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Gilles Simon dichiara: “Il tennis femminile non frutta tanto quanto quello maschile. Non è normale che il giocatore n.90 del mondo non possa permettersi un coach mentre alcuni tennisti come Roger Federer possano viaggiare con tutto il loro staff”

29/10/2015 10:43 33 commenti
Gilles Simon classe 1984, n.15 del mondo
Gilles Simon classe 1984, n.15 del mondo

Gilles Simon ha parlato dei montepremi del circuito ATP e delle troppe differenze che ci sono tra i più forti e quelli di classifica inferiore.

“Il tennis femminile non frutta tanto quanto quello maschile. La situazione economica nel circuito ATP è molto più favorevole di quella nella WTA. Per questo le donne vogliono più tornei combined: il prize money è più alto. Ma io sono favorevole all’eguaglianza di salari tra uomini e donne”.

“Non è normale che il giocatore n.90 del mondo non possa permettersi un coach mentre alcuni tennisti come Roger Federer possano viaggiare con tutto il loro staff al seguito. Nel tennis i migliori guadagnano troppo rispetto agli altri. È incredibile che il vincitore di un torneo guadagni 100 volte di più di chi perde al primo turno.


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33 commenti. Lasciane uno!

quandosmetterogervendolatv (Guest) 30-10-2015 10:26

Sono perfettamente d’accordo con l’articolo.
Dare contributi ma limitarli con l’età.
Dopotutto non tutti possono diventare numeri uno o top 50.
Se per combinazione nascessero 100 federer in una generazione, la metà di loro sarebbe oltre la 50°posizione.
Il tennis poi permette di sfruttare l’abilità acquisita facendo il maestro, l’allenatore, insomma relegarsi a fare futures a 30 anni mi sembra del tutto inutile.
Giusto per i contributi e come ho scritto in un precedente articolo sia a carico dell’atp che delle federazioni che degli sponsor (tutti trasparenti), ma nello stesso tempo niente assistenzialismo, non è dignitoso nè per chi dà nè per chi riceve.
Viva il tennis

blockquote>Scritto da quandosmetterogervendolatv

Scritto da franco

Scritto da becuzzi_style
il problema per me sono sostanzialmente i future e il fatto che quasi mai hanno l’ospitalità…il problema è che se fai pesare sull’organizzazione il costo dell’ospitalità molti future scoparirebbero…questa settimana esempio ci sono 12 future..si rischierebbe così di dimezzarli…a quel punto le entry list diventerebbero molto più impegnative e un 600/700 al mondo che oggi entra tranquillamente nel MD dovrebbe farsi le qualificazioni.
Una soluzione per me potrebbe essere quella di tassare i grandi tornei e destinare quegli introiti verso l’ospitalità dei future (magari solo a favore dei giocatori più giovani che ne so 24 anni)….giusto per garantire un investimento minimo per chi si iscrive a un torneo…se già sai che hai un costo di € 500,00 da sostenere nella settimana, magari molti preferiscono non tentarci neanche.
L’importante per me è dare la possibilità a tutti di provarci…per questo parlavo di ridurre il costo che deve sostenere magari il ragazzino appena entrato nel circuito…il fatto che l’ospitalità sia gfarantita ridurrebbe di molto il costo degli atleti nei primi anni di carriera, evitando magari che i più giovani non ci provino fino in fondo.
Però sappiamo tutti che i future sono trampolini di lancio, per cui i migliori passeranno ai challenger e tornei maggiori…viceversa se uno non ottiene risultati e a 28 anni è ancora li a vivacchiare nei tornei future ed è 700 al mondo….beh a quel punto deve essere una scelta del giocatore continuare o meno…non è che possiamo garantire a chiunque di vivere con il tennis…se a 28 sei 700 al mondo è corretto che non devi campare di tennis…probabilmente hai sbagliato sport o lavoro.
Per cui questa è la mia idea in sintesi: tassare i grandi tornei a favore dell’ospitalità dei future degli under 24/25..insomma la soglia non è facilmente determinabile…il mio concetto è questo quando sei giovane ti devo aiutare…dopo no sei scarso amen….se a 25 anni non hai fatto il sato non posso continuare ad investire su dite…puoi provarci , ma chiramente impegnando totalmente i propri fondi

In parte hai ragione, ma non credo si possa (e penso che non sia giusto) fare una discriminazione sull’età, soprattutto nel tennis moderno, dove la maturazione di un giocatore può anche arrivare dopo i 28-29 anni. Se uno è meritevole di aiuto, lo è a 20 come lo è a 35.

