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Monte-Carlo, classifica e grandi manovre: Alcaraz-Sinner per il n.1, Vacherot sogna ancora; intanto Brad Gilbert analizza Swiatek-Roig e Zarina Diyas dice addio

10/04/2026 23:06 1 commento
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nella foto - Foto Getty Images
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nella foto - Foto Getty Images

Il tennis vive ore densissime tra il Masters 1000 di Monte-Carlo, le nuove gerarchie del circuito e alcune notizie importanti anche fuori dal campo. In primo piano c’è ovviamente la corsa al numero 1 ATP tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che si deciderà proprio nel Principato, ma fanno rumore anche la favola sempre più incredibile di Valentin Vacherot, le riflessioni di Brad Gilbert sulla nuova collaborazione tra Iga Swiatek e Francis Roig, e l’annuncio del ritiro di Zarina Diyas.

Partiamo da Monte-Carlo, dove il duello a distanza tra Alcaraz e Sinner è ormai arrivato al punto decisivo. L’ATP aveva già chiarito prima del torneo che il modo più semplice per Sinner di riprendersi il vertice era vincere il titolo: in quel caso, l’italiano tornerebbe numero 1 a prescindere dal risultato dello spagnolo. Ora che entrambi sono in semifinale, il quadro è ancora più netto: Alcaraz deve fare almeno lo stesso risultato di Sinner per restare davanti. Se Sinner dovesse arrivare in finale e Alcaraz no, il sorpasso diventerebbe realtà già lunedì.

Accanto alla lotta per il trono mondiale, Monte-Carlo sta regalando anche la storia più sorprendente della settimana: quella di Valentin Vacherot. Il monegasco, già campione del Masters 1000 di Shanghai 2025 da numero 204 del mondo, ha continuato la sua corsa da sogno battendo anche Alex de Minaur e diventando il primo giocatore monegasco a raggiungere la semifinale nel Principato. Con questo risultato è salito fino al numero 17 del ranking ATP live, miglior classifica della sua carriera; in caso di vittoria contro Alcaraz salirebbe ancora, mentre il titolo gli spalancherebbe un ulteriore salto.
Il percorso di Vacherot non è più quello di una sorpresa estemporanea. Dopo il titolo a Shanghai, il monegasco aveva già consolidato la sua crescita con il quarto turno a Melbourne, i quarti ad Acapulco e un ottimo torneo a Miami; adesso Monte-Carlo lo sta consacrando definitivamente nell’élite. Le sue parole dopo il successo su De Minaur raccontano perfettamente il momento: ha definito un onore condividere la semifinale con “i tre migliori giocatori degli ultimi anni” e ha detto di non vedere l’ora di affrontare Alcaraz nella sua città.

Sul fronte femminile, intanto, continua a far discutere la nuova collaborazione tra Iga Swiatek e Francis Roig. Secondo Brad Gilbert, intervenuto sul podcast Big T, la differenza principale rispetto alla precedente esperienza di Roig con Emma Raducanu riguarda il movimento. Gilbert ha spiegato che Swiatek, a suo giudizio, è probabilmente la seconda miglior giocatrice del circuito WTA negli spostamenti, dietro soltanto a Coco Gauff, e che questo permetterà a Roig di chiederle molto di più in fase di costruzione e allungamento degli scambi. Raducanu, secondo questa lettura, non si sentirebbe ancora così a proprio agio nel sostenere quel tipo di tennis.
Il tema, in sostanza, è tecnico ma anche identitario. Gilbert ritiene che con Swiatek Roig potrà lavorare su una base atletica e difensiva molto più solida, trasformando quella capacità di copertura del campo in un’arma ancora più pesante. È un’analisi che fotografa bene quanto il movimento resti uno dei pilastri del tennis della polacca e perché questo nuovo binomio venga osservato con così tanta curiosità nel circuito.

Infine, arriva una notizia che chiude un capitolo importante del tennis kazako: Zarina Diyas ha annunciato ufficialmente il ritiro. La 32enne, ex top 35 mondiale e prima giocatrice del Kazakistan a farsi largo ad alto livello nel circuito internazionale, lascia dopo una carriera in cui ha raggiunto due ottavi di finale a Wimbledon e conquistato il titolo di Tokyo nel 2017. Fonti kazake e internazionali hanno confermato l’annuncio arrivato via social nelle ultime ore.
La sua ultima partita è stata la sconfitta al primo turno dell’Australian Open contro Paula Badosa, ma in pochi immaginavano che quello sarebbe stato il suo saluto definitivo al professionismo. Diyas lascia l’immagine di una pioniera per il tennis del suo Paese, una giocatrice capace di aprire la strada e di costruirsi una carriera lunga e riconoscibile nel tour.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

Dr Ivo (Guest) 10-04-2026 23:37

Penso che a Sinner lo interessi vincere il titolo e non il numero 1.
Per dirla altrimenti se Carlos perdesse in semi, e lui perdesse invece in finale, sarebbe n. 1 ma non credo davvero che ne sarebbe soddisfatto.
È d’altra parte, se battesse Alcaraz in finale sarebbe sì n. 1, ma una settimana dopo Carlos vincendo Barcellona lo risupererebbe di nuovo, anche se di poco. Quindi non è cosa cui dare troppa importanza in questa fase, è sui titoli che si svolgerà la lotta

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