Giochi Olimpici di Rio 2016 Copertina, Generica

I tennisti e lo spirito olimpico: un amore che non sboccia

20/05/2016 08:00 10 commenti
John Isner classe 1985, n.17 del mondo
John Isner classe 1985, n.17 del mondo

Il tennis e i Giochi Olimpici hanno sempre vissuto un rapporto contrastato, fatto di un amore mai sbocciato e che perfino i più grandi di sempre hanno relativizzato: per anni assente dalle competizioni a cinque cerchi, il tennis è tornato a essere una disciplina ufficiale a Seul nel 1988 e da Pechino 2008 è entrato a far parte del calendario ATP e WTA, equiparato come competizione rispettivamente a un Master1000 e un Premier (anche se da quest’anno non darà punti ATP-WTA).

Un legame non di certo indissolubile e che ultimamente è stato messo ulteriormente in crisi dalle dichiarazioni di alcuni big del circuito: John Isner, il gigante d’America, che preferisce concentrarsi sul torneo di Atlanta, Dominic Thiem che rifiuta Rio2016 candidamente e senza apparenti rimorsi, per arrivare agli australiani Bernard Tomic e Nick Kyrgios, con il primo a negare senza appello la sua presenza e il secondo che addirittura a mio avviso ridicolizza la manifestazione olimpica sottoponendo la sua partecipazione o meno ai Giochi a un mero sondaggio su Facebook…come dire “mi interessa così poco che potete decidere voi quello che devo fare”. L’ennesima caduta di stile per un giocatore che magari diverrà un campione ma di certo non lo sarà in quanto a stile. Appunti da fare comunque anche ai Fab player come Djokovic, Federer e Murray: andare e fare i divi senza alloggiare al villaggio olimpico lo trovo leggermente un controsenso, lontano dall’insegnamento che un’Olimpiade dovrebbe lasciare come messaggio per chi ammira da lontano i propri campionissimi.

Personalmente non condanno coloro che decideranno (tempo futuro perché sicuramente saranno molti di più rispetto ai sopra citati…) di non partecipare alle prossime Olimpiadi: lo spirito olimpico per un tennista è cosa rara, a differenza di un centometrista o di un nuotatore che puntano un’intera vita e carriera sportiva sull’appuntamento quadriennale. Provate a far scambiare a un vincitore Slam un’edizione di Wimbledon con una dei Giochi Olimpici: la risposta appare davvero scontata.
Che ci vadano i giocatori realmente interessati, che vogliano vivere la bellezza del villaggio olimpico, che sentano l’adrenalina di un’esperienza irripetibile, almeno per 4 anni: tutti gli altri, possono tranquillamente concentrarsi sugli obbiettivi che preferiscono. A vincere la medaglia d’oro in fondo, sarà sicuramente lo spettacolo.


Alessandro Orecchio


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10 commenti. Lasciane uno!

Iox (Guest) 20-05-2016 14:10

Sarà che l’antidoping olimpico è un altra cosa?

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winter18 (Guest) 20-05-2016 12:55

Le Olimpiadi sono l’obiettivo dichiarato di tutti i campioni, che infatti si cimentano anche in doppio e in misto ( come non fanno neanche negli Slam), pur di portare medaglie al proprio Paese.
I pochi forfait riguarderanno tennisti con scarse possibilità, dato che – come noto – nessuno ricorda chi arriva quarto alle Olimpiadi.
La penosa ritorsione di Atp, che ha inutilmente chiesto soldi a CIO e ITF, ( nessun punto ranking quest’anno per Davis e Olimpiadi) non scalfisce minimamente il prestigio delle manifestazioni organizzate dall’Itf (Slam compresi) e l’oro Olimpico è, e sarà sempre più in futuro, importantissimo nel palmares dei Campioni.
Il resto è Bar Sport.

9
DiPassaggio (Guest) 20-05-2016 12:28

Con buona pace di quelli che ce l’hanno sempre con i calciatori, ecco il vero spirito sportivo :roll: . I più fighetti di tutti rimangono comunque i tennisti, i calciatori sono solo più buzzurri perché spesso provenienti da classi popolari.

