Fonseca chiarisce la battuta su Djokovic: “Stavo scherzando”. Poi avverte Shelton: “Sono fiducioso”. “Non sono ancora come Kuerten e Sinner”. Griekspoor dopo la rimonta su Arnaldi: «Il tabellone me lo sono aperto da solo»
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Joao Fonseca continua a conquistare risultati e pubblico nel Masters 1000 di Montreal. Dopo aver eliminato Stefanos Tsitsipas, il diciannovenne brasiliano ha superato anche Casper Ruud con il punteggio di 7-6(6), 6-3, raggiungendo gli ottavi di finale del torneo canadese.
Al termine dell’incontro Fonseca ha parlato della sua crescita, del sostegno ricevuto dagli spettatori, della prossima sfida contro Ben Shelton e delle difficoltà affrontate al servizio. Il brasiliano ha inoltre voluto chiarire il significato delle precedenti parole pronunciate su Novak Djokovic: il riferimento all’età del serbo era semplicemente una battuta. (ma “noi” l’avevamo già capito)
«Non sono ancora come Kuerten e Sinner»
Fonseca è stato accompagnato ancora una volta dal calore dei numerosi tifosi brasiliani presenti sugli spalti. Il sostegno non è però arrivato soltanto dai suoi connazionali.
«Nella maggior parte dei tornei ci sono tanti brasiliani e questo è bellissimo. L’atmosfera è stata fantastica: anche i canadesi, gli statunitensi e gli spettatori degli altri Paesi mi hanno sostenuto. Mi è piaciuto moltissimo giocare in queste condizioni», ha raccontato.
Inevitabile anche il confronto con alcuni dei più grandi riferimenti del tennis. Fonseca viene ormai indicato come il possibile erede di Gustavo Kuerten e come uno dei talenti capaci di avvicinarsi in futuro al livello raggiunto da Jannik Sinner.
Il diciannovenne, però, non vuole accelerare i tempi: «Penso semplicemente di non essere ancora uno di loro. Naturalmente il mio sogno è arrivarci, ispirare i bambini e le persone e riuscire a fare anche soltanto la metà di ciò che hanno fatto questi campioni».
Fonseca attribuisce alla famiglia una parte importante della propria capacità di gestire aspettative sempre più elevate. «Cerco di concentrarmi sulla mia routine e su quello che posso fare ogni giorno per migliorare come atleta e come persona. I miei genitori mi hanno dato una base solida e mi hanno insegnato a mantenere i piedi per terra».
Le vittorie contro Tsitsipas e Ruud
I successi ottenuti contro due ex finalisti Slam rappresentano un’altra conferma della rapida crescita del brasiliano. Fonseca si sente più completo rispetto all’inizio della stagione e considera particolarmente importante il modo in cui è riuscito a gestire i momenti difficili.
«Sono tornato a giocare bene e mi sento più solido, sia mentalmente sia fisicamente. Le vittorie contro Tsitsipas e Ruud sono state molto importanti perché si tratta di due giocatori con una grandissima esperienza», ha spiegato.
«Sono felice del modo in cui ho lottato in entrambe le partite e sono molto motivato in vista del prossimo incontro».
Il problema al servizio risolto durante la partita
Contro Ruud, Fonseca ha avuto grandi difficoltà con la prima di servizio nelle fasi iniziali. Nei primi tre turni di battuta ha concesso sette palle break e si è ritrovato sotto per 4-2 nel primo set.
Il brasiliano ha però trovato una soluzione direttamente in campo, riducendo la potenza della prima e utilizzando spesso una seconda aggressiva anche come servizio iniziale.
«Non stavo servendo bene e all’inizio faticavo soprattutto con la prima. In queste situazioni devi provare a risolvere il problema mentre giochi e riuscirci significa moltissimo», ha osservato.
«Ho cominciato a utilizzare la seconda come se fosse una prima, semplicemente per mettere la palla in campo. Non cercavo più la massima potenza, ma provavo a costringere Ruud a sbagliare la risposta e a iniziare lo scambio».
