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30 aprile 1993: il giorno in cui il tennis cambiò

03/08/2016 08:30 34 commenti
Monica Seles ex n.1 del mondo
Monica Seles ex n.1 del mondo

All’inizio degli anni ’90 il tennis femminile conosceva una delle rivalità più belle di sempre: due tenniste teenager, fortissime e idolatrate dai fan come Steffi Graf e Monica Seles infiammavano gli animi dei tifosi e si spartivano titoli Slam e settimane in vetta al ranking.

Certo il gioco bimane e potente della Seles aveva scombinato i piani della tedesca: a soli 19 anni Monica aveva già vinto 8 titoli dello Slam e sembrava decisa a riscrivere tutti i record possibili del tennis in gonnella. Ma la mente umana, spesso può attraversare boschi oscuri e rimanere invischiata in dinamiche che generano puro terrore: il 30 aprile del 1993, durante il torneo di Amburgo nel match di quarti di finale contro la bulgara Magdalena Maleeva, la Seles fu aggredita da tale Günther Parche, fan ossessionato e ossessivo della Graf, che l’accoltellò in campo al solo scopo di restituire la leadership alla sua beniamina.

Una ferita che interessò la schiena, all’altezza della spalla sinistra, non troppo grave (circa 1,5 cm) ma che provocò un terremoto nella psiche della Seles: l’effetto psicologico fu sconvolgente e l’americana rimase fuori dal circuito per circa due anni.

È risaputo che la Seles tentò un ritorno nel circuito, fruttuoso ma non troppo (1 titolo Slam in Australia nel 1996 l’affermazione più importante), anche se apparve fin da subito chiaro che qualcosa si era rotto in quel bellissimo meccanismo che era il tennis dell’americana. Il ritiro definitivo per lei arrivò nel 2003, anche se la Seles attese il 2008 per renderlo effettivo: per lei in totale 53 titoli in singolare e 178 settimane in vetta al ranking WTA.
Il gesto di un pazzo ci ha privato di uno spettacolo bellissimo, che abbiamo solo potuto assaporare: da quel giorno il tennis, la vita e le carriere delle atlete (non solo quelle coinvolte) non furono più gli stessi. Impossibile per la Seles dimenticare l’accaduto, impossibile per i tifosi appassionarsi come prima, impossibile per l’ambiente respirare aria pulita, impossibile per la Graf vivere il suo tennis e il suo strapotere senza uno spiccato senso di colpa. Questa è la vita, orribile nei dolori che riesce a provocare attraverso gli esseri umani e che quel giorno invase con tutto l’odio che sa produrre il microcosmo felice del mondo del tennis.


Alessandro Orecchio


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34 commenti. Lasciane uno!

