Il tedesco spinge la categoria Challenger ATP, Copertina

Altmaier: “L’ATP deve rendersi conto che i Challenger sono un bel prodotto. Ormai stiamo più in palestra che in campo”

30/04/2024 15:10 32 commenti
Daniel Altmaier (foto ATP Monaco)
Daniel Altmaier (foto ATP Monaco)

Daniel Altmaier è convinto che moltissimi Challenger siano ormai ad un livello e spettacolo pressoché uguale a vari tornei ATP 250, e questo dovrebbe spingere proprio l’ATP a valorizzarli maggiormente creando così maggior valore sia per i giocatori che per i tornei stessi. Inoltre riflette su come la parte fisica sia diventata talmente preponderante da forzare i giocatori a passare più tempo allenando il fisico rispetto al gioco. Il classe ’98 di Kempen ha espresso questi e altri concetti molto interessanti in un’intervista rilasciata a Fernando Murciego di Puntodebreak a latere del 1000 di Madrid, della quale riportiamo i passaggi più interessanti.

“La differenza tra un top25 rispetto a un top50 è solo nella consistenza. I giocatori che stazionano tra i primi 30 sono più consistenti di quelli tra i primi 50, ma questa differenza è dovuta solo a un paio di tornei in più che riescono a giocare al massimo livello durante l’anno. Nel 2023 ho ottenuto buoni risultati in 7-8 tornei, la differenza rispetto i primi 10 è che loro fanno lo stesso ma in 13-14 tornei. Devi seguire questi passi se vuoi arrivare in alto, il tennis in teoria è così facile ma diventa molto difficile raggiungere quel livello di consistenza”.

“Madrid mi piace. La prima volta che sono stato qui è stato in vacanza con la mia ragazza, da quel momento ho un ricordo molto bello di questa città, dei giorni trascorsi qui. L’anno scorso ho giocato il torneo per la prima volta e penso che quei ricordi mi abbiano aiutato, anche se mi piacciono molto le condizioni del campo. Tutto mi sembra più familiare, incontro molte più persone, ho buoni amici messicani qui a Madrid. Il tempo trascorso divertendomi fuori dal campo mi aiuta a sentirmi meglio quando gioco”.

Ecco l’interessante considerazione sui Challenger: “La differenza tra Challenger e ATP per livello di gioco è minima. Lo vediamo, ad esempio, in alcuni giovani che iniziano l’anno gareggiando nei Challenger e, improvvisamente, in un brevissimo lasso di tempo, appaiono nella top50. Diaz Acosta? Darderi? Ce ne sono diversi che sono già molto coinvolti perché hanno un livello altissimo. Tutto è cambiato, il fisico conta più del tennis. Ormai tutti passiamo più tempo in palestra che sul campo da tennis, i ragazzi sono preparati a giocare ogni settimana e a farlo a grande livello. Il risultato di tutto questo processo è un aumento di livello medio, lo vedi da come i migliori nei Challenger non facciano fatica negli ATP, anzi. Proprio per questo i Challenger meritano un’altra attenzione. Sul circuito in ogni settimana c’è una storia diversa, ma è difficile da scoprire per il pubblico quando i Challenger si giocano nelle piccole città. Penso che dovremmo avere accesso anche a queste informazioni per sapere cosa succede in quei posti. È un peccato, l’ATP dovrebbe rendersi conto che anche i Challenger sono un bel prodotto, anche se adesso stanno migliorando molto con la questione social. Sento che stiamo migliorando sempre di più, è vero che questo circuito ha molto più potenziale di quello che arriva alla gente“.