La capacità di adattarsi ha permesso a Fonseca di recuperare immediatamente il break, vincere il primo set al tie-break e non concedere più occasioni in battuta durante il secondo parziale.
«Sono contento di essere rimasto mentalmente dentro la partita. Il servizio è fondamentale, soprattutto sul cemento, e sono molto soddisfatto del modo in cui ho trovato una soluzione».
«Con Djokovic stavo scherzando»
Fonseca ha chiarito anche le dichiarazioni pronunciate dopo la vittoria contro Tsitsipas a proposito della proposta di Djokovic di introdurre set ai quattro game. Il brasiliano aveva collegato scherzosamente l’idea all’età del serbo, ma le sue parole erano state interpretate da alcuni come una frecciata.
«Stavo scherzando. Sappiamo che Novak sta diventando più grande, ma naturalmente farei volentieri tutto quello che ha fatto lui, se ne fossi capace. Credo che anche Djokovic stesse scherzando quando ha parlato del nuovo formato», ha precisato.
Fonseca ha inoltre ricordato di essersi trovato bene con i set brevi utilizzati alle Next Gen ATP Finals: «Mi piace molto quel formato perché alle Next Gen ho giocato bene. Ma, naturalmente, quando ho parlato di Novak stavo soltanto scherzando».
Shelton prossimo ostacolo
Negli ottavi Fonseca affronterà Ben Shelton, campione in carica e quinta testa di serie. Lo statunitense ha vinto l’unico precedente, disputato sulla terra battuta di Monaco di Baviera durante questa stagione.
Il brasiliano è consapevole delle difficoltà della sfida, soprattutto per le condizioni di Montreal, che possono rendere ancora più efficace il servizio del mancino statunitense.
«Sarà una partita molto dura. Ben è un grandissimo giocatore, ama questa superficie e qui la palla rimbalza molto alta. Il suo servizio sarà quindi ancora più difficile da affrontare rispetto al solito», ha riconosciuto.
Fonseca ritiene però di possedere maggiore esperienza rispetto al loro primo confronto: «Quest’anno ho imparato tantissimo e ho disputato molte più partite. Sono fiducioso e mi sento bene in campo. Adesso devo recuperare e farmi trovare pronto per domenica».
Il rapporto con Duncan Chan
Il brasiliano ha infine parlato di Duncan Chan, utilizzato come compagno di allenamento durante il torneo. I due si conoscono fin dall’attività giovanile e hanno costruito nel tempo un rapporto molto stretto.
«È un grande amico. Conosco molto bene lui e sua madre e abbiamo giocato insieme da junior. Frequenta ancora il college, ma sta affrontando il passaggio verso il professionismo. È un bravissimo ragazzo e gli auguro davvero il meglio».
Fonseca si prepara così ad affrontare Shelton con una fiducia sempre maggiore. Le vittorie contro Tsitsipas e Ruud confermano la sua crescita, mentre la capacità di correggere in corsa i problemi al servizio dimostra una maturità sempre più evidente. Il brasiliano mantiene comunque i piedi per terra: non si considera ancora al livello dei grandi campioni, ma a Montreal sta compiendo un altro passo importante per avvicinarsi al suo sogno.
Griekspoor dopo la rimonta su Arnaldi: «Il tabellone me lo sono aperto da solo»
Tallon Griekspoor ritrova vittorie e fiducia nel Masters 1000 di Montreal. Dopo aver eliminato Alexander Zverev, l’olandese ha superato in rimonta anche Matteo Arnaldi con il punteggio di 3-6, 6-4, 6-3, conquistando l’accesso agli ottavi di finale.
Griekspoor non ha nascosto le difficoltà attraversate durante una partita nella quale è stato costretto a inseguire. Il neerlandese ha però sottolineato la capacità di trovare una soluzione anche senza esprimere il proprio miglior tennis, rivendicando inoltre di aver aperto personalmente la propria parte di tabellone grazie al successo ottenuto contro la prima testa di serie.
