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Monica Seles e un’indelebile ferita

26/02/2015 09:00 35 commenti
Monica Seles n.1 del mondo per 178 settimane
Monica Seles n.1 del mondo per 178 settimane

Pensare alla tennista Monica Seles non può prescindere dalla tragica data del 30 aprile del 1993: quel giorno una giovane tennista originaria di Novi Sad che aveva già scombussolato le gerarchie al femminile, subì una tremenda aggressione da un tale Gunther Parche, un fan ossessionato dall’acerrima rivale sportiva della Seles, quella Steffi Graf che da quando era comparsa Monica aveva visto sgretolarsi lentamente le sue certezze di dominatrice assoluta.

La storia ha avuto il suo corso, condizionato da quell’evento in modo indiscutibile e a nulla serve ragionare su ciò che sarebbe accaduto senza quella tremenda circostanza, con la Seles diventata la più forte di sempre e la tedesca Graf costretta a un duello e alla conseguente spartizione dei trofei più importanti in puro stile Evert/Navratilova. Resta il fatto che la carriera della jugoslava di nascita e i ricordi a lei legati vivono un pre e un post: la sua vita infatti, non solo quella di tennista di successo, non è stata più la stessa dopo l’accoltellamento e le sue prestazioni ne hanno risentito, d’altronde come sarebbe potuto essere altrimenti? Un fisico aggredito ma soprattutto una mente colpita, attaccata, per un rientro che si allungò nei tempi, portando dietro di sé un alone di mistero e paura. Giusto però ricordare la carriera della 41 enne naturalizzata americana (classe ’73) che, nonostante uno stop forzato e un difficile ritorno è riuscita a passare alla storia di questo sport come una delle tenniste più forti e vincenti di sempre.

Numero 1 del ranking per 178 settimane, vincitrice di 53 titoli del circuito maggiore, tra cui 9 del Grande Slam e 6 in doppio, la Seles prima del malaugurato 1993 si è imposta con il suo tennis tutto potenza, fatto di rovesci e dritti bimani, con una mano che all’occorrenza lasciava l’impugnatura della racchetta e le permetteva recuperi incredibili: una tennista che da quando si è ritirata ha acquisito nelle sue rare apparizioni pubbliche un sorriso mai visto sul campo, guadagnando quella sicurezza e quella consapevolezza della propria bellezza che il campo da tennis sembrava toglierle.
Monica Seles debuttò giovanissima nel circuito all’età di 15 anni, passando al professionismo l’anno successivo e rivelando subito le stimmate della campionessa. Non riuscì mai a vincere sull’erba di Wimbledon, dove raggiunse la finale nel 1992 perdendo guarda caso da Steffi Graf, ma nei tornei Major raccolse significativi successi rendendosi protagonista di record fatti segnare in maniera seriale: nel 1990 divenne la più giovane a trionfare al Roland Garros, quando a soli 16 anni e 6 mesi batté in finale la numero 1 del ranking Graf. Seguirono nel 1991 l’Australian Open (battuta in finale la ceca Novotna), la sua seconda affermazione sulla terra di Parigi a scapito della spagnola Arantxa Sanchez – Vicario, uno stop di 6 settimane dove perse la possibilità di vincere Wimbledon (e un probabile Grande Slam) e una prima affermazione newyorchese ai danni di Martina Navratilova. ¾ di Slam e la sensazione che una nuova dominatrice bussasse alla porta del circuito.

Il 1992 si aprì con la difesa del trono australiano (battuta Mary Joe Fernandez), il suo terzo Roland Garros (sempre contro la Graf), la suddetta finale londinese e un nuovo Us Open sconfiggendo nuovamente la spagnola Sanchez – Vicario. In meno di due anni 22 titoli WTA portati a casa e 33 finali raggiunte su 34 tornei disputati: l’Australian Open del 1993 ancora contro la Graf e un impressionante bilancio nei tornei dello Slam di 55 vittorie e una sola sconfitta, rendevano la 19enne Monica una tennista dalla carriera impressionante che puntava senza remore a divenire la più vincente giocatrice all time.