addio papuffo crudele (Guest) 03-08-2016 23:31

Scritto da marypierce
Posso ricitare un mio commento a un simile articolo di un anno fa? Perche’ tutti conoscono come questo evento abbia avuto conseguenze nella carriera della Seles, ma pochi conoscono quello che e’ avvenuto dietro le quinte nella vita privata di questa grande campionessa che lei stessa ha raccontato nella sua biografica “Getting a grip”:
“L’articolo salta purtroppo tutta la parte della vita di Monica dopo l’aggressione. La ferita fisica non fu grave e guarì dopo qualche mese (fortuna volle che mentre l’aggressore la stava per accoltellare, lei si era chinata a prendere una bottiglia d’acqua e questo gesto fece sì che il coltello non tagliò in profondità), ma la ferita psicologica che Monica si portò dentro durò anni.
Nel 1995, quando tornò nel circuito, Monica era di molti chili più grassa: aveva sviluppato una disfunzione alimentare e cercava di sedare il senso di impotenza e ingiustizia abbuffandosi di cibo. Nella sua biografia racconta come dopo ore e ore di allenamenti, la sera si ingolfava con abbuffate di 5000 calorie. Ad un certo punto assunse anche una persona che aveva il compito di tenerla lontana dal frigo la sera.
Senza contare poi la malattia del padre. Quando Monica tornò nel circuito nel 95 al padre-allenatore che lei adorava fu diagnosticato un cancro e pian piano si spense fino alla sua morte nel ’98. Fu il padre a spingere Monica a continuare a giocare nel tour nonostante la malattia, e due settimane dopo la sua morte raggiunse la finale al Roland Garros in cui però perse totalmente la concentrazione nel terzo set e il titolo lo vinse la Sanchez Vicario.
Nella sua biografia Monica racconta di quanto fosse imbarazzata a giocare nel circuito con tutti quei chili di troppo. Ferita dai commenti maligni a cui era sottoposta, racconta che non riusciva a godersi nemmeno le cerimonie di premiazione dopo le vittorie dei tornei tanto forte era il desiderio di uscire dal campo e nascondersi.
E poi iniziarono gli infortuni al piede e l’uscita dalla top 10 per la prima volta in tanti anni. Nel 2000 fu sul punto di ritirarsi, ma poi qualcuno la convinse a giocare il torneo di Oklahoma City che all’epoca era un semplice tier III ma era anche uno dei primi tornei che Monica aveva vinto nella sua carriera. Giocò quel torneo, lo vinse, e decise di dare al tennis un’altra opportunità.
Vinse ancora tornei importanti (Roma, per esempio) ma l’infortunio al piede peggiorava e ormai poteva giocare solo prendendo alte dosi di antidolorifici. Fino al punto in cui fu costretta a fermarsi del tutto. Ancora non lo sapeva, ma quel secondo turno al Roland Garros del 2003 sarebbe stata l’ultima sua partita nel circuito.
Ma è da qui in poi che la vita di Monica a una svolta. Paradossalmente, lasciando la cosa a cui teneva di più nella vita, riuscì a trovare un senso a tutto quello che le era accaduto: Lontana dalla frenesia del circuito, iniziò a elaborare il lutto per suo padre e a riscoprirsi come persona al di fuori del tennis. I problemi alimentari e i chili di troppo sparirono pian piano.
Impiegò così tanti anni ad annunciare il suo ritiro ufficiale perché aveva paura che senza tennis la sua vita non avrebbe più avuto un significato. Fu solo nel 2008 che affrontò quella sua ultima paura e continuò una vita molto soddisfacente al di fuori del tennis.
La sua autobiografia si intitola “Getting a Grip” e ve la consiglio moltissimo perché è davvero interessante.”

Brava (o bravo) a spiegarcela con la massima chiarezza e fluidità di concetti. L’acquisterò senz’altro.

34
Kla (Guest) 03-08-2016 22:56

La nostra Ferrando riuscì nell’impresa di batterla ma gioco al 150% per venirne a capo. Forza Monica sempre. Magari ci vorrebbe lei come.capitana di fed cup per far capire cosa sono fame ; voglia di emergere e faticare.

33
Kla (Guest) 03-08-2016 22:53

@ pibla (#1660704)

Anche perché Monica era davvero completa mentre la Graf di rovescio e in difesa aveva diverse pecche.

32
Shuzo (Guest) 03-08-2016 22:49

Anche quell’episodio mise in mostra le contraddizioni delle società umane, oltre che l’ipocrisia.
Questo Gunther Parche fu subito liberato perché gli venne data la condizionale. Invece il padre della Graf si fece diversi anni di galera per evasione fiscale. Come può essere possibile che una persona che non ha commesso reati violenti debba farsi diversi anni di galera mentre un altro che ha commesso un tentato omicidio venga subito liberato? Qualcosa non va!!!!!!

31
chrolli 03-08-2016 20:39

@ deuce (#1660983)

vinse la Sanchez con un doppio 6-3.Ho visto la finale….

30
Mauri (Guest) 03-08-2016 20:29

@ pablox (#1660713)
Secondo me Serena al meglio avrebbe vinto contro Monica al meglio per la differenza a favore di Serena dei colpi di inizio gioco in particolare il servizio, per Serena al meglio intendo quella delle Olimpiadi di Londra 6-1 6-3 ad Azarenka e 6-0 6-1 a Sharapova

29
deuce (Guest) 03-08-2016 20:20

@ chrolli (#1660971)

no amico credevo che fosse troppo facile……Steffi Graf …

28
chrolli 03-08-2016 20:00

@ deuce (#1660944)
Lo vinse la Sanchez Vicario…

27
deuce (Guest) 03-08-2016 19:28

@ Maxtam (#1660412)

dentro le sbarre?? macche’…… già da 21 anni che e’ fuori anzi per la verità fu riconosciuto mentalmente malato …..non fini neanche in galera ….2 anni di libertà vigilata……la Seles giustamente fu anche delusa che non sospesero il torneo com’ e’ giusto che fosse ….prova ad indovinare chi lo vinse….da li la decisione di non giocare mai più in Germania ….