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quandosmetterogervendolatv (Guest) 30-10-2015 10:21

Scritto da franco

Scritto da becuzzi_style
il problema per me sono sostanzialmente i future e il fatto che quasi mai hanno l’ospitalità…il problema è che se fai pesare sull’organizzazione il costo dell’ospitalità molti future scoparirebbero…questa settimana esempio ci sono 12 future..si rischierebbe così di dimezzarli…a quel punto le entry list diventerebbero molto più impegnative e un 600/700 al mondo che oggi entra tranquillamente nel MD dovrebbe farsi le qualificazioni.
Una soluzione per me potrebbe essere quella di tassare i grandi tornei e destinare quegli introiti verso l’ospitalità dei future (magari solo a favore dei giocatori più giovani che ne so 24 anni)….giusto per garantire un investimento minimo per chi si iscrive a un torneo…se già sai che hai un costo di € 500,00 da sostenere nella settimana, magari molti preferiscono non tentarci neanche.
L’importante per me è dare la possibilità a tutti di provarci…per questo parlavo di ridurre il costo che deve sostenere magari il ragazzino appena entrato nel circuito…il fatto che l’ospitalità sia gfarantita ridurrebbe di molto il costo degli atleti nei primi anni di carriera, evitando magari che i più giovani non ci provino fino in fondo.
Però sappiamo tutti che i future sono trampolini di lancio, per cui i migliori passeranno ai challenger e tornei maggiori…viceversa se uno non ottiene risultati e a 28 anni è ancora li a vivacchiare nei tornei future ed è 700 al mondo….beh a quel punto deve essere una scelta del giocatore continuare o meno…non è che possiamo garantire a chiunque di vivere con il tennis…se a 28 sei 700 al mondo è corretto che non devi campare di tennis…probabilmente hai sbagliato sport o lavoro.
Per cui questa è la mia idea in sintesi: tassare i grandi tornei a favore dell’ospitalità dei future degli under 24/25..insomma la soglia non è facilmente determinabile…il mio concetto è questo quando sei giovane ti devo aiutare…dopo no sei scarso amen….se a 25 anni non hai fatto il sato non posso continuare ad investire su dite…puoi provarci , ma chiramente impegnando totalmente i propri fondi

In parte hai ragione, ma non credo si possa (e penso che non sia giusto) fare una discriminazione sull’età, soprattutto nel tennis moderno, dove la maturazione di un giocatore può anche arrivare dopo i 28-29 anni. Se uno è meritevole di aiuto, lo è a 20 come lo è a 35.

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franco (Guest) 29-10-2015 22:23

Scritto da becuzzi_style
il problema per me sono sostanzialmente i future e il fatto che quasi mai hanno l’ospitalità…il problema è che se fai pesare sull’organizzazione il costo dell’ospitalità molti future scoparirebbero…questa settimana esempio ci sono 12 future..si rischierebbe così di dimezzarli…a quel punto le entry list diventerebbero molto più impegnative e un 600/700 al mondo che oggi entra tranquillamente nel MD dovrebbe farsi le qualificazioni.
Una soluzione per me potrebbe essere quella di tassare i grandi tornei e destinare quegli introiti verso l’ospitalità dei future (magari solo a favore dei giocatori più giovani che ne so 24 anni)….giusto per garantire un investimento minimo per chi si iscrive a un torneo…se già sai che hai un costo di € 500,00 da sostenere nella settimana, magari molti preferiscono non tentarci neanche.
L’importante per me è dare la possibilità a tutti di provarci…per questo parlavo di ridurre il costo che deve sostenere magari il ragazzino appena entrato nel circuito…il fatto che l’ospitalità sia gfarantita ridurrebbe di molto il costo degli atleti nei primi anni di carriera, evitando magari che i più giovani non ci provino fino in fondo.
Però sappiamo tutti che i future sono trampolini di lancio, per cui i migliori passeranno ai challenger e tornei maggiori…viceversa se uno non ottiene risultati e a 28 anni è ancora li a vivacchiare nei tornei future ed è 700 al mondo….beh a quel punto deve essere una scelta del giocatore continuare o meno…non è che possiamo garantire a chiunque di vivere con il tennis…se a 28 sei 700 al mondo è corretto che non devi campare di tennis…probabilmente hai sbagliato sport o lavoro.
Per cui questa è la mia idea in sintesi: tassare i grandi tornei a favore dell’ospitalità dei future degli under 24/25..insomma la soglia non è facilmente determinabile…il mio concetto è questo quando sei giovane ti devo aiutare…dopo no sei scarso amen….se a 25 anni non hai fatto il sato non posso continuare ad investire su dite…puoi provarci , ma chiramente impegnando totalmente i propri fondi

