Tsitsipas si separa di nuovo dal padre come coach: “Decisione definitiva, gli servirà un po’ di tempo per accettarlo”
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Stefanos Tsitsipas continua a riempire le cronache tennistiche, ma purtroppo per lui non grazie ad ottimi risultati ma per il continuo tourbillon di faccende personali e private. Stavolta è di nuovo il tormentato rapporto col padre – coach tornare in prima pagina: il greco ha annunciato di aver deciso di chiudere il rapporto professionale con il padre Apostolos, che non sarà più il suo allenatore. Questa volta, assicura l’ex n.3 del mondo, non ci saranno ripensamenti. “Gli servirà un po’ di tempo per accettarlo, proprio come era successo la volta precedente quando ci siamo separati. Allora avevo lasciato una piccola porta aperta. Oggi penso che abbia ancora molto da offrire ad altri giocatori, ma credo che a me abbia già dato tutto ciò che poteva darmi”, ha dichiarato il 27enne a Wimbledon prima iniziare la campagna in un torneo per lui quasi sempre tabù.
“Con il passare degli anni mi sono reso conto che mi è sempre più difficile mantenere un rapporto equilibrato con mio padre all’interno di un contesto di lavoro. Sento di essere arrivato a un punto in cui ho bisogno di qualcosa di completamente diverso. Era una sensazione che percepivo ogni giorno nel modo in cui collaboravamo”, ha spiegato il finalista del Roland Garros 2019 e degli Australian Open 2021. Scivolato n.88 del ranking ATP con un tennis ormai depotenziato, caotico e poco aggressivo, Tsitsipas ha capito che continuare a lavorare con Apostolos lo manteneva nella sua zona di comfort, una area nella quale i risultati non arrivano più. “Negli ultimi tempi sentivo che avere mio padre al mio fianco mi dava sicurezza, ma non rappresentava la soluzione per compiere il passo successivo e dare una nuova direzione alla mia carriera. Naturalmente gli voglio un bene immenso e gli auguro tutto il meglio, ma in questo momento devo pensare a me stesso e a ciò che è meglio per il mio futuro”.
I due si erano già separati nell’agosto del 2024, in una fase difficile della vita del greco, per poi riavvicinarsi quando affermò che solo colui che l’aveva seguito da tempo poteva rendergli la forza di tornare al massimo. Le cose non sono andate affatto come sperato e ora Stefanos parla di separazione definitiva. Ma sarà davvero così? Tsitsipas in questo momento non lascia spazio ai dubbi: “È difficile dirlo dopo tutti gli anni trascorsi insieme nel circuito, ma oggi penso che non lavoreremo più insieme in futuro. Voglio iniziare a prendere le mie decisioni e assumermi pienamente la responsabilità del mio percorso. Ho in mente idee che non credo siano compatibili con il modo in cui abbiamo lavorato negli ultimi tempi”.
“Per qualsiasi padre sarebbe difficile accettarlo, ma per lui lo sarà ancora di più. Dopo aver lavorato così tanti anni con il proprio figlio, non è semplice ritrovarsi improvvisamente davanti a un punto finale” commenta Tsitsipas. A Wimbledon è accompagnato dal francese Thomas Perrin, membro dello staff dell’accademia di Patrick Mouratoglou, accademia nella quale il tre volte campione a Monte Carlo si è formato da ragazzo. “Thomas vanta una lunga esperienza nell’alto livello e ha seguito diversi atleti. Potrò inoltre contare sulla supervisione di Patrick, che sarà presente in alcuni tornei quando i suoi impegni glielo permetteranno. Ha un’agenda molto fitta. Questo sarà il nostro assetto fino alla fine della stagione”. Una frase quest’ultima che lascia spazio ad un possibile ingresso di Mouratoglou come primo allenatore, essendo al momento libero da impegni con altri Pro.
Tsitsipas esordisce a Wimbledon oggi contro il francese Hugo Gaston. Nel più antico torneo della disciplina vanta solo due ottavi di finale (2018 e 2023) e in generale il gioco rapido sui prati non ha mai esaltato il suo tennis elegante ma poco aggressivo. Dopo mille peripezie tra infortuni, relazioni complicate e cambi di rotta tecnica, chissà se chiudere il faticoso rapporto professionale col padre possa essere la prima pietra per ricostruire una carriera ferma da troppo tempo.
