Roland Garros 2014 ATP, Copertina, Generica

Il montepremi del Roland Garros supera quota 25 milioni di euro

18/04/2014 08:52 7 commenti
<strong>25.018.900 €</strong>, è questa la cifra del montepremi dell'edizione del <strong>2014 del Roland Garros</strong>.
25.018.900 €, è questa la cifra del montepremi dell'edizione del 2014 del Roland Garros.

25.018.900 €, è questa la cifra del montepremi dell’edizione del 2014 del Roland Garros. Rispetto allo scorso anno si è verificato un aumento di circa tre milioni di euro, e i due vincitori intascheranno 1 milione e 650 mila euro, ovvero il 10% in più rispetto alla cifra dell’edizione passata.

Significativo anche l’aumento del premio compreso fra il 20 e il 25% per coloro che perderanno dal secondo turno agli ottavi di finale.


Alessio Baldi


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7 commenti

sabri1977 19-04-2014 00:33

@ Luca_nl (#1044277)

@ Ted (#1044188)

ragazzi vi faccio i complimenti per l’ottime analisi, dovreste scrivere piu’ spesso su questo sito!

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Luca_nl (Guest) 18-04-2014 20:30

Scritto da Kriss69forever
Sono soszanzialmente d’accordo che bisogns trovare un modo di sostenere i giocatori di secondo piano.
Mi limito ad aggiungere:
– che questo non deve essere fatto a detrimento dei giocatori di vertice, altrimenti il tennis perde interesse e visibilità ed i montepremi tracollano
– che la WTA non ha niente a che vedere con i 10,000 e 15,000, gestiti dalla acerrima nemica ITF
– che il nuovo presidente ATP Kermode ha esplicitamente detto che è lì per difendere gli interessi dei top player

Scusa un attimo se ad un montepremi di 2.500.000 dollari, ne levi 200.000 da destinare ai tornei minori, che cosa cambia per i big? Assolutamente nulla.
E vero i tornei femminili da 10.000 a 100.000 dollari sono organizzati dall’ITF, ma non devi vedere le cose come separate perchè perquanto siano accerrimi nemici come dici tu, sono comunque obbligati a dialogare, tant’è che nel sito WTA nei vari PDF vengono segnalati anche i tornei ITF, nelle schede delle giocatrici figurano anche i tornei ITF quindi totalmente separati non sono.
Chi comanda ossia anche la politica e le varie federazioni nazionali dovrebbero dare un indirizzo, certo lasciati a se stanti questi non si mettono mai d’accordo.
L’ITF non organizza solo i mini tornei da $10.000 ma anche le Coppe Davis e Fed Cup e soprattutto i quattro SLAM.
E’ solo questione di volontà.
Per i top player, beccare 1.600.000 dollari o beccarne 1.500.000 non cambia assolutamente nulla, il tennis non perderebbe alcun interese, ne spettatori anzi forse ne guadagnerebbe.
Il punto reale magari è un altro, ossia che il sistema è organizzato per cercare di far emergere il più possibile chi proviene da famiglie di un alto livello sociale(e non solo nel tennis), tranne non siano assoluti fuoriclasse allora va bene anche se sono poveracci la verità non è bella ma quella è.

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Kriss69forever 18-04-2014 18:27

Sono soszanzialmente d’accordo che bisogns trovare un modo di sostenere i giocatori di secondo piano.
Mi limito ad aggiungere:
– che questo non deve essere fatto a detrimento dei giocatori di vertice, altrimenti il tennis perde interesse e visibilità ed i montepremi tracollano
– che la WTA non ha niente a che vedere con i 10,000 e 15,000, gestiti dalla acerrima nemica ITF
– che il nuovo presidente ATP Kermode ha esplicitamente detto che è lì per difendere gli interessi dei top player

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Luca_nl (Guest) 18-04-2014 17:14

Scritto da Ted
Userò un linguaggio nobile – vedi i latinismi [1] [2] [3] – per esprimere il mio pensiero: il continuo aumento di montepremi dei tornei destinati ai giocatori di vertice a fronte di un sostanziale – ripeto, sostanziale – mantenimento dei montepremi per i “peones” del circuito Challenger e Future è lo specchio di una società [1] di merda – opinione personale; [2] ignorante – dato di fatto; [3] pertanto imbecille – altro dato di fatto.
A fronte di pseudo campioni che grazie all’aiuto dei genitori possono permettersi di girare il mondo in lungo e in largo a caccia di qualche punto ATP, quanti veri talenti si perdono per il fatto che l’attività Future/Challenger non è economicamente sostenibile? Quanti Dustin Brown o potenziali Federer di cui non sapremo mai l’esistenza? Se si trovasse il modo di rendere economicamente sostenibile tale attività, sono sicuro che il livello medio di gioco (= leggi qualità) si alzerebbe ulteriormente a tutto vantaggio dello spettacolo e più in generale, dell’intero movimento tennistico: più spettacolo uguale più spettatori, più giocatori, più maestri, più scuole tennis, più vendite di abbigliamento, racchette, giornali, più internet etc. ossia si genererebbe un feedback positivo. Non dico tanto ma forse sarebbe sufficiente pagare viaggi +vitto +alloggio per i Futures ( una sorta di ”borsa di studio” offerta dall’ ATP a ciascun giocatore che abbia un minimo di requisiti, per la durata di due o tre anni al massimo ) e raddoppiare i montepremi dei Challenger. Basterebbe davvero poco, invece – ahimè -viviamo in una società di tipo [1], [2] e [3].