Una riflessione adeguata e coerente. Negli ultimi anni sono molti i tennisti che dopo aver brillato per una stagione (o anche solo metà) nei Challenger sono sbarcati con successo a livello ATP, prendendosi grandi soddisfazioni. Possiamo citare gli argentini Baez ed Etcheverry, come Marozsan, Tabilo o Kotov. Tra le moltissime strade della possibile rivoluzione del calendario e stagione ATP, anche una miglior distribuzione e valorizzazione delle categorie Challenger e 250 sarebbe auspicabile, mentre il focus sembra centrato quasi esclusivamente sui “famosi” 10 grandi eventi da affiancare agli Slam….

Marco Mazzoni

 


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32 commenti. Lasciane uno!

Supporter dei poeti viventi (Guest) 30-04-2024 16:38

@ Lo smadonnatore di taggia (#4024317)

Ma difatti qualcosa per Super Tennis si muove sulle esclusive di diritti: almeno Billie Jean, Challenger 175 di Torin coi bocciati di Roma in tabellone e forse coi denti lo Us Open ’24 dovrebbero essere tenuti per sé…Ovvero per noi

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Supporter dei poeti viventi (Guest) 30-04-2024 16:37

Beh, effettivamente vedi soprattutto i sudamericani, elencati in ordine alfabetico, Baez, Darderi, Monteiro, e Seybolt Wild che vanno bene in ambo le categorie…Altmaier più che altro fa tutte le superfici, e in quello strano Roland Garros autunnale si prese pure lo scalpo del miglior Berrettini

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Lo smadonnatore di taggia (Guest) 30-04-2024 16:06

Il problema sono anche le nuove categorie ch. create sotto la presidenza Gaudenzi. 175 punti sono uno scandalo per il livello ch. e tale premio eccessivo va a detrimento dei 250, che stanno diventando troppi e sempre più marginali.
L’inflazione di un bene causa il depauperamento dello stesso,egregio Gaudenzi…

Tanto valeva fondere i 250 con i TUTTI i ch. sopra gli 80,sfoltire il calendario di alcuni 250 e chiamarla categoria “Bronzo” o 300, dove 300 sta, non solo per i punti (e gli spartani) assegnati, ma anche per l’entry level delle quali garantito,almeno per le quali.

WC Q garantite ai finalisti dei ch.80 nelle 2 settimane precedenti e maxi tabellone da 128 su 2 settimane.

Credo che per una TV come super tennis ,diventerebbero appuntamenti tutt altro che marginali e in più nella stessa categoria potresti avere dal nr. 10 del mondo fino al 400 e rotti…insomma sarebbe lo slam dei poveri.

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+1: gisva
bruno.dalla francesca (Guest) 30-04-2024 15:07

@ gisva (#4023974)

non ha semplicemente senso fermarsi a considerare solo i primi 8 risultati, in un sistema che considera i migliori 18 risultati. se uno volesse anche fermarsi a 10 tornei giocati poi verrebbe superato da chi ne gioca 18, appunto per cercare di fare più punti. e quindi tutti giocheranno gli almeno 13 grandi tornei più qualche altro. non ha senso. fermarsi ai primi 8 può avere valenza statistica, ma non ha la minima utilità pratica ai fini della classifica.

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-1: Psyco Fogna
TonyNYC (Guest) 30-04-2024 14:59

Piccolo appunto. Bisognerebbe scrivere “costanza/regolarità”, non “consistenza”. Grazie.

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ilpallettaro (Guest) 30-04-2024 14:38

a parte il fatto che l’atp ha spinto tantissimo i challeger, il punto è che il tennis fanno fatica ad attirare interesse delle tv se non ci sono nomi di grandissimo richiamo.
il 1000 di madrid ha messo online su youtube le proprie quali, per intenderci.
che poi sia un prodotto che gli appassionati come me gradiscono e su cui la fitp potrebbe gettarsi per evitare di continuare a mandare padel e partite dei tempi che furono, non c’è dubbio.

