Djokovic fiducioso a Cincinnati: “Credo di non essermi sentito così bene dopo uno Slam da più di due anni”
33 commenti
Il rapporto tra Novak Djokovic e il torneo di Cincinnati non è stato sempre facile, vissuto tra alti e bassi come una vera altalena di emozioni, negative e poi positive. Il super campione di Belgrado ha stentato non poco nei suoi primi anni di carriera a vincere il 1000 dell’Ohio, ultima tappa prima di US Open. Ben 5 finali perse da Novak, fino al titolo nel 2018, a completare la serie dei Masters mille in carriera, seguito da altri due successi. L’ultimo è quello del 2023, reso mitico da una finale clamorosa vinta contro Carlos Alcaraz al termine di una battaglia dura e bellissima di ben 3 ore e 49 minuti, una delle partite più avvincenti nella lunghissima e gloriosa storia del torneo.
Djokovic torna quest’anno a Cincinnati per preparare adeguatamente lo Slam di New York, ma nella press conference precedente al suo esordio nel torneo (contro l’argentino Tirante) si è detto molto contento del suo stato di salute e quindi pronto a dire la sua, e magari puntare al quarto alloro nel rinnovato evento statunitense. Il serbo ha focalizzato la sua attenzione soprattutto sulle proprie condizioni fisiche, affermando che ormai dopo ogni Slam il recupero è complicato visti gli acciacchi; non stavolta, con il post Wimbledon 2026 assai positivo e questo lo rende fiducioso per il torneo di Cincinnati e anche US Open, dove la presenza di Alcaraz è ancora in forte dubbio e la condizione di Jannik Sinner sarà tutta da verificare visti i problemi al ginocchio e la scelta di saltare il settimo M1000 stagionale.
Parlando con TennisTV, Djokovic ha così spiegato la sua situazione attuale. “Volevo giocare un torneo prima di US Open. Il mio corpo ha reagito molto bene dopo Wimbledon. Credo di non essermi sentito così bene dopo uno Slam da più di due anni. Sono in salute e non vedo l’ora di giocare”. A Cincinnati ha disputato 57 partite, con un bilancio di 45 vittorie e 12 sconfitte e tre titoli conquistati (2018, 2020 e 2023). “Ho ricordi fantastici di questo torneo, anche se ci è voluto un po’ prima di riuscire a vincere il mio primo titolo qui. Credo di aver disputato quattro o cinque finali prima di riuscirci, battendo Roger. In realtà, nella maggior parte delle finali che avevo giocato in precedenza avevo perso contro di lui” ricorda il serbo. “È stato un ostacolo difficile da superare per me. Ma una volta conquistato il primo titolo, ho provato una sorta di enorme sollievo”.
“Qui ho sempre avuto un grande sostegno da parte di Chicago e dell’Ohio. La comunità serba è molto numerosa. È questo che ricordo della finale del 2023 e di quella del 2018. C’erano parecchie bandiere serbe sugli spalti. È stato bellissimo. Non sapevo che questo fosse stato il primo Masters 1000 che avessi giocato in carriera. Era il 2005. Sono passati circa 20 o 21 anni da quando vengo qui…!”
“L’ultima volta che sono stato qui ho vinto il titolo nel 2023 contro Alcaraz” continua Djokovic. “Quella finale è stata una delle partite al meglio dei tre set più epiche a cui abbia mai preso parte. Una vera e propria montagna russa di emozioni. Tutto si è deciso su pochissimi punti”.
Un Djokovic quindi sereno, motivato, in forma, ma soprattutto consapevole di avere una ghiotta chance per puntare al 25° Slam al prossimo US Open, ancor più se Sinner dovesse presentarsi a New York non al meglio della condizione, e certamente con sensazioni in partita da ricostruire visto che è fermo dalla vittoria a Wimbledon, quindi con oltre un mese di assenza dalla competizione. Sarà importante vedere che Novak affronterà il torneo di Cincinnati: probabilmente tutti dovranno fare i conti con lui.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Masters 1000 Cincinnati 2026, Novak Djokovic

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
Ah ah ah nadal tennis avvincente? E sinner tennis avvincente? Mentre Djokovic no….già da questo si capisce che rosicone al cubo che sei….facci ancora ridere, dai continua cosi…. 😳
Di solito ha ottenuto i risultati migliori quando lamentava acciacchi di varia natura. Vediamo….