In parte hai ragione, ma non credo si possa (e penso che non sia giusto) fare una discriminazione sull’età, soprattutto nel tennis moderno, dove la maturazione di un giocatore può anche arrivare dopo i 28-29 anni. Se uno è meritevole di aiuto, lo è a 20 come lo è a 35.

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becuzzi_style (Guest) 29-10-2015 19:35

il problema per me sono sostanzialmente i future e il fatto che quasi mai hanno l’ospitalità…il problema è che se fai pesare sull’organizzazione il costo dell’ospitalità molti future scoparirebbero…questa settimana esempio ci sono 12 future..si rischierebbe così di dimezzarli…a quel punto le entry list diventerebbero molto più impegnative e un 600/700 al mondo che oggi entra tranquillamente nel MD dovrebbe farsi le qualificazioni.
Una soluzione per me potrebbe essere quella di tassare i grandi tornei e destinare quegli introiti verso l’ospitalità dei future (magari solo a favore dei giocatori più giovani che ne so 24 anni)….giusto per garantire un investimento minimo per chi si iscrive a un torneo…se già sai che hai un costo di € 500,00 da sostenere nella settimana, magari molti preferiscono non tentarci neanche.
L’importante per me è dare la possibilità a tutti di provarci…per questo parlavo di ridurre il costo che deve sostenere magari il ragazzino appena entrato nel circuito…il fatto che l’ospitalità sia gfarantita ridurrebbe di molto il costo degli atleti nei primi anni di carriera, evitando magari che i più giovani non ci provino fino in fondo.
Però sappiamo tutti che i future sono trampolini di lancio, per cui i migliori passeranno ai challenger e tornei maggiori…viceversa se uno non ottiene risultati e a 28 anni è ancora li a vivacchiare nei tornei future ed è 700 al mondo….beh a quel punto deve essere una scelta del giocatore continuare o meno…non è che possiamo garantire a chiunque di vivere con il tennis…se a 28 sei 700 al mondo è corretto che non devi campare di tennis…probabilmente hai sbagliato sport o lavoro.
Per cui questa è la mia idea in sintesi: tassare i grandi tornei a favore dell’ospitalità dei future degli under 24/25..insomma la soglia non è facilmente determinabile…il mio concetto è questo quando sei giovane ti devo aiutare…dopo no sei scarso amen….se a 25 anni non hai fatto il sato non posso continuare ad investire su dite…puoi provarci , ma chiramente impegnando totalmente i propri fondi

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dave (Guest) 29-10-2015 19:33

Scritto da stan81
montepremi dei futures saranno aumentati già dal prossimo anno e anche nel 2016 ed é gia una gran cosa. Un tennista professionista non può però pensare di basare la propria carriera sugli introiti dei futures: cone dice la parola stessa sono tornei che dovrebbero lanciare il giocatore ad un livello di torneo più alto quindi é anche corretto che sia un sorta di investimento di 2/3 anni. Se stai 10 anni a giocare futures vuol dire che sei scarso e questo non é il lavoro che fa per te.

