Il ritorno di Francesco Picco: “operarmi due volte in 2 anni non è stato facile da accettare e affrontare, ma sono ancora qui pronto a giocarmela contro tutti”

27/06/2016 08:16 8 commenti
Francesco Picco classe 1991, n.535 ATP
Francesco Picco classe 1991, n.535 ATP

Francesco Picco è tornato. Il 25enne tennista ligure sarà al via del Futures di Albinea, il terzo consecutivo (Sassuolo e Basilicanova gli altri due) dopo il lungo stop di sei mesi e mezzo a causa dell’infortunio al polso sinistro. “Andare sotto i ferri due volte in 2 anni non è mentalmente facile da affrontare e accettare” – racconta Francesco Picco – “ma ho deciso di concedermi l’ultimo tentativo, perchè mentalmente stopparsi sulla preparazione e doverla riprendere da zero perdendo per due anni di fila i primi sei mesi è davvero dura. La convalescenza è stata molto lunga e, come da accordi con il dottore che mi ha operato, avrei iniziato a competere solo dopo aver superato dei test, quindi sono andato a Sassuolo convinto al 100% di poter spingere al massimo ovviamente con un po’ di paura, più di me stesso che degli avversari e comunque punto dopo punto fin dal primo match mi sono sentito sempre meglio. Perdere queste due partite mi è servito per capire subito che posso giocarmela con i più forti e che è solo una questione mentale di convinzione.”

Il primo infortunio a settembre 2014, nella settimana del best ranking in carriera (n°464 Atp), poi il rientro a giugno 2015 proprio a Basilicanova, e il nuovo stop a fine stagione che ti ha costretto ai box per quasi 7 mesi, cosa si prova a stare fuori tutto questo tempo e se pensi che questi infortuni abbiano influito sulle tue possibilità di emergere nel tennis che conta.

Il primo stop si accetta meglio del secondo anche se come ranking fossi al best. Entrambi gli stop che ho subito sono stati delle scocciature perchè sono avvenuti in momenti in cui stavo giocando molto bene e stavo facendo molti risultati consecutivi. Ovviamente sono test che la vita ti riserva e che ti mettono alla prova e, quando ne esci, specialmente se non trovi subito le soluzioni, ti arricchiscono come uomo. Essendomi infortunato il polso sinistro, ho potuto allenare altri colpi come servizio, back di rovescio, volée e ovviamemte il diritto.


Attualmente qual è il tuo staff e dove ti alleni? Come è nata la passione per questo sport?

Io mi sono sempre allenato a Genova. Da cinque anni mi alleno al TC Genova e lavoro con Mauro Balestra, con la supervisione di Marco Lubrano, e il preparatore atletico Gerardo Castro che non mi ha mai abbandonato. Escludendo le operazioni al polso fisicamente non mi sono mai fatto male e non ho mai avuto problemi di nessun genere. La mia è una famiglia di tennisti, i nonni giocavano a tennis, i miei genitori anche ma tutti per hobby, mentre mia sorella Valentina ha provato a giocare seriamente raggiungendo una buona classifica italiana ma ha optato per lo studio diventando ingegnere. Io a 12 anni ho scelto tra calcio e tennis, preferendo quest’ultimo, e grazie ad una famiglia fantastica che mi ha sempre supportato, ho sempre giocato ad alti livelli.



Quali sono gli aspetti del tuo tennis che devi migliorare e quali i tuoi punti di forza?

Tennisticamente parlando come colpi non mi sento inferiore a giocatori con ranking attorno alla 200esima posizione. Sicuramente devo migliorare la qualità del servizio e lavorare molto sulla famosa testa, imparando a gestire ogni momento e condizione al meglio accettando momenti duri, di tensione e sconforto, e non gongolarmi sui momenti positivi.



Hai giocato praticamente sempre sulla terra battuta e immagino sia la tua superficie prediletta. Pensi, però, di poterti esprimere a buoni livelli anche su superfici più veloci o no?