@ Ace di seconda (#4667064)
Sinner è probabilmente il giocatore che più di ogni altro ha fatto soffrire Djokovic, soprattutto dal punto di vista psicologico. Gli somiglia per solidità e anticipo, ma ne ha estremizzato il modello, rendendolo più aggressivo, verticale e spettacolare: non aspetta, attacca, rischia , cerca il vincente. In campo ha un comportamento impeccabile, non si scompone, non fa sceneggiate ( ho appena rivisto quella fatta da Nole al Roland Garros durante la partita contro Berrettini) ma risulta più carismatico di Novak. Il tennis di Djokovic è stato senz’ altro efficace ma a detta di molti anche piuttosto monotono e questo spiega il perché pur essendo il tennista con più titoli Slam non abbia mai appassionato i tifosi come Federer e Nadal. Poi è arrivato Jannik che ha iniziato a vincere giocando un tennis all’apparenza simile ma più avvincente.
Ed è forse proprio questo che Djokovic fatica di più ad accettare: non una semplice serie di sconfitte consecutive, ma la sensazione di trovarsi davanti a chi ha preso il suo stesso linguaggio tennistico e lo ha portato oltre. La supremazia di Sinner, oggi, appare semplicemente innegabile e più Novak cerca scuse più diventa tangibile
@ Ace di seconda (#4667064)
Mi spiace essere ripetitivo, ma alle volte giova.
Ennesimo doppio fallo, in ogni senso
@ Tennisforever2 (#4667043)
Gli scontri diretti tra Alcaraz e Djokovic e tra Sinner e Djokovic mostrano come, quando sono al top della condizione, i nuovi campioni siano più performanti. I risultati e il livello espresso nei confronti con Novak evidenziano infatti una superiorità innegabile di Carlos e Jannik, capaci di imporsi non solo sul piano fisico, ma anche per intensità, continuità e qualità del gioco
Imbarazzante. È ripartita la claque a comando. Ma se ogni tanto dicesse anche qualcosa di intelligente cosa succederebbe? Andrebbe in tilt tutto il sistema…
In quel caso la sua setta non dirà che è un 1000 di poco valore perché mancavano i migliori ,arrivando in finale” senza incontrare una testa di serie” come Sinner ?
@ Tennisforever2 (#4667043)
Oggi è più che mai in buona compagnia. DJO-kovic ha messo in atto la moltiplicazione dei rosiconi
@ Davide (#4666972)
È la prima volta che ti leggo, però se pagassero un euro per ogni pirlata che scrivi diventi milionario prima che si ritiri Dkokovic
@ Ace di seconda (#4667007)
Alcaraz e Sinner per essere di una categoria superiore a Novak, devono vincere, ancora e ancora, per un bel po’ e farlo per vent’anni. Quello che hai scritto e’ semplicemente ridicolo.
Dopo 22 commenti vs. consecutivi, credo un record mondiale per un’utenza che dovrebbe essere disinteressata, ma evidentemente è una dolce ossessione per i masochisti psicologici, non saprei cosa dire a questi disagiati. E allora:
La la la la la…
Que que… Que que
La la la la la…
Que que… Que que
@ JannikUberAlles (#4666985)
È curioso vedere come sia Medvedev che Zverev, entrambi capaci di battere varie volte Novak Djokovic quando era ancora giovane, abbiano candidamente riconosciuto che Sinner e Alcaraz appartengono oggi a un’altra categoria, senza cercare particolari alibi. Eppure Djokovic sembra fare più fatica ad ammettere una vera superiorità di Carlos e Jannik, chiamando in causa l’età.
È comprensibile: per un campione come lui accettare di non reggere il confronto con i più forti non deve essere semplice. Chissà che Novak, il quale in passato ha saputo trarre vantaggio in più di un’ occasione dall’assenza di Federer e Nadal, non riesca a fare tesoro dell’ assenza dei due nuovi fenomeni. Non sarebbe il miglior modo di vincere un Masters 1000 ma i suoi tifosi che si divertono a contare i trofei in bacheca sarebbero certamente contenti di aggiungerne uno senza polvere
Occhio però che è capace di vincere il 41°.
Gli esami non finiscono mai diceva l’immenso Eduardo.
Ovvio che l’età pesi sempre più man mano che questa avanza, specialmente dopo i 30 anni, ma il tennista serbo non è che dai 36 ai 39 anni c’è passato “improvvisamente” in un sol giorno, tant’è che quello che nel 2023 all’età di 36 anni (e anche oltre) Djokovic ha portato a casa (TANTO, atteso che quell’anno gli ha pure consentito di superare i 22 G.S. di Nadal) è stato giustamente ricordato dall’utente @Davide, il quale altrettanto giustamente ha osservato come l’incantesimo dei tanti titoli abbia subito quasi un’improvviso arresto e io aggiungo proprio dalla fine del 2023; mi pare inutile soffermarmi sulle principali ragioni di ciò, già evidenziate da chi mi ha preceduto.
