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Del Potro, il rovescio della medaglia (di Marco Mazzoni)

19/05/2017 08:47 21 commenti
Juan Martin Del Potro nella foto
Juan Martin Del Potro nella foto

Roma o Baires? Ore 18.15 circa, la luce di un sole quasi estivo inizia a giocare con la sagoma del Monte Mario, dando vita a ombre e suggestioni, mentre il pubblico sul Pietrangeli, in un moto spontaneo, crescente e travolgente, inizia ad intonare un “Olé Olé Delpooooo”. Roma o Baires, in fondo che importa… “Palito” è seduto, armeggia la sua attrezzatura prima del riscaldamento, ma non riesce a trattenere un vistoso sorriso di fronte a questa improvvisa ed imprevista ondata di affetto. Come a casa… Sventolano anche un paio di bandiere albicelesti, ma quello è un dettaglio. Il fatto è un altro. E’ il constatare come i veri appassionati del gioco, quelli che se ne stanno con pazienza ad aspettare un buon posto sul campo delle statue, uno dei più belli e suggestivi del mondo, abbiano accolto con entusiasmo questo grande e sfortunato giocatore. Non ha mai vinto a Roma, non ha un legame particolare con l’Italia, eppure c’è un filo sottile che lo rende vicino a molti amanti della racchetta. Sarà quella aria disincantata, quell’andatura un po’ così… Sarà quel dritto, tanto potente quanto elegante nel suo portamento classico, agli antipodi dai movimenti “arrocchettati” dei (troppi) toppatori che hanno invaso il tour, uno uguale all’altro o quasi. No. Del Potro è differente. La sua storia è differente. Un potenziale enorme, un exploit clamoroso a NYC, e poi tanto, troppo buio. Infortuni continui, addirittura depressione si è mormorato. Sicuro tanta, tantissima sfortuna che l’ha portato ad un passo dal ritiro un paio d’anni fa, quando tutto ormai pareva finito. Invece lui, testa dura e grande cuore pulsante per il nostro sport, ha resistito. E’ ripartito piano, pianissimo, giocando solo da un lato, senza mai forzare. Poi ha inserito anche la battuta, poi qualche timido rovescio. E’ tornato in punta di piedi, quasi nell’indifferenza, perché giocando così “non ce la può fare”. Errore. Quel grande cuore e quell’enorme talento hanno infranto quel che pareva impossibile. Ha giocato e vinto grandi partite, combattuto ancora battaglie e vinto lo scorso dicembre la prima Davis per il suo paese. Un po’ di pausa, e rieccolo a combattere, fin dai turni perchè la classifica è ancora bassina, e in questo mondo nessuno ti regala niente. Diverse sconfitte nei primi giorni dei tornei, ma se ti vai a vedere i suoi sorteggi, beh, mica fortunato. Basta vedere questo tabellone romano: esordio vs Dimitrov (e gradissimo match!), poi l’emergente Edmund, quindi ieri Nishikori. La partita Delpo l’ha vinta, con qualità e carattere, tanto da regalarsi oggi il prime time serale contro Djokovic. Partita intrigante se mai ce n’è una in questo momento della stagione. Sarà un banco di prova importante per entrambi: per Novak, per riassaporare la sensazione di sentirsi vivo su di un campo da tennis, di sentirsi di nuovo Djokovic e non la sua controfigura; ma anche per Juan Martin, perché sembra sempre più pronto a tornare lassù, a giocarsi i grandi tornei. Ma serve vincere contro i Djokovic, contro i migliori dopo aver superato i primi insidiosi turni. Serve riuscire a tenere alto il livello, ed evitare quelle titubanze che ancora si porta dietro dai tantissimi momenti stop ed infortuni.

Oggi l’ho osservato con molta attenzione, da bordo campo, traendone sensazioni contrastanti. Nella sua prestazione contro un Nishikori in ripresa, ho colto molti momenti del miglior Delpo, ma anche fasi in cui è necessario uno scatto deciso di crescita.

Il drittone fa ancora male, malissimo. Quando riesce ad anticipare con in piedi l’arrivo della palla, caricare e lasciar partire in scioltezza tutta la leva del suo braccio, beh, la palla schizza via dalle corde con una velocità e precisione eccezionale. L’impatto poi è sordo, pieno, profondo. Come l’affondo in un peso massimo, uno di quelli che non ti lascia scampo. Un gesto a suo modo bello, perché classico, diverso, quasi unico nel tour attuale, dove si gioca fin troppo col gomito e col polso, cercando rotazione e potenza, e non slanci d’altri tempi. Il servizio è tornato ad alto livello, anche se a mio modo di vedere lo lavora fin troppo. Ogni volta che s’è affidato alla soluzione più piatta cercando la massima velocità, Kei è andato in difficoltà, e la sua risposta è tra le migliori del tour. Eppure JMDP ha insistito fin troppo con i tagli, forse limitandosi. Possibile che abbia voluto non mettere in ritmo la risposta del nipponico, variando di più, ma in generale possedendo quella prima e quel potenziale di accelerazione, lo sfrutterei al massimo.

