Martina Colmegna: il tennis della volontà e del continuo viaggiare. La giovane tennista di Desio si racconta in esclusiva per livetennis

02/05/2017 12:28 11 commenti
Martina Colmegna classe 1996, n.623 WTA
Martina Colmegna classe 1996, n.623 WTA

Qualche settimana fa, mi ero imbattuto in un bellissimo film di Sean Penn: Into the wild. Uno di quei film che durano giorni, ben oltre la lunghezza stabilita dal produttore: ti rimangono dentro i volti, i dialoghi, le musiche (straordinario il brano Guaranteed), le ambientazioni, sensazioni che, qualsiasi cosa tu stia facendo, improvvisamente fanno breccia nei tuoi pensieri. Sean Penn ha dovuto faticare molto per poter girare questo film: solo 10 anni per ottenere i diritti d’autore del libro di John Krakauer “Nelle terre estreme”, a cui è liberamente ispirato. Ma anche quest’attesa fa parte del film, se vogliamo, quasi come fosse necessaria ad introdurre il protagonista del film Christopher McCandless che è impegnato in un incessante cammino fisico, si sposta dalla Virginia fino alle terre estreme dell’Alaska, ma soprattutto psicologico, alla ricerca della sua identità e di quella libertà di vita e di pensiero che sono il suo valore massimo. Quando Martina, con molta serietà e puntualità, tra un allenamento e l’altro, mi ha mandato la sua intervista, ho scoperto che aveva visto questo film. Scorrendo rapidamente le risposte (vere, asciutte, mai formali) alle domande che le avevo mandato, intravedo la stessa psicologia di quel personaggio: determinazione, fatica, costanza, voglia di arrivare, consapevolezza che, oltre l’aiuto degli altri, è su noi stessi che dobbiamo fare leva. E la terra rossa, superficie da lei preferita, è diventata la metafora delle aride terre messicane attraversate da Christopher per arrivare alla sua meta.

Allora Martina, presentati ai lettori di livetennis:

Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, grazie a mia madre che, vedendo sul giornale una prova gratuita di tennis in un circolo, mi ha proposto di andare a provare. Ero portata sin da subito quindi decisi di continuare. Ho iniziato a giocare al Tennis Club di Cesano Maderno, dove ho giocato per molti anni. Attualmente però mi alleno al Quanta Club di Milano con Roberto Guida, Barbara Rossi e Maurizio Riva. Uno dei tornei più importanti ed emozionanti che ho giocato è stato al Foro Italico l’anno scorso, dove ho passato le pre-qualificazioni. Mi definisco una giocatrice piuttosto completa che predilige la terra rossa. Preferisco costruire con calma il gioco da fondo, cercando di far muovere l’avversaria per spingerla fuori dal campo. E, appena ne ho l’occasione, cerco di chiudere il punto anche a rete. L’obiettivo di quest’anno è sicuramente fare meglio dell’anno scorso e quindi arrivare tra le prime 400 WTA.



Era il tennis il tuo percorso di vita, non cambieresti nulla delle scelte fatte, oppure si?

Il tennis è ed è stato la parte più importante della mia vita, a cui ho dedicato tanto lavoro e tanti sacrifici. Penso che se potessi tornare indietro nel tempo farei le stesse identiche scelte.



Alcune tue coetanee guardano alle tenniste come a delle privilegiate: viaggi, alberghi, guadagni, sponsor. Cosa pensi al riguardo?

Io non la penso così. Penso che le tenniste forti si meritino tutto quello che hanno, perché è uno sport davvero complicato e in pochissime riescono a scalare le classifiche. È comunque una vita molto dura mentalmente: si è sempre in viaggio, non si ha tempo da dedicare alla famiglia e ad altre passioni. È una vita di sacrifici e rinunce.



Tu hai dovuto reagire ad un grave infortunio alla spalla che rischiava di compromettere la tua carriera. Ci racconti in breve quel periodo e come hai fatto a resistere e a superare le difficoltà?

Si, purtroppo ho avuto un’operazione alla spalla destra. Sono rimasta ferma 2 anni durante i quali mi sono dedicata principalmente alla scuola, che ritengo molto importante per l’educazione, la cultura e la crescita di ogni persona. È stato particolarmente difficile riprendere a giocare, l’anno scorso, dopo 2 anni di stop totale: mi ha aiutato tanto il mio fidanzato e maestro, Roberto Guida, che mi ha sempre spronata, sostenuta ed ha sempre creduto in me.



Durante un match, la tua avversaria fa pugnetti, gridolini ed atteggiamenti provocatori, esultando anche sui tuoi errori. Come reagisci?

