Lemon Bowl 2017 Copertina, Generica, Junior

Lemon Bowl 2017: Concluso il torneo. Tutti i risultati

06/01/2017 18:29 4 commenti
Foto di Ngantcha (credits: Foto Biagio Milano).
Foto di Ngantcha (credits: Foto Biagio Milano).

Il Lemon Bowl 2017 chiude i battenti con un’ultima giornata di freddo, vento e grande tennis, che ha consegnato alla storia del torneo otto nuovi campioni nelle categorie under 8, 10, 12 e 14.

Abedallah Shelbayh, il Verdasco di Amman conquista Roma. Il mancino giordano Abedallah Shelbayh ha conquistato il titolo nella categoria under 14 maschile, superando in finale il pugliese Benito Massacri, testa di serie numero 1, con il netto punteggio di 6-1 6-2. “Alla quarta partecipazione al Lemon Bowl finalmente abbiamo portato a casa la coppa – racconta il papà allenatore -. Il livello quest’anno era molto alto e, a prescindere dalla vittoria, è stato molto importante per Abedallah potersi confrontare con alcuni dei migliori coetanei italiani. Il migliore? Sicuramente il romano Niccolò Ciavarella (vincitore lo scorso anno dell’under 12 maschile; ndr), che mio figlio ha battuto in due set lottati al secondo turno: è fortissimo, mi ha letteralmente impressionato”. “Amo giocare questo torneo – spiega Abedallah – perché l’atmosfera è magica, così come la città di Roma, e poiché mi diverte molto giocare sulla terra battuta, che in Giordania e in quasi tutta l’Asia non esiste…”. Nel femminile under 14 bellissima affermazione della pugliese Alessandra Simone (Tc Foggia), abile a imporsi 6-2 6-4 su Beatrice Ricci (Tc Pistoia). “Abbiamo giocato bene entrambe nonostante le condizioni climatiche avverse – racconta la foggiana – ma alla fine sono stata brava a chiudere un complicato secondo set. A chi mi ispiro? Ad Ana Ivanovic, anche se purtroppo si è appena ritirata…”.

Urgesi e Nosei conquistano l’under 12. I tabelloni under 12, sia al maschile che al femminile, sono stati di qualità eccelsa. I migliori d’Italia si sono confrontati sui campi del New Penta 2000 dando spettacolo dal primo all’ultimo 15. La finale maschile è stata la più equilibrata dell’intera giornata, che ha visto il ligure Giacomo Nosei (Ct Lerici) rimontare un set di svantaggio al bravo Federico Bondioli (Ct Dario Zavaglia) chiudendo con lo score di 6-7(9) 6-4 6-2. “Era la mia prima volta qui al Lemon Bowl – dichiara Nosei -, ma mi sono trovato molto bene. In finale sono stato bravo a non pensare alle occasioni sprecate nel primo set, visto che ho mancato molti set point. A chi mi ispiro? Non ho un vero e proprio idolo ma, se devo fare dei nomi, dico Roger Federer e Grigor Dimitrov”. Nel femminile Federica Urgesi (Ct Fano) si è presa la rivincita sulla romana Benedetta Sensi (Le Magnolie), che l’aveva sconfitta 7-6 7-6 ai recenti campionati italiani under 11. “Sono stata brava a recuperare in entrambi i set – spiega la Urgesi – perché mi sono ritrovata sotto 0-3 nel primo e 2-4 nel secondo, chiudendo però 6-4 7-5. Mi è piaciuto tantissimo il Lemon Bowl, soprattutto i bungalow del campeggio dove dormivamo. Un’esperienza nel complesso bellissima. La mia giocatrice preferita è Maria Sharapova, perché adoro il suo modo di stare in campo”.