Mi sono sempre allenato sui campi rossi, sui quali, secondo me, bisogna essere sempre fisicamente a posto per spingere molto. Negli ultimi anni mi sono allenato spesso sul cemento che aiuta a migliorare il mio tennis, e mi sono trovato abbastanza bene anche su questa superficie però, non avendo un servizio micidiale, farei senz’altro più fatica rispetto alla terra battuta.



In questo periodo di riposo forzato hai coltivato altri interessi? Come è Francesco lontano dai campi da tennis?

In questi mesi non ho mai smesso di fare attività fisica ed allenarmi, però non girando per i tornei, ho avuto l’occasione per stare di più con la mia famiglia e la mia fidanzata e con i moltissimi amici di Genova che mi sono sempre stati vicini. Inoltre mi piace molto pescare, e in questo periodo ne ho approfittato per andarci più spesso, oltre alla lettura.



Nel novembre 2015, a S.M. di Pula, il tuo primo successo a livello pro in finale contro Eremin. Cosa ha significato per te quel successo dopo il calvario passato e cosa provi nel vedere Edoardo iniziare ad affermarsi a livello Challenger?

Edoardo è il mio compagno di allenamento e sicuramente lo vedo come uno stimolo ad andare avanti e migliorarmi perchè anche lui ha passato momenti difficili ma ora sta iniziando a togliersi delle soddisfazioni. I problemi al polso iniziavano già ad emergere e quindi ero sempre giù di morale, ma quella fu una settimana fantastica dove tutto andò come ho sempre sperato. Ho lavorato molto per far andare così le cose e la vittoria del torneo è stata una gioia dopo tre finali perse.



Obiettivi per questa stagione appena iniziata? Qual è il tuo sogno nel cassetto? La classifica Atp che vorresti raggiungere?

Al momento preferisco non dar troppo peso alla classifica, l’obiettivo nell’immediato è fare ancora qualche risultato nei tornei Futures e iniziare ad alternarli con le qualificazioni ai Challenger, a discapito del ranking che potrebbe peggiorare.
Mi piacerebbe continuare a divertirmi, non arrabbiarmi in caso di sconfitta e prendere il lato positivo anche da questa e, finchè mi divertirò e non sarò stanco di viaggiare e accettare ancora momenti brutti e belli, io continuerò a giocare. In termini di ranking ambisco a raggiungere la classifica che mi permetta di giocare le qualificazioni degli Slam.



Sperando che il peggio sia ormai definitivamente alle spalle, tutta la redazione di livetennis augura tanta fortuna e un grande in bocca al lupo a Francesco per questa stagione tennistica.


Antonio Galizia


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8 commenti

Goergestuttalavita (Guest) 27-06-2016 13:43

Bravo!. Non conosce la frase colare a “Picco”

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Kikko (Guest) 27-06-2016 12:46

Ennesima bella intervista targata livetennis. Complimenti alla Redazione.

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NINHO (Guest) 27-06-2016 11:18

Sfortunato come pochi.. forza Francesco!!

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arnaldo (Guest) 27-06-2016 09:23

In bocca al lupo…..certo che hai gia’ 25 anni…..mi viene in mente la storia di Travaglia…..se arriva un altro infortunio ancora addio….

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Paky 71 (Guest) 27-06-2016 08:52

Bella intervista…vai Francesco, di tempo ne hai per raggiungere i risultati sperati

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ago (Guest) 27-06-2016 08:24

Tutti i miei auguri, perché Picco ha un tennis vario e divertente ed è estremamente corretto in campo.

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gido 27-06-2016 08:21

Ben tornato Francesco! Avrai il servizio e i colpi non potentissimi, ma come “tocco” sei un top 100 (alla Arnaboldi)!

Come si evince dall’intervista, ti auguro “buona pesca” per questa
ripresa dei lavori!!!

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frittella (Guest) 27-06-2016 08:20

buona fortuna!

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