Dove stanno i punti “dolenti”? Ovviamente sul lato sinistro, quello debilitato dall’ultimo e grave infortunio al polso. Evidente come Delpo carichi poco il colpo, esegue uno swing bimane coperto di pura opposizione, andando a cercare un impatto pulito, ben davanti al corpo e con il miglior timing possibile per trarre al massimo la potenza della palla incidente. Anche la chiusura è timida, per cercare di non forzare mai uno strappo, una stecca, un movimento fuori asse che possa in qualche modo sottoporre i tendini ad uno stress improvviso e pericoloso. Eppure in alcuni momenti, quelli più caldi del finale del primo set, Juan Martin s’è anche liberato, tirando un paio di cross bimani più veloci, che hanno sorpreso il rivale, abituato ad una palla più lenta e centrale. Come se il gigante argentino stesse pian piano testando la sua capacità di resistenza e di tornare a martellare anche da sinistra. Dal suo rientro, ormai siamo abituati a vederlo tagliare il colpo sotto in modo sistematico. Un bel movimento, tatticamente anche interessante perché riesce a far galleggiare la palla molto lunga, togliendo ritmo e facendo indietreggiare l’avversario; però tutti sanno che, a meno di un taglio che si trasformi in vera rasoiata o improvvisa palla corta, se Delpo colpisce da sinistra non ti farà male. Tatticamente questo resta un limite enorme… insieme al fatto che per coprire questa debolezza, ha perso anche la miglior posizione in campo, quella che preferiva. Ha sempre amato spostarsi a governare lo scambio col dritto, e quindi trovare la botta a chiudere da sinistra, con l’inside out o un improvviso lungo linea da sinistra col dritto. Botte così violente da risultare spesso ingestibili per tutti. Da quando governa lo scambio col taglio, paradossalmente resta più centrale perché dopo averlo tirato torna subito al centro, molto più del passato. Questo potrebbe essere un punto a favore, ma attenzione: molti finivano per provare a stuzzicare l’angolo destro, facendolo correre sul dritto. Come si dice dalle mie parti, così si “invita il matto alle sassate”, ossia JMDP si scaraventava verso destra mulinando i suoi miglior dritti cross, di una potenza e precisione devastanti. Chiedere a mr. Roger Federer, che nella Finale di Flushing si prese tante di quelle sberle dal cross di dritto in corsa dell’argentino da uscirne tramortito e sconfitto. E come lui, tanti altri. La sensazione è che per per coprire un punto di reale debolezza abbia anche un tantino snaturato il suo miglior gioco e la posizione in campo. Il tennis di un campione non è mai statico, si evolve, per tanti fattori, come può essere anche un infortunio. E Delpo è stato bravo a lavorare nei mesi “off” e tornare con un game plan concreto ed efficace. Certo che la speranza è quella di ritrovare il miglior Delpo, perché quando riesce a giocare al meglio – in salute – un grande tennis è quasi sempre assicurato, come lo spettacolo. La speranza è che anche Novak possa salire di livello, che il match di stasera possa regalarci grandi emozioni. E magari anche due veri rivali per Rafa al Foro, ed al Bois de Boulogne.

Dal Foro Italico,

Marco Mazzoni

@marcomazz


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21 commenti. Lasciane uno!

angelo scorza (Guest) 20-05-2017 06:29

Stupendo articolo che descrive al meglio la situazione, nel bene e nel male, di un grande e inimitabile uomo prima ancora che ottimo atleta e vero sportivo a tutto tondo, umano con le sue debolezze e il suo genuino entusiasmo.
Chi ama lo sport vero, pulito, non può non amare Del Potro e tifare per lui persino anche quando gioca contro l’Italia!
Forza JMDP sei grande e grande rimarrai sempre per chi ti capisce.
AS
PS se qualcuno sa dell’esistenza di un Del Potro fan club in Italia, mi piacerebbe aderire, grazie:info@livetennis.it e daremo le informazioni all’amico Angelo.

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Margot (Guest) 19-05-2017 21:10

@ Marcus91 (#1850007)

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Margot (Guest) 19-05-2017 21:10

Scritto da Marcus91
Come postato nel live di oggi di Roma, ho visto DelPo e mi trovo perfettamente d’accordo col preratissimo e bravissimo Mazzoni, oltretutto è stato quello che ha ricevuto più tifo dei giocatori che ho visto. Questo standardo di 198 cm, è, insieme a Roger, per me, l’essenza del tennis, lunga vita a tennisti come loro!

Scritto da Marcus91
Come postato nel live di oggi di Roma, ho visto DelPo e mi trovo perfettamente d’accordo col preratissimo e bravissimo Mazzoni, oltretutto è stato quello che ha ricevuto più tifo dei giocatori che ho visto. Questo standardo di 198 cm, è, insieme a Roger, per me, l’essenza del tennis, lunga vita a tennisti come loro!

