Jódar e Shelton dopo le semifinali a Montreal: «Il ranking è secondario». Ben elogia Rafa: «Ha una risposta tra le migliori al mondo» (Video)
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Rafael Jódar e Ben Shelton sono due dei grandi protagonisti del Masters 1000 di Montreal. Lo spagnolo ha superato Arthur Fils per 7-6(5) 6-3, raggiungendo per la prima volta la semifinale di un torneo di questa categoria, mentre il campione in carica ha dominato Jakub Mensik con un netto 6-3 6-1.
In conferenza stampa, Jódar ha parlato della propria crescita, del ruolo del padre e dell’imminente confronto con Brandon Nakashima. Shelton ha invece analizzato le particolari condizioni di gioco canadesi e riservato parole importanti proprio al diciannovenne madrileno.
Jódar: «Sto seguendo il mio percorso»
Per Jódar si tratta dell’ennesimo traguardo raggiunto durante una stagione che lo ha portato dal numero 168 del mondo alle porte della Top 10.
«Sono felice per il torneo che sto disputando e per il modo in cui il mio livello continua a crescere. Essere per la prima volta in semifinale in un Masters 1000, qui in Canada, mi rende davvero molto contento», ha dichiarato.
Lo spagnolo sta provando a vivere questa ascesa senza lasciarsi condizionare dalle aspettative: «So che sto facendo le cose nella maniera corretta insieme a mio padre e alle persone che mi sono vicine. Cerco semplicemente di seguire il mio percorso. Credo che questa sia la chiave: continuare a spingere e migliorare, perché devo ancora imparare molte cose dentro e fuori dal campo».
«Provo a non concentrarmi troppo su quello che accade intorno al torneo e a pensare soprattutto a me stesso», ha aggiunto.
«Il ranking non è il mio obiettivo principale»
Nonostante la possibilità concreta di entrare tra i primi dieci giocatori del mondo vincendo il titolo, Jódar non vuole modificare le priorità stabilite all’inizio della stagione.
«Il mio obiettivo è ancora lo stesso: migliorare, scoprire tutti i tornei che sto disputando per la prima volta e giocare il maggior numero possibile di partite. Non cerco di salire in classifica a tutti i costi. Il ranking è qualcosa di secondario e non dovrebbe rappresentare il principale pensiero di un giocatore».
Il diciannovenne ha inoltre respinto l’idea che i risultati ottenuti siano arrivati con facilità: «È tutto molto complicato. Il fatto che stia giocando bene in questi tornei non significa che sia semplice. Lo abbiamo visto già nel mio primo incontro a Montreal. In manifestazioni di questo livello tutti giocano molto bene e le differenze sono minime. Da fuori può sembrare facile, ma non lo è affatto».
La pioggia e la lucidità contro Fils
Il quarto di finale era stato inizialmente programmato per lunedì e rinviato a causa della pioggia. Le precipitazioni hanno poi interrotto anche il primo set dell’incontro, quando Jódar conduceva per 5-4.
«La pioggia fa parte del gioco ed è una situazione che bisogna saper gestire. Non riguardava soltanto me, ma anche il mio avversario. Devi accettare ciò che accade, mantenere un atteggiamento positivo e prepararti alla possibilità di disputare una partita molto lunga», ha spiegato.
«Se una situazione simile dovesse ripetersi, questa esperienza mi aiuterà. Sarà una lezione utile per il futuro».
Jódar ha sottolineato anche l’importanza della risposta nei momenti decisivi: «Sul cemento è un colpo fondamentale. In un quarto di finale di un Masters 1000 devi provare a esprimere il tuo tennis migliore. Credo di aver fatto un ottimo lavoro soprattutto nei punti più importanti e nelle situazioni di maggiore pressione».
Il rapporto con Nakashima
In semifinale Jódar affronterà Brandon Nakashima, con il quale ha condiviso il campo in doppio a Washington. Entrambi hanno inoltre frequentato l’Università della Virginia, sebbene in periodi differenti.
