Matteo Berrettini – Il tennista galantuomo. L’attestato di stima di Daniil Medvedev

30/06/2022 16:00 Nessun commento
Matteo Berrettini ITA, 1996.04.12 - Foto Getty Images
Matteo Berrettini ITA, 1996.04.12 - Foto Getty Images

Il connubio Santopadre-Berrettini è uno dei sodalizi più forti in ambito sportivo. Difatti l’allenatore romano, ex tennista e Oro ai Giochi del Mediterraneo a Bari nel 1997, segue dal 2011 Matteo Berrettini, talento cristallino del tennis italiano. I miglioramenti che il tennista romano mostra mese dopo mese, competizione dopo competizione sono sotto gli occhi di tutti. La vittoria al Queen’s per la seconda edizione consecutiva è solo la conferma di un processo di crescita costante fermato solo dagli infortuni, celebrato anche dalle parole di Santopadre e di Danil Medvedev.

Wimbledon 2021: la finale indimenticabile contro Djokovic nel giorno “italiano”
Il giorno 11 luglio del 2021 sarà ricordato da tutti i tifosi di sport italiani per lungo tempo. Infatti non fu soltanto uno dei giorni più propizi per gli appassionati di scommesse live, una delle modalità più divertenti e apprezzate dei palinsesti di betting sportivo per la possibilità di scommettere in diretta mentre si segue la gara. Si giocavano infatti lo stesso giorno a distanza di poche ore, la finale di Wimbledon singolare maschile, e la finale degli Europei di calcio maschile. Ma fin qui sarebbe ancora qualcosa di normale. Ciò che fa essere l’11 luglio 2021 un giorno “tricolore” nello sport è che nelle due finali c’erano appunto atleti italiani: Berrettini contro Djokovic da un lato, e l’Italia di calcio di Mancini contro l’Inghilterra dall’altro. Il tennista romano era caduto per la quarta volta su quattro contro il campione serbo con i parziali di 6-7, 6-4, 6-4, 6-3, mentre l’Italia aveva poi vinto la finale di Euro 2020 ai calci di rigore. A poche settimane dall’edizione di Wimbledon 2021, l’allenatore Santopadre era stato profetico sul possibile percorso di Berrettini nel torneo, e aveva palesato la possibilità che il 26 enne romano potesse arrivare in finale.

Di recente “l’Ultimo Uomo”, rivista di sport fondata nel 2013, ha pubblicato un interessante articolo sul perché Berrettini sia così forte sull’erba. C’è innanzitutto da dire “bravo” a Berrettini che statisticamente ha migliorato la tradizione italiana sull’erba, superficie su cui i colori azzurri hanno portato a casa ben poche soddisfazioni fino alle ultime due affermazioni consecutive del romano. Il Queen’s ha infatti consacrato il potenziale di Berrettini sul’erba. L’abilità di Berrettini sull’erba è un po’ un contrasto: lui tennista romano arrivato “tardi” ad alti livelli, ma per restarci, e si scopre come il migliore fra gli italiani sulla superficie più chic, più borghese del mondo della racchetta. Questa è già una storia affascinante di per sé, ma se ci si uniscono i trofei allora, la storia può diventare leggenda. È ciò che pronosticava per Berrettini a Wimbledon il campione russo Medvedev: l’idea del tennista moscovita era di vedere Matteo fra i possibili finalisti, insieme ai soliti noti Djokovic e Nadal, di cui vanno sempre valutate le condizioni fisiche.
Purtroppo Matteo è stato fermato dal Covid e non è potuto nemmeno scendere in campo.

Attestati di stima da parte di tutto l’ambiente del tennis, ma anche di riviste e media di informazione più “generalisti”, per un talento che si sta facendo valere non solo sul campo, ma anche a livello mediatico. Forte e abile sull’erba, laddove non siamo mai stati veramente “competitivi”. Il modo di giocare un po’ anni ‘90 di Berrettini con un servizio devastante e un mix di forza e “tocco” lo rendono ideale per questa superficie. Nell’universo mediatico, invece, il suo carisma e la sua maniera gentile e sincera di “salutare” al Queen’s la giornalista britannica Sue Barker, prossima alla pensione, gli sono valsi l’appellativo de “il tennista galantuomo”, cosa che aggiunge valore a uno dei più grandi talenti italiani di sempre.


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