8
Luca Martin (Guest) 20-05-2016 11:18

Quelli che ci vanno lo fanno per sedare le ire funeste delle Federazioni, per assecondare lo spirito nazionalistico, sicuramente anche per il fascino indubbio della Manifestazione e per poter dire, in sostanza: ‘ho partecipato a una Olimpiade’.
Dubito però che si inizi questo Sport, pensando alle Olimpiadi come al più grande obbiettivo della carriera. Lo si inizia pensando ai 4 Slam.
Io avrei voluto vincere Wimbledon, avrei voluto emulare l’esultanza di Borg, sui verdi prati dell’All England Club.
Le Olimpiadi sono principalmente quelle dell’Atletica Leggera e Pesante, del Nuoto, della Pallanuoto, del Basket, del Volley.
Poi ci sono altri Sport, ma di seconda e terza fascia e poi quelli che non si capisce cosa ci stiano a fare.
Il Tennis e il Calcio sono quelli che indico come tali, ma sento parlare addirittura di Automobilismo…

7
lallo (Guest) 20-05-2016 10:46

Scritto da Fabblack
@ magilla (#1603676)
@ lallo (#1603678)
Infatti, sta tutto lì.
I centometristi o i nuotatori citati nell’articolo sono fondamentalmente quasi dei dilettanti, che con la vittoria olimpica ed il relativo premio della propria federazione ci campano; mentre i tennisti (solo i primi della classifica hanno diritto) guadagnano molto di più con un ATP 1000 od un WTA Premier.

Si, e malgrado questo, alle olimpiadi i tennisti ci vanno di corsa e giocano pure i tornei (doppio e misto) che negli slam evitano. Hanno uno spirito davvero olimpico. Vanno in massa e lo fanno più per divertirsi (e per l’onore della medaglia) che per il ritorno economico. Sono tutti un esempio positivo che non può essere ignorato per le pochissime eccezioni che confermano la regola (thiem o Tomic). Chi non lo capisce mi lascia un pò allibito.

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Fabblack 20-05-2016 10:18

@ magilla (#1603676)

@ lallo (#1603678)

Infatti, sta tutto lì.
I centometristi o i nuotatori citati nell’articolo sono fondamentalmente quasi dei dilettanti, che con la vittoria olimpica ed il relativo premio della propria federazione ci campano; mentre i tennisti (solo i primi della classifica hanno diritto) guadagnano molto di più con un ATP 1000 od un WTA Premier.

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Reax (Guest) 20-05-2016 10:00

Quoto tutto :)

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lallo (Guest) 20-05-2016 09:14

Fondamentalmente alle olimpiadi ci vanno tutti e pure in versione extralarge (singolo, doppio e spesso doppio misto). Dunque non si capisce MINIMAMENTE il senso dell’articolo.

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gianfranco (Guest) 20-05-2016 09:08

Non capisco la critica a Kyrgios.
Perché scrivere che non sarà mai un campione di stile?
Che stile hanno coloro che non metteranno piede nel villaggio olimpico?
Meglio,molto meglio,Kyrgios che “quei tre”. :oops:

P.s.
Finita la gara olimpica ci sarà pure un giornalista,o un collaboratore esterno,che avrà il coraggio di scrivere:”Gli dei se ne son tornati nel vero olimpo senza lasciare al popolo ospitante un po’ di pane e qualche caraffa di vino”.

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magilla (Guest) 20-05-2016 09:08

finalmente un articolo di orecchio che condivido……pero’ la domanda è sempre quella : a cosa serve?….quello che ha scritto lo potrebbe scrivere qua nel forum chiunque, ma sarebbe stato utile andare a fondo della questione e cioè provare a capire il perché’ di questo fenomeno: Gli unici che si comportano allo stesso modo sono i calciatori ….forse la risposta sta nel fatto che sono sports in cui girano troppo soldi!!!!!!

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