Australian Open 2016 - Day 11 ATP, Copertina, WTA

Day11 Australian Open: il dominio è servito (con i video di giornata da Melbourne)

28/01/2016 12:42 Nessun commento
Angelique Kerber classe 1988, al momento al n.4 del mondo
Angelique Kerber classe 1988, al momento al n.4 del mondo

Notte di semifinali, di partite attese e desiderate che hanno mantenuto le premesse della vigilia e affermato i valori del ranking anche in campo: partendo dalle donne, abbiamo già le due finaliste e una di esse non poteva che essere la numero 1 indiscussa di questo sport.

Serena Williams ha battuto senza alcun problema Aga Radwanska: 6/0 – 6/4 per la statunitense, troppo leggero il tennis della polacca per impensierire quello tutto potenza della più piccola delle Williams. Serena sembra finalmente aver dimenticato la terribile campagna newyorchese e si appresta a giocare da assoluta favorita la sua ennesima finale Slam. La numero 1 al mondo vuole battere tutti i record possibili della WTA: la sua rincorsa al personalissimo sogno del Grande Slam e del maggior numero di Major vinti nella storia del tennis femminile parte proprio dall’Australia.

La Radwanska ha fatto quel che poteva e anche per lei Melbourne deve essere un punto di partenza: la semifinale raggiunta è un’ulteriore riprova del suo grande talento e della sua atipica (per i tempi che corrono) eleganza, il primo Slam quindi, magari approfittando di un ipotetico passaggio a vuoto proprio della Williams, deve e può diventare realtà.

Angelique Kerber sarà l’avversaria di Serena: la tedesca, già bravissima a battere nei quarti la bielorussa Azarenka, si è confermata contro l’insidia britannica Konta, agguerrita a giocarsi le carte a disposizione nonostante il probabile appagamento per il traguardo raggiunto. 7/5 – 6/2 e prima finale Slam per la tedesca. Angelique a mio avviso ha armi importanti per provare a disinnescare la potenza della numero 1 del ranking: resistenza fisica, un numero controllato di errori non forzati, una buona pesantezza di palla, sono tutte armi in grado di impensierire il gioco della statunitense. Il tennis della tedesca non ha evidenti punti deboli, l’unico errore da non commettere è provare a fare a braccio di ferro con la Williams: l’incontro perso dalla Sharapova dovrebbe fornire il miglior insegnamento possibile.

Capitolo maschile dedicato alla sfida delle sfide: Novak Djokovic e Roger Federer sono stati i protagonisti della prima semifinale, 6/1 – 6/2 – 3/6 – 6/3 con i primi due set che hanno certificato lo strapotere fisico e mentale di Djokovic e gli affanni di Roger. Ma un campionissimo come lo svizzero è duro a morire e nel momento in cui tutti si aspettavano un rapido epilogo con uno sbrigativo terzo set, Federer è salito di livello e ha portato il set a casa, smentendo di fatto tutti quelli che vedevano il rossocrociato in difficoltà con il prolungarsi di un match Slam. E l’incontro sarebbe potuto anche tranquillamente andare al quinto: momento chiave sul 4/3 per il serbo e 30-30 con lo svizzero al servizio. Dopo un incredibile punto conquistato con un favoloso rovescio vera e propria perla di giornata, Novak passa Roger nel punto successivo con l’ausilio di un nastro benedetto beffando un Federer che aveva preso la rete con decisione e avrebbe con tutta probabilità fatto suo il punto. Il break si è così materializzato nel giro di due scambi e mantenere il proprio servizio al turno seguente è stata una pura formalità per Demolition Nole. Il tifo era pressoché schierato dalla parte del recordman svizzero ma a spuntarla è stato ancora una volta Nole.

Definita intanto anche la finale del doppio maschile: Jamie Murray, fresco di cambio di partner, riprova a vincere il primo Slam in carriera dopo un paio di tentativi falliti e, in coppia con il brasiliano Bruno Soares affronterà l’esperta coppia formata dal canadese Nestor e dal ceco Stepanek. Anche qui lo spettacolo, grazie a veri e propri puristi del genere, è garantito.


Alessandro Orecchio


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