Ma arrivò l’aprile del ’93. Una ferita non troppo grave che interessò la schiena. Vaneggiamenti politici e ideologici da parte dell’aggressore. Lo shock e il blocco psicologico. L’abbandono del tennis per 2 anni. La mancata solidarietà delle colleghe (eccezion fatta per l’argentina Sabatini) nel non voler congelare il suo ranking e il suo primato. La paura del ritorno. Un numero 1 bis. Certezze che crollano e ansie che crescono.

Un ritorno a tratti dirompente ma senza quell’alone di perfezione sportiva che aveva caratterizzato le sue prestazioni prima di Gunther Parche: un quarto e un ultimo Australian Open nel 1996 ai danni della tedesca Anke Huber. L’ho vista giocare agli Internazionali d’Italia nel 2000, quando vinse quella magica edizione e mi diede l’impressione di colpire con tutta la potenza che aveva in corpo non solo la pallina da tennis ma anche quella vita che l’aveva presa a schiaffi e l’aveva lasciata tramortita.

Non giocò più una partita dal primo turno del Roland Garros del 2003, quando a causa di un infortunio al piede si ritirò senza annunciare però, fino al febbraio del 2008, il suo abbandono definitivo dal tennis.

Forse aveva perso semplicemente la voglia o forse più semplicemente quella voglia, l’aveva persa nell’aprile del 1993.


Alessandro Orecchio


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35 commenti. Lasciane uno!

Lavinia (Guest) 25-04-2016 18:59

Quando anni fa guardavo alla TV gli incontri tra la Seles e la Graf rimanevo letteralmente ipnotizzata…e non staccavo i miei occhi dallo schermo…Con tutto il rispetto per le giocatrici attuali, sfide come quelle,di un’intensità e di una passione da togliere il fiato, non si vedono più adesso e,credo, non si vedranno più neanche in futuro.E trovo davvero ingeneroso verso due giocatrici di quel calibro,ricordarle solo per quel triste episodio, l’una come “la tennista accoltellata”, l’altra come “colei che ha vinto perchè l’altra è stata accoltellata”..e non come le due straordinarie campionesse che sono state,e che hanno donato emozioni talmente indimenticabili che qualsiasi appassionato rimpiangerà per sempre. Grandissime Steffi e Monica!

35
radar (Guest) 27-02-2015 18:14

Monica giocava come nessuna.
Dritto e rovescio bimani, anticipo esasperato, sempre all’attacco e coi piedi dentro al campo. Ti toglieva il fiato e il ritmo.
Il prototipo delle giovani leve di oggi tipo Giorgi e Muguruza.
In questo sta la sua grandezza.
Con Steffi erano incontri unici proprio per le loro caratteristiche e una rivalità sempre più accesa che si può instaurare solo tra grandissime.
Ma dire chi era più forte è veramente difficile se non impossibile.
Mentre è facilissimo sottolineare il gesto di un folle che ha rovinato una giocatrice straordinaria.
Rimane quanto fatto sul campo che resta indelebile nella mente degli appassionati sportivi, anche di chi non la amava tennisticamente.

34
barra de boca 27-02-2015 16:20

Sei poco attento cervellone il fatto che ti abbia scritto sarebbe migliorata e progredita non dovrebbe lasciar spazio a nessun altra immaginazione.sei tu che non sai interpretare@ pallettaro (#1279568)

Pure safin ha distrutto Sampras cosa vuol dire che sia più forte?e pure davydenko era sopra head t head con rafa.ti ripeto:non ci sarebbe stato match col passare del tempo.guarda meno statistiche e segui più tennis.alla prossima

33
John Patrick (Guest) 27-02-2015 12:38

P.s. Prima del fattaccio la Seles aveva battuto la Graf in 3 delle ultime 4 finali slam disputate tra loro. Ed è la ragione che ha armato quello schizzoide.

