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Lucia Bronzetti: “Il tennis è la mia grande casa”. La giovane tennista italiana racconta la sua storia e la sua crescita tennistica.

24/11/2017 12:55 7 commenti
Lucia Bronzetti classe 1998 e n.587 WTA
Lucia Bronzetti classe 1998 e n.587 WTA

“Il cinema non ha bisogno della grande idea, degli amori infiammati, degli sdegni: ti impone un solo obbligo quotidiano, quello di fare.” (Federico Fellini)

Con questa semplicità, il grande regista riminese descriveva il suo rapporto con la “settima arte”, senza ricorrere a concetti altisonanti e grandi rimandi filosofici. Non sappiamo il tennis in quale posizione si collochi tra le arti, siamo sicuri che lo sia, ma certo ogni tennista deve fare i conti con quella fatica quotidiana, obbligatoria se si vogliono ottenere risultati, cui fa riferimento Fellini. A Villa Verrucchio, 15 km da Rimini, nell’atmosfera intrisa di nostalgia stile “Amarcord” tipica di un piccolo paese, è nata Lucia Bronzetti, la giovane tennista che incontriamo oggi, un armonico mix di dedizione, semplicità ed entusiasmo.

Allora Lucia, comincia col presentarti ai lettori di livetennis:

Ho iniziato a giocare a tennis a 10 anni in un piccolo circolo a 10 minuti da casa mia. Prima di cominciare ho provato diversi sport, dalla ginnastica ritmica alla pallavolo, al basket… quest’ultimo mi piaceva ma, essendo l’unica femmina, non mi passavano mai la palla…ahahah! Un giorno mia zia mi ha portata insieme ai miei cugini a fare un prova al circolo tennistico; per me è stato subito amore a prima vista mentre loro hanno smesso dopo due settimane! Il mio primo e unico coach fino a due mesi fa è stato Patricio Remondegui che ringrazio per avermi portato a un buon livello. La vita poi a volte ci porta ad intraprendere strade differenti ma l’affetto e la stima rimangono immutati. Ora, finita la scuola pubblica, ho deciso di dedicarmi interamente a questo sport e per questo ho scelto di trasferirmi ad Anzio all’accademia dei fratelli Piccari. Mi trovo benissimo sia con loro che con con tutto lo staff e sono molto contenta della decisione presa. La mia prima vittoria importante è stata l’anno scorso quando ho vinto l’Itf 10.000 $ di Sion in Svizzera e da lì ho capito che questa poteva essere la mia strada e ce la metterò tutta per poter raggiungere il mio sogno. Essendo stata impegnata con lo studio, non ho potuto giocare tanti tornei junior, soprattutto all’estero, perché avrei fatto troppe assenze e la scuola pubblica non me lo permetteva. Sono una giocatrice aggressiva da fondo campo, diritto e rovescio sono più o meno sullo stesso livello. Sto lavorando molto sul servizio e sul gioco a rete. Mi piace molto il gioco della Muguruza. Penso che nell’ultimo match giocato a Sharm con la Parrizas-Diaz abbia espresso il mio miglior tennis. Complessivamente sono soddisfatta di questa stagione, sebbene a causa dell’esame di maturità nella prima parte dell’anno non ho potuto giocare tanti tornei.



Parliamo appunto della tua bellissima vittoria in Egitto, a Sharm, dove hai sconfitto in finale un’avversaria molto più in alto nel ranking. Raccontaci com’è andato il torneo:

Sono molto contenta del torneo disputato. Se mi avessero detto che sarei riuscita a vincerlo non ci avrei creduto nemmeno io, anche perché al secondo turno ero capitata di nuovo con la Parrizas-Diaz con cui avevo perso la settimana prima. Ho giocato ogni partita molto sciolta e serena, senza pensare al risultato ma solo a migliorare il mio gioco.



Che differenze trovi tra questa vittoria e quella dell’anno scorso a Sion?

Sicuramente questa vittoria, che viene da un periodo di cambiamento, mi ha dato la consapevolezza di essere sulla strada giusta, mentre quella dell’anno scorso è stata, più che una conferma, una sorpresa.



In questi giorni hai raggiunto il tuo best ranking, toccando quota 589. Che limiti ti poni…o non ti poni limiti?

Ovviamente sono contenta ma non mi pongo nessun limite particolare. Voglio migliorare il mio livello di gioco e poi da lì spero che i risultati arrivino.



Sei l’italiana n. 25 in classifica ma tra le stesse 25 sei la più giovane. Senti il peso delle aspettative su di te, in un momento in cui il tennis italiano vive un ricambio generazionale?

Per il momento no, perché so che la strada è ancora lunga e difficile, però le sfide mi piacciono e lavorerò duramente ogni giorno.



Guardando il tuo ranking da professionista si osserva una progressione costante in classifica. In che cosa sei maturata maggiormente sia sotto il profilo tecnico che psicologico?