«Sarà una partita molto difficile. Se Brandon è arrivato in semifinale significa che sta giocando un ottimo tennis. Ha vinto diverse partite qui e aveva già fatto bene la scorsa settimana. Dovrò prepararmi e recuperare fisicamente, perché sarà un altro incontro impegnativo», ha osservato.
«Abbiamo un buon rapporto e ci lega anche l’esperienza alla Virginia. Abbiamo giocato insieme in doppio la scorsa settimana ed è stato divertente, ma non credo che questo mi aiuterà particolarmente. Il singolare è completamente diverso».
Dopo la finale di Washington e il lungo percorso a Montreal, la gestione del fisico diventa fondamentale: «Cerco di prestare attenzione a ogni dettaglio e di sfruttare i giorni di riposo. Questa volta, a causa della pioggia, non ne avremo. Sto giocando molte partite, ma questo significa che sto ottenendo buoni risultati. Voglio continuare incontro dopo incontro, senza pressioni e godendomi ogni torneo».
Shelton: «La mia prestazione più completa della settimana»
Ben Shelton ha lasciato appena quattro game a Mensik, chiudendo con 18 vincenti e soltanto tre errori non forzati.
«È stata una grande serata. Quando tutto funziona diventa più semplice anche dal punto di vista mentale. Le giornate più difficili sono quelle nelle quali hai problemi dalla tua parte della rete e non riesci a trovare immediatamente una soluzione», ha raccontato.
«Contro Mensik sono riuscito ad analizzare ciò che accadeva dall’altra parte del campo e a trovare il modo di essere efficace. Ho eseguito molto bene tutto quello che avevo preparato».
Il campione in carica ha definito quella contro il ceco la propria migliore prestazione nel torneo: «Il modo in cui ho risposto, la concentrazione mantenuta dall’inizio alla fine e la continuità con cui sono riuscito a entrare nei suoi turni di servizio, senza perdere il mio, ne fanno l’incontro più completo della settimana».
Le condizioni ideali di Montreal
Shelton ha spiegato perché riesca a esprimere un tennis tanto efficace nei tornei canadesi, dove ha conquistato il titolo a Toronto nel 2025.
«Credo che dipenda dalla combinazione tra campo e palline. È un cemento lento, ma il rimbalzo è molto alto. Questo rende il mio servizio particolarmente efficace e, allo stesso tempo, mi concede il tempo necessario per costruire e generare potenza con i colpi da fondo».
«Quando riesco anche a rispondere bene e a entrare nei turni di battuta dell’avversario, divento difficile da affrontare. Avevo provato sensazioni molto simili lo scorso anno a Toronto: i campi mi sembrano piuttosto simili».
L’elogio di Shelton a Jódar
Nel corso della conferenza stampa, Shelton ha dedicato parole particolarmente significative alla crescita di Jódar.
«Sono rimasto impressionato dal modo in cui Rafa è arrivato nel circuito. Non pensavo che, nel giro di tre anni, sarebbe comparso un altro giocatore proveniente dal college capace di passare dalla posizione numero 500 alla Top 20 in una stagione. Probabilmente entrerà nella Top 10 e farà ancora meglio di quanto feci io nel 2023».
Lo statunitense considera lo spagnolo un giocatore già molto completo: «Possiede un grande tennis ed è un ottimo atleta. Diritto, rovescio e risposta: in quest’ultimo fondamentale è già tra i migliori del mondo».
«Mi sono divertito molto guardando i suoi tre incontri contro Fils in questa stagione. Colpiscono entrambi la palla in maniera incredibile da fondo campo. Sono felice per Rafa e curioso di vedere quale sarà la sua evoluzione nei prossimi diciotto mesi».
Shelton attende Tien: «Uno dei migliori da fondo»
Per raggiungere nuovamente la finale, Shelton dovrà superare il connazionale Learner Tien, vittorioso su Daniel Mérida per 6-3 6-2. Il ventenne conduce per 2-0 nei confronti diretti.
«Learner si è affermato nell’ultimo anno e mezzo come uno dei giocatori più forti e uno dei migliori interpreti del tennis da fondo campo presenti nel circuito», ha dichiarato Shelton.
