Berrettini parla dopo la sconfitta vs. Fonseca a Monte Carlo: “Oggi non sono riuscito a far funzionare il servizio”
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Matteo Berrettini lascia Monte-Carlo con due vittorie e una sconfitta contro un giovane in ascesa: il brasiliano João Fonseca, classe 2006, che si è imposto 6-3, 6-2. Un torneo comunque positivo per il romano, che torna a casa con segnali incoraggianti dopo un percorso di rilancio.
Domanda: Riconoscendo i giusti meriti a Fonseca, a un certo punto hai detto “sto servendo come mio padre” — è stata quella la chiave del match in negativo per te?
Matteo Berrettini: Sicuramente il servizio — non è un segreto che sia un’arma molto importante — e oggi non sono riuscito a farlo funzionare come di solito. Un po’ per merito suo, un po’ per demeriti miei. Quando perdo un po’ di ritmo lì, anche il gioco da fondo perde fiducia, perché non ho la tranquillità di andare a servire con serenità. Però abbiamo parlato poco dopo la partita — c’era il doppio, mi sono dovuto riposare un attimo. Bisogna prendere ciò che di buono c’è stato, e di positivo in questo torneo ce n’è tanto. Devo ricordarmi sempre da dove arrivo e quello che sto sentendo — secondo me sto mettendo dei tasselli importanti. È ovvio che bisogna anche, con calma, analizzare quello che non è andato e capire come migliorare.
Domanda: Tu hai affrontato tutti i migliori — Nadal, Federer, poi quelli attuali. Guardando quello che hai visto oggi in campo da Fonseca, riesci a metterlo in una scala? È forte, molto forte, fenomeno, fuoriclasse?
Matteo Berrettini: Che domandona. Bisogna prendere in considerazione tante cose: io ho perso contro di lui e lui sta giocando intorno al 30 del mondo, ha già vinto un 500, è andato ai quarti di uno Slam. E ha un potenziale — se penso a quanto sono migliorato io dai 19 anni in poi — incredibile. È ovvio che quando si parla delle nuove generazioni si guarda Carlos, però non credo sia giusto farlo subito così. Proprio l’altro giorno sentivo Riccardo Piatti parlare di questa fretta di dare il “terzo incomodo” — arriverà, nel senso che secondo me lui ha il potenziale. Poi se vincerà venti Slam o dieci Slam non lo so, però è un giocatore che fondamentalmente non ha lacune: colpisce la palla benissimo, si muove bene, serve bene, lotta. Ha la potenzialità per essere il terzo incomodo.
Domanda: Con quale spirito giocherai Roma, che hai sempre detto essere un torneo speciale per te?
Matteo Berrettini: Il mio programma è giocare Madrid e Roma, poi non lo so — andiamo settimana per settimana. Lo spirito è quello di sempre: un grandissimo regalo che faccio a me stesso per tutto il percorso che ho fatto, da quando andavo a vedere i giocatori al momento in cui ho potuto giocare lì. Sono un po’ di anni che non riesco a godermelo come vorrei. Vorrei finire il torneo — tipo adesso, con l’incazzatura di aver perso — però senza pensieri strani. Questa è un po’ la mentalità che mi fa scendere in campo tutte le settimane. Mi sto allenando con grande dedizione, sto bene, e secondo me — come dicevo anche in America — sto facendo dei passi importanti. Devo avere ancora un po’ di pazienza per arrivare più in fondo nei tornei.
Domanda: Ultima — cena da offrire a Lorenzo (Musetti)?
Matteo Berrettini: Da offrire? Sì, anche perché il mio compleanno è tra poco — mi toccherà offrirla per forza.
Dal nostro inviato a Monte Carlo, Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Matteo Berrettini

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Un vero peccato. Purtroppo non era la sua migliore giornata. Fin dai primissimi 15 sembrava piantato per terra e gli spostamenti lenti lenti. Ci sta comunque perdere con l’attuale Fonseca. Ci saranno ancora tante partite da vincere.
Fonseca non è un giocatore che berrettini può impensierire, specialmente sul rosso gli passa sopra, come ha puntualmente fatto. Le chiacchere stanno a zero….altro che servizio a mezzo servizio…suvvia…non scherziamo! Superiorità netta e conclamata…