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+1: gisva
Losvizzero 30-04-2024 14:14

Già, diglielo anche alla FIT e Supertennis che ci infilano dentro più padel che Challenger

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gisva 30-04-2024 13:02

Scritto da Massimo.bianco29@yahoo.it
Caro Marco Mazzoni,proprio per rendere la scalata nel tennis che conta sempre più difficile ai famosi players panda dei noti paesi cari al mio alias(MM&I) ed al sottoscritto,il faentino e suoi collaboratori hanno pensato bene di ridurre i punti nei challenger,porto l’esempio dell’olandese Griekspoor xhe per entrare nei 100 dovette vincere ben 8 challenger nella stessa stagione(nessuno come lui nella storia dei ch.ad oggi ndr),oggi neanche con quelle 8 vittorie sarebbe riusciuto ad entrarci.Ai suoi più ostinati difensori basterebbe fare presente questo su quali danni sta facendo al nostro sport da quando è al timone dell’Atp.
PS: confido sempre nella sua onestà intellettuale nel non essere censurato per essere “fuori dal coro”.
Come sempre cordiali saluti.

I punti per i vincitori dei challenger, non sono cambiati.

Quello che è diventato più difficile è scalare la classifica con tanti piazzamenti.

Gli italiani che hanno tanti challenger a disposizione, sfruttano la possibilità di piazzarsi, giocandone tanti.

Il giovane emergente, fa un po’ di esperienza, poi, se è valido, inizia a vincere i challenger e sale alla categoria superiore.

Secondo me, la riforma ha agevolato chi ha veramente i mezzi tecnici per salire.

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+1: walden
walden 30-04-2024 12:49
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walden 30-04-2024 12:48

Scritto da espertodipallacorda
Mi pare che l’ATP si stia già muovendo in questa direzione: in pochissimi anni è raddoppiato, se non triplicato, il numero dei challenger, sono stati introdotti i 175 che sono praticamente dei 250 visto il livello usuale, è aumentato il prize money etc. Per me quello che si dovrebbe fare è creare una nuova categoria media, chiamarla ATP o challenger non fa differenza, che comprenda tanti tornei e che consenta anche ai migliori di disputare questi eventi (mi pare che nei challenger i top 20 non possano partecipare e i top 30 solo con WC). In questo modo si risolverebbe il “problema 250”, una categoria che ormai ritenuta stagnante, e si valorizzerebbe il lavoro fatto nel circuito challenger in questi anni. Slam, Masters Series, Circuito Élite con gli attuali 500, Circuito Pro con 250, 175 e qualche 125.

solo i top 50 con wc, esclusi i 175

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walden 30-04-2024 12:46

Scritto da gisva
E’ completamente sbagliato il fatto che i più forti fanno risultati in 13-14 tornei. L’affermazione di Altmaier è smentita dai numeri.
La classifica di ogni giocatore è determinata da i migliori 7-8 risultati.
Sono rari i casi in cui si arriva a 10.
I migliori della classifica fanno risultato in quei pochi appuntamenti dove vengono dati molti punti.
Ed è lì che viene fatta la differenza nella classifica.
Come è giusto che sia.
I punti vanno fatti battendo i giocatori migliori, non trovando il torneo in capo al mondo dove fai punti senza battere giocatori significativi.
Condivido il fatto che ormai la parte fisica è preponderante.
Per questo sono d’accordo sul fatto che si creino degli appuntamenti dove tutti o quasi i tennisti più si impegnano forti per essere al massimo.
Se si moltiplicano gli appuntamenti che danno punti, si crea una situazione dove alcuni sono in forma per un tornei, altri per altri tornei e non si capisce mai chi è più forte.
Per questo è importante, per lo meno per i livelli di vertice, avere un calendario unico.
Per il livello inferiore, ATP250 e challenger più ricchi, il problema è comune ad entrambe le categorie, si potrebbe trovare un format per renderli autosufficienti.
Vendere bene i diritti e creare un circuito integrato con il circuito maggiore.
Ma bisogna capire se questi eventi possono guadagnare (come?) ed arrivare al pareggio, oppure se devono essere finanziati dai tornei maggiori. In tal caso la finalità dovrebbe essere quella di far crescere e lanciare tornei nei livelli superiori.
Challenger minori (sotto i CH100) ed ITF dovrebbero diventare più dei circuiti mirati alla formazione e crescita. In questi tornei non dovrebbe aver senso viaggiare e svenarsi per sostituire i risultati nei livelli superiori.
Lì si dovrebbe favorire la localizzazione ed il fatto che si guadagna l’accesso ai tornei superiori. Tanti tornei, in ogni parte del mondo, dove si guadagna soprattutto il diritto a partecipare ai challenger ricchi ed atp. Non ci può essere la sussistenza per chi galleggia su questo livello.

