Wimbledon, Arnaldi parte bene ma si arrende ad Halys in quattro set
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Si ferma al primo turno il cammino di Matteo Arnaldi a Wimbledon 2026. L’azzurro è stato sconfitto dal francese Quentin Halys con il punteggio di 3-6 6-1 7-6(5) 6-3, al termine di una partita cambiata progressivamente dopo un ottimo avvio del ligure.
Arnaldi era partito con grande personalità. Dopo un inizio complicato, con il break subito nel game inaugurale, l’italiano ha reagito subito, ha recuperato il servizio di svantaggio e ha preso il controllo del primo set. Più aggressivo in risposta, più deciso nelle discese a rete e molto efficace con il servizio nei momenti importanti, Matteo ha chiuso il parziale sul 6-3, salvando anche tre palle break consecutive nell’ultimo game.
Dal secondo set, però, la partita ha cambiato direzione. Halys ha iniziato a servire con grande continuità e a comandare molti più scambi con il primo colpo dopo la battuta. Il francese ha alzato il rendimento al servizio, ha trovato diversi ace e ha approfittato di un passaggio a vuoto dell’azzurro, che ha commesso troppi errori nei propri turni di battuta. Il 6-1 ha rimesso il match in equilibrio.
Il terzo set è stato il momento chiave dell’incontro. Arnaldi ha avuto le sue occasioni, soprattutto in risposta, e ha saputo restare agganciato anche nei game più complicati. Sul 3-2 ha avuto tre palle break, ma Halys si è salvato con il servizio, trovando prima una battuta vincente e poi un ace. Da quel momento il set è rimasto in equilibrio fino al tie-break.
Nel tie-break Arnaldi sembrava poter rimettere la testa avanti. L’azzurro ha trovato subito un mini-break con un bellissimo passante di diritto lungolinea e si è portato avanti 5-3. Proprio lì, però, è arrivato il momento più amaro: un doppio fallo ha restituito fiducia ad Halys, che ha rimontato e ha chiuso 7-5 il tie-break, approfittando anche di un errore di rovescio dell’italiano sul set point.
Perso quel parziale, Arnaldi ha provato a restare dentro la partita, ma Halys ha continuato a fare la differenza con il servizio e con il gioco offensivo. Il francese ha alternato prime vincenti, serve and volley e accelerazioni lungolinea, togliendo ritmo all’azzurro e costringendolo spesso a rincorrere.
Nel quarto set il break decisivo è arrivato sul 2-3. Arnaldi ha ceduto il servizio con un doppio fallo, dopo un game complicato nel quale Halys aveva trovato anche un gran rovescio lungolinea e un passante vincente. Da lì il francese non si è più voltato indietro, sostenuto da una battuta sempre più incisiva.
Arnaldi ha provato fino all’ultimo a riaprire la partita. Nel game finale ha trovato anche un lob spettacolare per annullare un match point, ma Halys è rimasto lucido e ha chiuso con una prima esterna vincente, completando una vittoria meritata.
Per l’azzurro resta il rammarico di non aver sfruttato il vantaggio nel tie-break del terzo set. Dopo un primo parziale molto positivo, Arnaldi non è riuscito a dare continuità al proprio tennis, pagando alcuni errori nei momenti delicati e una giornata di grande rendimento al servizio da parte del francese.
Halys avanza così al secondo turno, mentre per Arnaldi Wimbledon si chiude con una sconfitta dura da digerire: il livello mostrato a tratti c’è stato, ma sull’erba, contro un avversario capace di servire così bene, pochi passaggi a vuoto possono bastare per compromettere l’intera partita.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Matteo Arnaldi, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Oddio, 14 ace e 5 df, nel terzo set 46% di prime palle non mi sembrano un tabellino che attesti l’efficacia del servizio di Halys come vincolante per la sua vittoria. Arnaldi ha ceduto i punti focali inanellando errori su errori. 5-3 e servizio, dritto fuori, df, poi altri due gratuiti. Idem nel quarto set: 40-0, poi a parte un bel punto di Halys 4 gratuiti. Senza contare che ci sono stati molti game in cui la prima di Arnaldi non entrava proprio (lacuna inveterata). Il francese giocava pacato, Matteo pareva un tarantolato. Al suo solito. Deve trovare un allenatore che lo obblighi all’ordine e disciplina di gioco. Da solo non è capace di dare una vera forma ai suoi incontri. Ideale sarebbe qualcuno alla Ferrero o Piatti. E’ irritante vedere che Sinner a 17 anni era già più raziocinante in campo di Arnaldi a 25.
Ma che è Matteo, dalle stelle francesi……….. all’erba isolana su cui sei scivolato…??? Gran peccato. Almeno il primo turno!
Il servizio…qs sconosciuto a tanti dei nostri! E qs sono i risultati!
Tirava delle bordate ai 50 all’ora! Irriconoscibile…
Non sono i suoi campi