È stato il primo incontro su erba del 2026 per Jannik, seppur non ufficiale Altro, Copertina

Sinner regola Norrie in sicurezza nell’esibizione di Hurlingham

24/06/2026 17:07 4 commenti
Jannik Sinner a Hurlingham
Jannik Sinner a Hurlingham

Una gioia per gli occhi ritrovare in campo Jannik Sinner sull’erba di Hurlingham, con quel completino total white che gli sta maledettamente bene e rievoca il dolcissimo ricordo del 13 luglio 2025, quando divenne campione a Wimbledon, insieme alla soddisfazione di ammirare la facilità e bellezza delle sue accelerazioni di rovescio lungo linea, il suo miglior colpo di giornata. Il n.1 del mondo torna a calcare i prati, seppur in un match di esibizione, battendo in totale sicurezza Cameron Norrie per 6-3 6-3 nella fascinosa tappa di avvicinamento ai Championships, al via lunedì prossimo. Non c’era da aspettarsi chissà cosa da una partita del genere: ritmo blando, assoluta attenzione alle scivolate tanto da non esagerare con i recuperi sulle traiettorie più angolate, o nelle discese a rete, tutte eseguite piuttosto bene ma con passo quasi felpato.

Ha spinto forse alla metà del proprio potenziale il n.1 del mondo, impegnato nel trovare buone sensazioni impattando “pulito” la palla su erba, e le migliori sincronie nei movimenti, anche per resistere alla canicola arrivata fino oltremanica. Il servizio è andato così così, poche prime palle in campo, ma l’efficacia sulla seconda è stata ottima, tanto che l’aspetto tecnico più positivo dell’esibizione è stata certamente la selezione delle varie rotazioni e traiettorie alla battuta. Le ha provate davvero tutte, con massimo focus sulla seconda palla, piuttosto aggressiva, tanto che Norrie (uno che risponde bene su erba) non ha mai trovato ritmo in risposta e questo è soprattutto merito dell’italiano. Nei momenti in cui Jannik ha risposto bene ha preso il sopravvento (tre break a suo favore) e quando ha deciso di entrare forte con la progressione di diritto si è visto il campione capace di comandare con potenza e precisione. Una buona sessione di allenamento, e ampi sorrisi al termine del match.

“L’atmosfera è molto bella, questo posto è bellissimo anche se è molto caldo! Non c’ero mai stato, è meraviglioso” afferma Jannik dopo la partita. “È importante giocare queste partite per trovare la miglior forma per Wimbledon. Mi alleno su erba da una settimana, le sensazioni sono buone. Tornare a Londra e ripensare a quello che è accaduto l’anno scorso è meraviglioso, ma sto preparando un nuovo torneo, dove troverò cose diverse e nuove sfide. Questo è il torneo più importante e non vedo l’ora di giocare di nuovo su quel campo così speciale”.

Sinner inizia l’incontro di esibizione strappando un break immediato a Norrie ai vantaggi, bravo a bloccare il britannico sul diritto con la sicurezza del proprio diagonale di rovescio, già profondo e veloce fin dai primi punti. Segue un turno di servizio discreto del n.1, attento a non forzare troppo e non rischiare niente, con l’ace che lo porta sul 2-0. Norrie si sblocca nel terzo game, trova anche uno splendido vincente dalla riga fondo che scatena un plauso anche di Jannik. L’azzurro cerca ogni tipo di angolo e rotazione al servizio, evidente come voglia sfruttare l’occasione per testare le possibili soluzioni. Sul 2-1 commette un doppio fallo, poi sul 40-30 attacca la rete e il tocco corto non è di qualità, ma ci pensa Norrie a regalare affossando in rete un passante non difficile (3-1). Sinner sperimenta, Norrie… sbaglia un po’ troppo, ma riesce ad annullare due palle break e resta agganciato al britannico (3-2). La sensazione è che Jannik spinga si è no al 50% del suo potenziale, molto attento soprattutto alla seconda di servizio (la percentuale di prime non è alta), dove le variazioni sono continue. In generale predilige la precisione ed i tagli rispetto alla botta a tutto braccio. La meraviglia è l’uscita lungo linea col rovescio, come quella fantastica che gli regala il punto del 4-2. Il set non offre spunti particolari, il pubblico si fa sentire sul 5-3 in apertura di game per un altro vincente lungo linea di rovescio di Jannik splendido, esattamente sul gesso che delimita il campo in larghezza. L’italiano arriva a doppio set point sul 15-40 con una perfetta progressione col diritto e volée comoda, ma non completa subito l’allungo. Ci riesce alla quarta palla set, con uno scambio rapido ed errore in avanzamento col rovescio di Norrie, per il 6-3 Sinner.

