Wimbledon, la magia dell’erba. Il torneo che ti rende immortale
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Vale la frase di Goran Ivanisevic, pronunciata dopo aver conquistato il titolo nel 2001 a 29 anni: “Dopo questa vittoria non posso fare niente di meglio.” In fondo fu davvero così. Dopo aver realizzato il sogno di una vita, il croato non ritrovò più le stesse motivazioni e la sua carriera si avviò lentamente verso la conclusione. Wimbledon è questo. Il torneo che ti rende immortale.
È la bellezza dei prati perfettamente curati. Sono i giocatori rigorosamente vestiti di bianco, una regola introdotta fin dalla nascita dell’All England Club per evitare che sugli abiti si notassero le macchie di sudore. È la folla ordinata, rispettosa, quasi parte integrante dello spettacolo. Sono i campi secondari, senza grandi tribune, allineati lungo i vialetti come in un qualsiasi circolo di tennis, dove il pubblico può passeggiare a pochi metri dai campioni.

È il Centre Court con i suoi circa 500 posti a bordo campo riservati a chi ha affrontato The Queue, la fila più famosa dello sport. C’è chi arriva dalla mezzanotte del giorno precedente, attende pazientemente il proprio turno, senza spinte né resse. Un’organizzazione e un senso civico che, per noi italiani, sembrano quasi fantascienza. È il torneo in cui i biglietti si conquistano vincendo il Ballot, il sorteggio annuale che richiama circa un milione e mezzo di richieste per poco più di 200.000 tagliandi, oppure affrontando proprio The Queue per conquistare almeno l’ingresso ai Grounds.

È il posto dove bisogna essere. Dove puoi incrociare la Principessa Kate e il Principe William, ma anche Tom Cruise, David Beckham o altre celebrità arrivate semplicemente per respirare l’atmosfera unica dell’All England Club. È il torneo nato nel 1877 per finanziare l’acquisto di un tagliaerba e diventato, con il passare dei decenni, il tempio del tennis mondiale. Lo Slam più prestigioso, sostenuto dalla forza della tradizione e da una superficie sempre più rara: l’erba.

Proprio sull’erba è nato il tennis moderno e, fino al 1974, ben tre tornei dello Slam su quattro si disputavano su questa superficie. Lo spettacolo più bello e più iconico che il nostro sport possa offrire. Ora è tutto pronto. Il campione uscente è italiano. Lunedì sarà Jannik Sinner il primo a calpestare l’erba ancora immacolata del Centre Court. Che Wimbledon abbia inizio.
Da Wimbledon, il nostro inviato Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Wimbledon 2026

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seguito dal re,tra corna e corona……
Da immortale a immorale è un attimo (cfr. Kyrgios)