sacrosanto…

29
mirko.dllm (Guest) 29-10-2015 19:02

Scritto da Shuzo
Sono pienamente d’accordo con Simon. Come sono d’accordo con chi ha scritto nel suo commento che tutti i tornei, compresi future e challenger, dovrebbero garantire l’ospitalità ai giocatori. E’ inconcepibile che tornei internazionali che danno punti per la classifica mondiale e possono essere giocati da atleti che magari arrivano dall’altra metà del globo, non diano anche l’ospitalità ai giocatori.
Comunque è un dato di fatto che i top 100 sono a tutti gli effetti dei tennisti professionisti. Gli altri sono solo semiprofessionisti. Un atleta può essere considerato un professionista solo quando la sua attività sportiva gli consente di guadagnare abbastanza per vivere. Se invece i suoi guadagni sono insufficienti o addirittura le spese superano gli incassi, è un semiprofessionista.
Apprezzo molto che Gilles prenda le parti dei giocatori che non guadagnano abbastanza. In genere quando si raggiungono certi livelli, ci si dimentica dei problemi degli altri. Mi chiedo anche quanto le sue dichiarazioni siano solo esercizio dialettico.

Faccio presente che le stesse problematiche di tipo economico,ce le hanno anche le tenniste.Perchè si parla sempre e solo al maschile,e date l’impressione che dei problemi delle tenniste,specialmente di quelle che giocano i tornei ITF,non ve ne freghi nulla? Perché sembra proprio che volutamente ignoriate che anche le tenniste sono delle profesioniste che fanno anche loro dei sacrifici per migliorare?

28
mirko.dllm (Guest) 29-10-2015 18:56

Scritto da Gabriele da Ragusa
Finalmente uno cn le ..lle. Ormai nn si puo parlare piu che vieni subito accusato di misoginia. Il tour femminile fa ridere in proporzione al maschile sia per il seguito che per l’impegno fisico richiesto. Parlando dal punto di vista della prestazione, non ha senso che non si giochi 3 su 5 cm gli uomini visto che in tutti gli sport si compete piu o meno allo stesso modo. Voglio dire, anche le donne fanno le maratone quindi nn vedo perche nn possano disputare match piu lunghi. Detto qst, ringraziamo il cielo che si giochi 2 su 3 visto lo spettacolo spesso noioso che offrono quindi torniamo al punto iniziale che secondo me dal punto di vista dei montepremi va gia bene cosi. Sul discorso del n.90 confrontato cn i top, beh e’ un tema vecchio anche se sacrosanto. Siamo veramente fuori dal mondo. E’ una cosa clamorosa e ingiusta e bisognerebbe lavorare per incrementare ulteriormente i primi turni…ma nn solo degli slam. I 250 sn una categoria che sta finendo nel dimenticatoio dal punto di vista degli incrementi e promozione

Quindi tu pagheresti molto meno,o taglieresti i premi(o magari addirittura non pagheresti proprio) le tenniste professioniste? E per cosa? Per permettere al povero n.90 del mondo tutti i comfort,cosa che immagino,pensi che non ne abbia diritto invece una sua pari classifica del circuito WTA del “poveretto” in questione? Ma come si fa ad affermare che diversi utenti di livetennis non siano misogini? Dai commenti che fanno in modo ricorrente,a me pare proprio il contrario,specialmente se si sentono spalleggiati nelle loro convinzioni,dal cretino e sfigato pseudo tennista professionista che straparla,perchè altrimenti non se lo filerebbe nessuno.Uno come Simon per esempio,è proprio l’emblema del tennis spettacolo 😆 ,e la gente fa la fila per pagare il biglietto per vedere le sue strepitose partite,vero? 😎

27
bao.bab (Guest) 29-10-2015 16:50

Probabilmente il buon Simon inverte cause ed effetti: Se non comprendi che i Tornei ATP hanno maggior seguito di quelli WTA proprio perche’ ci gioca Federer e’ difficile poi pretendere di aver ragione su qualsiasi altra cosa. Il confronto tra Federer ed il 90 al mondo poi… e’ come dire che una startup del CNR lamenti scarse risorse per la ricerca rispetto ad Apple o Samsung… In prospettiva il margine di crescita della WTA e’ enormemente superiore al circuito maschile… Ribadisco quanto gia’ postai mesetti fa: se chiedi chi sia Nishikori ad uno non appassionato di Tennis che risposta avrai? Qualche biologo potrebbe pensare sia il nome di una disfunzione alla tiroide…

26
antonino (Guest) 29-10-2015 16:22

@ MADE (#1480873)

Complimenti per lo spunto di innalzare il prize money delle quali Slam per finanziarsi la stagione da top 200. Qualcuno che ogni tanto dice qualcosa di intelligente .