26
AKGUL (Guest) 03-08-2016 16:53

@ saby (#1660702)

a trarne vantaggio è stata la Williams????? :???: :???:

la Williams ha iniziato a vincere con continuità nel 2002 (anche se uno slam lo aveva vinto a 17 anni nel 1999), l’accoltellamento è del 1993…
ma di che stai parlando?? :roll:
la Williams sarebbe arrivata a 22 slam comunque, la Graf no!

25
mirko.dllm (Guest) 03-08-2016 16:49

Secondo me proprio Serena probabilmente sarebbe stata la candidata che già aveva in quel 1999,tutte le carte in regola per far terminare il regno di Monica,magari a partire proprio da quegli Us Open che vinse quell’anno,e magari a Wimbledon dell’anno dopo,sarebbe stato il turno di Venus a batterla.

24
Maury 03-08-2016 16:42

Io avevo da poco iniziato a seguire il tennis (un annetto) Proprio perchè ammaliato dalla personalità, di quella ragazzina…… Ricordo preciso la notizia data al telegiornale e il mio sbigottimento. Un pazzo ha tolto al tennis, una stella che non avrebbe avuto eguali.
Per me rimane la più forte di sempre, non ci sono Graf o Williams che tengano :evil:

23
marypierce 03-08-2016 16:14

Scritto da giuly97top10
@ marypierce (#1660354)
mi hai fatto commuovere..

Anche io mi sono commosso diverse volte leggendo la biografia. La trovo una storia molto umana, molto profonda e molto bella.

22
pablox 03-08-2016 15:23

Scritto da saby
Non è colpa loro, ma a trarne vantaggio sono state la Graf e, in termini di titoli slam, la Willliams. Monica a 19anni ne aveva già 8. Chiunque abbia visto Monica giocare dal vivo, non può essersi dimenticato della grinta. la violenza dei colpi e, soprattutto, la precisione. La palla prendeva spesso le righe. Andava in confusione solo con una Graf al 100% o con la Sabatini a Roma, dove perse due finali. Ma più per merito dell’argentina che giocò un tennis talmente vario da fare perdere a Monica qualsiasi logica.
Monica Seles è per me, nel suo picco massimo, la tennista più forte che io abbia visto giocare. La Seles del rientro era un’ottima giocatrice ma senza la cattiveria agonistica di prima e soprattutto senza un forma fisica che il tennis, nel frattempo cambiato, richiedeva.

Assolutamente d’accordo

21
pibla (Guest) 03-08-2016 15:15

Scritto da bad_player
Al momento della coltellata Monica non spartiva nulla con nessuno a dire il vero; dominava (secondo me lo avrebbe fatto ancora per anni) e la Graf doveva “accontentarsi” del solo Wimbledon.

Esatto.

20
saby (Guest) 03-08-2016 15:11

Non è colpa loro, ma a trarne vantaggio sono state la Graf e, in termini di titoli slam, la Willliams. Monica a 19anni ne aveva già 8. Chiunque abbia visto Monica giocare dal vivo, non può essersi dimenticato della grinta. la violenza dei colpi e, soprattutto, la precisione. La palla prendeva spesso le righe. Andava in confusione solo con una Graf al 100% o con la Sabatini a Roma, dove perse due finali. Ma più per merito dell’argentina che giocò un tennis talmente vario da fare perdere a Monica qualsiasi logica.
Monica Seles è per me, nel suo picco massimo, la tennista più forte che io abbia visto giocare. La Seles del rientro era un’ottima giocatrice ma senza la cattiveria agonistica di prima e soprattutto senza un forma fisica che il tennis, nel frattempo cambiato, richiedeva.

19
luigi (Guest) 03-08-2016 15:05

Scritto da Phoedrus
Senza quell’aggressione, Graf non avrebbe vinto quasi piu’ niente.

sono d’accordo. Ho visto tutte le partite di Monica ed era agonisticamente “forsennata”. Che perdita enorme per il tennis.

18
controcorrente (Guest) 03-08-2016 14:51

Un omaggio alla Seles è sempre bello, perché lo merita come tennista, come agonista (ho letto che è stata paragonata alla Errani: beh, mi sembra quasi farle un torto…) e come donna (ancor prima che giocatrice) alla quale purtroppo è stata rovinata la vita. Mi sfugge però un particolare: per quale motivo proprio oggi? C’è una ricorrenza o un’attinenza che mi sfuggono? E se così fosse, non era forse meglio specificarlo nell’articolo per non farlo sembrare quasi anacronistico? Chissà se la redazione o qualche utente riesce a soddisfare questa mia curiosità. Grazie in anticipo

17
UAZ (Guest) 03-08-2016 14:45

Americana?