Non è importante quello che fa la mia avversaria. È importante quello che faccio io!



E’ difficile giocare contro un’amica? Ti è successo?

Si, mi è successo molte volte. Però con gli anni ho imparato che dentro il campo da tennis non esistono le amicizie, dentro il campo da tennis esistono solo le avversarie.



Come gestisci la tensione in campo se sei sotto nel punteggio o al contrario se sei al match point?

Fortunatamente in campo è raro che io sia tesa nei punti importanti. In quei momenti cerco di essere il più concentrata possibile e di pensare solo alle cose che devo fare, cacciando via tutti gli altri pensieri che mi assalgono.



Sei avanti 6/4 5/4 40/15 contro Karolina Pliskova agli Us Open 2019. Cosa pensi?

Ecco in questo caso penso che proverei tensione. Mi devo trovare nella situazione per saperlo, ma a freddo credo che cercherei di non pensare al punteggio ma solo di continuare a giocare nello stesso modo.



Qual è la tua migliore amica tennista?

Georgia Brescia, siamo amiche sin da quando avevamo 8 anni. Abbiamo sempre giocato insieme da piccole le coppe delle province, il PIA, i campionati italiani, ecc.. Ci frequentiamo spesso anche fuori dall’ambito tennistico.



Chi è la tennista italiana tra le giovani (a parte te) che può provare ad entrare tra le prime 100 del mondo?

Ci sono molte italiane che possono arrivare in alto. Cito alcuni nomi: Georgia Brescia, Jasmine Paolini, Jessica Pieri, Martina Trevisan.



Nella sequenza iniziale del film Match Point di Woody Allen, una pallina da tennis rimbalza sulla rete. E’ la metafora del caso che governa il mondo, per cui ogni evento è frutto della fortuna e delle coincidenze ingovernabili. Sei d’accordo o possiamo indirizzare la nostra vita?

No, non sono d’accordo. Credo che ognuno sia in grado di governare la sua vita. Tutto dipende dalla propria forza di volontà.



Sempre nel film Match Point, il protagonista, il maestro di tennis Chris afferma: “E’ così che si migliora, giocando contro i più forti”. Sei d’accordo? Pensi che si migliori così nel tennis?

Si sono d’accordo perché sei costretto ad alzare il tuo livello. E quindi sei continuamente stimolato. Il tennis è uno sport soprattutto mentale, penso comunque che il miglioramento vero parta da se stessi. Si migliora solo quando si da il 100% di sé in tutto quello che si fa, non solo nel tennis ma anche nella vita.



Il tennis è uno degli sport in cui l’atleta è più solo ed anche per più tempo. Una rete delimita il tuo mondo e dall’altra parte c’è un’altra persona sola. Come ci si abitua a questa condizione e quanto può essere ancora un gioco?

Il tennis è uno sport individuale e come tutti gli sport individuali è principalmente mentale. È una lotta contro se stessi. Sei sempre da solo, sei solo nei momenti difficili e non c’è nessuna persona che ti può aiutare. Devi riuscire a uscire da queste situazioni nel miglior modo possibile, chi ne esce meglio vince.



Qual è il tuo rapporto con i social?

Ho Facebook e Instagram ma non amo pubblicare foto che mostrano la mia vita privata. Sono una persona molto riservata. (Martina ci ha comunque autorizzato a pubblicare le sue foto n.d.a.)



Hai detto che il tuo coach è anche il tuo fidanzato. Come si gestisce un rapporto così?

Il rapporto coach-fidanzato/tennista-fidanzata ha i suoi pro e contro, come tutte le cose. È molto bello da un lato, in quanto si condividono le stesse emozioni, gli stessi sacrifici e gli stessi obiettivi. Ma è molto complicato dall’altro lato, in quanto si vive insieme 24h su 24 , peraltro noi conviviamo, ed è difficile avere i propri spazi, cosa che io ritengo fondamentale in una relazione. Non è neanche semplice dividere i due ruoli di allenatore e fidanzato, in quanto si ha molta confidenza. La parte più difficile del rapporto è quella in campo, soprattutto quando si è stanchi, frustrati, nervosi…però è tutta questione di equilibrio! Piano piano siamo riusciti a trovarlo e sono molto contenta di questo.



Ogni atleta professionista ha spesso alcuni riti propiziatori, gesti quasi involontari che compie durante il gioco. Nel calcio, ad esempio, alcuni portieri colpiscono col tacco della scarpa entrambi i pali prima di una punizione o un calcio di rigore. Tu fai qualcosa di simile?