32
John Patrick (Guest) 27-02-2015 12:32

@ pallettaro (#1279568)

Eh va bè. Magari se a 20 anni, nel pieno del suo splendore, la GRaf si fosse presa una coltellata nella schiena mentre si rifocillava su una panchina a bordo campo, magari avrebbe fatto un po’ fatica anche lei eh… magari!

31
pallettaro (Guest) 27-02-2015 11:22

@ barra de boca (#1279426)

con i se, con i ma, e con i forse non si va da nessuna parte. Documenta e spiega le tue ragioni non dire non c’è match senza appello.
Graf ha vinto di più, ha vinto anche sull’erba e negli scontri diretti è nettamente in vantaggio. Non ci sarebbe stato match se Graf non l’avesse mai battuta invece riusci a batterla anche quando Seles era al sua massimo e Graf era al suo minimo, figuriamoci un pò. Dati e risultati incontrovertibili, il resto è barra de boca.

30
zagortenay 27-02-2015 08:57

@ marypierce (#1278467)

Grazie per la tua chiarificazione e il tuo intervento molto ben raccontato! 😉

29
jolly (Guest) 26-02-2015 21:49

Scritto da mirko.dllm

Scritto da pallettaro
@ bunga bunga (#1278448)
Avrebbe vinto ancora molto è vero. Ma non possiamo sapere quanto, non abbiamo la sfera di cristallo.
Fu senza dubbio una delle pagine più tristi della storia del tennis.
A me Monica non è mai piaciuta, ne come persona ne come tennis giocato, ma il giorno che venne coinvolta in una cosa tanto assurda quanto crudele non mi fece più seguire una partita di tennis femminile per più di un anno. Poteva morire. Personalmente rimasi anche scioccato dal menefreghismo delle sue illustri colleghe.
Fu una pagine nerissima del tennis femminile anche perchè il tennis non centrava. C’era un pazzo che avrebbe potuto ucciderla e credo che a questo punto ha davvero poco valore sapere quanto avrebbe potuto vincere. Sono solo felice che sia sopravvissuta.

Pallettaro,allora quando dici che Monica Seles non ti piaceva come persona,devi estendere il concetto a quasi tutte le sue colleghe di allora,vista la scarsa solidarietà che le mostrarono,e penso che le uniche eccezioni furono Gabriela Sabatini come precedentemente detto,che fu d’accordo ad assegnarle il n.1 ex aequo al suo rientro,ma anche la Navratilova,che se ben ricordo,fu la vera artefice del suo ritorno al tennis,quando le propose di giocare un’esibizione proprio in quel 1995,quando Monica tornò nel circuito WTA,giusto?

La Seles ha sempre detto che l’unica, sottolineo l’unica, avversaria che le aveva mostrato solidarietà fu Gabriela. Quando la wta mise ai voti la proposta di concedere alla seles una sorta di ranking protetto, vista la particolarità dell'”infortunio”, solo la bella italo-argentina votò a favore. Tutte le altre, che poi erano quelle che si stavano spartendo gli slam in sua assenza, votarono vergognosamente contro.
Che poi la seles in campo non ebbe pietà di una Sabatini ormai mentalmente stanca e nel torneo che segnò il ritorno, in semi ai canadian open 1995, le rifilò un clamoroso 60 61 è vero ma ciò non toglie che la seles ha sempre più volte scritto e detto che non dimenticherà mai il gesto signorile di Gabriela.
Queste due grandi giocatrici si ritroveranno il 10 marzo in un match di esibizione nella più bella arena indoor del globo il MSG di New York per celebrare il 25esimo anniversario di quella che è unanimemente ricordata come la più bella partita di tennis femminile della storia. La finale del master 1990 cinque set favolosi tra la classe sopraffina della bellissima gabriela e il tennis iper anticipato del fenomeno di novi sad.