Ngantcha e De Matteo campioni under 10. Yannick Ngantcha completa l’opera e porta a casa la coppa dei limoni nella categoria under 10. Padre camerunense, madre spagnola, ma nato a Fano, Ngantcha si allena al Centro Tennis Perugia con il maestro Romeo Lavoratori e, al Lemon Bowl, ha palesato una notevole completezza tecnica oltre a una grande forza mentale. In finale Ngantcha ha superato il talentuoso rumeno Yannick Alexandrescu con doppio 6-3. Nel femminile bellissima affermazione della napoletana Francesca De Matteo (Asd 2000), che ha battuto 6-2 6-2 Vanessa Fratila della Tennis School Empoli. “È stata una partita difficile – racconta la campana – perché il vento spostava tantissimo la palla. Ero un po’ tesa prima della finale poiché avevo visto giocare la mia avversaria e mi aveva ben impressionato. A chi mi ispiro? Senza dubbio a Simona Halep”. La famiglia De Matteo ha compiuto l’en plein grazie alla vittoria, nell’under 8 maschile, del fratellino minore Federico. Nel femminile successo di Alessia Chiriac del Tennis Club Parioli.

Raduno Fit, un successo annunciato. La Federazione Italiana Tennis, in accordo con il Lemon Bowl, ha organizzato quest’anno durante il torneo un raduno dei 32 più forti classe 2004 e 2005 d’Italia. “I ragazzi si sono allenati tutti i giorni e hanno partecipato a un torneo importante come il Lemon Bowl – racconta il tecnico federale Massimo Valeri – apportando un’esperienza importante al proprio bagaglio tennistico. Si sono allenati con il vento e il freddo, hanno disputato un match ufficiale nel tardo pomeriggio e, a distanza di poche ore, sono nuovamente scesi in campo. Nel complesso il raduno al Lemon Bowl è stato molto positivo e, per quanto ci riguarda, l’esperienza è assolutamente da ripetere. Vorrei ringraziare infine il direttore del torneo Paolo Verna e il circolo New Penta 2000 nella figura di Tonino Sistelli, che ci hanno aiutato e supportato in ogni maniera possibile”.

I RISULTATI DELLE FINALI

Under 8
Federico De Matteo (Asd 2000) b. Luca Cosimi (Ostia Antica) 1-6 6-2 7-2
Alessia Chiriac (Tc Parioli) b. Milana Rasan-Buha (Croazia) 6-3 6-0

Under 10
Yannick Ngantcha Lliso (Ct Perugia) b. Yannick Alexandrescu (Romania) 6-3 6-3
Francesca De Matteo (Asd 2000) b. Vanessa Fratila (Empoli Ts) 6-2 6-2

Under 12
Giacomo Nosei (Ct Lerici) b. Federico Bondioli (Ct Dario Zavaglia) 6-7(9) 6-4 6-2
Federica Urgesi (Ct Fano) b. Benedetta Sensi (Le Magnolie) 6-4 7-5

Under 14
Abedallah Shelbayh (Giordania) b. Benito Massacri (Angiulli Bari) 6-1 6-2
Alessandra Simone (Tc Foggia) b. Beatrice Ricci (Tc Pistoia) 6-2 6-4


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4 commenti

Il Violinista del Titanic (Guest) 07-01-2017 14:04

@ Luigi (#1745607)

guarda che agonismo, professionismo e ricreazione sono 3 cose diverse. Come ricreazione possiamo fare tutti i Tornei che vogliamo a qualunque livello (di questo tu hai parlato) e fare tutte le esperienze formative di cui parli. No problem le coppette, i buoni premio, le vacanze gratis, l’articolo sul giornale di provincia… Se entriamo nell’agonismo il cui fine ultimo è l’ingresso tra i professionisti le cose cambiano. Di questo io parlavo. È per questo che la Redazione pubblica articoli del Lemon Bowl, Orange Bowl di Pto San Giorgio, dell’ Avvenire… mica per il tennis come ricreazione. Ecco c’è da ragionare sul senso di questi tornei. Io sono per una drastica revisione/abolizione della trafila dei tornei juniores. Nulla a che spartire con la ricreazione. In generale per l’agonista, specialmente tra gli juniores, i tornei sono un fine (conta vincere) e non un mezzo per migliorare la tecnica. Risultato: mezzi tennisti, tennisti incompleti tecnicamente. Monocordi. È un errore marchiano. Di tale errore, Quinzi è il simbolo nostrano per eccellenza (oltre che per etimologia).

