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ATP Auckland: Thomas Fabbiano soffre ma elimina Tearney, ora troverà Marterer

05/01/2019 02:12 3 commenti
Thomas Fabbiano nella foto
Thomas Fabbiano nella foto

Thomas Fabbiano bagna l’esordio stagionale con una vittoria al primo turno delle qualificazioni del torneo ATP 250 di Auckland: il tennista di Grottaglie, numero 101 delle classifiche mondiali e ottavo favorito del seeding cadetto, si è imposto col punteggio di 6-3 6-4, in un’ora e diciannove minuti di gioco, sul neozelandese Finn Tearney, classe 1990 e senza ranking mondiale (miglior classifica al n.356, ottenuta nell’ottobre 2016).

Prestazione non indimenticabile per Fabbiano, al rientro da una preparazione invernale cominciata dopo la brutta sconfitta patita contro Mate Valkusz al Challenger di Shenzhen di fine ottobre. E’ comunque arrivato un successo che proietta l’azzurro al turno decisivo delle qualificazioni, dove se la vedrà con il tedesco Maximilian Marterer, seconda testa di serie, che ha regolato in due set il connazionale Daniel Masur.

Una vittoria più sofferta di quanto dica il punteggio. La classifica attuale di Tearney non rispecchia affatto il suo reale valore: come apprendiamo da un’intervista rilasciata dallo stesso giocatore ad un quotidiano sportivo locale, ci sono problemi economici alla base della scelta del tennista di mettere interamente da parte, o quasi, la carriera professionistica per dedicarsi esclusivamente a manifestazioni nazionali (pochi giorni fa, non a caso, si è laureato campione di Nuova Zelanda al fianco di Isaac Becroft, classe 2000). Il 28enne di Auckland, ma residente da diversi anni a Wellington, non disputava un match di singolare da un anno e mezzo (agosto 2017); nel 2018 ha giocato appena due tornei di doppio, in Malesia, nel mese di luglio, raggiungendo un quarto di finale ed una semifinale.

Una piccola statistica a conferma dell’equilibrio che c’è stato durante tutto l’arco dell’incontro: Fabbiano ha conquistato appena due punti in più rispetto al suo avversario nel primo set (32-30) ed cinque in più nella seconda frazione (29-24). Sorridono al neozelandese i numeri relativi alla percentuale di prime in campo (67%, contro il 63% di Fabbiano); sono però sei i doppi falli di Tearney (zero quelli di Fabbiano) che, inoltre, ha realizzato due aces (Fabbiano ne ha messo a referto solo uno).

PRIMO SET – Subito qualche esitazione per Fabbiano, costretto a cancellare una palla break nel gioco d’apertura. Tearney combina un vero disastro nel secondo game: sotto per 0-40, il neozelandese accorcia fino al 30-40 prima di cedere la battuta. Fabbiano ha la chance per allungare, ma si trova costretto a restituire immediatamente il break di vantaggio ad un Tearney più aggressivo che mai in risposta (come da lui dichiarato, è proprio questo il suo punto di forza). Bene in risposta, male al servizio: il padrone di casa, sospinto da una buona cornice di pubblico, perde nuovamente il turno di battuta, questa volta ai vantaggi dopo essere stato sul 30-15. E’ questo il break che fa la differenza, Fabbiano vince pochi punti con la seconda (appena il 50%) ma riesce a contenere gli attacchi di Tearney che, col passare dei minuti, alza notevolmente il rendimento senza riuscire però ad impensierire l’azzurro. Dopo 39 minuti, avanti per 5-3 con il servizio a disposizione, Fabbiano chiude la frazione al secondo set point utile: 6-3.

SECONDO SET – Come nella frazione inaugurale, si verifica nuovamente una mini-serie di break e controbreak fra secondo e terzo gioco: Tearney allunga sul 2-0, Fabbiano resiste e recupera subito il break di svantaggio, agganciando poi il suo sfidante sul 2-2. Non c’è due senza tre, il pugliese ottiene il secondo break consecutivo, ai vantaggi, e mette la testa avanti nel secondo parziale. Quattro giochi consecutivi vinti da Fabbiano, da 0-2 a 4-2, tagliano le gambe all’inesperto giramondo neozelandese, a cui non basta una buona resa al servizio, anche nel secondo set, per fare partita pari con un Top-100. Dal 4-2, solo giochi poco lottati, vinti agevolmente da chi si trova in battuta, fino al turno tenuto a trenta da Fabbiano, chiamato a recuperare da 15-30 prima di mandare in archivio il parziale: 6-4.

Cronaca di Lorenzo Carini


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3 commenti

itf expert (Guest) 05-01-2019 14:28

Commento dell’articolo piuttosto ingeneroso nei confronti di Fabbiano:
1) 6-3, 6-4 è un punteggio abbastanza netto nel tennis, ma in ogni caso il termine “soffrire” mi sembra esagerato;
2) come spiega l’articolo stesso, l’avverasario valeva circa i top 300 nel 2016, è ancora giovane e non ha quella classifica solo perchè “crearsela” costa troppi soldi, non si tratta quindi della solita WC italiota al tennista di circolo insignifcante (piuttosto, è stato invece Marcora ad aver rischiato troppo contro un ’99 che la classifica di top 300 se la sogna…);
3) avendo il fisico di Fabbiano, se non si è al 100% della forma si rischia di venire spazzati via da uno col peso di palla di un n.ro 80O al mondo, quindi ogni sua vittoria a questi livelli vale il triplo di quella di un altro tennista…

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sbt (Guest) 05-01-2019 13:38

Scritto da Alan Mark
Che bel commento
Ma era la finale di Wimbledon?

che bel commento… dal divano di casa.
Tutta la mia stima per Finn Tearney. Questo sport ruota tutto attorno a tre giocatori e impedisce completamente a giocatori validi di poter mettere in mostra il proprio valore.
Per un neozelandese, sperduto in un’isola in mezzo al Pacifico, non è per niente facile organizzare l’attività annuale professionistica.

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Alan Mark 05-01-2019 10:31

Che bel commento
Ma era la finale di Wimbledon?

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