«Non è stata la mia partita migliore»
L’olandese aveva mostrato un livello molto alto contro Zverev, ma non è riuscito a riproporre immediatamente le stesse sensazioni nella sfida con Arnaldi.
«Sono ovviamente felice per la vittoria, anche se non è stata la mia partita migliore. Dovevo semplicemente trovare un modo per entrare nell’incontro e riuscire a venirne fuori», ha spiegato Griekspoor.
Il successo ottenuto due giorni prima aveva richiesto molte energie, soprattutto dal punto di vista mentale. «Non è mai semplice tornare in campo dopo una vittoria così importante e una prestazione di livello tanto elevato».
Nel primo set l’olandese ha faticato ad adattarsi alle condizioni e alle palline utilizzate a Montreal. La svolta è arrivata nella parte conclusiva del secondo parziale, quando Griekspoor ha strappato il servizio ad Arnaldi sul 4-4 prima di portare la partita al set decisivo.
«All’inizio ho avuto qualche difficoltà con le palline, ma sono riuscito a lottare e a entrare progressivamente nell’incontro. Ho giocato bene alla fine del secondo set e all’inizio del terzo: credo che sia stato quello il momento nel quale ho fatto la differenza».
Tre vittorie consecutive dopo mesi complicati
Quella di Montreal è la prima settimana da febbraio nella quale Griekspoor è riuscito a ottenere tre successi consecutivi. Un dato particolarmente significativo dopo una fase della stagione caratterizzata da risultati negativi.
«Negli ultimi quattro o cinque mesi non ho vinto molte partite. Sono stati momenti difficili», ha ammesso.
L’olandese non aveva però perso fiducia nel lavoro svolto durante gli allenamenti. «Negli ultimi mesi ho abbassato la testa e ho continuato a lavorare. In allenamento il livello c’era ed è migliorato progressivamente. Era soltanto questione di tempo prima che riuscissi a trasferirlo anche durante le partite. Sono contento che stia accadendo questa settimana».
Le vittorie contro Zverev e Arnaldi sono arrivate entrambe dopo aver perso il primo set, un elemento che rafforza ulteriormente la soddisfazione del neerlandese.
«Sono molto orgoglioso, soprattutto considerando il mese che ho attraversato. Non ho vinto molte partite e ho vissuto un periodo durissimo, sia dentro sia fuori dal campo».
Il medical timeout per un fastidio alla schiena
Al termine del primo set contro Arnaldi, Griekspoor ha richiesto l’intervento del fisioterapista. Le immagini avevano fatto pensare a un problema nella zona della spalla, ma il giocatore ha chiarito che si trattava di un fastidio alla schiena già presente prima dell’incontro.
«Avevo già qualche problema alla schiena prima della partita. Dopo il trattamento, però, è andato tutto bene», ha rassicurato.
Griekspoor avrà ora una giornata senza incontri per recuperare, allenarsi e preparare l’ottavo di finale contro lo spagnolo Daniel Mérida Aguilar.
Le difficoltà con le palline nordamericane
Uno dei temi principali affrontati dall’olandese riguarda le palline utilizzate durante la tournée nordamericana. Griekspoor sostiene di aver impiegato diversi anni per trovare una configurazione adatta alle loro particolari caratteristiche.
«Sono quattro o cinque anni che provo ad abituarmi a queste palline. Non accade soltanto a Montreal, ma anche a Cincinnati e New York: credo che siano davvero particolari».
Il neerlandese ha sperimentato diverse soluzioni prima di trovare un equilibrio soddisfacente. «Negli ultimi anni ho provato qualsiasi cosa: corde differenti e tensioni diverse. Non avevo mai trovato la soluzione corretta, mentre adesso sembra che abbia individuato una tensione capace di aiutarmi».