Concordo al 101%… aggiungo: stabilità economica per chi è oltre i 250 di ranking, con meccanismi di rimborso spese/incentivi, ma con l’obbligo della restituzione solo se si conseguono i risultati, per un tempo limitato (2 o 3 anni), per evitare forme di assistenzialismo

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gisva 30-04-2024 12:40

Scritto da brunodalla

Scritto da gisva
E’ completamente sbagliato il fatto che i più forti fanno risultati in 13-14 tornei. L’affermazione di Altmaier è smentita dai numeri.
La classifica di ogni giocatore è determinata da i migliori 7-8 risultati.
Sono rari i casi in cui si arriva a 10.
I migliori della classifica fanno risultato in quei pochi appuntamenti dove vengono dati molti punti.
Ed è lì che viene fatta la differenza nella classifica.
Come è giusto che sia.
I punti vanno fatti battendo i giocatori migliori, non trovando il torneo in capo al mondo dove fai punti senza battere giocatori significativi.
Condivido il fatto che ormai la parte fisica è preponderante.
Per questo sono d’accordo sul fatto che si creino degli appuntamenti dove tutti o quasi i tennisti più si impegnano forti per essere al massimo.
Se si moltiplicano gli appuntamenti che danno punti, si crea una situazione dove alcuni sono in forma per un tornei, altri per altri tornei e non si capisce mai chi è più forte.
Per questo è importante, per lo meno per i livelli di vertice, avere un calendario unico.
Per il livello inferiore, ATP250 e challenger più ricchi, il problema è comune ad entrambe le categorie, si potrebbe trovare un format per renderli autosufficienti.
Vendere bene i diritti e creare un circuito integrato con il circuito maggiore.
Ma bisogna capire se questi eventi possono guadagnare (come?) ed arrivare al pareggio, oppure se devono essere finanziati dai tornei maggiori. In tal caso la finalità dovrebbe essere quella di far crescere e lanciare tornei nei livelli superiori.
Challenger minori (sotto i CH100) ed ITF dovrebbero diventare più dei circuiti mirati alla formazione e crescita. In questi tornei non dovrebbe aver senso viaggiare e svenarsi per sostituire i risultati nei livelli superiori.
Lì si dovrebbe favorire la localizzazione ed il fatto che si guadagna l’accesso ai tornei superiori. Tanti tornei, in ogni parte del mondo, dove si guadagna soprattutto il diritto a partecipare ai challenger ricchi ed atp. Non ci può essere la sussistenza per chi galleggia su questo livello.

invece i numeri confermano che i migliori giocatori costruiscono la classifica con i risultati di più di 10 tornei importanti. tutti i top10 per intenderci, a parte Nole, che ha meno di 10. ma se vinci tre slam e fai finale nel quarto, e poi vinci le finals, non ti servono altri risultati.