16
Koko (Guest) 03-08-2016 14:29

La Seles non era solo tennis era soprattutto mentalità vincente e aggressiva e capacità di soverchiare le rivali. In alcuni aspetti e da terraiola rivedo un pò di quella grinta incondizionata in alcune partite della migliore Errani.

15
Luciano.N94 03-08-2016 12:50

Scritto da quoth

Scritto da l Occhio di Sauron
Tutta la mia ammirazione per la Seles come sportiva (Serba, di Novi Sad, odio sto mercato delle cittadinanze per prendersi meriti che non sia hanno diritto di avere), tutta la mia solidarietà per l’ignobile ingiustizia subita.
Ma il suo tennis era veramente orribile, riusciva a farmi veder bello il tennis della Graf e con questo dico tutto (il dritto a due mani dovrebbe essere vietato per regolamento, non è solo disgustoso, è blasfemo).
Certo che dal periodo Evert-Navratilova a quello Seles-Graf le cose a mio parere sono andate in una deriva stilistica spaventosa.
Le cose sono poi per fortuna migliorate e di molto con le Williams e la Hingis.

mah, per me il tennis non è bello solo per il bel movimento a una mano o 2, ma la bellezza per me sta anche negli anticipi.. nel timing…nelle traiettorie…nella grinta…e la Seles su tutte queste cose non era seconda a nessuno.

Questo si che è parlare.

14
quoth (Guest) 03-08-2016 12:44

Scritto da ASHTONEATON
Vista giocare dal vivo… una devastante superiorità tennistica rispetto alle avversarie di allora!
Quel giorno ci ha privato di una leggenda del tennis femminile che probabilmente avrebbe realizzato una serie di record impressionanti!

concordo pienamente.

13
giuly97top10 03-08-2016 12:28

@ marypierce (#1660354)

mi hai fatto commuovere..

12
ASHTONEATON 03-08-2016 11:53

Vista giocare dal vivo… una devastante superiorità tennistica rispetto alle avversarie di allora!
Quel giorno ci ha privato di una leggenda del tennis femminile che probabilmente avrebbe realizzato una serie di record impressionanti!

11
quoth (Guest) 03-08-2016 11:48

Scritto da l Occhio di Sauron
Tutta la mia ammirazione per la Seles come sportiva (Serba, di Novi Sad, odio sto mercato delle cittadinanze per prendersi meriti che non sia hanno diritto di avere), tutta la mia solidarietà per l’ignobile ingiustizia subita.
Ma il suo tennis era veramente orribile, riusciva a farmi veder bello il tennis della Graf e con questo dico tutto (il dritto a due mani dovrebbe essere vietato per regolamento, non è solo disgustoso, è blasfemo).
Certo che dal periodo Evert-Navratilova a quello Seles-Graf le cose a mio parere sono andate in una deriva stilistica spaventosa.
Le cose sono poi per fortuna migliorate e di molto con le Williams e la Hingis.

mah, per me il tennis non è bello solo per il bel movimento a una mano o 2, ma la bellezza per me sta anche negli anticipi.. nel timing…nelle traiettorie…nella grinta…e la Seles su tutte queste cose non era seconda a nessuno.

10
Maxtam (Guest) 03-08-2016 11:42

Spero che l’aggressore sia ancora dietro le sbarre!!

9
Luciano.N94 03-08-2016 10:28

Quanto è ingiusta la vita a volte!Questo qui meritava il carcere a vita!

8
marypierce 03-08-2016 10:22

Posso ricitare un mio commento a un simile articolo di un anno fa? Perche’ tutti conoscono come questo evento abbia avuto conseguenze nella carriera della Seles, ma pochi conoscono quello che e’ avvenuto dietro le quinte nella vita privata di questa grande campionessa che lei stessa ha raccontato nella sua biografica “Getting a grip”:

“L’articolo salta purtroppo tutta la parte della vita di Monica dopo l’aggressione. La ferita fisica non fu grave e guarì dopo qualche mese (fortuna volle che mentre l’aggressore la stava per accoltellare, lei si era chinata a prendere una bottiglia d’acqua e questo gesto fece sì che il coltello non tagliò in profondità), ma la ferita psicologica che Monica si portò dentro durò anni.