25
Gabriele da Ragusa 29-10-2015 15:59

@ Shuzo (#1481206)

E’ vero, pero torno a ribadire che in realta dovrebbe essere al contrario. Nel senso, nn ce’ dubbio che nella pratica il tuo ragionamento fila eccome. Ma dovrebbe essere il tipo di competizione e di conseguenza il prize money, da stabilire quindi prima, a dire se possa essere considerata cm manifestazione sportiva professionistica o meno. Non quindi sulla base dei guadagni del singolo tennista che converrai cn me, nn sn altro che una povera e automatica conseguenza del torneo che disputa. Tt sta quindi, secondo me, nel garantire un livello di DIGNITA’ minima ad un torneo affinche possa considerarsi professionistico. Senza pretendere la luna, basterebbe anche cm segnale, prevedere un livello minimo a 10k piu ospitalita’ . Chi riesce a organizzare un 15k piu ospitaita’, beh bonta’ sua. E a chi dice che cosi scomparirebbero molti tornei in giro x il mondo rispondo che bisogna decidersi sull’obiettivo finale. Se si vuole cm diceva qualcuno che qst tornei, pur garantendo un sostentamento minimo, siano destinati ai futuri campioni o cmq a gente in grado di passare oltre nn bisogna poi lamentarsi se si alza la qualita degli stessi in seguito alla scomparsa di qualche evento!
Insomma, delle due l’una!

24
Shuzo (Guest) 29-10-2015 15:44

Sono pienamente d’accordo con Simon. Come sono d’accordo con chi ha scritto nel suo commento che tutti i tornei, compresi future e challenger, dovrebbero garantire l’ospitalità ai giocatori. E’ inconcepibile che tornei internazionali che danno punti per la classifica mondiale e possono essere giocati da atleti che magari arrivano dall’altra metà del globo, non diano anche l’ospitalità ai giocatori.
Comunque è un dato di fatto che i top 100 sono a tutti gli effetti dei tennisti professionisti. Gli altri sono solo semiprofessionisti. Un atleta può essere considerato un professionista solo quando la sua attività sportiva gli consente di guadagnare abbastanza per vivere. Se invece i suoi guadagni sono insufficienti o addirittura le spese superano gli incassi, è un semiprofessionista.
Apprezzo molto che Gilles prenda le parti dei giocatori che non guadagnano abbastanza. In genere quando si raggiungono certi livelli, ci si dimentica dei problemi degli altri. Mi chiedo anche quanto le sue dichiarazioni siano solo esercizio dialettico.

23
Antony_65 (Guest) 29-10-2015 15:43

@ riccardo (#1480901)

Credo che Simon sia uno dei pochissimi che dice quello che pensa, oltretutto guarda sempre chi sta peggio di lui e questo gli fa onore e fa riflettere tutti noi. I soldi non gli mancano di certo. Sul fatto di devolvere denaro che proponi a lui, penso che basterebbe poco fare un fondo di raccolta una sorta di assicurazione proporzionata ai guadagni per garantire a ciascun tennista quantomeno una buon’uscita a fine carriera

22
Koko (Guest) 29-10-2015 15:34

Scritto da stan81
montepremi dei futures saranno aumentati già dal prossimo anno e anche nel 2016 ed é gia una gran cosa. Un tennista professionista non può però pensare di basare la propria carriera sugli introiti dei futures: cone dice la parola stessa sono tornei che dovrebbero lanciare il giocatore ad un livello di torneo più alto quindi é anche corretto che sia un sorta di investimento di 2/3 anni. Se stai 10 anni a giocare futures vuol dire che sei scarso e questo non é il lavoro che fa per te.

Infatti vorrei capire perchè un Gaio fa il gambero e torna a giocare 10k da 200 al mondo.

21
Mats 29-10-2015 15:09

Scritto da nico

Scritto da Serve&Volley
Concordo con Simon.. un giocatore si fa un mazzo così per emergere (parliamo di 100 persone al mondo ehh.. ) e poi non è ripagato adeguatamente in rapporto al business che contribuisce a creare.. viva Gilles il tennista “operaio” come è soprannominato

si intanto è miliardario

nonostante sia miliardario pensa anche a chi non lo è.
Grande Gilou!!!