28
barra de boca 26-02-2015 21:48

Dopo serena..la più forte di tutti i tempi…e stata Monica..fermata sul più bellose avesse continuato le avrebbe massacrate tutte..bessuna teneva e sarebbe riuscita a tenere quel ritmo anche perché sarebbe migliorata e progredita ancor di più. Non c’è match.ko tecnico@ pallettaro (#1278477)

27
mirko.dllm (Guest) 26-02-2015 16:52

Scritto da pallettaro
@ paciolli (#1278542)
questa è una panzana. Seles subì un atto ignobile, ma ebbe l’opportunità di reagire, di dimostrare che era comunque più forte, non lo fece e c’è da capirla, ma non possiamo assegnarle una supremazia postuma anche dopo il 93. Muster venne investito da un auto, era tutto rotto, ma torno più forte di prima allenandosi in carrozzina. Ma per carità non voglio sminuire il trauma umano e fisico della Seles che purtroppo dovette affrontare anche la malattia del padre, ma non era così impossibile per lei tornare competitiva come avrebbe voluto . Non ci provò nemmeno, o meglio ci provò quando ormai era tardi e gli anni passarono anche per la Graf che non doveva dimostrare nulla. Graf vinse 107 titoli, in molti dei quali Seles era presente, era più completa di Seles che non vinse anche su erba perché aveva un gioco devastante ma monocorde e meno vario della Graf che vinse contro tutto e tutti. Con Graf in vantaggio negli scontri diretti anche nel periodo ante 93.
La storia dello sport non si fa con i se e con i ma. Seles ebbe 178 settimane di dominio al numero 1, ma non fu assolutamente incontrastata, tanto è vero che nel 90-91-92 anni dell’effettivo predominio di Seles, Graf vinse comunque sempre almeno uno Slam in un periodo in cui anche lei ebbe problemi di ogni tipo (fisici, sentimentali e di famiglia).
Furono entrambe grandi, ma Graf fu più grande, senza dubbio.

Peccato che la “grande” Graf,per tutta la carriera,ebbe la fortuna sfacciata di essere riuscita ad evitare tutte le più forti tenniste,che potevano,e avrebbero potuto naturalmente succedersi,dopo la grande era di Navratilova e Evert,tipo Hana Mandlikova,che vinse in carriera quattro Slam(che con Navratilova ed Evert in giro che spadroneggiarono,fu una vera impresa da parte della fortissima tennista ceca),ma,guarda il caso,si infortunò nel 1987,giusto nell’anno dell’esplosione della Graf,anche se l’anno prima fece comunque in tempo a battere la tedesca,al Roland Garros,mi pare,e,poi oltre all’accoltellamento della protagonista di questro stimolante topic nel 1993 che le tolse di mezzo la sua naturale avversaria di quegli anni,non bisogna dimenticarsi che,come se la fortuna avuta non bastasse,le carriere di una come Tracy Austin,o di un’Andrea Jaeger,non si incrociarono con la tedesca,in quanto per grossi problemi fisici,furono costrette a lasciare il tennis di vertice anzitempo,altrimenti,sarebbero state altre due pericolose avversarie,pretendenti a vittorie in tornei del Grande Slam,e dubito che con loro,la Graf avrebbe disputato finali Slam a senso unico,tipo la finale del Roland Garros del 1988,contro la malcapitata Zvereva.Per chiudere,mi chiedo se vale di più il Grande Slam fatto da Rod Laver in campo maschile,o il Grande Slam,realizzato dalla Graf,battendo in Australia la Evert di 33 anni,al Roland Garros una Zvereva appena diciassettenne con un terribile “doppio cappotto”,a Wimbledon quando battè una Navratilova quasi trentaduenne,e completò l’opera battendo agli Us Open una Sabatini,ancora poco convinta dei suoi grandi mezzi,sebbene proprio in quel magico 1988 della Graf,riuscì l’argentina,a battere la grande rivale tedesca,in ben due coccasioni,in due dei tanti tornei del circuito di quegli anni.

