Sinner, 84 settimane da n.1 e trono ATP al sicuro fino all’avvio di Shanghai (con il pensiero solo sulla salute in vista di US Open)
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Con i due Masters 1000 nord americani “back to back” e l’Open del Canada terminato di giovedì, l’ATP ha comunicato il nuovo Ranking di venerdì con Jannik Sinner saldamente sul trono del tennis maschile per la settimana n.84, posizione che lo rafforza al decimo posto tra i tennisti nella storia con più permanenza da leader della classifica. L’obiettivo è agganciare le 101 settimane da numero uno di Andre Agassi, ma intanto Sinner è sicuro di restare in vetta al ranking almeno fino alla conclusione dell’ATP 500 di Pechino (6 ottobre 2026), anche nella sciagurata ipotesi di zero punti conquistati tra US Open e l’inizio della tournée asiatica. Infatti attualmente Jannik ha 13.450 punti, ed è sicuro di perdere i 650 conquistati lo scorso anno a Cincinnati con la finale persa – di fatto non giocata, solo 5 game vincendo una manciata di punti per il malessere accusato la notte precedente – in Ohio. Quindi al termine del 1000 statunitense il nativo di San Candido avrà 12.800 punti, il bottino con cui affronterà US Open, torneo nel quale lo scorso anno fu battuto nel match per il titolo da uno straripante Alcaraz.
Ovviamente la speranza di tutti è che Sinner recuperi al 100% dal problema al ginocchio che l’ha forzato a saltare il settimo Masters 1000 della stagione, e possa sbarcare a New York in ottime condizioni, pronto a lottare per vincere il secondo titolo nella “grande mela” (e sesto Major in carriera). Ma se disgraziatamente non riuscisse a giocare US Open (o qualora fosse eliminato all’esodio) sarebbe ugualmente sicuro di restare n.1 ancora per qualche settimana e venire. Infatti scartando i 1.300 punti conquistati con la finale 2025, Jannik si attesterebbe dopo il torneo statunitense a 11.500 punti, comunque con un margine di sicurezza sui diretti inseguitori. Carlos Alcaraz – a patto che giochi US Open – dovrà difendere i 2000 punti del successo 2025, quindi resterebbe comunque molto lontano dall’azzurro. Ma nemmeno l’ottimo Zverev di questo 2026, nel quale è diventato finalmente campione Major a Roland Garros, avrà una possibilità matematica di scalzare Sinner al termine del torneo di Flushing Meadows.
Infatti il tedesco questa settimana è terzo nel ranking ATP con 8.090 punti. A Cincinnati 2025 Sascha arrivò in semifinale, quindi dovrà difendere 400 punti e in caso di vittoria finale potrà accumulare “solo” 600 punti al suo status quo, arrivando ipoteticamente a 8.690 punti. Lo scorso anno Zverev non giocò un bel US Open: uscita di scena al terzo turno, con 100 punti conquistati, quindi ha molto spazio avvicinarsi a Sinner; ma anche in caso di vittoria (con 2.000 punti guadagnati) il massimo che potrà raggiungere è 10.590 punti, quindi a 910 punti di distanza da un Jannik del tutto “a secco” di punti anche a New York.
È altamente improbabile che Zverev decida di giocare a Winston-Salem la settimana prima di US Open (dove teoricamente potrebbe guadagnare 250 punti con una vittoria), come che scelga di saltare il ricco appuntamento in Laver Cup (dove è già da mesi annunciato tra i partecipanti) per andare a caccia di altri 250 punti nei primi tornei in Cina, in scena tra Hangzhou e Chengdu; quindi a Pechino Zverev scarterà i 100 punti conquistati con i quarti di finale 2025, e anche in caso di ulteriore vittoria nel torneo della capitale cinese arriverebbe teoricamente a 10.990 punti, non abbastanza per scalzare un Sinner sconfitto al primo turno nel torneo (o assente) e quindi con un -500 punti della vittoria dello scorso anno, visto che nel peggior scenario possibile l’azzurro avrebbe comunque 11.000 punti.
Questi sono ovviamente solo scenari ipotetici, con Zverev praticamente imbattuto e sempre vincente tra Cincinnati, US Open e Pechino, e Sinner con nessun punto accumulato negli stessi tre tornei. La priorità dell’azzurro è pensare alla sua salute, ritrovare la massima efficienza del ginocchio e presentarsi a New York in ottima condizione per disputare un eccellente Slam. Non avrà nemmeno i grattacapi del ranking, anzi se starà bene, in forma atletica e tecnica, sarà l’uomo da battere e potrà guadagnare punti su tutti i rivali in caso di vittoria finale. Per i “pensieri” in classifica c’è tempo, verso il finale dell’anno, quando Jannik nel 2025 fu protagonista di una corsa straordinaria tra Vienna, Parigi indoor e Finals a Torino, accumulando ben 3.000 punti. Ma c’è tempo, e molti tornei da disputare e potenzialmente vincere.
