Andrea Gaudenzi: non solo Davis

19/12/2014 09:32 21 commenti
Andrea Gaudenzi, best ranking n.18 del mondo
Andrea Gaudenzi, best ranking n.18 del mondo

Se la mente vola ad Andrea Gaudenzi, uno dei più importanti giocatori italiani dell’ultimo ventennio, non si può non pensare alla Coppa Davis, con i ricordi che vanno a pescare quell’indimenticabile finale giocata contro la Svezia in casa a Milano nel 1998: una finale sfortunata, persa per 4 a 1, con Andrea assoluto protagonista. Era il primo giorno di quel week end che rappresentava un appuntamento con la storia del tennis italiano, quando sul 6-6 del quinto set dopo oltre 5 ore di partita contro Magnus Norman, si ruppe di netto il tendine della spalla di Andrea: un giocatore messo al tappeto da un infortunio che infranse non solo i sogni di gloria di un tennista a un passo dalla fama imperitura ma quelli di un intero Paese in trepidante attesa.

È nella manifestazione a squadre per eccellenza che Gaudenzi ha sempre dato il meglio di sé, trasformandosi e divenendo un osso duro da battere per chiunque: punto fisso di una nazionale condotta anche alle semi finali del 1996 e del 1997, Andrea vanta un rispettabile score nella coppa di 19 vittorie e 14 sconfitte, ripartite in 14 vittorie e 10 sconfitte negli incontri di singolare e 5/4 in quelli di doppio. Una manifestazione in cui si esaltava e dove era in grado come pochi altri di trascinare il pubblico sugli spalti in campo. Ma Andrea Gaudenzi era molto altro ancora.
Stimolato dalla sana rivalità con Renzo Furlan, Gaudenzi (classe 1973) si issò fino alla posizione numero 18 del ranking ATP (febbraio 1995), restando comunque a ridosso della top20 per più di due anni: risultato incredibile, frutto anche della collaborazione proficua con lo stesso team di Thomas Muster (e del suo allenatore Ronnie Leitgeb), a quell’epoca dominatore assoluto del circuito sul rosso e da cui sicuramente il buon Andrea avrà tratto i migliori insegnamenti in merito.

Professionista dal 1990, con la racchetta in mano dall’età di 4 anni, Gaudenzi è stato un solido giocatore da fondocampo, con una struttura fisica perfetta per sfiancare gli avversari sulla terra battuta, sua superficie non solo preferita ma soprattutto ideale. Curiosamente il suo nome si lega su questo terreno di gioco a due leggende del tennis dei nostri giorni: ha battuto infatti nel 2002 al Foro Italico un giovane Roger Federer (a dire il vero già in odore di top10) e sempre nello stesso anno Pete Sampras al primo turno del Roland Garros, risultando essere l’ultimo giocatore ad affrontare Pistol Pete sulla terra parigina, mettendo fine al suo sogno di conquistare quello Slam che resterà sempre il grande rimpianto dell’americano.

Nella carriera di Gaudenzi mancherà però un acuto Slam: Andrea avrebbe potuto raggiungere traguardi più prestigiosi e di richiamo, soprattutto nei suoi anni d’oro sotto l’egida di Muster e della sua squadra, potendo “solo” vantare come miglior risultato gli ottavi di finale (cedendo a Goran Invanisevic) al Roland Garros nel 1994, un terzo turno all’Australian Open del 1998 e agli Us Open del 1994 (superando Jim Courier) più un secondo turno sull’indigesta erba londinese nel 1996. Nel circuito maggiore i risultati sono stati decisamente più costanti: 3 vittorie sulla congeniale terra rossa, a Casablanca nel 1998 battendo lo spagnolo Alex Calatrava, su quella di St. Pölten nel 2001 contro l’atleta di casa Markus Hipfl e, sempre nel 2001, su quella di Bastad contro il ceco Bohdan Ulihrach. Non vanno però dimenticate anche le 6 finali raggiunte sempre in singolare (Stoccarda ’94, Dubai e San Marino nel 1995, Estoril ’96, Bucarest ’97 e Kitzbühel nel 1998), nonché una semi finale a Montecarlo e, per due volte, i quarti al Foro Italico. Dimostrandosi un ottimo doppista, Gaudenzi portò a casa anche due trofei di doppio (più 4 finali perse): il primo a Milano nel 1996 con Goran Ivanisevic e il secondo nel 1998 a Casablanca con il fidato compagno Davis Diego Nargiso.