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erminio (Guest) 07-01-2017 13:49

Scritto da Luigi
@ Il Violinista del Titanic (#1745604)
Guarda che nel tennis (come in tutti gli sport, del resto) non esiste solo il professionismo… Lo sport innanzitutto è una pratica sportiva formativa per chiunque la pratichi a qualsiasi livello. Molti dei giocatori/giocatrici che da bambini/ragazzini/adolescenti/giovani adulti hanno fatto le scuole, le lezioni, i tornei (locali, provinciali, regionali, nazionali, internazionali) hanno imparato ad impegnarsi per un obiettivo, a perdere (più facile, anche da metabolizzare), a vincere (più difficile, anche da gestire), a ripartire, a capire i propri limiti e a rispettare quelli dell’avversario/a. Tutti si sono impegnati per una coppetta, un ritaglio di giornale, uno scudetto sulla tuta. Io ancora sorrido (o mi incazzo…) ricordando partite di quasi 50 anni fa, e questo è un patrimonio di vita che mi arricchirà fino alla fine dei miei giorni (Alzheimer permettendo…). Se il tennis si limitasse alla tua visione in Italia giocherebbero forse non più di 100 persone…

commento che condivido al 100%

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Luigi (Guest) 06-01-2017 23:31

@ Il Violinista del Titanic (#1745604)

Guarda che nel tennis (come in tutti gli sport, del resto) non esiste solo il professionismo… Lo sport innanzitutto è una pratica sportiva formativa per chiunque la pratichi a qualsiasi livello. Molti dei giocatori/giocatrici che da bambini/ragazzini/adolescenti/giovani adulti hanno fatto le scuole, le lezioni, i tornei (locali, provinciali, regionali, nazionali, internazionali) hanno imparato ad impegnarsi per un obiettivo, a perdere (più facile, anche da metabolizzare), a vincere (più difficile, anche da gestire), a ripartire, a capire i propri limiti e a rispettare quelli dell’avversario/a. Tutti si sono impegnati per una coppetta, un ritaglio di giornale, uno scudetto sulla tuta. Io ancora sorrido (o mi incazzo…) ricordando partite di quasi 50 anni fa, e questo è un patrimonio di vita che mi arricchirà fino alla fine dei miei giorni (Alzheimer permettendo…). Se il tennis si limitasse alla tua visione in Italia giocherebbero forse non più di 100 persone…

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Il Violinista del Titanic (Guest) 06-01-2017 23:12

Onestamente, proverei ad abolire i tornei Under… un ragazzino/il maestro/i genitori pensa no solo a vincere e così tutti dimenticano di imparare la tecnica. Risultato: tennisti monocordi incapaci di fare 2 colpi messi in croce. E lo spettacolo propriamente tennistico si abbassa a favore degli aspetti atletici e mentali. Questo è il noiosissimo tennis moderno. Da riformare. Partendo proprio dall’abolizione dei tornei under fino ai 16 anni. A 16 se sei bravo entri tra i pro altrimenti a studiare o lavorare. Tra l’altro se non erro le Williams saltarono quasi del tutto il percorso dei tornei Under a testimonianza del fatto che i Tornei servono più a Maestri, Circoli e genitori (per riscattare voglie represse o vantarsi dei successi dei figli) che non ai piccoli tennisti o ai futuri spettatori. Inutile dire che non condivido l’idea di pubblicare notizie relative ad un Under 8 dando a baby-Massacro lo stesso rilievo di un Federer o Nadal… Ma questa è la società dell’informazione: ogni gerarchia è abolita. Ma poi a me che me frega? Io continuo a suonare…

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