Non so che numeri guardi.
Mio sono fermato ai primi 20, limitandomi ai loro miglio 8(!) punteggi:

Totale – Migliori 8 %
Djokovic 9990 – 9700 – 97
Sinner 8660 – 6720 – 77,6
Alcaraz 8145 – 6940 – 85,2
Medvedev 7085 – 5970 – 84,2
Zverev 5245 – 3875 – 73,9
Ruud 4480 – 3555 – 79,4
Tsitsipas 4030 – 3040 – 75,4
Rublev 3830 – 2880 – 75,2
Hurkacz 3675 – 2820 – 76,73
Dimitrov 3640 – 2600 – 71,4
Deminaur 3470 – 2575 – 74,2
Rune 3245 – 2300 – 70,8
Fritz 2550 – 2145 – 84,1
Humbert 2535 – 1910 – 75,3
Shelton 2480 – 2050 – 82,7
Paul 2350 – 1705 – 72,6
Kachanov 2080 – 1720 – 82,7
Bublik 1992 – 1750 – 87,9
Baez 1955 – 1590 – 81,3
Mannarino 1875 – 1470 – 78,4

La classifica cambierebbe in maniera minima se si utilizzassero i migliori 8 risultati.
Quelli al di fuori dei migliori 8, influiscono generalmente per un quarto, un quinto della classifica.

Se si scende in classifica la percentuale tende ad aumentare.
Per i più forti, il fatto di piazzarsi in Slam è 1000, smuove la classifica, anche se sono risultati minori. Per quelli sotto i risultati minori non contano nulla.

Uscire al primo turno o fare i quarti di un challenger cambia pochissimo. In un 250 conta un pochino se sei fuori dai 50.

La continuità, conta molto poco.

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+1: Casual
Massimo.bianco29@yahoo.it (Guest) 30-04-2024 11:44

Scritto da ospite
difatti ATP ha diminuito i punti….erroneamente

Appunto,sai a chi è cara questa tematica…

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Massimo.bianco29@yahoo.it (Guest) 30-04-2024 11:38

Caro Marco Mazzoni,proprio per rendere la scalata nel tennis che conta sempre più difficile ai famosi players panda dei noti paesi cari al mio alias(MM&I) ed al sottoscritto,il faentino e suoi collaboratori hanno pensato bene di ridurre i punti nei challenger,porto l’esempio dell’olandese Griekspoor xhe per entrare nei 100 dovette vincere ben 8 challenger nella stessa stagione(nessuno come lui nella storia dei ch.ad oggi ndr),oggi neanche con quelle 8 vittorie sarebbe riusciuto ad entrarci.Ai suoi più ostinati difensori basterebbe fare presente questo su quali danni sta facendo al nostro sport da quando è al timone dell’Atp.
PS: confido sempre nella sua onestà intellettuale nel non essere censurato per essere “fuori dal coro”.
Come sempre cordiali saluti.

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Spigolo (Guest) 30-04-2024 11:16

@ gisva (#4023703)

Mi pare una visione centrata.

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grax (Guest) 30-04-2024 10:40

Al di lò di qualche inesattezza, già rilevata da altri utenti, sulla questione challenger ha ragione. Infatti io guardo praticamente solo quelli, dove ancora si vede giocare del bel tennis. Slam e Master, soprattutto sul cemento, sono appannaggio di piccoli Ercole e la parte fisica sovrasta quella tecnica. Lo scambio si conclude quasi sempre entro i primi tre scambi e non si sviluppa nessuna trama di gioco, il che mi annoia oltremodo. Capita di dover attendere sette otto game per vedere uno scambio decente, mentre nei challenger quasi tutte le partite sono godibilissime (al netto del fatto che dipende dagli interpreti…).