26
Angelo 26-02-2015 16:47

Per me esisteva solo Monica Seles poi il tunnel oscuro infine una piccola-grande luce apparsami l’anno scorso a Norimberga il resto è semi- 😉 noia.

25
Ken_Rosewall 26-02-2015 14:51

@ marypierce (#1278467)

ben detto e ben scritto! e grazie per il consiglio della sua autobiografia! 😉

24
stedoni 26-02-2015 13:14

Non so se la Graf, ripensando alla sua carriera, nel profondo del suo cuore sia soddisfatta al 100% di come siano andate le cose. Tutti gli addetti ai lavori dicono la Graf si, grande campionessa ma… Magari chissà avrebbe preferito adesso avere vinto qualche slam di meno, ma essersi confrontata con TUTTE le avversarie del suo tempo.

23
becu (Guest) 26-02-2015 12:12

Un folle che ha distrutto una vita. Vedo solo questo.

22
Losvizzero 26-02-2015 12:10

😥

21
pallettaro (Guest) 26-02-2015 12:02

@ Fede-rer (#1278603)

eh lo so 🙂 erano anni di passione giovanile…
Tenevo per Novotna e Sabatini, non ho mai amato la Graf, era troppo antipatica, ma almeno il suo gran gioco atletico mi divertiva. Seles proprio non mi piaceva da tutti i punti di vista, ma ebbe sfortuna con una vicenda incredibile. Ma alla fine la storia la fanno i numeri e i tornei vinti e nemmeno l’estetica del gioco altrimenti Hana Mandlikova e Jana Novotna sarebbero state numero 1 al mondo.

20
pallettaro (Guest) 26-02-2015 11:43

@ Phoedrus (#1278585)

fu questo il grosso problema della vicenda.
Se tutte avessero solidarizzato, fossero andate a trovarla e le avessero fatto sentire un minimo di affetto sarebbe rientrata prima e con un altro spirito. Invece la fecero sentire sola, oltre il danno la beffa e quando la WTA le diede il numero 1 bis tutte protestarono ad eccezione della Sabatini che ironia delle sorte non venne graziata per questo dalla Seles che concesse all’argentina un solo gioco nella semi finale del canadian open di Toronto, suo primo torneo al rientro e subito successo in finale contro la Coetzer, con un altro 6-0 6-1!

19
Fede-rer 26-02-2015 11:41

Scritto da pallettaro
@ paciolli (#1278542)
questa è una panzana. Seles subì un atto ignobile, ma ebbe l’opportunità di reagire, di dimostrare che era comunque più forte, non lo fece e c’è da capirla, ma non possiamo assegnarle una supremazia postuma anche dopo il 93. Muster venne investito da un auto, era tutto rotto, ma torno più forte di prima allenandosi in carrozzina. Ma per carità non voglio sminuire il trauma umano e fisico della Seles che purtroppo dovette affrontare anche la malattia del padre, ma non era così impossibile per lei tornare competitiva come avrebbe voluto . Non ci provò nemmeno, o meglio ci provò quando ormai era tardi e gli anni passarono anche per la Graf che non doveva dimostrare nulla. Graf vinse 107 titoli, in molti dei quali Seles era presente, era più completa di Seles che non vinse anche su erba perché aveva un gioco devastante ma monocorde e meno vario della Graf che vinse contro tutto e tutti. Con Graf in vantaggio negli scontri diretti anche nel periodo ante 93.
La storia dello sport non si fa con i se e con i ma. Seles ebbe 178 settimane di dominio al numero 1, ma non fu assolutamente incontrastata, tanto è vero che nel 90-91-92 anni dell’effettivo predominio di Seles, Graf vinse comunque sempre almeno uno Slam in un periodo in cui anche lei ebbe problemi di ogni tipo (fisici, sentimentali e di famiglia).
Furono entrambe grandi, ma Graf fu più grande, senza dubbio.