Sono d’accordo basterebbe davvero poco per migliorare la situazione, ad esempio la WTA, e da un paio d’anni che ha istituito anche i 15.000 dollari, oltre ai 10.000 dollari che non riescono a pagare neanche il mangiare di chi vi partecipa , ma quasi nessuno ha trasformato i 10.000 in 15.000 anche perchè poi poco cambia, se invece ci fosse un incentivo anche soltanto per i primi 4 del tipo trasforma il 10.000 in 15.000 e la WTA, ITF o comunque chi comanda ti aggiunge un premio di altri 5.000 dollari da dividere tra i primi 4, credo che molti avrebbero trasformato i loro 10.000 in 15.000+5.000, un premio simile, o anche maggiore($10.000) andrebbe esteso anche ai tornei maggiori sino ai 50.000 dollari, questo permetterebbe ai migliori 4 di ogni torneo di poter andare avanti con meno difficoltà, ora invece nonostante vincano in cambio hanno solo la gloria e di gloria non si può riempire lo stomaco.
A livello italiano costerebbe davvero poco nel settore femminile meno di 200.000 euro all’anno, nel maschile credo +- stessa cifra.
In Italia ad esempio basterebbe togliere 400.000 dollari dagli Internationali di Roma e destinarli ai tornei minori, per i big non cambierebbe assolutamente nulla, per i ragazzi delle serie minori sarebbe un grande aiuto.
Ma a quanto pare, la classe dominante (finaziaria, politica, etc.) a tutti i livelli preferisce avere un mondo nettamente diviso in due, da una parte gli straricchi e dall’altra una massa infinita di poveracci.
Ma in ciò non sono esenti da colpe nemmeno i poveracci che spesso e volentieri si fanno la guerra fra loro, per invidia, gelosie etc. La percetuale maggiore di cause civili in Italia la si trova nelle aree con maggior povertà.
Il vecchio detto “divide et impera” è sempre valido, non si dividono più i vari popoli come in epoca romana e nel medioevo, ma la classe ricca fa si che i poveri siano i primi ad invidiare ed odiare il loro compagno di miserie che cerca di emergere.
In Italia una delle poche persone che si è battuta realmente contro questo sistema è stata tenuta in cattività per 55 giorni e poi fu eliminata. Simpatico un video siparietto(si può trovare su Youtube) tra chi fu un alto esponente dei carnefici ed un altissimo esponente di quelli che avrebbero dovuto salvarlo, quest’ultimo dice alla prima “no, non sentirti in colpa sono più colpevole io che non sono riuscito a liberarlo”(sono andato un pò a memoria ma il senso è quello).
Da quei fatti in poi la nuova società del “benessere apparente” che tutt’ora stiamo vivendo ha avuto campo libero. E sinceramente non vedo all’orizzonte nulla che possa cambiare le cose.

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WWW (Guest) 18-04-2014 16:25

@ Ted (#1044188)

Non mi esprimo sui latinismi[1][2]e[3], che siano opinioni personali o dati di fatto lo dici tu, ma tutto il resto non fa assolutamente una piega e condivido in pieno

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Ted (Guest) 18-04-2014 15:43

Userò un linguaggio nobile – vedi i latinismi [1] [2] [3] – per esprimere il mio pensiero: il continuo aumento di montepremi dei tornei destinati ai giocatori di vertice a fronte di un sostanziale – ripeto, sostanziale – mantenimento dei montepremi per i “peones” del circuito Challenger e Future è lo specchio di una società [1] di merda – opinione personale; [2] ignorante – dato di fatto; [3] pertanto imbecille – altro dato di fatto.
A fronte di pseudo campioni che grazie all’aiuto dei genitori possono permettersi di girare il mondo in lungo e in largo a caccia di qualche punto ATP, quanti veri talenti si perdono per il fatto che l’attività Future/Challenger non è economicamente sostenibile? Quanti Dustin Brown o potenziali Federer di cui non sapremo mai l’esistenza? Se si trovasse il modo di rendere economicamente sostenibile tale attività, sono sicuro che il livello medio di gioco (= leggi qualità) si alzerebbe ulteriormente a tutto vantaggio dello spettacolo e più in generale, dell’intero movimento tennistico: più spettacolo uguale più spettatori, più giocatori, più maestri, più scuole tennis, più vendite di abbigliamento, racchette, giornali, più internet etc. ossia si genererebbe un feedback positivo. Non dico tanto ma forse sarebbe sufficiente pagare viaggi +vitto +alloggio per i Futures ( una sorta di ”borsa di studio” offerta dall’ ATP a ciascun giocatore che abbia un minimo di requisiti, per la durata di due o tre anni al massimo ) e raddoppiare i montepremi dei Challenger. Basterebbe davvero poco, invece – ahimè -viviamo in una società di tipo [1], [2] e [3].

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Marco93 18-04-2014 12:23

😯

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