Sotto il profilo tecnico stiamo lavorando molto con Francesco e Alessandro Piccari dei quali mi fido ciecamente, da loro mi sento molto ben seguita. Dal punto di vista psicologico sto maturando e crescendo molto in fretta anche perché, fino a poco tempo fa, vivevo con i miei genitori, mentre ora che mi sono trasferita mi devo arrangiare anche nelle cose di tutti i giorni quindi mi sento molto più responsabile.



Che rapporto hai con le altre tenniste italiane più o meno della tua fascia d’età: c’è amicizia o si sente la competizione? E chi sono le tue migliori amiche tenniste?

Da parte mia non c’è nessun tipo di competizione e ho un buon rapporto con tutte le altre tenniste. La mia migliore amica da sempre è Anna Turco, che ora però ha scelto la strada del college americano e Kim Fontana che, anche se non la vedo quasi mai, sento sempre vicina. Ho un bel rapporto anche con tutte le mie compagne di allenamento e con Deborah Chiesa e Alice Matteucci da dicembre condivideremo anche l’appartamento. Colgo l’occasione per fare pubblicamente i complimenti a Debby che nei giorni scorsi ha vinto il suo terzo torneo stagionale!



Quanto ti giudichi una tennista emotiva e quanto riesci a controllare la tensione in campo?

Sono abbastanza emotiva ma riesco a controllarmi abbastanza bene, soprattutto nei momenti difficili.



Che rapporto hai con Francesco e Alessandro Piccari e su cosa state lavorando?

Ho un buonissimo rapporto con entrambi e anche con gli altri maestri che si alternano in accademia. Stiamo lavorando molto sugli appoggi, servizio, risposta e volèe: in generale curiamo ogni piccolo particolare.



Che programmi hai a breve?

Partirò domenica per due tornei in Repubblica Ceca, poi concludo l’anno con Cordenons.



Quanto è difficile sopportare i costi di ogni torneo?

Economicamente è un impegno molto importante. I miei genitori sono lavoratori dipendenti e fanno tanti sacrifici per me e per questo li ringrazio tantissimo per l’opportunità che mi danno.



Quanto sei stata seguita o lo sarai dalla Federazione?

La Federazione mi sta aiutando e per questo li ringrazio tanto e spero che il loro aiuto prosegua anche nei prossimi anni perché questa nuova vita ha comportato un impegno economico ancora più notevole.



Come ti trovi nel tuo circolo?

Mi alleno ad Anzio e come già detto ho dei buoni rapporti con tutti. Ora sto cercando una società che mi tesseri nel nuovo anno per poter disputare la competizione a squadre.



Tu hai fatto una scelta molto difficile, ovvero frequentare un liceo pubblico. Come si è conclusa questa esperienza e come hai fatto a conciliare gli allenamenti, i tornei, con l’attività scolastica?

Sono stati 5 anni durissimi, a volte sogno ancora di dover essere interrogata e di non essere pronta ahahah! Spesso mi alzavo alle 5 di mattina per riuscire a finire di studiare perché la sera, tornata dagli allenamenti, ero troppo stanca. Ho fatto tanti sacrifici per riuscire a conciliare tutto e sono molto contenta.



Pensi di iscriverti, se non lo hai già fatto, all’università, oppure per ora basta studiare?

Per il momento voglio provare a dedicarmi anima e corpo al tennis, poi in futuro si vedrà.



Riesci a trovare il tempo per frequentare le amiche extra tennis, quelle del tuo paese o di scuola?

Purtroppo è difficile avere una vita sociale al di fuori del tennis, ma questo non mi pesa perché sono molto determinata a raggiungere i miei obiettivi.



Che tipo di abitudini scaramantiche hai in campo?

Penso che ogni tennista abbia le proprie scaramanzie… tra alcune di queste c’è il fatto che utilizzo completini specifici per ogni turno. Poi, quando vado in campo, cerco sempre di scegliere la panchina di quella che ha vinto il match prima di me e se il giorno prima ho vinto ripeto sempre gli stessi gesti.



Corinna Dentoni ha denunciato alcuni giorni fa il comportamento incredibile tenuto in Norvegia da un giudice di sedia nei suoi confronti. Come ti comporteresti in una situazione del genere?

Purtroppo sul veloce succedono spesso queste cose ed è difficile rimanere impassibili. A me sinceramente un episodio cosi grave non è mai capitato e non so come potrei reagire.



Il tennista è solo in campo, per definizione, e pensa tanto. A cosa pensi tu nelle pause di gioco?

Se sto giocando bene penso a continuare in quel modo, se sto giocando male penso a cosa potrei cambiare per giocare meglio.



Tra poco compirai 20 anni. Sempre più giovani italiani alla tua età decidono di andare all’estero, chi per studiare, chi per lavorare. Hai conosciuto amici che hanno fatto questa scelta e qual è il tuo pensiero in proposito?

Nell’ambito tennistico conosco ragazze che sono andate a studiare nei college americani e so che si trovano bene. Credo che sia una buona opportunità per continuare a giocare e nello stesso tempo riuscire a laurearsi. È comunque una scelta individuale e credo non facile.



Altri tuoi coetanei sono appassionati da reality tipo Grande Fratello Vip e seguono le vicende della “casa” con grande partecipazione. Che cosa pensi di queste trasmissioni? Ti capita di vederle?