20
Gabriele da Ragusa 29-10-2015 14:37

@ stan81 (#1481013)

Le valutazioni sul proseguire o meno una carriera di basso livello (futures o challenger che sia) dovrebbe spettare solo ed esclusivamente al tennista. Saranno….suoi se si accontenta di poco o no. Ma quel poco, ad un certo punto, dovrebbe essergli garantito. Altrimenti si riformuli completamente il circuito e, ufficialmente, non si considerino piu professionistici i tornei futures perche nn e’ professionismo un’attivita’ che ti porta cmq andare and andare in perdita sistematica (talvolta anche vincendo il torneo). Ripeto, discorso diverso e’ il volersi arricchire cn challenger e futures. Ma condizioni minime quali ospitalita’ e vitto dovrebbero essere garantite ancor prima dell’aumento del prize money. Io per dire, per quanto il mio parere possa valere, ho da sempre proposto di organizzare il breakdwon di qst eventi, i futures alla stregue degli open nazionali. Ovvero, visto il loro stesso nome, si premi ancor di piu chi arriva in fondo e si ripartisca il montepremi a partire dai quarti di finale. Malloppo maggiore per gli 8 migliori.

19
stan81 (Guest) 29-10-2015 13:59

montepremi dei futures saranno aumentati già dal prossimo anno e anche nel 2016 ed é gia una gran cosa. Un tennista professionista non può però pensare di basare la propria carriera sugli introiti dei futures: cone dice la parola stessa sono tornei che dovrebbero lanciare il giocatore ad un livello di torneo più alto quindi é anche corretto che sia un sorta di investimento di 2/3 anni. Se stai 10 anni a giocare futures vuol dire che sei scarso e questo non é il lavoro che fa per te.

18
alexalex 29-10-2015 13:32

Ogni discorso sugli stipendi è superfluo! Niente è normale se un operaio deve lavorare 40 anni per 1000 euro al mese e uno sportivo può comprare una ferrari al mese!

17
brizz 29-10-2015 13:14

sono d’accordo che i montepremi debbano essere ripartiti in maniera più equa ma il n°90 del mondo non sta con la canna del gas in bocca

16
Andreas Seppi 29-10-2015 13:07

Grande Gillou

15
riccardo (Guest) 29-10-2015 12:52

Potrebbe fare il primo passo e devolvere metà del suo montepremi a coloro che perdono al primo turno, tutti vogliono più soldi. L’operaio vorrebbe di più e se è il suo diringente rappresentante sindacalista a portare avanti la causa è anche contento per poi vedere che lo fa solo per gloria e giornali e non per perorare una causa magari anche giusta.
Campioni che siete fra i 20 al mondo credete che quello che prendete sia giusto e devono rinunciare quelli che vincono solo perchè voi non vincete. Anche Wawrinka diceva cosi poi ha vinto due slam e si è stato zitto. Chissà se parleresti cosi se fossi 1 al mondo; ti vorrei vedere rinunciare ai montepremi e vivere solo di grandissimi sponsor.
Pensate alla Pennetta: parlava con Fognini ad Agosto e gli disse: “Fra 5 anni smetto, appena avrò raggiunto i 13 milioni di € e dopo ci facciamo una famiglia, me ne servono ancora 3″. Dopo aver vinto gli US OPEN gli disse ” A fine Ottobre faccio il Master poi mi puoi mettere incinta evviva 😆 “

14
nico 29-10-2015 12:46

Scritto da Serve&Volley
Concordo con Simon.. un giocatore si fa un mazzo così per emergere (parliamo di 100 persone al mondo ehh.. ) e poi non è ripagato adeguatamente in rapporto al business che contribuisce a creare.. viva Gilles il tennista “operaio” come è soprannominato

si intanto è miliardario

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MADE (Guest) 29-10-2015 12:18

mah, io rimango sempre stupito quando sento ogni anno che il montepremi di tale prova dello Slam è aumentato rispetto all’anno prima. ormai le cifre rasentano il ridicolo. ma poi come se Djokovic non parteciperebbe agli US Open se il premio per il vincitore fosse “solo” 1 milione di dollari. gli Slam non sono un ATP250 o ATP500 che devono puntare sui soldi per avere tennisti di livello. visto che trovo irrealizzabile il travaso di soldi dagli slam ai futures, basterebbe aumentare sensibilmente gli introiti per i turni di quali agli slam, portandoli, che so?, a 15-20-25mila dollari per i tre turni. il 200 del mondo con 4 partecipazioni alle quali slam si finanzierebbe la stagione. non mi sembra una cosa così complessa da fare, ma, tranquilli, non la faranno.