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+1: Betafasan
brunodalla 30-04-2024 10:27

Scritto da gisva
E’ completamente sbagliato il fatto che i più forti fanno risultati in 13-14 tornei. L’affermazione di Altmaier è smentita dai numeri.
La classifica di ogni giocatore è determinata da i migliori 7-8 risultati.
Sono rari i casi in cui si arriva a 10.
I migliori della classifica fanno risultato in quei pochi appuntamenti dove vengono dati molti punti.
Ed è lì che viene fatta la differenza nella classifica.
Come è giusto che sia.
I punti vanno fatti battendo i giocatori migliori, non trovando il torneo in capo al mondo dove fai punti senza battere giocatori significativi.
Condivido il fatto che ormai la parte fisica è preponderante.
Per questo sono d’accordo sul fatto che si creino degli appuntamenti dove tutti o quasi i tennisti più si impegnano forti per essere al massimo.
Se si moltiplicano gli appuntamenti che danno punti, si crea una situazione dove alcuni sono in forma per un tornei, altri per altri tornei e non si capisce mai chi è più forte.
Per questo è importante, per lo meno per i livelli di vertice, avere un calendario unico.
Per il livello inferiore, ATP250 e challenger più ricchi, il problema è comune ad entrambe le categorie, si potrebbe trovare un format per renderli autosufficienti.
Vendere bene i diritti e creare un circuito integrato con il circuito maggiore.
Ma bisogna capire se questi eventi possono guadagnare (come?) ed arrivare al pareggio, oppure se devono essere finanziati dai tornei maggiori. In tal caso la finalità dovrebbe essere quella di far crescere e lanciare tornei nei livelli superiori.
Challenger minori (sotto i CH100) ed ITF dovrebbero diventare più dei circuiti mirati alla formazione e crescita. In questi tornei non dovrebbe aver senso viaggiare e svenarsi per sostituire i risultati nei livelli superiori.
Lì si dovrebbe favorire la localizzazione ed il fatto che si guadagna l’accesso ai tornei superiori. Tanti tornei, in ogni parte del mondo, dove si guadagna soprattutto il diritto a partecipare ai challenger ricchi ed atp. Non ci può essere la sussistenza per chi galleggia su questo livello.

invece i numeri confermano che i migliori giocatori costruiscono la classifica con i risultati di più di 10 tornei importanti. tutti i top10 per intenderci, a parte Nole, che ha meno di 10. ma se vinci tre slam e fai finale nel quarto, e poi vinci le finals, non ti servono altri risultati.

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espertodipallacorda 30-04-2024 10:07

Mi pare che l’ATP si stia già muovendo in questa direzione: in pochissimi anni è raddoppiato, se non triplicato, il numero dei challenger, sono stati introdotti i 175 che sono praticamente dei 250 visto il livello usuale, è aumentato il prize money etc. Per me quello che si dovrebbe fare è creare una nuova categoria media, chiamarla ATP o challenger non fa differenza, che comprenda tanti tornei e che consenta anche ai migliori di disputare questi eventi (mi pare che nei challenger i top 20 non possano partecipare e i top 30 solo con WC). In questo modo si risolverebbe il “problema 250”, una categoria che ormai ritenuta stagnante, e si valorizzerebbe il lavoro fatto nel circuito challenger in questi anni. Slam, Masters Series, Circuito Élite con gli attuali 500, Circuito Pro con 250, 175 e qualche 125.

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Dr Ivo (Guest) 30-04-2024 09:25

Se si eliminassero WC e PR nel circuito maggiore, molti giocatori di spicco che per qualche motivo sono retrocessi nel ranking sarebbero costretti a risalire la classifica partendo proprio dai challenger. Certo dal loro punto di vista sarebbe un’ingiustizia, questo è evidente, ma il circuito challenger diverrebbe più attraente per il pubblico grazie al richiamo di giocatori più conosciuti. Ed è il livello d’interesse da parte del pubblico a condizionare premi e sponsorizzazioni. Questi ultimi non possono essere altissimi, se a vedere le partite ci vanno dieci persone

14
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ospite (Guest) 30-04-2024 09:21

Scritto da Ultraviolet
A Supertennis piace questo elemento

Invece al pallettaro NON piace questo elemento. So già cosa scriverà “i challenger sono sempre seguiti da quattro gatti, quindi non importa affatto che le partite possano anche essere interessanti”. Si abolisca subito questa categoria e si facciano giocare solo i top 10. Conta solo fare audience, quindi tutti gli altri incontri e tennisti che spariscano!

