Federico Gaio e il 2016: un’estate al top e un 2017 da conquistare

17/11/2016 08:20 4 commenti
Federico Gaio classe 1992
Federico Gaio classe 1992

La stagione volge al termine e dalle semplici statistiche si possono trarre interessanti valutazioni: il 2016 di Federico Gaio ad esempio, guardando i meri numeri, ci regala un giocatore prevalentemente da terra battuta (22/17), superficie grazie alla quale ha raggiunto quest’anno il best ranking (158 ATP) e su cui in estate ha vinto due tornei challenger esprimendo un tennis davvero completo; di contro su cemento outdoor Federico vanta un desolante score di 1/7 più un 7/11 indoor e un irrilevante 0/1 su erba…

Di Gaio vanno apprezzate sicuramente, oltre il tennis completo di cui può disporre, la voglia di migliorarsi continuamente e il misurarsi con palcoscenici ATP (ha spesso tentato le qualificazioni), perché se il sogno del professionismo deve essere effettivamente cullato si deve necessariamente salire di livello. Andiamo però ad analizzare la sua stagione al completo.

Il classe ’92 ha esordito nel 2016 con poche soddisfazioni, impegnandosi soprattutto nel circuito challenger (eventi indoor e cemento outdoor) ma tentando anche le qualificazioni agli Australian Open. Molte sconfitte all’esordio per l’italiano che deve aspettare marzo e la terra rossa messicana di San Luis per mettere a segno il primo squillo di tromba: semifinale e fiducia in aumento.
Dopo i quarti sul duro indoor di St. Brieuc, Federico vira sul rosso: nuovamente pochissime vittorie, senza riuscire a centrare le qualificazioni ATP a Bucarest, Roma e sulla terra Slam di Parigi e fallendo anche gli appuntamenti nostrani di Napoli, Barletta e Vicenza.
Di Federico si è spesso detto che sembra avere il colpo in canna, il grande tennis nel DNA ma di non riuscire sempre a esprimersi al meglio: l’estate italiana sfata questo tabù e Federico esplode. Vittorie a luglio sul rosso di San Benedetto e Biella, dove fra l’altro si toglie lo sfizio di battere in finale un giocatore dal livello importante come il brasiliano Bellucci.

È il momento di spiccare il volo però Gaio scende nelle prestazioni e difetta in continuità, quello che per molti è il suo tallone d’Achille: molti primi turni, l’accesso al main draw fallito a New York, le quali non superate nemmeno a Mosca ma il ripescaggio fortunato come lucky loser. Sul duro indoor lotta e perde nei quarti di finale contro Lorenzo Sonego a Ortisei, dimostrando che anche lontano dalla terra battuta Federico può dimostrare il valore del suo tennis.
Talento certo, a Gaio sembra spesso mancare quel passo in più per diventare davvero grande: il 2017 sarà l’anno del giudizio, quello che effettivamente ci dirà se il tennista di Faenza è quello della magica estate 2016 o quello che alterna buone prestazioni a preoccupanti passaggi a vuoto.


Alessandro Orecchio


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4 commenti

Raul Ramirez (Guest) 17-11-2016 20:17

@ Reax (#1731379)

Sì anche per stare nei 170 se è per questo…credo che il giornalista alludesse ad un certo talento che lo potesse portare molto più in alto.

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aper (Guest) 17-11-2016 17:05

@ Reax (#1731379)

Appunto, mi dispiace ma io proprio non lo vedo nemmeno nei 100.

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Reax (Guest) 17-11-2016 10:51

@ Raul Ramirez (#1731355)

PERCHÉ per stare dentro i cento non ci vuole talento???

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Raul Ramirez (Guest) 17-11-2016 09:01

Talento certo ? Mah…io lo vedo al massimo appena dentro i cento.

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