Per questo la sua scelta conservativa di saltare Cincinnati e pensare solo a rimettere al 100% corpo e testa è assolutamente corretta. Si sono letti sui media più disparati fiumi di parole sulla sua decisione di saltare Montreal, quindi il 1000 in Ohio con questo improvviso problema infiammatorio al ginocchio. Paura e scenari apocalittici, farà la fine di Alcaraz? Molti hanno cercato lo “scoop” inseguendo una diagnosi sicura dell’articolazione di Jannik; si è letto di un possibile utilizzo di onde d’urto per aiutare la ripresa dal fastidio, ipotizzando infortuni di vario tipo, dalla semplice infiammazione a qualcosa di più serio tipo un edema osseo (scenario questo ben peggiore), ma ormai conosciamo alla perfezione Sinner: di certe cose non parla volentieri (inclusi aspetti molto tecnici del suo gioco), lo fa solo e quando lo ritiene opportuno. Spesso non ne parla affatto, è una scelta che si può non condividere ma che sicuramente dobbiamo rispettare.
Quindi continuare ad insinuare dubbi o potenziali diagnosi da specialisti che non hanno sotto mano i dati reali della sua condizione è solo un esercizio di stile, discretamente inutile. Meglio affidarsi alla certezza di comunicazioni ufficiali e fidarsi delle scelte di Jannik e del suo ottimo staff. La scorsa primavera il nostro campione è stato protagonista di una corsa spettacolare con 5 Masters 1000 vinti di fila (6 con l’ultimo del 2025), mai nessuno c’era riuscito. Accostare la parola “debolezza” a JS è non solo ingeneroso ma anche profondamente sbagliato. Tutti abbiamo ben impresso quel che è accaduto a Roland Garros, ma anche il recupero e vittoria a Wimbledon. Il nostro Campione non è un super eroe: è un grande atleta che può soffrire problemi come tutti.
Nessuno conosce Jannik meglio Sinner, il suo staff, medici e preparatori. La disciplina è brutale, spesso crudele. Più o meno tutti i giocatori sono rotti, infortunati, spesso in preda a problematiche varie e Jannik non è estraneo a tutto questo. La gestione è fondamentale: nel torneo, nel calendario, persino nella singola partita per non buttare alle ortiche energie fisiche e mentali che ai questi tempi sono il bene più prezioso insieme al talento e forza mentale. Trust the process. Fidiamoci di Sinner, e speriamo che ottime cure lo possano portare al 100% prima di US Open. Il ranking è al sicuro, il pensiero è solo sulla prestazione e salute, per tornare a giocare e vincere.
Marco Mazzoni
TAG: Alexander Zverev, ATP ranking, Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Marco Mazzoni, numero uno

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non ricordo esattamente (è una storia di 10 anni fa) mi pare 2 volte in settimana 😉
@ JannikUberAlles (#4667008)
4-5 sedute con che frequenza?
Faccio una piccola aggiunta sul discorso delle onde d’urto, che ho sperimentato personalmente (ma sul gomito).
In genere questa tecnologia viene usata quando ci sono delle piccole “calcificazioni” (non so se il termine medico sia proprio quello ma credo che renda l’idea) su un tendine e questo provoca dolore ed infiammazione che si estende a tutta l’articolazione.
Io me l’ero cavata con 4-5 sedute e dopo mi sentivo come “nuovo”.
Apprezzo lo sforzo di Mazzoni in queste sue proiezioni contabili ma, personalmente, le trovo davvero indigeste 🙁
Mi interessa solo che Sinner stia bene e che possa giocare senza limitazioni fisiche, poi, dopo un inevitabile “rodaggio” farraginoso, i risultati parleranno per lui…
…come sempre 😉
Forza J A N N I K !!!!
Articolo preciso, ma inutile. Il Roscio chiuderà la stagione da n.1.
Ma state tranquilli che se contro il picciu non dovesse bastare lo Sciò Sciò, ipotesi decisamente improbabile, entrerà in ballo anche lo Sciamano …

Bisogna vedere come farà Zverev a Cincinnati, se recupera dal passo falso di Montréal può avvicinarsi di molto a Jannik (al momento lo scarto nella Race è di 1.400 punti, in caso di successo in Ohio Sascha si troverebbe a “solo” 400), ma con un Sinner in salute sarà difficile avvicinarsi di più. Curioso di vedere se l’altoatesino cambierà i programmi per il resto della stagione, la vedo improbabile ma potrebbe fare entrambi gli ATP500 (Pechino e Vienna) oltre ai due Masters1000 e alle Finals
A me interessa che vinca USO il resto conta relativamente
Mi chiedo il perché di questi calcoli, quante possibilità ci sono, anche se Sinner non dovesse partecipare agli USO ma che non faccia punti fino a Shanghai incluso e comunque meno di Zverev che oltre a quest’ultimo torneo dovrà vincere praticamente tutto.
Concordo in toto con l’ottimo Marco Mazzoni.
Personalmente di questo articolo non cambierei nemmeno una virgola.