Bravo, il commento più equilibrato, che analizza la situazione in tutte le sfaccettature!
CONDIVIDO.

18
winter18 (Guest) 26-02-2015 11:39

@ marypierce (#1278467)

Bravo, il tuo commento vale più dell’articolo. Aggiungiamo che Monica, quasi a simboleggiare questa sua trasformazione fisica e psicologica, oggi è una donna bellissima e piena di fascino.

17
Luis (Guest) 26-02-2015 11:27

Forse la più forte di tutti i tempi non sarebbe stata ma la Graf non avrebbe avuto tutti gli slam che ha vinto. Concordo sul fatto che solo Serena oltre a lei abbia dimostrato di essere pressoché invincibile.

16
Phoedrus (Guest) 26-02-2015 11:27

Resta una macchia nella carriera della Graf che non ebbe il coraggio (o l’etica) di solidarizzare con l’avversaria.

15
pallettaro (Guest) 26-02-2015 11:17

@ paciolli (#1278542)

questa è una panzana. Seles subì un atto ignobile, ma ebbe l’opportunità di reagire, di dimostrare che era comunque più forte, non lo fece e c’è da capirla, ma non possiamo assegnarle una supremazia postuma anche dopo il 93. Muster venne investito da un auto, era tutto rotto, ma torno più forte di prima allenandosi in carrozzina. Ma per carità non voglio sminuire il trauma umano e fisico della Seles che purtroppo dovette affrontare anche la malattia del padre, ma non era così impossibile per lei tornare competitiva come avrebbe voluto . Non ci provò nemmeno, o meglio ci provò quando ormai era tardi e gli anni passarono anche per la Graf che non doveva dimostrare nulla. Graf vinse 107 titoli, in molti dei quali Seles era presente, era più completa di Seles che non vinse anche su erba perché aveva un gioco devastante ma monocorde e meno vario della Graf che vinse contro tutto e tutti. Con Graf in vantaggio negli scontri diretti anche nel periodo ante 93.
La storia dello sport non si fa con i se e con i ma. Seles ebbe 178 settimane di dominio al numero 1, ma non fu assolutamente incontrastata, tanto è vero che nel 90-91-92 anni dell’effettivo predominio di Seles, Graf vinse comunque sempre almeno uno Slam in un periodo in cui anche lei ebbe problemi di ogni tipo (fisici, sentimentali e di famiglia).
Furono entrambe grandi, ma Graf fu più grande, senza dubbio.

14
marco (Guest) 26-02-2015 11:13

Scritto da marypierce
[…]

Bel commento, grazie.
Ma anche gli altri commenti.
E l’articolo, ovvio.

13
marco (Guest) 26-02-2015 11:11

Scritto da _Carlo
Non riesco a pensare alla Seles senza che mi venga da piangere…

+1

12
paciolli (Guest) 26-02-2015 10:47

senza quell’aggressione graf avrebbe vinto la metà dei suoi attuali titoli slam.

11
pallettaro (Guest) 26-02-2015 10:44

@ mirko.dllm (#1278497)

se leggi bene tutto il mio interventi l’ho detto. 🙂

10
John Patrick (Guest) 26-02-2015 10:29

La cosa triste è che il fan della Graf alla fine riuscì benissimo nel proprio intento…

9
mirko.dllm (Guest) 26-02-2015 10:19

Scritto da pallettaro
@ bunga bunga (#1278448)
Avrebbe vinto ancora molto è vero. Ma non possiamo sapere quanto, non abbiamo la sfera di cristallo.
Fu senza dubbio una delle pagine più tristi della storia del tennis.
A me Monica non è mai piaciuta, ne come persona ne come tennis giocato, ma il giorno che venne coinvolta in una cosa tanto assurda quanto crudele non mi fece più seguire una partita di tennis femminile per più di un anno. Poteva morire. Personalmente rimasi anche scioccato dal menefreghismo delle sue illustri colleghe.
Fu una pagine nerissima del tennis femminile anche perchè il tennis non centrava. C’era un pazzo che avrebbe potuto ucciderla e credo che a questo punto ha davvero poco valore sapere quanto avrebbe potuto vincere. Sono solo felice che sia sopravvissuta.

