Da Brescia Challenger, Copertina

Berrettini sogna per due ore, ma vince Lacko

17/11/2016 23:04 9 commenti
Matteo Berrettini classe 1996, n.723 ATP - Foto Angelo Scaroni
Matteo Berrettini classe 1996, n.723 ATP - Foto Angelo Scaroni

Per lunghi tratti, Matteo Berrettini ha fatto sognare. Il 20enne romano è stato a tanto così dal battere Lukas Lacko, testa di serie numero 1 agli Internazionali Città di Brescia (42.500€, Play-It). Nonostante le 600 posizioni di differenza (n.128 ATP contro 723), Berrettini ha giocato alla pari con lo slovacco e ai punti, forse, avrebbe meritato di vincere. Sarebbe stato il successo più importante della sua carriera. Invece, dopo due ore e sette minuti, Lacko si è imposto 6-7 7-6 6-4, scrollandosi di dosso Berrettini soltanto all’ultimo game. L’azzurro ha confermato le qualità già mostrate il giorno prima contro Sonego, adottando un tennis propositivo che fa ben sperare per il futuro.

Cerca spesso il dritto, soprattutto in direzione anomala, e spesso ottiene il punto. Inoltre è stato eccezionale con il servizio, sparando 24 ace contro i 13 dello slovacco. Nel primo set, prima del tie-break, era stato l’unico ad arrivare a palla break e poi è stato glaciale sul setpoint, dopo che il giudice di sedia Nicholas Stellabotte aveva ordinato la ripetizione del punto su una risposta di Lacko, chiamata fuori dal giudice di linea. Matteo è rimasto concentrato e si è aggiudicato il punto e il primo parziale. Il calo fisiologico in avvio di secondo set (0-2 e addirittura 15-40 nel terzo game) è stato contenuto da una sontuosa rimonta che gli ha permesso di recuperare e arrivare a pochi punti dal match. Ma c’è una ragione se Lukas Lacko ha vinto 78 partite nel circuito ATP e Matteo Berrettini non ne ha giocata neanche una. Nel tie-break ha alzato il livello e se lo è aggiudicato senza patemi. Nel terzo, tuttavia, Berrettini ha continuato a lottare ed è rimasto in scia fino al 4-4. Bravissimo nell’ottavo game, quando ha rimontato da 15-40 giocando con coraggio (e trovando due ace consecutivi). Ma Lacko è stato super nel rispondere sempre nell’ultimo game, venendo premiato da qualche errore di troppo del romano, “catechizzato” a lungo da Umberto Rianna al termine della partita. Una sconfitta non fa mai piacere, ma per un ragazzo tornato a giocare appena due mesi fa, il rendimento messo in mostra a Brescia fa ben sperare per il futuro.


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9 commenti. Lasciane uno!

makko (Guest) 18-11-2016 10:50

@ Antony_65 (#1731853)

speriamo tu abbia ragione!Io ho molto apprezzato la trasferta americana dei challenger di giannessi, Caruso, sonego ed e Eremin promossa dalla federazione. qualcosa si muove…

9
Antony_65 (Guest) 18-11-2016 10:30

Scritto da Lelegenny
Insner de noartri…

😯 che lingua è!? Chi sono costoro?!

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Antony_65 (Guest) 18-11-2016 10:26

In questo ultimo periodo quasi tutti a cantare il “de profundis” di questo 2016 del tennis italiano che, invece a mio giudizio, sta vivendo un vero e proprio ricambio generazionale molto molto importante, per una volta diamo merito alla federazione italiana ed ai suoi bravi istruttori che, stanno portando su dei giovani molto molto interessanti come Berrettini. Il futuro del tennis italiano è molto luminoso all’orizzonte.

7
Mattia (Guest) 18-11-2016 09:37

Bella partita il ragazzo si farà

6
gattone (Guest) 18-11-2016 08:41

@ Becuzzi_style (#1731781)

Scritto da Becuzzi_style
Una cosa però bisogna dirla ad onore dei nostri tecnici..per anni il servizio é stato curato troppo poco..ora quasi tutti i nostri ragazzi…vedi Berrettini, Mager, Sonego, Eremin, Napolitano e lo stesso Donati hanno un ottimo servizio…ed è un’ottima base di partenza per costruire ottimi giocatori…certo mediamente (eccetto Sonego che va irrobustito) sono bei ragazzoni e questo aiuta….per contraltare il limite dei nostri é sul piano fisico…in particolare sulla mobilità…ma questo in parte dipende proprio dalla struttura fisica dei nostri ragazzi…ma comunque c’è spazio, ci deve essere, per migliorare….oltre a tirare bordate all’incrocio delle righe bisogna anche saper correre bene in mezzo a un campo di tennis…

il miglioramento e’ vero e apprezzato (hallelujah), tuttavia la scuola statunitense e’ ancora una spanna sopra. come sempre tutti i giovani li’ servono benissimo, noi abbiamo ancora un po’ di volandri-style in giro fuori dal circolo che hai citato

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Lelegenny (Guest) 18-11-2016 08:10

Insner de noartri…

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ealesia (Guest) 18-11-2016 07:04

Se non viene rovinato dalla federazione è un giocatore pronto

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Corr (Guest) 18-11-2016 00:49

Ho visto Berrettini giocare per due set, i primi due, contro Lacko. Prima di tutto, gran comportamento: sempre testa alta, lamentele quasi zero sia nei confronti dell’arbitro che di sé stesso; body language molto buono nei due sets osservati. Servizio già di ottimo livello: piatto, variazioni in slice, kick non mi pare di averlo notato; palle piazzate molto bene ai vertici del rettangolo della battuta, con punte fino a 214/215 km/h. Dritto pesante, ben controllato, a uscire come notato faceva male allo slovacco. Note dolenti: rovescio coperto ancora insicuro, poco penetrante, si incarta spesso.. back abbastanza bene, un colpo discreto che però necessita di più fluidità con il polso; poi, rapidità dei piedi. Vero che Matteo è alto e “pesante”, dall’intervista di ieri sa che è un aspetto da migliorare/sistemare. In sostanza una buonissima impressione. Da tenere d’occhio.

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Becuzzi_style (Guest) 17-11-2016 23:35

Una cosa però bisogna dirla ad onore dei nostri tecnici..per anni il servizio é stato curato troppo poco..ora quasi tutti i nostri ragazzi…vedi Berrettini, Mager, Sonego, Eremin, Napolitano e lo stesso Donati hanno un ottimo servizio…ed è un’ottima base di partenza per costruire ottimi giocatori…certo mediamente (eccetto Sonego che va irrobustito) sono bei ragazzoni e questo aiuta….per contraltare il limite dei nostri é sul piano fisico…in particolare sulla mobilità…ma questo in parte dipende proprio dalla struttura fisica dei nostri ragazzi…ma comunque c’è spazio, ci deve essere, per migliorare….oltre a tirare bordate all’incrocio delle righe bisogna anche saper correre bene in mezzo a un campo di tennis…

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