Io sono abbastanza superstiziosa in campo. Non calpesto mai le righe mentre cammino, cambio pallina se perdo il punto e uso la stessa se lo vinco. Sono gesti quasi automatici.



Un match viene interrotto per ore a causa della pioggia. Cosa fai nella pausa?

Dipende da quanta pioggia e da quanto tempo dura la pausa. Normalmente mi faccio una doccia, mangio qualcosina, analizzo il match con il mio team e mi preparo per rientrare in campo più determinata di prima.



Cosa non sopporti del mondo del tennis e cosa adori?

Non sopporto il mondo sporco che gira intorno al tennis: dalle scommesse, al doping. Amo tutto il resto, la fatica, i sacrifici e le soddisfazioni.



Vogliono regalarti la stampa di un quadro famoso: scegli Il bacio di Klimt o l’Urlo di Much?

Il bacio di Klimt.



Qual è stato l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film che hai visto?

Come libro L’uomo di vetro di Vittorino Andreoli; il film invece è stato Into the Wild di Sean Penn



Tu hai 22 anni: alla tua età c’è chi muore al sabato in incidente stradale, per aver assunto droghe e alcol in discoteca. Cosa ti fa pensare questo drammatico problema?

È, purtroppo, un problema molto grave che colpisce molti giovani. Penso che l’abuso di droghe e alcol da parte dei giovani sia un modo per scappare da una realtà troppo frustrante, per evitare di affrontare le difficoltà. Lo sport invece ti obbliga, se vuoi vincere, ad affrontarle e a superarle. Per questo penso che lo sport può salvare tanti ragazzi con le continue sfide che ti propone.



Viaggi e tempo libero: ti piace visitare le città dei tornei e quale ti è rimasta nel cuore?

Amo viaggiare e, appena ho il giorno libero, lo sfrutto per visitare la città. La cosa che mi piace di più è scoprire le diverse culture e mentalità degli altri paesi, conoscerne gli stili di vita, l’arte, il cibo. La città che più ho nel cuore è Parigi.



Hai degli hobby?

Si, come tutte le persone ho degli hobby. La cucina è una mia grande passione mi cimento spesso nel preparare piatti; mi piace anche fare shopping e leggere.



C’è razzismo nel tennis?

Il razzismo c è ovunque, non solo nel tennis. È un problema che va oltre lo sport. Spero che con il tempo non ci siano più discriminazioni.



Tu sei di Desio, cittadina brianzola dove è nato Lele Oriali, calciatore campione del mondo. A lui Luciano Ligabue dedicò una delle sue canzoni più famose: “una vita da mediano, lavorando come Oriali, anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali”. Fatica e botte o luci della ribalta?

Sogno le luci della ribalta. Questo non significa che io non sia disposta a fare tutti i sacrifici necessari per ottenere la mia ribalta, come mi è successo con l’infortunio. Ma la fatica deve valere un palcoscenico, almeno ci provo.



Qual è il tuo più grande sogno nel tennis?

Il mio grande sogno è entrare nelle Top 20 e giocare la Fed Cup.



E tre desideri da realizzare nella vita?

Ti faccio la classifica nell’ordine in cui li vedo: 1) Famiglia 2) Salute 3) Tennis. Per me prima di tutto viene il desiderio di costruirmi una famiglia forte e unita, dove l’amore venga prima di tutto e sia al centro della vita insieme. Poi viene la salute, non solo mia ma per tutte le persone che mi sono vicine e a cui tengo particolarmente. E infine il successo nel tennis, come ti ho detto prima. Chiedo tanto?

No Martina, non chiedi tanto. Quando arriverai nella tua Alaska, e non dovrai più spostarti da una città all’altra, potrai pensare alla saggezza delle parole di Christopher, il protagonista del film da cui siamo partiti, che, leggendo Tolstoj, afferma:

“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?”


Antonio De Filippo


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11 commenti. Lasciane uno!

radar 03-05-2017 08:14

Intervista che scorre via veloce tanto è piacevole e condotta bene.
Aspettiamo Martina sui campi con la sua voglia e determinazione, il suo tennis vario e poliedrico.
Super complimenti a lei e all’autore: quando a domande pertinenti si ricevono risposte intelligenti scaturisce un mix intrigante e coinvolgente, che rende il tutto qualcosa di speciale.