Pallettaro,allora quando dici che Monica Seles non ti piaceva come persona,devi estendere il concetto a quasi tutte le sue colleghe di allora,vista la scarsa solidarietà che le mostrarono,e penso che le uniche eccezioni furono Gabriela Sabatini come precedentemente detto,che fu d’accordo ad assegnarle il n.1 ex aequo al suo rientro,ma anche la Navratilova,che se ben ricordo,fu la vera artefice del suo ritorno al tennis,quando le propose di giocare un’esibizione proprio in quel 1995,quando Monica tornò nel circuito WTA,giusto? 😉

8
kenny (Guest) 26-02-2015 10:16

Io smisi di guardare il tennis per anni dopo quell’episodio, era la mia tennista preferita insieme alla Navratilova e ci rimasi troppo male, poi grazie a Flavia e Francesca ho ricominciato a seguire questo sport. La cosa che mi fa piacere è rivedere di tanto in tanto Monica in qualche esibizione o alle premiazioni bella sorridente.

7
_Carlo 26-02-2015 10:02

Non riesco a pensare alla Seles senza che mi venga da piangere… 😥

6
pallettaro (Guest) 26-02-2015 10:01

@ bunga bunga (#1278448)

Avrebbe vinto ancora molto è vero. Ma non possiamo sapere quanto, non abbiamo la sfera di cristallo.
Fu senza dubbio una delle pagine più tristi della storia del tennis.
A me Monica non è mai piaciuta, ne come persona ne come tennis giocato, ma il giorno che venne coinvolta in una cosa tanto assurda quanto crudele non mi fece più seguire una partita di tennis femminile per più di un anno. Poteva morire. Personalmente rimasi anche scioccato dal menefreghismo delle sue illustri colleghe.
Fu una pagine nerissima del tennis femminile anche perchè il tennis non centrava. C’era un pazzo che avrebbe potuto ucciderla e credo che a questo punto ha davvero poco valore sapere quanto avrebbe potuto vincere. Sono solo felice che sia sopravvissuta.

5
luigi (Guest) 26-02-2015 09:59

@ Fede-rer (#1278456)

Seguo il tennis da metà anni ’70 e ho visto veramente migliaia di incontri. Tu hai ragione ma bunga bunga non ha torto. Monica Seles nei 3 o 4 anni prima di essere accoltellata era un fenomeno in crescita esponenziale, praticamente invincibile. Annientava le sue avversarie (anche top 5 plurititolate) come solo la Williams, dopo di lei, ho visto fare. Le statistiche tengono conto anche del periodo successivo al suo lungo stop e non rendono merito a questa grandissima campionessa che, quando rientro’ nel 1996, si espresse ad altissimo livello solo a sprazzi.

4
marypierce 26-02-2015 09:52

L’articolo salta purtroppo tutta la parte della vita di Monica dopo l’aggressione. La ferita fisica non fu grave e guarì dopo qualche mese (fortuna volle che mentre l’aggressore la stava per accoltellare, lei si era chinata a prendere una bottiglia d’acqua e questo gesto fece sì che il coltello non tagliò in profondità), ma la ferita psicologica che Monica si portò dentro durò anni.

Nel 1995, quando tornò nel circuito, Monica era di molti chili più grassa: aveva sviluppato una disfunzione alimentare e cercava di sedare il senso di impotenza e ingiustizia abbuffandosi di cibo. Nella sua biografia racconta come dopo ore e ore di allenamenti, la sera si ingolfava con abbuffate di 5000 calorie. Ad un certo punto assunse anche una persona che aveva il compito di tenerla lontana dal frigo la sera.