12
Rafael (Guest) 29-10-2015 12:15

Finalmente uno che fa delle considerazioni intelligenti, non a senso la distribuzione dei montepremi nei tornei.

11
brizz 29-10-2015 12:11

non mi sembra che il n°90 al mondo non possa permettersi un coach

10
christian (Guest) 29-10-2015 11:54

simon dice un sacco di ….nate 😕 in qualsiasi lavoro del mondo il piu bravo viene pagato di piu….aria fritta le sue dichiarazioni 😕

9
gruff79 (Guest) 29-10-2015 11:48

@ gruff79 (#1480850)

esempio la pennetta ha vinto 3 milioni di dollari con la vittoria negli usa, 3 su 14 di quello che ha guadagnato in tutta la carriera..lo trovo assurdo..e la pennetta e’ una che ha guadagnato nella sua carriera

8
gruff79 (Guest) 29-10-2015 11:47

invece di aumentare il prize money dei grande slam, bisognerebbe aumentare qyello di challenger e futures o cmq fino ad una certa eta’ tutti i viaggi e spese gratuiti per i tennisti..magari pagate da federazioni o sindacato giocatori

7
non_sono_un_pallettaro 29-10-2015 11:45

Per caso Gillo è sindacalista dei tennisti per le cause perse? Sarà la quarantesima volta che si esprime sull’argomento, ormai lo intervistano sempre sulle stesse cose… peggio di quell’altro ossessionato dai gay. Ad ognuno, il suo cavallo di battaglia! 🙄

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Marco (Guest) 29-10-2015 11:25

le due frasi di Simon si rifericono a due argomenti diversi..

Per il secondo argomento, chi è che decide la ripartizione del montepremi di ATP 250, 500, 1000 e Slam?
E nei Challenger? … devo informarmi..

5
Gabriele da Ragusa 29-10-2015 11:16

Finalmente uno cn le ..lle. Ormai nn si puo parlare piu che vieni subito accusato di misoginia. Il tour femminile fa ridere in proporzione al maschile sia per il seguito che per l’impegno fisico richiesto. Parlando dal punto di vista della prestazione, non ha senso che non si giochi 3 su 5 cm gli uomini visto che in tutti gli sport si compete piu o meno allo stesso modo. Voglio dire, anche le donne fanno le maratone quindi nn vedo perche nn possano disputare match piu lunghi. Detto qst, ringraziamo il cielo che si giochi 2 su 3 visto lo spettacolo spesso noioso che offrono quindi torniamo al punto iniziale che secondo me dal punto di vista dei montepremi va gia bene cosi. Sul discorso del n.90 confrontato cn i top, beh e’ un tema vecchio anche se sacrosanto. Siamo veramente fuori dal mondo. E’ una cosa clamorosa e ingiusta e bisognerebbe lavorare per incrementare ulteriormente i primi turni…ma nn solo degli slam. I 250 sn una categoria che sta finendo nel dimenticatoio dal punto di vista degli incrementi e promozione

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Serenity 29-10-2015 10:59

Adesso è favorevole all’eguaglianza dei salari?! 😯 Ma se l’anno scorso ha fatto una polemica assurda su sta cosa…. Quanto non lo sopporto….

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ziogabry (Guest) 29-10-2015 10:55

Vabbe ma non puoi mettere in ballo roger che guadagna 80 milioni l’anno solo di sponsor… Cmq il problema dei soldi è proprio una piaga… I top 100 fanno proprio un’altra vita rispetto a quelli sotto di loro, già grazie ad un primo turno slam

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Serve&Volley (Guest) 29-10-2015 10:51

Concordo con Simon.. un giocatore si fa un mazzo così per emergere (parliamo di 100 persone al mondo ehh.. ) e poi non è ripagato adeguatamente in rapporto al business che contribuisce a creare.. viva Gilles il tennista “operaio” come è soprannominato

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