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Australian Open 2017: Roger Federer è di nuovo Re

30/01/2017 15:03 5 commenti
Roger Federer classe 1981, n.10 del mondo
Roger Federer classe 1981, n.10 del mondo

L’impresa di Roger Federer, le sue lacrime durante la premiazione, le lacrime di chi ha guardato la partita, il dispiacere di Nadal per aver mancato una vittoria che sarebbe stata ugualmente eccezionale, l’ammirazione per due grandissimi che come sempre si sono dati battaglia sul campo rispettandosi, ammirandosi, la gioia di chi ha aspettato questo ritorno e la rivincita presa su tutti quelli che non davano lo svizzero certamente per fallito ma sicuramente non più in grado di trionfare in una prova del Grande Slam.

La finale di Melbourne è stata tutto questo e molto altro.
Roger è cresciuto partita dopo partita, di pari passo con la convinzione che sì, per la vittoria, i conti si sarebbero dovuti fare anche con lui: ha sconvolto le gerarchie di questo Australian Open, per un crescendo rossiniano che lo ha visto entrare nel torneo in punta di piedi per poi farsi largo prepotentemente avversario dopo avversario. Nessuno lo dava vincente, c’era la speranza che fosse competitivo ma dopo uno stop lungo 6 mesi era praticamente impossibile auspicarlo lì nelle fasi salienti di questo primo Slam del 2017.

Così, mentre gli avversari cadevano come pezzi di un domino inesorabilmente uno dopo uno, Roger aumentava il tono della voce che cominciava a farsi forte reclamando il posto che un campione del suo lignaggio merita, senza se e senza ma. È stato scaltro lo svizzero, soprattutto nella finale: contro un mostro di resistenza come il ritrovato Rafa Nadal ha saggiamente puntato sui parziali in cui c’era lotta e dove poteva farcela, lasciando rapidamente andare via quelli in cui il maiorchino sembrava invece avere una marcia in più. Al termine della finale è forte la sensazione che nessuno dei due abbia perso, anche se il trofeo è stretto fieramente solo da uno dei due.
La vittoria contro Jurgen Melzer all’esordio aveva lasciato qualche perplessità, così come il secondo turno contro il baby statunitense Noah Rubin: punto di svolta dell’intero torneo è stato il terzo turno contro Tomas Berdych, pur sempre un top10 anche se tacciato da molti dell’etichetta di perdente di successo. Il modo in cui Federer lo ha regolato senza alcun tentennamento o spreco di energie è stato il miglior biglietto da visita per la seconda settimana.

Gli ottavi contro il giapponese Kei Nishikori sono stati solo la prima battaglia in 5 set di questo Major che ha decisamente spazzato via i dubbi e le titubanze riguardo la capacità di resistere da parte dello svizzero man mano che l’evolversi di un match si allungava: più agevoli i quarti di finale contro il tedesco Mischa Zverev, uno che con il suo tennis d’antan il suo torneo lo aveva ampiamente vinto arrivando fra i migliori 8. Il capolavoro assoluto però Roger lo ha messo a segno nei due ultimi match: tanto contro Wawrinka quanto contro Nadal sono arrivate altre due vittorie sofferte, due maratone in 5 parziali in cui lo svizzero ha saputo soffrire, incassare colpi che avrebbero potuto tramortire chiunque, piazzando l’affondo decisivo al primo spiraglio.

Una nuova impresa, un nuovo record, l’asticella posta ancora più in alto: un campione così capita ogni 50 anni e in molti sono nuovamente pronti a dire che Roger sia il più grande di sempre. Difficile dirlo, perché esisteranno sempre opinioni e partiti che spingeranno per questo o per quello: ciò che è sotto gli occhi di tutti e su cui nessuno può dissentire è che Roger Federer sia tornato lassù dove sembrava impossibile rivederlo, con un nuovo trofeo Slam fra le mani, mani bagnate di lacrime che sono scese giù copiose per uno dei più grandi spettacoli della storia del tennis. Non possiamo che dire “Grazie, semplicemente grazie”.


Alessandro Orecchio


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5 commenti

Tiz (Guest) 31-01-2017 12:02

Più rivedo il quinto set e più mi rendo conto che Federer ha giocato in modo pazzesco, raggiungendo un livello veramente altissimo. Praticamente dopo il break iniziale non ha lasciato scampo a Nadal che alla fine ha dovuto arrendersi di fronte a tanto tennis…Due punti su tutti: quello fantascientifico di 26 colpi con lungo linea in contro balzo da urlo finale e il punto del break decisivo sul 4/3 con quella risposta di rovescio con angolo impossibile su servizio slice mancino di Nadal….fantastico.

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carlitos (Guest) 30-01-2017 16:54

E’ RE dal primo giorno che ha preso in mano una racchetta

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clelia (Guest) 30-01-2017 15:48

grz bell’articole che credo rifletta lo stato d’animo di tutti i fortunati spettatori di un grande tennis

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Phoedrus (Guest) 30-01-2017 15:37

Non penso che Roger abbia lasciato andare Nadal nei set in cui era in svantaggio.
Non si molla mai un set e penso che Rafa se li sia conquistati coi denti.

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Phoedrus (Guest) 30-01-2017 15:36

A volte mi sembra che si abusi della espressione “senza se e senza ma”… ma siamo sicuri che sia sempre a proposito?

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