Montreal incorona la nuova generazione: Jódar vola in semifinale, Shelton domina Mensik
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Il Masters 1000 di Montreal continua a parlare il linguaggio della nuova generazione. Rafael Jódar ha raggiunto la prima semifinale della carriera in un torneo di questa categoria superando Arthur Fils per 7-6(5) 6-3. Nel penultimo atto affronterà Brandon Nakashima, giustiziere di Luciano Darderi, mentre l’altra semifinale sarà un derby statunitense tra Ben Shelton e Learner Tien.
Per la prima volta nella storia del circuito ATP, tutti gli otto giocatori arrivati ai quarti di finale di un Masters 1000 erano nati negli anni Duemila. Il più anziano era Nakashima, che ha 25 anni e non 28 come riportato erroneamente in alcune ricostruzioni.
Jódar non smette di sorprendere
La straordinaria stagione di Rafael Jódar si arricchisce di un altro risultato prestigioso. Il diciannovenne spagnolo è diventato il primo giocatore nato nel 2006 o successivamente a raggiungere una semifinale in un Masters 1000.
La partita contro Fils non è stata semplice. Jódar si era portato sul 4-1 nel primo set, prima di subire il ritorno del francese. Sul 5-4, con Fils al servizio, la pioggia ha provocato una sospensione di circa un’ora. Alla ripresa lo spagnolo è rimasto lucido, conquistando il parziale al tie-break.
Anche nella seconda frazione Jódar ha perso un vantaggio iniziale di un break, ma non si è disunito. Il madrileno ha continuato a seguire il proprio piano tattico e ha chiuso la partita dopo un’ora e 42 minuti di gioco effettivo.
«Sapevo che stavo facendo le cose nella maniera corretta. Credo che lui abbia disputato un ottimo game quando ha recuperato il break nel secondo set. Ho semplicemente provato a continuare a giocare il mio tennis e vedere cosa sarebbe accaduto. Oggi ha funzionato perfettamente e sono rimasto molto calmo nei momenti di maggiore pressione», ha spiegato Jódar.
Lo spagnolo era consapevole che Fils non avrebbe smesso di lottare: «Sapevo che non sarebbe stato facile, neppure dopo essermi portato avanti di un set e di un break. La partita non era finita, perché Arthur dà sempre il massimo fino all’ultimo punto».
Quarta semifinale stagionale e Top 10 sempre più vicina
Jódar ha trasformato quattro delle dodici palle break avute a disposizione e ha portato sul 2-1 il bilancio dei confronti diretti con Fils. Lo aveva già sconfitto poche settimane prima a Washington, mentre il francese si era imposto a Barcellona.
Quella di Montreal sarà la quarta semifinale ATP raggiunta nel 2026 dal giovane spagnolo dopo Marrakech, Barcellona e Washington. La sua crescita in classifica è altrettanto impressionante: Jódar aveva iniziato la stagione al numero 168 del mondo e, grazie al percorso canadese, è salito virtualmente alla posizione numero 11. Con la conquista del titolo potrebbe entrare per la prima volta nella Top 10, arrivando fino al nono posto.
Nakashima interrompe il cammino di Darderi
In semifinale Jódar affronterà per la prima volta nel circuito maggiore Brandon Nakashima. Lo statunitense, testa di serie numero 28, ha superato Luciano Darderi con un netto 6-2 6-3, raggiungendo a sua volta la prima semifinale della carriera in un Masters 1000.
«Sono davvero felice di aver conquistato la mia prima semifinale. All’inizio dell’anno mi ero posto l’obiettivo di ottenere un grande risultato in uno di questi tornei. Riuscirci per la prima volta proprio qui è molto speciale», ha dichiarato Nakashima.
Il venticinquenne californiano ha guadagnato sei posizioni nel ranking live, salendo al numero 25 e assicurandosi il nuovo miglior piazzamento della carriera al termine del torneo.
Shelton travolge Mensik
Nella parte bassa del tabellone Ben Shelton ha offerto una delle migliori prestazioni della settimana. Il campione in carica ha dominato Jakub Mensik con il punteggio di 6-3 6-1 in appena 73 minuti, ottenendo la quarta vittoria consecutiva senza perdere un set.
Lo statunitense ha chiuso con 18 vincenti e soltanto tre errori non forzati, imponendo fin dall’inizio un ritmo insostenibile per il giovane ceco.
«Mi sono sentito molto bene. Sono particolarmente soddisfatto della risposta e del modo in cui ho giocato da fondo fin dal primo punto. Il livello mantenuto durante l’intero incontro è stato molto alto. Se devo trovare qualcosa da migliorare, direi il servizio nel finale, perché ho perso un po’ di ritmo. Nel complesso, però, sono davvero contento della prestazione», ha spiegato Shelton.
Il numero 10 del mondo ha ora un bilancio di dodici vittorie e due sconfitte nel Masters 1000 canadese, comprendendo il titolo conquistato a Toronto nel 2025.
Tien completa il derby statunitense
A contendere a Shelton un posto in finale sarà Learner Tien. Il ventenne ha sconfitto Daniel Mérida per 6-3 6-2 in un’ora e 12 minuti, raggiungendo la prima semifinale della carriera in un Masters 1000.
Tien ha perso il servizio nel game inaugurale, ma da quel momento non ha più concesso break. Lo statunitense ha trasformato quattro delle otto opportunità costruite in risposta, interrompendo l’altrettanto sorprendente percorso di Mérida.
«Indipendentemente da come si sentirà, Ben servirà bene e colpirà la palla con grande potenza da fondo campo. Sta giocando con molta fiducia. Ho visto la sua partita e in questo momento sta esprimendo un tennis di altissimo livello», ha dichiarato Tien.
Il mancino conduce per 2-0 nei precedenti contro Shelton e lo ha già battuto nel corso della stagione a Indian Wells. Il campione in carica arriva però alla semifinale senza aver ancora ceduto un set.
Montreal avrà dunque un finalista tra Jódar e Nakashima e uno tra Shelton e Tien. Quattro giocatori alla prima occasione per contendersi il titolo canadese, con il ventitreenne Shelton unico Top 10 e unico semifinalista ad aver già conquistato un Masters 1000.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Ben Shelton, Masters 1000 Montreal, Masters 1000 Montreal 2026, Rafael Jodar

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2 commenti
Secondo i miei calcoli, anche vincendo il titolo, Jodar sarebbe massimo numero 10 e non 9.
Ma poco cambia, questo ragazzo è veramente forte, progredisce in maniera strabiliante e tra non poco ce lo ritroviamo a ridosso dei due mostri.
Jodar sarà una mina vagante a USOpen….forse l’unico che possa dare un minimo pensiero al rosso