Hawk eye-Il tennis a 360 gradi (Spotlight su Bradley Klahn)

11/02/2014 09:22 2 commenti
Bradley Klahn classe 1990, n.67 del mondo
Bradley Klahn classe 1990, n.67 del mondo

La mini tournèe indiana parte da Chennai. Nel primo dei tre tornei in programma vince il tennista di casa Yuki Bhambri. Il 21enne di New Delhi, che ricordiamo essere stato il n.1 junior nel 2009, è anche uno dei giovani più attesi della stagione. Al n. 174 del ranking ad inizio settimana scorsa, da oggi si troverà proiettato verso ambiziose posizioni. Siamo pronti a scommettere su di lui e su un sostanziale salto in classifica.

Yuki vince agevolmente le prime due partite. Nei quarti contro Pouille fronteggia le prime complicazioni quando perde il primo set, ma nei parziali successivi incalza il francese fino a travolgerlo con un doppio 6-2. La semifinale è il sogno degli organizzatori: la sfida con il connazionale Somdev Devvarman, tds n.1.Devvarman arrivava da un inizio anno abulico e senza risultati. I primi due turni confermano le difficoltà e la sensazione di un faticoso abbrivio. Nonostante il passaggio in semifinale grazie al walk over per il ritiro di Samper Montana e con un giorno di riposo in più, Devvarman è stato dominato da Bhambri. Sei breaks nei 9 turni di servizio testimoniano le continue difficoltà di restare attaccato al match, per cercare di contenere l’avversario.
In finale Bhambri incrocia a sorpresa il russo Kudryavtsev. Il 28enne russo, in discesa libera tra il 2012 e la metà stagione del 2013 (n.605 a maggio scorso), ritrova la verve perduta. Batte in due set e contro pronostico la tds n.2 Donskoy, largamente favorito per l’accesso in finale. Ma l’ottima vena di Alexander era stata ampiamente mostrata nei primi tre incontri. Con Bozoljac, Rola (tds n.5) e l’indiano Myneni perde complessivamente 13 giochi. Il tie break del primo set con Donskoy è decisivo per indirizzare il match.
Poco ci manca che in finale Kudryavtsev vinca il torneo. Nel terzo set avanti di un break, riesce a portare il match sul 5-3. Serve per il match sul 5-4, ma viene raggiunto. Si procura un’opportunità di break, che non converte, per il 6-5 e infine perde per la seconda volta consecutiva il servizio e il match nel breakfatale.
Bhambri vince il terzo titolo in carriera su quattro finali disputate. Da Kaoshiung (sconfitta con Lu), la qualità del suo tennis sale vertiginosamente, sostenuto da fondamentali puliti e incisivi. Dopo i titoli di Traralgon (ottobre 2013) e Chennai sarà una questione di tempo riparlare di Yuki, nuovamente e a breve.

CHALLENGER CHENNAI – Cemento (plexipave) – $50.000
(7)Bhambri b Devvarman(1) 6-2 6-4
Kudryavtsev b Donskoy(2) 7-6 6-3
(7)Bhambri b Kudryavtsev 4-6 6-3 7-5



Un anno fa esatto avevamo osservato Steve Johnson perdere contro Bobby Reynolds al primo turno del torneo di Dallas. L’impressione di disagio era palpabile. Lento nei movimenti laterali, poco reattivo nel leggere le traiettorie dei colpi dell’avversario, spesso in ritardo nella coordinazione dei colpi. Non fummo affatto colpiti dalle qualità dell’americano e dalle sue potenzialità. Il torneo di Nottingham fu la classica eccezione; la conferma della regola fu un finale di stagione imbarazzante, con tante sconfitte al primo turno e retrocessione intorno alla 150 posizione del ranking, dopo essere stato tra i top 100 per tre settimane nell’estate dopo il successo in terra britannica.
La scorsa settimana a Dallas probabilmente si è presentato il fratello bello di Steve, o forse dubitiamo che quello della passata edizione fosse lo stesso. Tennista tonico, duro, impenetrabile nel gioco da fondo, dominante con i piedi dentro il campo. La settimana indoor di Dallas restituisce un tennista molto diverso da quello visto in varie partite della scorsa stagione. La sua palla e i suoi colpi saettavano sul plexipave del TBarM Club, così come la capacità di muoversi sul rettangolo di gioco ha stupito. Escludendo l’esordio contro Thompson, Johnson inizia ad esprimere un tennis concreto contro l’irriconoscibileRyan Harrison al secondo turno. Due set magnificamente conquistati mangiando il campo e quarti assicurati. Le due partite successive con King e Estrella Burgos ribadiscono che la fluidità del gioco di Johnson è ottimale.
Jaziri nell’atto conclusivo è un brutto cliente. Arrivato in finale dopo una grande partita con Puetz e un’altrettanto fiammeggiante cammino, culminato nelle battaglie contro Ram e Williams, entrambe vinte al tie break del terzo set e dopo aver annullato 4 match points a Williams, il tunisino prova a scardinare le sicurezze di Johnson. Tuttavia neanche i due break conquistati lo tengono a galla. Troppe le occasioni concesse e un break in più, lasciato dell’avversario, lo costringono a rincorrere. Il fiero secondo set di Jaziri non muta la direzione del match. Le quattro palle break, concesse da entrambi, si risolvono ancora in un break in più strappato da Johnson. Un break che vale il trionfo. Per “Stevie” è il terzo challenger vinto, sempre su superfici diverse dopo il cemento open diAptos (2012) e l’erba di Nottingham (2013).