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Luca (Guest) 30-04-2024 09:20

Nei challenger 125 il livello è alto, dovrebbero essere valorizzati

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gisva 30-04-2024 09:16

E’ completamente sbagliato il fatto che i più forti fanno risultati in 13-14 tornei. L’affermazione di Altmaier è smentita dai numeri.
La classifica di ogni giocatore è determinata da i migliori 7-8 risultati.
Sono rari i casi in cui si arriva a 10.
I migliori della classifica fanno risultato in quei pochi appuntamenti dove vengono dati molti punti.
Ed è lì che viene fatta la differenza nella classifica.
Come è giusto che sia.
I punti vanno fatti battendo i giocatori migliori, non trovando il torneo in capo al mondo dove fai punti senza battere giocatori significativi.

Condivido il fatto che ormai la parte fisica è preponderante.
Per questo sono d’accordo sul fatto che si creino degli appuntamenti dove tutti o quasi i tennisti più si impegnano forti per essere al massimo.
Se si moltiplicano gli appuntamenti che danno punti, si crea una situazione dove alcuni sono in forma per un tornei, altri per altri tornei e non si capisce mai chi è più forte.
Per questo è importante, per lo meno per i livelli di vertice, avere un calendario unico.

Per il livello inferiore, ATP250 e challenger più ricchi, il problema è comune ad entrambe le categorie, si potrebbe trovare un format per renderli autosufficienti.
Vendere bene i diritti e creare un circuito integrato con il circuito maggiore.
Ma bisogna capire se questi eventi possono guadagnare (come?) ed arrivare al pareggio, oppure se devono essere finanziati dai tornei maggiori. In tal caso la finalità dovrebbe essere quella di far crescere e lanciare tornei nei livelli superiori.

Challenger minori (sotto i CH100) ed ITF dovrebbero diventare più dei circuiti mirati alla formazione e crescita. In questi tornei non dovrebbe aver senso viaggiare e svenarsi per sostituire i risultati nei livelli superiori.
Lì si dovrebbe favorire la localizzazione ed il fatto che si guadagna l’accesso ai tornei superiori. Tanti tornei, in ogni parte del mondo, dove si guadagna soprattutto il diritto a partecipare ai challenger ricchi ed atp. Non ci può essere la sussistenza per chi galleggia su questo livello.

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Ultraviolet 30-04-2024 09:08

A Supertennis piace questo elemento

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+1: S. Edberg, Psyco Fogna
Betafasan 30-04-2024 08:59

Sono la base sui cui costruire l’entrata in top 100

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Betafasan 30-04-2024 08:58

Ha RAGIONE! PURTROPPO… TROPPI INCONTRI SENZA EMOZIONI. La classe viene pareggiata con le prestazioni atletiche…o anche superata!

8
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+1: tinapica
Markux (Guest) 30-04-2024 08:51

Chi vince un Challenger da 125 o 175 è un Signor Giocatore, proiettato sull’ATP, un probabile top 50.

7
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Luigi (Guest) 30-04-2024 08:50

Ola’

6
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ospite (Guest) 30-04-2024 08:50

difatti ATP ha diminuito i punti….erroneamente

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+1: Betafasan, Lollo99
Markux (Guest) 30-04-2024 08:48

Uno che vince un Challenger125 ha già un livello minimo da TOP 100, poi se nell’arco di un anno ne vince 2 o 3 vuol dire che a breve si avvicina alla TOP 50. È ma

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Alessandro Cecchi Pavone (Guest) 30-04-2024 08:44

Uhm

3
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Pietro Angeli (Guest) 30-04-2024 08:36

Mah

2
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italo (Guest) 30-04-2024 08:34

Il circuito challenger sudamericano è stato una boccata d’ossigeno per far emergere chi, senza grandi disponibilità economiche, non può stare costantemente in europa.

1
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