Un giocatore che ha fatto della serietà e dell’impegno il suo credo sportivo, in silenzio e a pedalare sul campo, senza atteggiamenti da divo consumato e arrivato (chissà dove poi…) che tanti suoi connazionali nel tempo hanno saputo incarnare alla perfezione: di Gaudenzi ricordo il sudore e il suo incitarsi, il rispetto per il lavoro, suo e degli avversari, la dedizione alla causa e la voglia di affrontare di fronte allo specchio i propri limiti e umilmente saperli capire per oltrepassarli. Trovo che la generazione di tennisti di cui ha fatto parte Andrea si sia contraddistinta, oltre che per l’umiltà con cui gestire la propria crescita, soprattutto per il sapere apprezzare i traguardi tagliati: solo chi lavora duramente e parte dalla piena consapevolezza dei propri mezzi, afferra fino in fondo la portata dei propri obiettivi una volta cullati e progressivamente divenuti realtà. Un gentleman della racchetta, colto ed elegante, dentro e fuori dal campo, sempre misurato nei modi e nelle reazioni: un signore del tennis nostrano, pochi altri aggettivi per definire Andrea Gaudenzi nel raccontare le sue gesta sportive.


Alessandro Orecchio


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21 commenti. Lasciane uno!

robbie22 (Guest) 22-12-2014 17:25

Scritto da Lucabigon

Scritto da robbie22
Forte , a tratti molto forte , ma gli e’ sempre mancato il colpo risolutivo , quello con cui fare realmente la differenza con i top.Gran testa lo vedrei bene come coach di Fognini ma credo finirebbe a botte…

Sì, è vero.. Come lo definì Tommasi, il suo tennis era caratterizzato da una “robusta regolarità”. Gli mancavano un paio di colpi da KO…

😛

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Antony_65 (Guest) 21-12-2014 01:39

Scritto da sandro
ma a parte fare questi articoli per tessere infinite leccat… ehm LODI ai tennisti italiani, perchè non provare a fare tipo i giornalisti, e dirci cosa fanno ora questi personaggi e fargli qualche domanda ? Oggi basterebbe una email, neanche quella…. bha , articoli per bambini di 6 anni.

È bello sentire il racconto, anche senza interviste, da un giornalista in gamba che ha conosciuto quell’epoca, lo è per chi come me ricorda quell’epoca, ma anche per chi non l’ha conosciuta

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Antony_65 (Guest) 21-12-2014 01:34

Scritto da Hector
Se non fosse stato rovinato dalla Fit nella prima parte della sua carriera senoir e dagli infortuni nella seconda si sarebbe issato ancora piu’ in alto. L’unica cosa indigesta erano le telecronache di bisteccone in Davis.

Come?! Il buon Galeazzi era ed è un monumento delle cronache sportive, anche del tennis..

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nazza73 (Guest) 21-12-2014 01:20

Andrea era emozionante

18
Lisette80 (Guest) 20-12-2014 22:50

@ deri (#1228746)

d’accordissimo

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deri (Guest) 19-12-2014 23:42

gaudenzi gestisce una società di management

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deri (Guest) 19-12-2014 23:40

senza contare che ora… laureato .. e manager… continua ciò che ha fatto in campo..profilo basso… non fa il fenomeno..ed è il numero 1

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manuel (Guest) 19-12-2014 21:48

grande.

