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Stefano Capriati: la morte di un uomo controverso

01/05/2015 08:00 4 commenti
Jennifer Capriati con il padre Stefano e Iva Majoli
Jennifer Capriati con il padre Stefano e Iva Majoli

Attraverso le parole del presidente della USTA Katrina Adams, abbiamo recentemente saputo della scomparsa del padre dell’indimenticata campionessa a stelle strisce Jennifer Capriati. Stefano Capriati aveva 80 anni e soffriva da tempo per un brutto male, un cancro che lo ha consumato ma che non gli ha impedito di continuare ad amare fortemente la sua famiglia, soprattutto quella figlia che aveva spinto giovanissima a diventare campionessa, con cui aveva avuto contrasti in una crescita adolescenziale tumultuosa e che proprio in suo onore, aveva espresso la volontà di tornare a giocare gli Us Open a New York, per tributargli il saluto più amorevole che si possa concepire.

Un rapporto fra i due burrascoso, un vero e proprio scontro generazionale fra un padre che individuava nella propria figlia ragazzina un talento naturale nel tennis e cercava di “sfruttarlo” al massimo e fin da subito e di contro, una donna ancora bambina che della sua età voleva goderne appieno, per non arrivare a odiare quello sport e quella racchetta attraverso cui passavano la ricchezza per lei e la sua famiglia.

Stefano spinse la figlia a giocare i primi tornei da professionista appena tredicenne, in un circuito che dovette cambiare le regole (come dimenticare la celebre “regola Capriati”?) perché non prevedeva per i minori di 14 anni la possibilità di disputare match ufficiali. L’amore per il tennis di Jennifer a mio avviso cambiò radicalmente nel tempo, arrivando a una forma simile all’odio, reputandolo il primo responsabile dell’averla privata della vita di una semplice teenager: come in tutti i rapporti difficili odio e amore sono state due facce della stessa medaglia e lo stesso ritiro dalle competizioni avvenuto alcuni anni fa non ha mai messo definitivamente il punto alla carriera della bella italoamericana. Odi et amo mio caro tennis, odi et amo.

Un padre dalla presenza sicuramente ingombrante, limitante ma da cui Jennifer (“sbandate” escluse) non si è mai separata: una pressione e una tensione inimmaginabile provenire direttamente dalle sue aspettative, che avranno sicuramente cambiato il corso della vita sportiva di Jennifer (in meglio in peggio non si potrà mai sapere …) e di cui nel corso della sua vita si rese conto in prima persona proprio Stefano Capriati. Avrebbe dovuto lasciare alla figlia i suoi spazi, avrebbe dovuto smettere di vivere 24 ore al giorno con lei, cucinare per lei, vivere per lei: ma se sbagliano tutti nella vita, perché un padre non può sbagliare? È un discorso evidentemente complesso con il peso della figura paterna che può essere deleterio, con i casi estremi della violenza fisica che ovviamente sono da condannare (e perseguire) in toto. Qui io vedo solo un padre troppo padre che aveva paura della giovane età della figlia (un’età che da incosciente sembrava non tenere in conto quando si trattava di guadagnare sul campo) e che non voleva perdesse la sua grande occasione, rischiando però di vederla cadere in tentazioni che alla sua età difficilmente sono individuabili e quindi aggirate.

Colpe ne avrà sicuramente avute ma non è questo il luogo in cui elencarle, con la presunzione di chi non vuole ascoltare: andrebbe ascoltata invece Jennifer che ha sempre parlato del padre come di un uomo che le ha insegnato tutto quello che c’è da sapere, nel tennis e nella vita fuori dal campo. Perché i rapporti difficili sono quelli che spesso nascondono un legame così forte che appare incomprensibile agli altri, dall’esterno, ma che invece è alimentato da una forza così speciale che nemmeno la morte può spezzare.
E chissà che ora Jennifer non decida di tornare per la terza volta in campo, con la motivazione in più dire di addio definitivamente al padre…


Alessandro Orecchio


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4 commenti

ginglegel 01-05-2015 18:43

ma torna ancora la Capriati allo Us Open come aveva detto?

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Antony_65 (Guest) 01-05-2015 18:33

Sarebbe bello sentire in’intervista della figlia ora

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italtennis (Guest) 01-05-2015 14:10

Grande uomo dominato forse troppo dall’amore per la famiglia e la sua campionessa

2
Clemente (Guest) 01-05-2015 09:40

Non è che fosse meno padre padrone di altri…

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