogno della top100, anche se il suo tennis risulta essere ancora leggerino (soprattutto dalla parte del rovescio) nonostante il tanto lavoro effettuato. Vanni dopo l’exploit sudamericano ha vissuto un brutto contraccolpo con prestazioni non all’altezza delle aspettative di un approdo fantastico in top100 e un fisico che ha alzato bandiera bianca. Il rosso potrebbe farlo ritrovare, sperando che quel sogno riesca davvero a concretizzarsi: deve tornare quello sudamericano e non quello delle ultime settimane, altrimenti invece di salire in classifica si rischia di compiere il percorso inverso. Obiettivi realistici per entrambi che si legano al sogno: la top100. Devono crederci e con motivazioni diverse a spingerli.

Napoli ci ha consegnato due giovanissimi finalmente arrembanti e desiderosi di dimostrare il proprio valore, dopo un passaggio al professionismo che ha messo relativamente in crisi le ambizioni mostrate da juniores: Donati ha rivelato atteggiamenti da “grande” con alcune vittorie importanti ma anche Quinzi, nonostante alcuni lati del carattere troppo fragili a mio avviso da limare (troppe bestemmie in campo e un atteggiamento che si ripercuote sul suo tennis) ha fatto intravedere a sprazzi quel talento su cui si erano concentrate le attenzioni di tutto il circuito. Saranno chiamati adesso alla classica prova del nove, con tornei di prestigio che, si spera, possano condurli almeno in top200/250. Che Napoli sia stato il punto di svolta della loro ancora acerba carriera?


Alessandro Orecchio


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10 commenti. Lasciane uno!

Tala (Guest) 10-04-2015 18:38

Ma sarò io che ricordo male o Seppi ha fatto ottimi risultati ovunque ed è impossibile definire una sua superficie preferita?
Sembra che guardiate il tennis dagli AusOpen2015.
Orecchio, vada a vedersi lo storico di Seppi sul cemento americano e poi comprenderà la scelta di Andreas in pieno. Certo che queste verifiche andrebbero fatte a priori…

10
Tala (Guest) 10-04-2015 18:35

@ Tweener (#1310524)

Fognini e top ten nella stessa frase? Simpaticone :grin:
Comunque si vero, Bolelli l’unica finale in carriera non l’ha fatta sul rosso e Andreas anche lui sul rosso pessimo, ci ha fatto solo l’unica semifinale 1000 in carriera.
Poi ovviamente Vanni invece ha il tipico gioco per sfondare in terra (un torneo non ti fa diventare specialista di una superficie). Amico…

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Tweener (Guest) 10-04-2015 13:57

Annata cruciale per Fognini: se riesce a sbloccarsi definitivamente ed a giocare come a Rio potrebbe lanciarsi verso la Top ten.
Seppi e Bolelli non credo possano fare una stagione sul rosso eccezionale non essendo la loro superfice migliore.
Per Vanni ed i giovani è l’ anno giusto per provare il colpaccio.

P.S. Fognini in finale a Roma e il centrale diventerà una bolgia! :mrgreen:

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dacco (Guest) 10-04-2015 13:17

Fognini facci ricredere!!!

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AndryREAX 10-04-2015 09:51

Scritto da Nat
Fognini vincente a Roma 10:1

151:1 per i book

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labicano (Guest) 10-04-2015 09:36

Giusta l’analisi per i 2 ragazzi: La top200 sarebbe già un gran bel traguardo!

5
Nat (Guest) 10-04-2015 09:20

Fognini vincente a Roma 10:1

4
magilla 10-04-2015 09:15

ma sto orecchio sembra faccia sempre dei riassunti di quello che scrivono qua i fans più’ scatenati……anche troppo scatenati

3
pastrocchio 10-04-2015 09:04

per la stagione sul rosso io non ho grandi aspettative: Fogna in crisi nera, per Seppi bolelli e Vanni non è la superficie migliore;
gli altri sono troppo scarsi.
chissà che la sorpresa ce la regali un giovane

2
Gabriele da Ragusa 10-04-2015 08:36

Ancora con questa storia che Fognini sulla terra varrebbe chissa quale classifica…Molto piu forte che sul cemento sicuramente. Ma a parte Amburgo voglio dire ha vinto dei 250 che spesso cm MD lasciano il tempo che trovano. Insomma, si esprime meglio sul rosso anche perche altrove proprio nn si esprime ma i discorso che sulla terra varrebbe la top10 beh….calma ragazzi.Uno che vale quella classifica in una superficie ha una continuita’ di quarti e semi in Master 1000 sulla terra e RG che Fabio nn ha mai avuto. Spero di cuore che qst anno sia la volta buona anche perch’ da italiano mi auguro che possa naturalmente sorprenderci in positivo. Forza Fabio

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