Senza contare poi la malattia del padre. Quando Monica tornò nel circuito nel 95 al padre-allenatore che lei adorava fu diagnosticato un cancro e pian piano si spense fino alla sua morte nel ’98. Fu il padre a spingere Monica a continuare a giocare nel tour nonostante la malattia, e due settimane dopo la sua morte raggiunse la finale al Roland Garros in cui però perse totalmente la concentrazione nel terzo set e il titolo lo vinse la Sanchez Vicario.

Nella sua biografia Monica racconta di quanto fosse imbarazzata a giocare nel circuito con tutti quei chili di troppo. Ferita dai commenti maligni a cui era sottoposta, racconta che non riusciva a godersi nemmeno le cerimonie di premiazione dopo le vittorie dei tornei tanto forte era il desiderio di uscire dal campo e nascondersi.

E poi iniziarono gli infortuni al piede e l’uscita dalla top 10 per la prima volta in tanti anni. Nel 2000 fu sul punto di ritirarsi, ma poi qualcuno la convinse a giocare il torneo di Oklahoma City che all’epoca era un semplice tier III ma era anche uno dei primi tornei che Monica aveva vinto nella sua carriera. Giocò quel torneo, lo vinse, e decise di dare al tennis un’altra opportunità.

Vinse ancora tornei importanti (Roma, per esempio) ma l’infortunio al piede peggiorava e ormai poteva giocare solo prendendo alte dosi di antidolorifici. Fino al punto in cui fu costretta a fermarsi del tutto. Ancora non lo sapeva, ma quel secondo turno al Roland Garros del 2003 sarebbe stata l’ultima sua partita nel circuito.

Ma è da qui in poi che la vita di Monica a una svolta. Paradossalmente, lasciando la cosa a cui teneva di più nella vita, riuscì a trovare un senso a tutto quello che le era accaduto: Lontana dalla frenesia del circuito, iniziò a elaborare il lutto per suo padre e a riscoprirsi come persona al di fuori del tennis. I problemi alimentari e i chili di troppo sparirono pian piano.

Impiegò così tanti anni ad annunciare il suo ritiro ufficiale perché aveva paura che senza tennis la sua vita non avrebbe più avuto un significato. Fu solo nel 2008 che affrontò quella sua ultima paura e continuò una vita molto soddisfacente al di fuori del tennis.

La sua autobiografia si intitola “Getting a Grip” e ve la consiglio moltissimo perché è davvero interessante.

3
Fede-rer 26-02-2015 09:38

Scritto da bunga bunga
era la più forte di tutti i tempi, avanti 15 anni rispetto le altre graf compresa, solo un pazzo le ha impedito di detenere tutti i record !!!! un peccato, un vero peccato!!!

Questo non lo si potrà mai sapere! E’ inutile sparare sentenze come hai fatto tu poc’anzi! Magari le sarebbe passata la voglia ben prima, invece! Basti guardare la Hingis! Non ha avuto la sventura di essere accoltellata, era un autentico fenomeno, ma ha perso la voglia di allenarsi e faticare prestissimo! Idem dicasi per la Capriati ecc ecc. Possiamo solo dire che la Seles avrebbe avuto le carte in regola per scrivere la storia, ma con i se ed i ma non si arriva da nessuna parte! Ahimè la storia è andata così e non ci ha permesso di sapere come sarebbe andata se non fosse accaduto! Ed è inutile adesso star qui a sostenere che avrebbe vinto mille mila slam! Non possiamo saperlo!

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bunga bunga 26-02-2015 09:27

era la più forte di tutti i tempi, avanti 15 anni rispetto le altre graf compresa, solo un pazzo le ha impedito di detenere tutti i record !!!! un peccato, un vero peccato!!!

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