CHALLENGER DALLAS – Cemento Indoor (plexipave) – $100.000
Jaziri b Puetz 6-4 5-7 6-3
Johnson b Estrella Burgos 6-1 6-1
Johnson b Jaziri 6-4 6-4



Pronostici rispettati nel torneo di West Lakes, dove trionfa l’americano Klahn, testa di serie numero 1. L’americano disputa un torneo perfetto lasciando un solo set, contro l’ottimo australiano Mitchell, e conferma il suo score impressionante con i tie break, 7 su 7 in questo 2014. Uno di questi è stato quello giocato in finale contro Tatsuma Ito, n.3 del seeding. Il giapponese ha approfittato del ritiro dell’australiano Duckworth, che alla vigilia sembrava essere il favorito alla vittoria finale con Klahn. Continua l’ottimo periodo di forma anche per Moriya che, dopo la finale della scorsa settimana, si conferma in semifinale,battendo tra gli altri il giovane Polmans. Finalmente torniamo a vedere un quarto di finale da parte di Matthew Barton, che dopo un’inizio di stagione pazzesco lo scorso anno, si era spento pian piano nel corso della stagione. Ottimi quarti anche per l’americano Jenkins, giocatore da tenere d’occhio nel circuito challenger per quest’anno.

Challenger West Lakes-Hard, Plexipave-$50,000- Semifinali e finale:
Klahn b. Moriya 63 64
Ito b. Duckworth 3-0 rit.
Klahn b. Ito 63 76(9)



Spotlight:
Bradley Klahn (20 agosto,1990)

Bradley Klahn è sicuramente uno dei dominatori del circuito challenger in questa prima parte di stagione. Dopo la vittoria di due settimane fa a Maui, in cui riuscì a conquistare il titolo senza perdere set, è arrivata questa settimana la consacrazione a West Lakes, in Australia, che lo ha portato a raggiungere il best ranking al numero 67 della classifica Atp. Bradley ha iniziato a giocare a tennis solamente all’età di 11 anni ma è riuscito ad inserirsi facilmente nel circuito junior, tanto da raggiungere la top 15. A quel punto però, Bradley ha deciso, come fanno molti tennisti, soprattutto americani, di andare al college. L’americano, operando questa scelta, si è sentito onorato di andare a rappresentare la sua scuola ed è riuscito ad imporsi negli NCAA Singles Championship del 2010 La scelta è ricaduta su Stanford e qui ha giocato 4 anni, fino al 2012, giocando nel circuito Atp solo i consueti challenger estivi che si disputano negli Stati Uniti. Nel 2012 sono arrivate le prime vittorie importanti, di cui ricordiamo quella con Melzer agli Us Open, che lo hanno portato nei top 300. Il 2013 sembrava essere iniziato male per il giovane americano, ma da Luglio in poi Klahn è stato impressionante. Sono arrivati i primi due titoli ad Aptos e a Yeongwol, a cui dobbiamo aggiungere 3 finali (Traralgon,Winnetka e Lexington) e altri ottimi risultati. Klahn è sicuramente il tipo di giocatore che fa del servizio e del dritto le sue armi migliori, un giocatore che spinge molto da fondocampo, che cerca quasi sempre di dominare lo scambio e di arrivare a chiudere il punto velocemente. Intanto questa settimana Klahn è diventato il terzo americano nel ranking atp, dopo Isner e Querrey, chissà che a questo punto non sia lui il punto di riferimento per la nazione, dopo le difficoltà di Ryan Harrison e Donald Young a imporsi nel circuito.


TAG: ,

2 commenti

messi 11-02-2014 17:03

Scritto da roberto
Bhambri è un ottimo giovane che rinvigorisce un movimento, quello indiano, un pò in affanno.
A proposito di tennisti indiani, qualcuno saprebbe dirmi che fine ha fatto ronit bisht? Per chi non lo sapesse, questo atleta nel marzo 2010 ha stabilito un curioso record: il + giovane tennista a vincere un set nel tabellone principale a livello pro, 13 anni e 11 mesi.

bradenton, Img academy 😉 Se ti interessa ti do altre informazioni 😉

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
roberto (Guest) 11-02-2014 15:56

Bhambri è un ottimo giovane che rinvigorisce un movimento, quello indiano, un pò in affanno.
A proposito di tennisti indiani, qualcuno saprebbe dirmi che fine ha fatto ronit bisht? 😯 Per chi non lo sapesse, questo atleta nel marzo 2010 ha stabilito un curioso record: il + giovane tennista a vincere un set nel tabellone principale a livello pro, 13 anni e 11 mesi.

1
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!