Break Point - Numero 55 Copertina, Generica

Quando il lavoro paga

19/11/2014 09:47 5 commenti
Kei Nishikori classe 1989, n.5 del mondo
Kei Nishikori classe 1989, n.5 del mondo

Fra i tennisti che in questo 2014 hanno ottenuto grandi risultati e che hanno mostrato notevoli miglioramenti c’è anche Kei Nishikori,
che ha terminato la stagione al numero 5 del ranking mondiale. Il giapponese,che circa dodici mesi fa ha iniziato a collaborare con Michael Chang,ha disputato una grande annata arrivando in finale agli Us Open e a Madrid(dove la vittoria gli è sfuggita soprattutto per il mal di schiena),vincendo a Memphis,Barcellona,Kuala Lumpur e Tokyo e arrivando in semifinale a Miami,Parigi-Bercy e alle Atp Finals. Il 2014 del giapponese però è stato caratterizzato anche da molti infortuni,come quello all’inguine sinistro che non gli ha permesso di disputare la semifinale a Miami,quello alla schiena che gli ha fatto perdere la finale madrilena e che lo ha costretto a saltare il torneo romano compromettendo anche il Roland Garros e quello al piede destro che ha pregiudicato la sua partecipazione ai due “1000” di Agosto in Nord America.

Purtroppo questo è un problema ricorrente, verificatosi anche negli anni precedenti e che rischia di condizionare tutta la carriera di Kei,che in questa off-season cercherà di lavorare molto proprio sulla prevenzione degli infortuni,in modo da giocare con continuità per tutto l’anno,avvicinandosi sempre di più ai primi 3-4 giocatori del mondo. I margini per migliorare e per raggiungere grandi traguardi ci sono tutti,e probabilmente nel 2015 avrà la chance di vincere qualcosa di davvero molto importante,che sia un Masters 1000 o,addirittura, uno Slam. Se Nishikori è riuscito a crearsi le possibilità per arrivare a questi livelli è stato grazie agli enormi miglioramenti mostrati durante tutto l’anno.

Con Chang al suo fianco, è diventato infatti un giocatore più paziente,meno frenetico,”aggredendo” di meno la palla,
senza così andare fuori giri e commettere molti errori banali,soprattutto con il dritto. Proprio questo colpo nell’ultimo anno è cambiato moltissimo,soprattutto sotto il profilo dell’efficacia e della competitività con i top player. Eseguito con una presa semiwestern e con un’apertura ampia con testa della racchetta piuttosto alta,chiude il colpo con il polso dando solamente all’ultimo istante la direzione e la rotazione desiderata. Quello che è davvero cambiato con il dritto è la solidità e la continuità,tenendo la diagonale anche con i migliori,senza avere troppa fretta ma colpendo al momento giusto e senza scoordinarsi e non saltando troppo con le gambe,ma rimanendo più saldo sul terreno di gioco,potendo così dare una frustata eccellente.

Il colpo migliore invece è sempre stato il rovescio,eseguito perfettamente in lungo linea e con cui tiene lo scambio con i migliori del circuito,Djokovic incluso.
La presa,quasi identica a quella dello stesso serbo, è continental per quanto riguarda la mano dominante(cioè la destra) e eastern per la sinistra. Il colpo viene eseguito osservando attentamente la palla,rimanendo basso con il baricentro,colpendo la palla con grande anticipo e con un’ottima rotazione di busto e spalle,sollevando leggermente il piede sinistro. Il servizio è sicuramente uno dei punti deboli del gioco di Kei,vista anche la piccola statura. Lo esegue con un ottimo salto,partendo da una posizione un po’ laterale,cosa che forse non gli consente di entrare bene nel movimento con l’anca e la spalla destra. Inoltre non inarca la schiena per generare potenza,non colpendo la palla con la “pancia” dell’ovale e terminando il movimento con la testa della racchetta troppo verso l’esterno. Oltre a ciò,spesso accade che,soprattutto quando deve eseguire una seconda palla di servizio,il lancio di palla sia troppo basso,impattando male la palla,non trovando la giusta rotazione,perdendo il controllo del colpo e commettendo molti doppi falli.