Il numero 10 mondiale non considera la qualifica alla semifinale come un punto d’arrivo: «C’è ancora moltissimo da guadagnare. Il mio tennis è migliorato partita dopo partita e questo è l’aspetto più bello di tornei del genere: puoi continuare a costruire il tuo gioco e crescere sera dopo sera».
Jódar e Shelton arrivano dunque alle semifinali seguendo percorsi differenti, ma con la stessa intenzione di continuare a migliorare. Lo spagnolo proverà a compiere un altro passo verso la Top 10 contro Nakashima, mentre il campione in carica cercherà la prima vittoria contro Tien per difendere il titolo conquistato un anno fa in Canada.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Ben Shelton, Rafael Jodar

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No. È un’ape. Non esistono codici html o unicode per il calabrone.
Ho citato Alcaraz per non parlare di Sinner. Per il resto anche secondo me è il più promettente dei giovani. È molta solido mentalmente, fisicamente e tecnicamente. Ma restando sul piano tecnico, il servizio è ancora un punto di debolezza visto che fa meno Ace e punti sulla prima di Tien mica di Mensik e anche la seconda è deboluccia ed è spesso costretto a giocarsi tutti i punti al servizio perdendo diversi turni in battuta. In risposta invece è eccellente anche se si prende tanti rischi e spesso forza e sbaglia. Ottimo con i due fondamentali dritto e rovescio anche se gioca pochissimo i lungolinea mentre ha una capacità rara di trovare degli angoli estremi e strettissimi, in particolare con il diritto, che ieri hanno fatto impazzire Fils. A rete non ci va e difficilmente cerca variazioni. Per il resto, vedendo i tabellini, le sue partite difficilmente vedono un bilancio positivo tra gratuiti e vincenti quindi tanti errori anche da parte dell’avversario il che vuol dire che è un giocatore che fa giocare male i suoi avversari che è una dote. In generale, non ha un gioco brillante ma molto ordinato e solido e tende a vincere le partite quando sono in equilibrio..ma arrivare ad insidiare i due fenomeni in modo costante (una partita la possono perdere con chiunque in giornata di grazia) è altra cosa quando il n.1, ad esempio, è un fenomeno al servizio, in risposta con il dritto, con il rovescio e ora anche con il gioco al volo senza parlare della forza mentale. Pogacar, per l’appunto…
L’intervista a Shelton e Jodar mostra due ragazzi con idee abbastanza precise. Ben riconosce il valore di Rafael (farà meglio di ciò che feci io nel 2023) mentre Jodar puntualizza come i match che ha giocato andrebbero valutati al di là della classifica. È stato ribadito più volte che oggi tutti giochino bene coi tre fondamentali,tutti siano fisicamente preparati quindi la differenza la fa la continuità.
Prima di valutare chi ha battuto valuterei come hanno giocato gli avversari e come li ha limitati altrimenti,per chi ha memoria storica, il primo titolo di Becker a Wimbledon sarebbe stato poco significativo visto chi ha sconfitto nel 1985 (Jarryd TDS più alta) ma si scoprì un fenomeno per il tennis e la maturità esibita.
Comunque ieri Mensik abulico,non so come stesse ma Shelton lo ha demolito tirando servizio e dritto in modo preciso e continuo,coprendo il rovescio che di suo andava su palle spinte mentre sono quelle interlocutorie che fatica a gestire e temo sarà sempre così.
Però gli attacchi alla Noah,ovvero sono grande e grosso e pure un gatto a rete,sono divertenti .
Io ne vedo 2 e altri 2 con riserva. Jodar e Fonseca nei primi, Tien e Mensik nei secondi. enzo
@ Carlotta (#4666166)
Ma quello è un calabrone?