Comunque, va sicuramente riconosciuto al tennista serbo il merito di essersi ancora difeso alla grande, tant’è che a tutt’oggi staziona tra i top ten.
Ormai sono 3 anni che tutti i Major li vincono i Sincaraz, con le rare eccezioni dovute a squalifiche, infortuni o malori.
Sul web puoi trovare una lunga serie di dichiarazioni di colleghi tennisti (anche top-10) che confessano l’impossibilità di battere i Monster-2 in SF o F, soprattutto quando si gioca 3-su-5.
I Sincaraz hanno H2H positivi contro tutti gli avversari incontrati negli ultimi 3 anni e pure statistiche con % di vittorie schiaccianti, nell’ordine del 90%.
Giusto per capirsi: Zverev perde mediamente una ventina di incontri all’anno, mentre Sinner lì perde in 3 (TRE) anni!
Da un’altra prospettiva si potrebbe valutare non tanto un suo significativo “calo” quanto una evidente “crescita” dei Sincaraz ed altri opponenti che da ragazzi poco più che 20enni sono diventati uomini dotati di fisico e tecnica superiore.
Quando a Zverev (ma potrebbe valere anche per Medvedev) hanno chiesto come mai riuscisse a battere Jannik sistematicamente, mentre ora ci perde regolarmente…
…il tedesco ha laconicamente commentato: “allora Sinner aveva poco più di 20 anni, mentre ora è un campione fatto e finito”.
Per essere obiettivi bisogna guardare entrambe le parti del campo 😉
A me non sembra strano. L’età pesa. Per un atleta professionista la differenza tra 36 a 39 anni è notevole.
Strano essere passato improvvisamente da vincere 7 tornei nel 2023 ( tra cui 3 slam 2 mille e il master ) al quasi nulla dei 2 anni e mezzo dopo, a parte un paio di 250 e l’olimpiade.
Caro Nole sono quasi 3 anni ormai che non vinci un titolo davvero importante ( a parte olimpiadi ), spesso ci sei andato anche vicino ( tra finali e semifinali varie ), ma poi ogni volta cadevi, ne succede sempre una.
Quindi se perderà la sua setta non potrà dire che lo ha fatto perché non stesse bene?
Onestamente se fino agli AO Djoko era dietro solo ai Sinneraz, riuscendo addirittura a battere uno, adesso sembra dietro a diversi. Almeno anche a Zverev, ma forse anche ad Aliassime visto quanto ha sofferto per batterlo nel suo giardino di casa e qui di anche a Shelton, Fritz, etc. Poi sta uscendo questo Jodar, con Fonseca ci ha già perso al Rolando.
Insomma, anche quando mancano Sinner e Alcaraz, non riesco a vedere Djokovic come favorito. Ma manco come vice.
Le cose sono cambiate molto da inizio anno, ma all’età del Serbo cambiano velocemente.
Sarei conte to se vincesse Cinci o se arrivasse in finale contro Zverev o Muso.
Nole ti aspettiamo agli US Open, per l’incrocio con Sinner.
Asfaltato al primo turno
Asfaltato al primo turno
Ultimamente,ogni qualvolta un giocatore o qualcuno a lui molto vicino fa proclami di questo genere cioè di stare estremamente bene e in gran fiducia,puntualmente a breve prendono una gran battosta,vedi Musetti, Cobolli, Berrettini,Darderi dopo la sparata padre,Zverev dopo quella del ct tedesco etc…Dovrebbero ispirarsi a Jannik il quale ad ogni intervista dichiara che in ogni caso ha sempre qualcosa da sistemare o migliorare…
Se Jodar arrivasse alle fasi conclusive anche qui sarebbe qualcosa di straordinario.
Più di un’ eventuale finale di Nole.
Almeno è sano a differenza dei BIG2.
Alla faccia del profeta della Magna (e Bevi) Grecia.
Anch’io sono fiducioso che non arriverà in finale.
Mai dire mai. E poi Rafa e Joao hanno già dimostrato i loro limiti (per ora s’intende)
Certo che senza i due cannibali, ha fiducia pure Fritz.
Però se il serbo incontra Jodar o Fonseca sia a Cinci che a NY non lo vedo per nulla bene uguale.
La sua gloria ormai è già stata scolpita per sempre.
Mi sono un po’ perso, ma ormai Federer è là e Connors poco sopra, poi Nole non è un mediocre perdente e non gliene può fregare di meno del record dei tornei vinti
Se Djokovic dice di essere fiducioso allora il titolo è al 70% suo.