Mi capita di vederle ma è come quando si legge una rivista dal dentista o dalla parrucchiera… Se parliamo di passioni, e penso a quale è la mia, qui siamo lontani anni luce! Credo che molti ragazzi siano attirati dall’apparire e dalla notorietà a tutti i costi. Ma se non c’è sostanza si rischia di rimanere vuoti e quel vuoto poi non si colma. Nulla viene dal nulla e senza sacrifici credo sia impossibile costruire qualcosa di solido nella vita…qualcosa che ti fa dire “sono orgoglioso di me stesso”.



Che rapporto hai con i social?

Ho Instagram e Facebook, anche se quest’ultimo non lo utilizzo spesso. Li uso come passatempo o per leggere notizie.



Tu abiti a Villa Verucchio, un piccolo comune del riminese di 5500 abitanti. Che rapporto hai con il tuo paese, è un rifugio dallo stress un luogo così?

Il mio è un piccolo paese dove tutti si conoscono e dove sono rimaste ancora le tradizioni di una volta. La domenica per esempio si va sempre a mangiare le tagliatelle dalla nonna! Tutto questo un po’ mi manca. A Villa Verucchio ho anche il mio gruppo di fans…gli amici di mio nonno. Età media 80 anni. Li chiamiamo “I ragazzi del muretto”!!! Quando rientro mi fanno sempre tutti una gran festa.



A Villa Verrucchio è famosa Casa Zanni, luogo di attrazione per turisti. Di che cosa si tratta?

Casa Zanni è un ristorante al centro del paese dove si mangia molto bene carne alla griglia, piadina romagnola bevendo un buon bicchiere di Sangiovese.



Marco Simoncelli è stato un grande campione, una leggenda del motociclismo mondiale. Era nato nel riminese. Ti ricordi qualcosa di lui e come commenteresti questa sua frase? “Primo o ultimo non conta. L’importante è aver dato il meglio di sé in ogni singolo giro”

Simoncelli abitava a Coriano un paese a circa 20 km da casa mia. Ricordo il giorno in cui è morto. Quella domenica eravamo con i miei genitori e gli zii a raccogliere le olive al campo di mio nonno. Siamo rimasti tutti in silenzio. Era impossibile da credere! Di lui ricordo la gran testa di capelli ricci…la sua spontaneità: un ragazzo semplice ma vero ed è per questo che è ricordato da tutti con grande affetto. È una frase che si commenta da sola, è l’essenza della vita…quando fai del tuo meglio sei a posto con te stesso e quindi anche con gli altri: il resto non conta. Nel senso che quando sai di aver fatto il massimo puoi vincere o puoi anche perdere ma sicuramente non hai rimpianti.



Qual è il tuo più grande sogno da realizzare nel tennis?

Il mio sogno più grande è quello di arrivare nelle prime 10 del mondo.



E i tuoi tre desideri più importanti da realizzare nella vita?

Per ciò che riguarda i desideri da realizzare…penso a un bel prato sempre verde (la salute) sopra al quale mattone dopo mattone vorrei costruire una grande casa (la mia carriera..per ora siamo solo alle fondamenta). Mi piace immaginarla spaziosa e luminosa …e alla fine quando questa bellissima casa sarà finita e i tempi saranno maturi mi piacerebbe anche metterci dentro una bella famiglia.


Brava Lucia, questa è “la casa” che ci interessa ammirare…le fondamenta ci sembrano solide e siamo certi che verrà su come tu desideri. Buon lavoro!


Antonio De Filippo


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7 commenti

Tifoso (Guest) 25-11-2017 08:04

Sono felice che questa ragazza cresca tennisticamente,la ricordo ai campionati italiani under 16 al tc sinalunga ,molto solare e professionale. Questo salto credo sia merito anche dei genitori che k hanno sempre seguita .in bocca al lupo lucia.

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stankosky 25-11-2017 05:59

Forza Lucia !!!!
nelle risposte trovo una maturità impressionante!!
mi hai conquistato, sarò un tuo accanito tifoso d’ora in poi!!!

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Luca96 24-11-2017 22:55

Bellissima intervista…Lucia è una ragazza matura,determinata e sicuramente farà strada. È seguita dai Piccari che sono degli ottimi coach. In bocca al lupo Lucia 😉

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Sottile 24-11-2017 19:37

Bella intervista di De Filippo a una ragazza che, malgrado l’età, appare molto matura e propensa al sacrificio, contrariamente a molti altri suoi coetanei che praticano il suo stesso sport. La risposta alla domanda sui reality dimostra tutto il suo valore

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pablox 24-11-2017 18:36

BEllissima intervista (come a solito) mi piace questa ragazza, bella ma anche con tanto sale in zucca, come suol dirsi. La sua risposta alla domanda sui reality è da incorniciare. 😎

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+1: Ken_Rosewall
frankie (Guest) 24-11-2017 14:41

soprattutto intelligente e determinata

2
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Peppo81 (Guest) 24-11-2017 13:49

Una gran bella ragazza Lucia, un grande in bocca al lupo per tutto!

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