@ Borgataro (#4666118)
Ti hanno messo due puntini rossi per aver espresso una verità palese. Calma, tempo al tempo, se Jodar è un campione, avrà modo di dimostrarlo. enzo
@ Pippolivetennis (#4666186)
Lo vedo come un campione in arrivo al 90%. Il rimanente 10? Niente di preciso, è una sensazione, su un tennista in evoluzione, è difficile fare un pronostico sicuro. Mi viene più facile esprimere un parere quando il ragazzo raggiunge l’apoteosi del suo percorso, intorno ai 22 anni. Anche Fils a 19 anni sembrava un fenomeno, oggi a 22 si è ridimensionato. enzo
Mah, paragone sbagliato, intanto Alcaraz non e’ Pogacar. Jodar ha i colpi imho, e spero di sbagliarmi… pero’ vedendolo giocare ho avuto le stesse sensazioni che ebbi vedendo il dolomitico e Carlitos. Sensazioni che non ho mai avuto con i vari Shelton, Rune, Fils e via discorrendo. Jodar ha qualcosa che gli altri non hanno.
Nessuna..
Jodar sta ad Alcaraz come Seixas sta a Pogacar…
Un Sinner 2.0
Non ci sono piu’ dubbi. Dopo aver visto la rapida ascesa di Jodar, e soprattutto come colpisce la palla, i movimenti fluidi, l’impostazione di tutti i colpi, la concentrazione, non mi resta che ammettere che e’ arrivato il terzo, e’ questione di tempo e sara’ filo da torcere al dolomitico e credo al murciano.
@ Pippolivetennis (#4666187)
La sua palla di cristallo.
@ Pippolivetennis (#4666187)
Più voci fondate … e infatti vedo che anche su questo sito è appena stato pubblicato un articolo che più o meno preannuncia la cosa purtroppo. Aspetteranno ad annunciarlo ufficialmente la fine della prossima settimana
Da chi hai appreso la notizia che Sinner è Alcaraz non vi parteciperanno?
Fonti?
Enzo, cosa pensi di Jodar?
Punti forti, punti deboli e prospettive future…
Per fortuna Jodar mostra la testa sulle spalle rispetto ai suoi groopie che parlano solo di ranking e titoli.
La prima stagione da newcomer con risultati eccezionali può significare tante cose e solo il futuro ci dirà se riuscirà a confermarsi e se non lo farà perché.
Se analizziamo la sua stagione abbiamo visto sorteggi fortunati con avversari giusti al momento giusto , ma ha sempre saputo approfittarne , abbiamo anche visto una continuità pazzesca alla Zverev e capiremo se pagherà in avvenire.
Si è visto anche un miglioramento su servizio e risposta ma è troppo presto per capire se è estemporaneo o strutturale , anche perché quando ci ha lavorato se non si ferma mai ?
Ha anche problemi posturali e questi sono un forte campanello d’allarme, su altri fondamentali problematici oggi non sembrano debilitanti perché gioca su una nuvola .
È tutto bello , come anche il padre allenatore
Sono curioso di vedere una sfida tra il “vecchio ” e il nuovo ,ma oggi non è pronto Carlos.
🐝
Lo attendo al varco in uno scontro generazionale con il connazionale Alcaraz
Prima di dire che è un predestinato bisogna aspettare il prossimo anno e vedere se vince uno slam. Gli US open potrebbero già essere un’occasione visto che i due big non parteciperanno
oddio, un calabrone nelle lenzuola… tremo solo all’idea .. ci ho messo l’emotikon, ma tanto già so che qua non esce proprio
@ italo (#4666098)
Perchè sono interviste “intelligenti” enzo
E vabbè, sappiamo tutti che il ranking è fondamentale per gli “accoppiamenti” se vuoi evitare i big già agli ottavi… poi io non posso che ripetere che Jodar è davvero antipatico, ma anche Connors lo era
Anche nelle conferenze stampe Jodar sembra aver appreso la lezione di comunicazione di Sinner.
Frasi “devo pensare a migliorare e imparare molte cose” non guardo al ranking” le condizioni sono uguali anche per il mio avversario”..
sembra davvero di assistere a un intervista dell’altoatesino prima maniera..
Jodar è un crack!! Simpatico come un calabrone nelle lenzuola, pero il presente/futuro è suo
Se nessuno si infortuna (c’è da rivedere qualcosa nella programmazione, anche se questi infortuni li vedo più come una esasperazione fisica dei atleti) nel 2027 ci sarà una bella rosa di giocatori giovani che punteranno al top 4, sicuramente Jodar sarà tra i preferiti, Shelton se matura ulteriormente e poi altri