Nel 1995, quando tornò nel circuito, Monica era di molti chili più grassa: aveva sviluppato una disfunzione alimentare e cercava di sedare il senso di impotenza e ingiustizia abbuffandosi di cibo. Nella sua biografia racconta come dopo ore e ore di allenamenti, la sera si ingolfava con abbuffate di 5000 calorie. Ad un certo punto assunse anche una persona che aveva il compito di tenerla lontana dal frigo la sera.

Senza contare poi la malattia del padre. Quando Monica tornò nel circuito nel 95 al padre-allenatore che lei adorava fu diagnosticato un cancro e pian piano si spense fino alla sua morte nel ’98. Fu il padre a spingere Monica a continuare a giocare nel tour nonostante la malattia, e due settimane dopo la sua morte raggiunse la finale al Roland Garros in cui però perse totalmente la concentrazione nel terzo set e il titolo lo vinse la Sanchez Vicario.

Nella sua biografia Monica racconta di quanto fosse imbarazzata a giocare nel circuito con tutti quei chili di troppo. Ferita dai commenti maligni a cui era sottoposta, racconta che non riusciva a godersi nemmeno le cerimonie di premiazione dopo le vittorie dei tornei tanto forte era il desiderio di uscire dal campo e nascondersi.

E poi iniziarono gli infortuni al piede e l’uscita dalla top 10 per la prima volta in tanti anni. Nel 2000 fu sul punto di ritirarsi, ma poi qualcuno la convinse a giocare il torneo di Oklahoma City che all’epoca era un semplice tier III ma era anche uno dei primi tornei che Monica aveva vinto nella sua carriera. Giocò quel torneo, lo vinse, e decise di dare al tennis un’altra opportunità.

Vinse ancora tornei importanti (Roma, per esempio) ma l’infortunio al piede peggiorava e ormai poteva giocare solo prendendo alte dosi di antidolorifici. Fino al punto in cui fu costretta a fermarsi del tutto. Ancora non lo sapeva, ma quel secondo turno al Roland Garros del 2003 sarebbe stata l’ultima sua partita nel circuito.

Ma è da qui in poi che la vita di Monica a una svolta. Paradossalmente, lasciando la cosa a cui teneva di più nella vita, riuscì a trovare un senso a tutto quello che le era accaduto: Lontana dalla frenesia del circuito, iniziò a elaborare il lutto per suo padre e a riscoprirsi come persona al di fuori del tennis. I problemi alimentari e i chili di troppo sparirono pian piano.
Impiegò così tanti anni ad annunciare il suo ritiro ufficiale perché aveva paura che senza tennis la sua vita non avrebbe più avuto un significato. Fu solo nel 2008 che affrontò quella sua ultima paura e continuò una vita molto soddisfacente al di fuori del tennis.

La sua autobiografia si intitola “Getting a Grip” e ve la consiglio moltissimo perché è davvero interessante.”

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l Occhio di Sauron 03-08-2016 10:15

Tutta la mia ammirazione per la Seles come sportiva (Serba, di Novi Sad, odio sto mercato delle cittadinanze per prendersi meriti che non sia hanno diritto di avere), tutta la mia solidarietà per l’ignobile ingiustizia subita.

Ma il suo tennis era veramente orribile, riusciva a farmi veder bello il tennis della Graf e con questo dico tutto (il dritto a due mani dovrebbe essere vietato per regolamento, non è solo disgustoso, è blasfemo).

Certo che dal periodo Evert-Navratilova a quello Seles-Graf le cose a mio parere sono andate in una deriva stilistica spaventosa.

Le cose sono poi per fortuna migliorate e di molto con le Williams e la Hingis.

6
giuly97top10 03-08-2016 09:55

povera monica :(
soprattutto per lo shock psicologico, che deve essere stato terribile.
mi piacerebbe sapere se quel tipo aveva un mandante o era “solo” un pazzo.

5
Phoedrus (Guest) 03-08-2016 09:45

Senza quell’aggressione, Graf non avrebbe vinto quasi piu’ niente.

4
silvano musso (Guest) 03-08-2016 09:14

Massima solidarietà ed ammirazione per una grande campionessa, ma che urlatrice…

3
stefano2 03-08-2016 08:53

Manca. Quanto manca

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bad_player (Guest) 03-08-2016 08:53

Al momento della coltellata Monica non spartiva nulla con nessuno a dire il vero; dominava (secondo me lo avrebbe fatto ancora per anni) e la Graf doveva “accontentarsi” del solo Wimbledon.
Inoltre non è per niente chiaro se l’attentatore fosse un fan o altro; di fatto a Milosevic le origini ungheresi di Monica davano parecchio fastidio.

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