Secondo Griekspoor, la pallina tende a comportarsi in maniera differente rispetto alle altre: «È praticamente l’unica che diventa più piccola invece di ingrandirsi e non si gonfia. Le condizioni sono queste e cerco semplicemente di sfruttarle nel miglior modo possibile. Finora ci sto riuscendo abbastanza bene».
«Questa parte di tabellone l’ho aperta io»
Le numerose eliminazioni delle teste di serie hanno reso il torneo particolarmente imprevedibile. Griekspoor non ritiene però di essere stato semplicemente favorito dagli eventi, ricordando di aver contribuito direttamente all’uscita di uno dei principali candidati al titolo.
«Non credo che il tabellone aperto aumenti particolarmente la mia fiducia, perché la mia parte me la sono aperta da solo. Non è stato qualcun altro a farlo per me: penso di essermi guadagnato questa opportunità».
L’olandese è consapevole di poter competere anche contro i migliori: «So di essere capace di battere i giocatori più forti del mondo e mi piace affrontarli. Naturalmente adesso il tabellone è più aperto, ma tutti i giocatori rimasti penseranno di avere una possibilità».
Per Griekspoor, quanto sta accadendo a Montreal dimostra anche la profondità raggiunta dal circuito maschile. «Oggi i giocatori classificati al numero 50 o 60 del mondo possono arrivare molto avanti nei grandi tornei. Questo mi dà fiducia, ma sono già stato in situazioni simili e devo continuare a lavorare ogni giorno».
Sinner e Alcaraz restano sopra gli altri
Alla domanda se fosse diventato l’uomo da battere dopo l’eliminazione di Zverev, Griekspoor ha risposto con grande prudenza.
«Non credo di essere io il giocatore da battere. Spero di poterlo diventare più avanti durante la settimana, ma nel torneo sono rimasti ancora tanti avversari molto forti».
L’olandese considera Jannik Sinner e Carlos Alcaraz i due principali riferimenti del circuito: «Per me sono stati loro a giocare a un livello superiore rispetto agli altri. Quando non partecipano, vediamo cosa può accadere».
Griekspoor ha riconosciuto anche i meriti di Zverev, vincitore del Roland Garros e finalista a Wimbledon. «Sascha è stato straordinario nell’approfittare delle opportunità a Parigi e ha giocato in maniera incredibile anche a Wimbledon. Quando però viene eliminato anche lui e altri favoriti escono, tutto diventa possibile per chiunque».
«Contava soltanto vincere»
La rimonta contro Arnaldi rappresenta per Griekspoor un’altra dimostrazione della capacità di resistere nei momenti più complicati.
«Ho cercato di rimanere concentrato e di affrontare la partita punto dopo punto. Non è stato affatto semplice: per me è stato un incontro molto difficile».
«Dovevo soltanto trovare una strada e riuscire a superare gli ostacoli. Oggi l’unica cosa realmente importante era vincere la partita».
Francesco Paolo Villarico
TAG: Joao Fonseca, Tallon Griekspoor

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Bravo tallon a non infierire sulla reazione da pupone del tedesco dopo la sua sconfitta che lo ha trattato come una pezza da piedi non nominandolo neppure, accampando problemi con le palline, che al limite hanno tutti, e dicendo di aver giocato malissimo…arnaldi ieri non gli ha regalato nulla e l’olandese è stato bravo a combattere il suo eterno tallone di tallon; la maggior resa a sprazzi…
Guarda caro Fonseca che Nole non stava scherzando, per poter vincere ancora farebbe la monetina dopo un set pari.
La cosa interessante di questo Montreal (nonostante l’assenza dei big, l’eliminazione di tutti i top ten e la falcidia delle teste di serie) è la presenza in massa in ottavi del fiore della NG. Mensik, Fonseca e Jódar, cui aggiungiamo Fils, Mérida e Tien, tutti con la ghiotta occasione per vincere un Mille…
Sempre che non gliela guasti la vecchia guardia affamata di gloria degli olandesi, Borges Shelton e Norrie, e magari il Dardo