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Andre Agassi parla del rapporto con Djokovic: “L’unico accordo che abbiamo è per Parigi e per me questo non rappresente un impiego a tempo pieno”

29/05/2017 07:35 4 commenti
Andre Agassi parla del rapporto con Djokovic
Andre Agassi parla del rapporto con Djokovic

Inizia oggi quello che sarà il primo torneo in cui Novak Djokovic potrà contare sulla presenza di Andre Agassi nel proprio box, in seguito all’annuncio ufficiale dato subito dopo la finale del Masters 1000 di Roma. Il numero due del mondo è chiamato all’impresa di difendere il titolo di campione del Roland Garros e, in un’intervista rilasciata a “France 3”, è emerso dal suo neo-allenatore che già da qualche settimana quest’ultimo avesse iniziato a prestare consulenza telefonicamente.

Il lavoro “vis-a-vis”, invece, è cominciato mercoledì scorso. “Novak mi ha contattato circa tre settimane fa. Gli ho detto le stesse cose che avevo già detto ad altri giocatori: io adoro parlare di tennis, ma l’organizzazione della mia vità è incompatibile con quello che è richiesto dallo stile di vita dell’allenatore. Inizialmente, avevo quindi detto di no a Novak, ma poi mia moglie mi ha detto che sarei dovuto andare e che sarebbe stata un’ottima possibilità. Forse, mi voleva lontano da casa per un po’ (ride)”, ha detto Agassi, impegnato diversi anni nella gestione di una accademia di tennis negli Stati Uniti assieme a sua moglie, Steffi Graf.

L’ex-numero uno del mondo non seguirà tuttavia Djokovic per l’intera durata del torneo, visto che “da lungo tempo” aveva in programma un viaggio di famiglia. Agassi potrà quindi assistere dall’angolo del serbo soltanto ad un paio di incontri: “Un piccolo consiglio può fare molto. L’unico accordo che abbiamo è per Parigi e per me questo non rappresente un impiego a tempo pieno. Ciò che io so con certezza, al di là di tutto, è che lui può giocare meglio che nell’ultima occasione (la finale di Roma)”, ha proseguito il quarantesettenne.

In quella che sarà la sua prima esperienza come tecnico nel circuito professionistico, il campione di otto titoli dello Slam si pone come obiettivo quello di portare il proprio assistito ad un livello ancora più alto di competitività. “Abbiamo già visto cosa riesca a fare quando è al massimo, ma credo che lui possa diventare ancora più forte. La penso così perché credo che lui imparerà a capire cosa è che davvero lo rende così forte. E’ molto importante per un giocatore capire questa cosa, conoscere se stesso; non ho la certezza che lui sia completamente conscio di questo, ma lo diventerà”, ha concluso Agassi.


Edoardo Gamacchio


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4 commenti

Renato (Guest) 30-05-2017 20:02

Agassi è stato un grandissimo ma non penso possa fare miracoli senza mettere tutto il suo tempo a disposizione. ..chi vivrà vedrà

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Shuzo (Guest) 29-05-2017 13:21

Francamente mi lascia molto scettico che Djokovic abbia scelto un coach part-time. Quando ci si deve riprendere da una brutta crisi, mi sembra fondamentale avere una persona in grado di seguirti da vicino e a tempo pieno. Spero che Novak sappia che cosa stia facendo.

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Andre77 (Guest) 29-05-2017 09:33

Personalmente mi farebbe piacere che Agassi diventasse allenatore ad alti livelli, le capacità penso le avrebbe sicuramente, solo che sapendo un po la sua storia dubito che si voglia impegnare a tempo pieno (lo dice anche lui in questo articolo tra le righe)

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Gabriele da Ragusa 29-05-2017 08:55

Sn collaborazioni inutili e se vanno bene e’ pura coincidenza. Il ruolo del coach nel tennis, dopo una certa eta’, e’ sopravvalutato. Papa’fognini lo ha detto piu volte. Nole ha fatto finale a roma senza coach tanto x dirne una e poi a logica avrebbe senso iniziare una collaborazione nelle settimane che precedono un evento importante, nn durante lo stesso. Stupidaggini e fisime da primedonne/star. Riferito a Djokovic si intende

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