Anche il gioco a rete è rivedibile. Infatti, pur disponendo di un ottima sensibilità, Kei spesso non riesce a organizzarsi nel modo giusto per eseguire la volée,non passando all’impugnatura continental con prontezza,senza tenere fermo il polso e con un posizionamento del corpo piuttosto difettoso. Questo è un aspetto su cui sta lavorando,ed è molto importante anche per avere più varianti e per ottenere dei punti gratis,fondamentali soprattutto in dei match molto tirati e fisici,come sono specialmente quelli contro i primi della classe. Di certo,più si allenerà su questo tipo di colpi,più la confidenza con essi aumenterà.

Altra variazione importante del gioco del giapponese è la smorzata, che è in grado di eseguire molto bene e con ottima mano,ma che deve ancora imparare ad usare nei momenti più appropriati e con la giusta lucidità. Anche il back di rovescio potrebbe essere un’arma fondamentale per “Nishi”, altro colpo la cui esecuzione può senz’altro migliorare,perfezionando la presa della racchetta e la postura del corpo,e che può aiutarlo molto nel gestire i servizi in kick,su cui non riesce ad essere incisivo in fase di risposta,in quanto non riesce,chiaramente,ad anticipare la palla. Per quanto riguarda lo smash,anch’esso può migliorare, sia nella coordinazione che nella posizione degli arti,oltre che nell’utilizzo della mano non dominante,flettendo il polso verso il pollice e non aprendo il palmo della mano verso l’alto,come spesso fa e che porta ad un movimento meno sciolto e fluido e rende difficile un impatto sicuro.

Invece il footwork e la risposta sono entrambi fenomenali,quasi da numero uno al mondo. Il tennista del Sol Levante infatti si muove molto rapidamente con dei passettini di aggiustamento,arrivando molto bene sulla palla senza perdere troppe energie arrivando a grandi falcate. Inoltre in questo modo riesce a colpire molto bene in anticipo,impattando in maniera ottimale la palla anche durante la sua fase ascendente,aspetto fondamentale per non perdere campo,soprattutto nei match su terra battuta. Anche la risposta,come detto,è fenomenale ed è eseguita formando una diagonale con i piedi,in modo da poter rispondere in maniera molto aggressiva e profonda quando è possibile,senza rimanere però inerme in caso di una battuta troppo violenta,potendo così rimandare la pallina al di là della rete senza compromettere necessariamente l’esito dello scambio. Il lavoro di Nishikori in questi mesi è stato davvero incredibile anche sotto il profilo fisico,cercando di irrobustire il proprio corpo per quanto fosse possibile, e sotto quello mentale,avendo meno passaggi a vuoto e riuscendo ad essere lucido nei momenti clou delle partite più tese ed importanti,senza cedere di testa. Come visto,il lavoro che Kei ha intrapreso nell’ultimo anno è stato certosino e di livello assoluto,nonostante ci siano ancora grossi margini di miglioramento. Infatti si può ancora lavorare molto sulle variazioni di gioco, sul movimento del servizio,eseguendolo variando maggiormente le direttrici e le rotazioni,cercando inoltre di essere sempre più paziente e lucido senza però snaturare il proprio innato senso dell’anticipo. Se riuscirà a continuare in questa direzione,riuscendo a non avere problemi fisici nel corso della stagione e a non sprecare troppe energie in partite “interlocutorie”, allora forse potrà davvero sollevare grandi trofei,diventando uno dei dominatori del circuito.