Il n.1 riparte nel secondo set con un game di battuta vinto a zero, in totale sicurezza, mentre in risposta sta molto attento ad esagerare con gli allunghi difensivi, per evitare ogni rischio di scivolate eccessive. Quando centra bene la risposta, per Norrie son problemi… la palla arriva dalla sua parte di campo veloce e molto profonda, non c’è tempo per Cameron per imbastire una contromossa. Al contrario la risposta di Norrie non trova ritmo, per le continue variazioni dell’italiano, che si porta 2-1 col secondo game di fila a zero. Tennis ridotto all’osso, dominano i servizi. Sul 2 pari Jannik scivola a terra nei pressi della rete perdendo l’appoggio col piede sinistro; vince lo stesso il punto ma soprattutto nessun problema, riparte e vola sul 3-2 col terzo game di fila netto. L’equilibrio si spezza nel sesto game. All’improvviso Norrie si incarta (errore col diritto e doppio fallo), mentre Sinner trova bellissimo rovescio lungo linea. Jannik si prende il break a zero con una risposta, ancora di rovescio lungo linea, che l’ex top 10 britannico non riesce a gestire. 4-2 Sinner. Norrie tira un raro vincente a tutto braccio nel settimo game, si va ai vantaggi complice un doppio fallo di Sinner. C’è anche una palla break per il britannico, grazie a una risposta ottima di rovescio cross che sorprende il S&V di Jannik. L’italiano se la gioca con una prima palla esterna precisa e diritto vincente in contro piede. Perfetto nel primo momento di pressione. 5-2. Sinner chiude il match per il 6-3 in un game segnato da un ace al centro, un diritto profondo in progressione e un attacco a rete ben calibrato. Mancano cinque giorni al debutto a Wimbledon, sperando che faccia anche un po’ più fresco a Londra…

Marco Mazzoni 


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4 commenti

JannikUberAlles 24-06-2026 18:45

Mi è venuta in mente l’esibizione fatta a Gennaio, a Seoul, con un Sinner piuttosto falloso in risposta e poco concentrato nel servizio.

Lui gioca bene solo al Six Kings dove c’è un bel premio da incassare.

Qui ha fatto il suo “compitino” asfaltando allegramente un top-30 come Norrie che sull’erba resta sempre un “brutto cliente” per tutti.

In questi giorni ho letto, non ricordo dove, una domanda davvero simpatica: “Alcaraz e Sinner sono davvero troppo forti rispetto agli altri tennisti?”.

In effetti la sensazione è proprio quella, anche sull’erba! 😉

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robdes12 24-06-2026 18:30

Scritto da Di Passaggio
Finalmente qualcuno che ammira anche l’estetica del tennis di Jannik. Non ero contento quando non ci si accorgeva della bellezza del tennis di Nole, così come non sono contento quando si dice che Jannik è un robot.
Secondo me giudicare bello il tennis di Roger o Dimitrov è fin troppo facile. Ma si è arrivati addirittura a leggere che Stan giocava bello e Nole no: gustibus disputandum est!

Infatti i suoi movimenti sono molto armoniosi e il gesto tecnico è sempre fluido>: ottiene la massima accelerazione anche se sembra solo sfiorare la palla. Velocissimo di braccio, leggero sul campo, capace di fare colpi straordinari con apparente facilità. Forse per questo lo trovano robotico. Non dà mai l’idea che i suoi possano essere colpi da campione in quanto non estremizzati…però lo sono. Oggi risposte dritti e rovesci sontuosi. Mi è piaciuto moltissimo, ha fatto sembrare l’erba una superficie uniforme.

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Sudtyrol (Guest) 24-06-2026 17:41

Il completo bianco dovrebbe sempre essere adottato da chi, come lui, soffre i colpi di calore.

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Di Passaggio (Guest) 24-06-2026 17:33

Finalmente qualcuno che ammira anche l’estetica del tennis di Jannik. Non ero contento quando non ci si accorgeva della bellezza del tennis di Nole, così come non sono contento quando si dice che Jannik è un robot.
Secondo me giudicare bello il tennis di Roger o Dimitrov è fin troppo facile. Ma si è arrivati addirittura a leggere che Stan giocava bello e Nole no: gustibus disputandum est!

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