Il calendario ATP nell’anno olimpico: il caos puro

15/07/2016 08:30 3 commenti
Il calendario ATP nell’anno olimpico: il caos puro
Il calendario ATP nell’anno olimpico: il caos puro

Il calendario ATP di un’intera stagione tennistica da sempre è argomento di discussione all’interno del relativo circuito, spesso sotto accusa per la durezza che mette in atto e l’assenza di pause degne di nota con appuntamenti ravvicinati che rischiano di mettere in crisi l’integrità fisica degli atleti. Ci sarebbe da dire che spesso sono proprio i tennisti a mancare in coerenza concedendosi, proprio durante i tanti agognati break, laute esibizioni off season con il richiamo dei quattrini: quest’anno però, quello dell’appuntamento olimpico, qualcosa nei vertici dell’ATP è stato organizzato in modo da far storcere il naso.

Un esempio lampante in questa settimana è rappresentato dal torneo di Amburgo, un ATP500 ma che vive da un po’ di tempo una crisi che sta inficiando evidentemente il suo antico prestigio: in pochi anni il ricco torneo tedesco è infatti passato dall’essere un Master Series fino all’edizione di quest’anno con un parco partecipanti più in linea con un ricco challenger (magari un 106.500?) o un ATP250 in giro per il mondo dallo scarso appeal in cui fare punti “relativamente” facili. Nessun top player, nessun tennista di richiamo, eccezion fatta per il baby Zverev idolatrato dai tifosi locali ma ben presto fuori dai giochi per un’eliminazione precoce.

Amburgo è stato “incastrato” in una settimana Davis ma non è che i suoi compagni di avventura (Newport e Bastaad) se la passino meglio, anche se loro possono vantare solo una qualifica da 250: è tutto il calendario però a destare malumori e perplessità, basta pensare al periodo in cui si giocherà proprio l’appuntamento olimpico.
Dal 4 al 14 agosto è previsto il torneo a cinque cerchi e in quel lasso di tempo si svolgerà anche la prima edizione del torneo messicano de Los Cabos per tutti quelli che a Rio non ci andranno o non ci vorranno andare per un senso di ribellione (ma a chi?!?), mentre a manifestazione conclusasi si terrà il prestigioso Masters1000 di Cincinnati, in realtà in partenza proprio il giorno della finale olimpica. Una domanda secca e diretta: quante defezioni ci saranno in Ohio?

È un calendario decisamente affollato, che genera confusione e scontenta soprattutto i tanti appassionati: perché non rendere alcuni tornei “obbligatori”, rendendo così i Giochi di Rio l’apice di quest’anno tennistico? Perché non spalmare meglio i vari tornei evitando di ripetere la farsa tedesca di Amburgo? Perché non dare la precedenza a quei tornei che il prestigio se lo sono conquistati sul campo, preservandoli da situazioni imbarazzanti? Misteri dell’ATP.


Alessandro Orecchio


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3 commenti

gisva (Guest) 15-07-2016 11:04

Nell’anno olimpico si potrebbe far tenere la Davis alle olimpiadi, in parallelo al torneo olimpico. Con le settimane che si recuperano dalla Davis (di cui si terrebbe solo il primo turno a febbraio per qualificare alle olimpiadi le migliori otto squadre) si potrebbero spalmare meglio i tornei nel calendario e dare spazio al torneo olimpico.

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Emanuele 15-07-2016 09:13

Come dice Bertolucci, le settimane, in un anno, sono sempre 52; puoi spalmare i tornei come vuoi, ma le settimane rimangono 52

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luigi (Guest) 15-07-2016 09:01

Un tempo la Davis non si giocava in concomitanza con i tornei ,anni fa poi gli slam erano tre visto che sull’erba australiana ci state edizioni scadenti per non parlare del fatto che erbivori e terraioli saltavano i primi parigi i secondi wimbledon,inoltre i big giocavano specie in America i tornei medi anche in piena estate ,adesso invece non perdono una tappa asiatica remunerativa e si concentrano solo sui mille in funzione degli slam.A questo punto sarebbe meglio istituire solo un numero limitato di tornei come la formula 1 e la superlega di calcio che Real Barcellona bayern e Juve vogliono istituire

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