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Marcus91 19-05-2017 19:13

Come postato nel live di oggi di Roma, ho visto DelPo e mi trovo perfettamente d’accordo col preratissimo e bravissimo Mazzoni, oltretutto è stato quello che ha ricevuto più tifo dei giocatori che ho visto. Questo standardo di 198 cm, è, insieme a Roger, per me, l’essenza del tennis, lunga vita a tennisti come loro! 😀

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Giovanni Liotta (Guest) 19-05-2017 15:50

Delpo riesce a creare una meravigliosa empatia con il pubblico. ..inferiore solo a quella che crea Roger…bravo bravo bravo

17
luciano (Guest) 19-05-2017 14:39

che bello, un articolo che mostra passione e competenza e si svincola dalle nazionalità per atterrare al piacere di questo sport.

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Kriss69forever 19-05-2017 14:19

Del Potro è un grande, ha una volontà di ferro e vuole giocare a qualsiasi costo, allo stesso tempo ha elaborato il suo piano per tornare ad essere efficace.

Io lo ricordo quando nessuno riusciva a giocare i topponi di Nadal che salivano in cielo sul rovescio, e lui ci andava a nozze salendoci sopra con le sue botte spaventose di rovescio bimane appoggiato sul sinistro.

Dai Delpo che con pazienza tornerai ai vertici.

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Palmeria (Guest) 19-05-2017 14:14

Vamos Delpo!

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Giuseppespartano (Guest) 19-05-2017 13:45

Che grande giocatore e che bel ragazzone hauhauhauha 😀 sarebbe stupenda una vittoria oggi contro Djokovic per continuare a salire in classifica. Forza caro

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Forsecelafaccioadiventareterzacategoria (Guest) 19-05-2017 13:11

Ho avuto il piacere e l’onore di arbitrarti caro Delpo, mai trovato un giocatore così nobile spero che tanti ti prendano ad esempio.

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Zoff (Guest) 19-05-2017 12:52

Ok la Devis, ma delle sue prestazioni alle Olimpiadi nessun accenno?
Grande Delpo!

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Marco (Guest) 19-05-2017 11:52

Delpo impersona il giocatore che tutti vorrebbero essere, coriaceo, grande combattente e tecnica sopraffina che da l’anima in campo,soprattuto in Davis, forza Delpo you can

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andrea (Guest) 19-05-2017 11:30

come si fa a non amare Delpo?
la sua storia, i suoi modi, l’educazione, i sentimenti che sempre traspaiono in lui e quella sorta di “malinconia” sudamericana…
un grande personaggio che purtroppo ha subito troppi infortuni.
le premesse per arrivare al numero 1 al mondo c’erano tutte…

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Alberto Bonimba (Guest) 19-05-2017 11:14

Complimenti per l’articolo, quasi commovente ! Vai Delpo siamo tutti con te !

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Pierre herme the Picasso of pastry (Guest) 19-05-2017 10:42

Oggi Nole gli giochera’ sempre a sinistra , tra l’ altro Nole mi sembra in ripresa , l ho visto bene a Madrid vs Almagro
Nole favorito ma JMDP e’ un grandissimo e secondo me verra’ fuori il match del torneo.

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Fede-rer 19-05-2017 10:37

Grande, grandissima analisi di Mazzoni. Ha centrato perfettamente ogni sfumatura. Chapeau!

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alexalex 19-05-2017 09:55

Bravo Mazzoni, hai sottolineato una qualità di Del Potro che troppe volte passa in secondo piano: il cuore! Del Potro è uno che sa soffrire in campo! Come pochi altri!

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Haas78 (Guest) 19-05-2017 09:37

@ cataflic (#1849296)

La alza, la alza, vedrai che prestazione 😉

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Phalloides (Guest) 19-05-2017 09:30

Analisi che mi trova pienamente d’accordo….Purtroppo il lato del rovescio è forse troppo debole per farlo arrivare ad una vittoria in uno slam…sopperisce molto spostandosi sul dritto ma con Nadal su terra non avrebbe possibilità di vittoria perché se li lasci troppo campo ti apre l’angolo dall’altra parte e sei finito….Lo vedo più competitivo sul veloce dove con un buon tabellone potrebbe senz’altro dire ancora la sua, forse anche in uno slam, chissà…

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cataflic (Guest) 19-05-2017 09:23

A me(visto con Edmund) è sembrato stare un po’ troppo indietro, posizione più complessa per far partire i drittoni.
Ho avuto la sensazione che il dritto uscisse più morbido di una volta, al netto di giornata sì/no per me ha fatto qualcosa anche lì.
La classica partita dove il più forte…sta lì…ad aspettare quei tre punti dove dare la zampatina….un compitino a casa fatto con diligenza.
Vediamo con Nole se alza l’asticella.

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Giurasampras (Guest) 19-05-2017 09:17

Gran giocatore, uno dei miei preferiti

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