14
cooper (Guest) 19-12-2014 20:39

@ sandro (#1228662)

se tu avessi fatto ciò che ha fatto Gaudenzi o altri penso che dopo anni ti piacerebbe essere ricordato per la tua carriera e ituoi meriti !!!! :SECONDO ME HAI FATTO UN COMMENTO …COME DEFINIRLO???:PESSIMO???..HIFOSO??? GIU’ DI LI’

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sandro (Guest) 19-12-2014 20:07

ma a parte fare questi articoli per tessere infinite leccat… ehm LODI ai tennisti italiani, perchè non provare a fare tipo i giornalisti, e dirci cosa fanno ora questi personaggi e fargli qualche domanda ? Oggi basterebbe una email, neanche quella…. bha , articoli per bambini di 6 anni.

12
Lucabigon 19-12-2014 19:16

Scritto da robbie22
Forte , a tratti molto forte , ma gli e’ sempre mancato il colpo risolutivo , quello con cui fare realmente la differenza con i top.Gran testa lo vedrei bene come coach di Fognini ma credo finirebbe a botte…

Sì, è vero.. Come lo definì Tommasi, il suo tennis era caratterizzato da una “robusta regolarità”. Gli mancavano un paio di colpi da KO… 🙂

11
MAF (Guest) 19-12-2014 17:37

Grande Andrea, la piú fulgida espressione della tradizione tennistica di Faenza (in campo maschile)! la mia prima divisa da tennis è stata la lotto bianca, gialla e grigia che avevi tu!

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robbie22 (Guest) 19-12-2014 17:34

Forte , a tratti molto forte , ma gli e’ sempre mancato il colpo risolutivo , quello con cui fare realmente la differenza con i top.Gran testa lo vedrei bene come coach di Fognini ma credo finirebbe a botte…

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ALBERTO (Guest) 19-12-2014 17:13

Ricordo la finale di Davis ero in tribuna mai visto tanto entusiasmo del pubblico anche più di uno stadio di calcio…..poi andò come tutti sanno…..ma l ultima finale vinta me la ricordo anche quella bene….era il 15 Luglio giorno del mio compleanno …..feci un tale tifo attraverso la televisione che la gente in strada, sapendo che in quel periodo non c’erano partite di calcio si domandava da dove venissero quelle grida :mrgreen: :mrgreen:

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Francesco Albanese (Guest) 19-12-2014 16:52

@ goran2001 (#1228579)

Concordo pianamente!!!Io avevo 15 anni l’anno della finale…fu un boccone amarissimo!!!

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Dario (Guest) 19-12-2014 16:51

Lo reputo tutt ora il più forte singolarista dopo camporese che abbiamo avuto nel dopo-panatta. Lo metto anche davanti a Canè e naturalmente al sopravvalutato Fognini che è arrivato dov è ora in classifica unicamente grazie a quel ridicolo marasma di atp 250 sud americani che negli anni 90 non c erano assolutamente

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Hector (Guest) 19-12-2014 14:47

Se non fosse stato rovinato dalla Fit nella prima parte della sua carriera senoir e dagli infortuni nella seconda si sarebbe issato ancora piu’ in alto. L’unica cosa indigesta erano le telecronache di bisteccone in Davis.

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goran2001 19-12-2014 14:03

Grande giocatore Andrea; se Fognini avesse la sua testa e la sua dedizione sarebbe ai livelli di Ferrer; sempre ammirato e tifato, più di Furlan, chissà perchè poi.

La partita con Norman la ricordo bene, avevo 13 anni, ci rimasi malissimo.

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Alberto (Guest) 19-12-2014 10:26

son cresciuto con lui, regalava grandissime emozioni. E quella partita con Norman l’ho vissuta davanti alla televisione, in tutta la sua tragedia …

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grammy84 (Guest) 19-12-2014 09:54

Gran giocatore, gambe forti ma veloci e un gioco sempre in pressing!

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Ospite inatteso (Guest) 19-12-2014 09:39

Bella autobiografia
:mrgreen:

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