11
Luis (Guest) 03-05-2017 05:59

Bell ,intervista complimenti

10
Marcus91 03-05-2017 01:50

Io farei i complimenti, oltre a Martina, che ha risposto in modo davvero maturo alle domande postegli, soprattutto ad Antonio di Filippo che rende delle interviste che potrebbero essere un copia e incolla di tante che si trovano, con domande banali e superficiali, delle chiacchierate molto profonde e interessanti, davvero complimenti

9
Roberta (Guest) 02-05-2017 23:56

Considerato che il riferimento ad Into the Wild è semplicemente fantastico (..avendo visto il film 😀 ), ho trovato l’intervista davvero originale ed intrigante!
In bocca al lupo Martina! 🙂

8
Luca96 02-05-2017 19:33

Bella intervista e speriamo che Martina possa giocare con maggiore continuità 😉

7
Sofia85 (Guest) 02-05-2017 18:58

Molto simpatica, determinata e sincera, questa ragazza! È una intervista interessante ed originale, che ci permette di comprendere ed avvicinarci alla vita di una tennista che purtroppo non ha ancora tanta visibilità, ma ogni giorno gioca o si allena, per raggiungere il suo sogno; insieme al fidanzato! È anche una bella storia di amore!!!

6
Fede-rer 02-05-2017 16:29

Scritto da Harlan
Intervista che mi è piaciuta molto anche per una certa originalità delle domande poste dall’autore, a cui mi sento di fare i complimenti. Aspettiamo però di rivedere Martina in campo internazionale, visto che di fatto sta giocando pochissimo.

Concordo, intervista molto interessante e per nulla banale. Concordo anche sul fatto che la Colmegna stia giocando meno di quanto pensassi e sarebbe interessante sapere come mai! Io sono ottimista per il suo futuro, la stoffa c’è. Dalle sue parole mi sembra che ci creda eccome! Spero non abbia problemi fisici che ne rallentino l’attività!

5
Harlan (Guest) 02-05-2017 14:03

Intervista che mi è piaciuta molto anche per una certa originalità delle domande poste dall’autore, a cui mi sento di fare i complimenti. Aspettiamo però di rivedere Martina in campo internazionale, visto che di fatto sta giocando pochissimo.

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Antonio De Filippo (Guest) 02-05-2017 12:11

Scritto da luca14
Bell’intervista e gran pezzo di figliola
Certo che, a mio sommesso parere, andrebbe tolta la parola “esclusiva” dal titolo, che sa tanto di Barbara d’Urso, sia perché non credo che la ragazza vi abbia dato l’esclusiva, sia perché mi pare strano che ci sia la fila per avere le sue dichiarazioni..

Grazie dell’osservazione che consente di spiegare.È un format giornalistico. Se le dichiarazioni non vengono raccolte da un’agenzia o durante una conferenza stampa ma direttamente da una testata sono esclusive, anche se il concetto è implicito. La fila di giornalisti le auguriamo di averla perché Martina la merita anche come persona.
Grazie ancora del commento e un abbraccio!

3
Pepp81 (Guest) 02-05-2017 12:07

Il cuore di un uomo non può desiderare nulla di più per vivere questa esperienza esistenza che ci è stata data, nulla di più, parole sacre quelle di Christopher sul libro di Tolstoj. Ma è presto, purtroppo per alcuni è presto, intanto il tennis, giustamente al terzo post. Splendida ragazza, poche parole, molte cose in comune, l’età fortunatamente non equivale alla saggezza. Ma ci vuole anche fortuna Martina e già avere una certa saggezza è fortuna. Mi sono ritrovato nella vita quasi a fare la scelta di McCanldess per la Norvegia ma quella stessa fortuna mi ha portato a non partire per finire a lasciare tutto e a mangiare bacche per continuare nel mio “tennis” fatto di esperienze ed emozioni quotidiane, riflessioni e commenti a splendide interviste come queste a belle persone, a cercare quella saggezza che ci porti infine, un sogno, come Martina….come Christopher, a vivere in campagna o anche in città perché no, con un lavoro che possa essere di qualche utilità, aiutando e lasciando aiutarsi, e poi l’amore di una compagna e magari dei figli. Un sogno, la vita è questa. Bellissime le risposte sulla solitudine in campo di questo sport che sempre più mi accorgo essere una metafora. E poi la ribalta, giustamente, il premio concesso per quei lavoratori amanti adoranti anzi come il sole la saggezza. 21 anni complimenti Martina spero un giorno di vederti giocare…..

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luca14 (Guest) 02-05-2017 11:36

Bell’intervista e gran pezzo di figliola 😎

Certo che, a mio sommesso parere, andrebbe tolta la parola “esclusiva” dal titolo, che sa tanto di Barbara d’Urso, sia perché non credo che la ragazza vi abbia dato l’esclusiva, sia perché mi pare strano che ci sia la fila per avere le sue dichiarazioni..

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