Marco Mazzoni
TAG: Apostolos Tsitsipas, cambi di coach, Marco Mazzoni, Stefanos Tsitsipas

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In ogni caso non merita assolutamente quella posizione in classica. Tutti parlano del rovescio di qui, il servizio di là, ma il problema è la testa. Se un Cobolli riesce a diventare top 10 adesso, Tsitsi può tranquillamente ritornare ai fasti. Ha bisogno di un cambio radicale.
Scommettiamo sugli us open?
In realtà la fluidità non è certo una sua prerogativa. Ha un gioco classico ma il dritto è caricato di spalla e si è accentuato questo gesto quando ha cercato di metterci più potenza. Pure il servizio denuncia un movimento dei piedi scomposto per compensare l’equilibrio soprattutto nel colpo piatto .
E lascia il padre e riprendi il padre, ti voglio bene ma stammi fuori dalle palle (da tennis). No scusa solo tu mi puoi allenare però aspetta che ho cambiato idea…
Non mi addentro in dati tecnici, non ne ho le capacità ma che il rapporto tra i due non sia positivo per la carriera di Stefanos è palese, non lo era nemmeno quando arrivava in finale negli slam, figuriamoci ora. Si può essere contemporaneamente padre e allenatore anche se non è tanto facile, Ruud e Shelton per esempio hanno un effetto positivo sui figli: lui no.
😆
Ormai Tstsi fa solo notizia per quello che succede fuori dal campo…
…davvero triste per un ragazzo che aveva tutti i numeri per stare tranquillamente in top-10 e forse pure in top-5. 🙁
La fluidità che aveva (e ha) con servizio e dritto, il gioco che unisce potenza ed eleganza, il tocco ecc. sono tutte cose che ho sempre apprezzato di lui. Ci si concentra sul rovescio (peggiorato, lo so, e forse mai allenato nel modo giusto fin da piccolo) ma c’è tanto di bello nel suo gioco. Spero per lui che questa sia una decisione definitiva, ma il suo problema è che si comporta come se fosse ancora un adolescente, quindi il rischio che cambi idea la prossima settimana purtroppo c’è
Una telenovela… si è separato e ricongiunto con il padre almeno dieci volte, e chissà quante altre ancora… invece di preoccuparsi dei suoi rapporti con il padre, più personali che professionali, magari dovrebbe concentrarsi su cosa deve e può fare per tornare competitivo…
Diciamo che bisogna scomodare Freud in persona per lui e tutta famiglia….
Breaking news
Tsitsipas si separa da sé stesso
Ho parlato a lungo col sottoscritto,le visioni sono diverse e quindi le nostre strade si dividono,io andrò a destra e lui indietro.
Da domani io rinuncerò allo zucchero nel caffè e mi farò seguire da Lorenzo Musetti che ha le idee chiare riguardo il supporto tecnico.Quello che farà Stefanos non lo so,non mi interessa è giusto che ognuno diventi adulto. Ora dovrei allenarmi ma non trovo la borsa.
Gli ci vorrebbe un Ljubo che lo convincesse a fare serve&volley…tra i primi non ci torna ma almeno ci divertiamo un po’
Avanspettacolo…..
Stefanos ha un gioco spettacolare che richiama i grandi stilisti del passato.
Come giocatore ha un limite tecnico: rovescio a una mano troppo debole per il tennis moderno.
Da un punto di vista caratteriale è un disastro: scelte poco intelligenti sul coach, continui ripensamenti, gestione tattica delle partite imbarazzante, vita privata e sentimentale disordinata.
Dovrebbe essere additato ai giovani tennisti come la ricetta perfetta per sprecare un grande talento.
E’ chiaro che per giocare ancora tre o quattro anni a un grande livello dovrebbe affidarsi totalmente a un grande coach, ma penso non lo farà mai.
Già il fatto che il problema principale sembra essere il povero paparino che ci rimarrà male… professionalità cercasi…
Non saprei, certo per stare nei 10 attuali ( forse ne avrebbe), ma più su non saprei, quella attuale però non può essere la posizione di classifica adatta per un tennista tanto forte.
I treni per roba importante orami secondo me sono passati, a meno di stelle che si allineano ormai ne ha troppo davanti.
Direi un ex giocatore ormai. Nel 2023 contro Medvedev a Roma ricordo che da un lato litigava col padre per tutta la partita mentre la madre al cambio campo gli si avvicinava parlandogli in Russo e da quel lato c’era il team di Medvedev per cui lui incazzandosi le diceva che cosa mi parli in russo? L’emblema della confusione direi
troppo filosofo e poco intelligente, parer mio, per eccellere nel tennis. Peccato perchè la combinazione servizio-dritto è fra le prime 5 del circuito senza dubbio.
Carriera buttata nel cesso…