Gabriele Ferrara


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5 commenti

Grand Slam 20-11-2014 00:33

Scritto da Kriss69forever
Nishikori è molto cresciuto soprattutto tecnicamente, il diritto è all’altezza del rovescio se non più sicuro. Non mi sembra abbia acquisito una pazienza particolare, semplicemente sbaglia meno colpi quindi gli errori su colpi decisivi si notano meno.
Il suo punto forte è senz’altro l’esplosività e l’elasticità dei piccoli movimenti di braccio, polso in primis: se vi capita di guardarlo al rallentatore, si vede bene che l’intervallo fra l’inizio e la fine del movimento (su entrambi i colpi) è cortissimo, segno di una accelerazione nettamente superiore agli altri. Il suo rallenti equivale alla velocità normale di una seconda categoria. Questo costituisce il vantaggio che ha su Djokovic, che ha un gioco simile al suo.
Ad oggi invece, a parte il fisico, il suo lato da migliorare è la difesa. È vero che risponde bene, ma non quanto un Djokovic o un Nadal. Se si guarda bene poi, Nishikori quando è attaccato è molto bravo a difendere, mentre un Djokovic è costantemente su ogni colpo al contrattacco. Qui gli manca un po’ di abitudine, ambizione e costanza.
In ogni caso sono dettagli, in un giocatore che, se sostenuto dal proprio fisico, e se resta lontano dal Giappone dove è pari a un Dio – tipo Yokozuna-, è destinato a prendere il no. 1 del ranking.

Hai ragione,la questione della fase difensiva è molto importante e mi sono dimenticato di parlarne.

Scritto da Flock1990
Complimenti sicuramente per la competenza tecnica, ricordo però già da un altro articolo che l’autore dispone del’utilizzo della slow motion, possibilità a disposizione di una quantità di appassionati indicabile nell’ordine dello 0, % (in cui il decimale è volutamente assente) e quindi difficilmente confrontabile e/o comprensibile.
Più in generale sicuramente concorde nell’indicare il rovescio ma anche la risposta come punto di forza, il servizio come punto di relativa debolezza e nell’indicarne le grandi potenzialità di vittoria dei tornei maggiori, ammesso che il fisico e gli infortuni gli diano un pò di tranquillità.

Gli slow motion si trovano su youtube molto facilmente e sono a disposizione di chiunque,in ogni caso grazie dei complimenti 😀

5
manuel (Guest) 19-11-2014 19:30

analisi corretta,nishikori quest’anno ha fatto passi da gigante,ha raggiunto la sua prima finale slam e ha giocato un ottimo masters
( è stato l’unico a strappare un set a nole,al momento quasi imbattibile,eccezion fatta contro federer ).

4
Kriss69forever 19-11-2014 14:22

Nishikori è molto cresciuto soprattutto tecnicamente, il diritto è all’altezza del rovescio se non più sicuro. Non mi sembra abbia acquisito una pazienza particolare, semplicemente sbaglia meno colpi quindi gli errori su colpi decisivi si notano meno.
Il suo punto forte è senz’altro l’esplosività e l’elasticità dei piccoli movimenti di braccio, polso in primis: se vi capita di guardarlo al rallentatore, si vede bene che l’intervallo fra l’inizio e la fine del movimento (su entrambi i colpi) è cortissimo, segno di una accelerazione nettamente superiore agli altri. Il suo rallenti equivale alla velocità normale di una seconda categoria. Questo costituisce il vantaggio che ha su Djokovic, che ha un gioco simile al suo.
Ad oggi invece, a parte il fisico, il suo lato da migliorare è la difesa. È vero che risponde bene, ma non quanto un Djokovic o un Nadal. Se si guarda bene poi, Nishikori quando è attaccato è molto bravo a difendere, mentre un Djokovic è costantemente su ogni colpo al contrattacco. Qui gli manca un po’ di abitudine, ambizione e costanza.
In ogni caso sono dettagli, in un giocatore che, se sostenuto dal proprio fisico, e se resta lontano dal Giappone dove è pari a un Dio – tipo Yokozuna-, è destinato a prendere il no. 1 del ranking.

3
winter18 (Guest) 19-11-2014 13:11

Complimenti articolo tecnico interessante.

2
Flock1990 19-11-2014 12:15

Complimenti sicuramente per la competenza tecnica, ricordo però già da un altro articolo che l’autore dispone del’utilizzo della slow motion, possibilità a disposizione di una quantità di appassionati indicabile nell’ordine dello 0, % (in cui il decimale è volutamente assente) e quindi difficilmente confrontabile e/o comprensibile.
Più in generale sicuramente concorde nell’indicare il rovescio ma anche la risposta come punto di forza, il servizio come punto di relativa debolezza e nell’indicarne le grandi potenzialità di vittoria dei tornei maggiori, ammesso che il fisico e gli infortuni gli diano un pò di tranquillità.

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