Il torneo challenger di Milano Challenger, Copertina

Challenger Milano: Finale ancora stregata per Marco Cecchinato. Delbonis e Dutra Silva sono i finalisti

27/06/2015 19:29 1 commento
Federico Delbonis, argentino di Azul, nel 2013 ha sconfitto Federer in semifinale nel torneo Atp di Amburgo - (foto Makers).
Federico Delbonis, argentino di Azul, nel 2013 ha sconfitto Federer in semifinale nel torneo Atp di Amburgo - (foto Makers).

Derby sudamericano a Milano. Saranno l’argentino Federico Delbonis e il brasiliano Rogerio Dutra Silva a giocarsi l’Aspria Tennis Cup Trofeo BCS 2015 nella finale di domani pomeriggio; un’edizione ancora sospesa tra certezze e sorprese.

La certezza è rappresentata da Delbonis, 24enne di Azul, seconda testa di serie del tabellone e super favorito della vigilia insieme al francese Benoit Paire. La sorpresa invece ha il volto di Rogerio Dutra Silva, partito a fari spenti dalle qualificazioni e giunto fino all’ultimo atto. Nel match di semifinale contro il talentoso francese Calvin Hemery, Delbonis ha fornito una prova solida e convincente, forse la migliore fin qui sui campi di via Cascina Bellaria insieme a quella di venerdì contro il serbo Djere. Nel primo gioco, il 20enne transalpino impiega un quarto d’ora per evitare un pericoloso break d’apertura, ma poi è costretto a chiedere subito un ‘medical time’ out per un problema alla caviglia destra. Acciaccato, e anche un po’ teso, Hemery non riesce a entrare in partita e Delbonis comanda l’incontro, riuscendo a gestire quasi tutti gli scambi grazie al suo dritto potente e lavorato e a un rovescio bimane solido. Nel secondo parziale l’argentino va sotto 0-3 ma riesce a impattare e a trovare il break decisivo che ipoteca l’incontro. Da parte sua, Hemery ha messo in mostra doti tecniche e atletiche importanti ma in questo frangente ha pagato un po’ di inesperienza.

Che quella tra Marco Cecchinato e Dutra Silva sarebbe stata una battaglia col coltello fra i denti lo si poteva immaginare e lo si è intuito chiaramente già dopo i primi scambi. Niente spazio per giocate leziose nel caldo pomeriggio milanese, perché in un match come questo ogni 15 pesa come un macigno.

E i due protagonisti lo sanno meglio di tutti. Difficile scegliere un momento di svolta fra decine di passaggi tesi, in una sfida al cardiopalma, la cui trama somiglia a quella di un thriller. Quando il 22enne siciliano salva tre palle break e riesce a tenere il servizio dopo un game infinito, accorciando le distanze sul 3-2 qualcosa sembra poter cambiare. Quando riacciuffa il brasiliano nel gioco successivo il sorpasso sembra dietro l’angolo. Ma ecco che Dutra Silva strappa di nuovo la battuta all’azzurro e, dopo un’ora di gioco, chiude il primo parziale. Il secondo set è tutta un’altra storia. Quando il giocatore di San Paolo riesce nel secondo break che gli permette di issarsi sul 4-1, la semifinale è virtualmente conclusa. ‘Ceck’ non molla, prova a spingere e attaccare; a inventarsi qualcosa. Ma senza successo. Sfiora la finale, proprio come lo scorso anno, ma si ferma a pochi metri da quel traguardo che sembra stregato. Traguarda che invece taglia un brasiliano non poi così atipico: è vero che ha impressionato tutti sul cemento di New York, ma 13 dei 14 titoli conquistati in carriera tra Challenger e Futures li ha raccolti sul mattone tritato mentre l’unico acuto sul veloce risale al 2011 nel Challenger di casa a Campos do Jordao. Domenica l’eterna sfida sportiva tra Brasile e Argentina si arricchisce di un altro, ennesimo capitolo. Si gioca alle ore 16, ingresso gratuito.


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1 commento

Antony_65 (Guest) 28-06-2015 01:35

Stregata è un termine improprio per definire la mancata finale. Sono mesi che Marco arriva quasi in fondo nei vari challenger ma poi non è che non arriva per sfortuna(termine appropriato in tal caso) ma semplicemente perché trova uno più forte di lui. D’altronde se Dutra Silva aveva battuto la tds n. 1 francese non poteva essere un caso…Quando Cek riuscirà a vincere questo tipo di torneo allora vorrà dire che sarà pronto per stare tra i primi 100 al mondo. Chiedere a Lorenzi per sapere come si fa.

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