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Rune vede la luce dopo il lungo stop: niente US Open, possibile rientro in Coppa Davis

11/08/2026 20:29 1 commento
Holger Rune nella foto - Foto Getty Images
Holger Rune nella foto - Foto Getty Images

Holger Rune comincia finalmente a intravedere la conclusione del lungo percorso di recupero. Il danese non disputa una partita ufficiale dall’ottobre 2025, quando si ruppe il tendine d’Achille sinistro durante la semifinale del torneo di Stoccolma contro Ugo Humbert. L’infortunio rese necessario un intervento chirurgico e lo costrinse a rivedere più volte i programmi per il ritorno.

Rune ha ormai escluso la partecipazione allo US Open 2026, ma punta a rientrare nel mese di settembre. Intervistato nel podcast di Andy Roddick, il ventitreenne ha spiegato che la riabilitazione continua a procedere positivamente e che il lavoro è ormai concentrato soprattutto sulla preparazione agonistica.

«Sto iniziando a vedere la luce»

«Mi sento molto bene. È stato un percorso lungo, come sapevamo che sarebbe stato, ma la riabilitazione sta andando nella direzione giusta. Ora si tratta meno di riabilitare il tendine e più di prepararmi per tornare a competere», ha raccontato Rune.

Il danese deve ancora recuperare gli ultimi dettagli legati alla prestazione: esplosività, resistenza negli spostamenti e capacità di sostenere carichi elevati per diversi giorni consecutivi. Per questo motivo non vuole indicare una data definitiva, pur ritenendo possibile il ritorno nelle prossime settimane.

La precisazione è importante: Rune non ha completamente concluso la riabilitazione, come dimostra la presenza di esercizi specifici nel suo programma quotidiano. Il lavoro terapeutico occupa però uno spazio inferiore rispetto ai mesi precedenti, mentre aumentano progressivamente le sessioni in campo.

Allenamenti sempre più lunghi

Nell’ultima settimana Rune è arrivato a disputare allenamenti della durata di circa un set e mezzo. Il prossimo obiettivo sarà sostenere due set completi, per poi avvicinarsi gradualmente ai tre.

«Le cose stanno andando chiaramente nella direzione corretta. Non si tratta soltanto di riuscire a giocare una partita, ma di sopportare molti giorni consecutivi e diverse sessioni particolarmente intense. Devo essere certo che il mio corpo sia in grado di reggere tutto questo prima di tornare nel circuito», ha spiegato.

La sua giornata comincia con circa un’ora e un quarto di lavoro dedicato a mobilità, meccanica della corsa, salti, esercizi pliometrici e preparazione fisica. Seguono due ore di tennis, mentre nel pomeriggio Rune alterna forza, cardio, core stability e ulteriore lavoro riabilitativo.

«Non devo soltanto togliermi la ruggine»

Dopo un’assenza così lunga, la difficoltà principale non consiste semplicemente nel ritrovare il tocco sulla palla. Rune deve ricostruire gran parte dei movimenti necessari per competere ai massimi livelli.

«Non direi che si tratti soltanto di togliermi la ruggine. Devo recuperare i movimenti, i corretti schemi motori, la tecnica degli spostamenti, l’ultimo livello di esplosività e la resistenza nel gioco di gambe», ha sottolineato.

Il danese aveva inizialmente individuato nel torneo di Amburgo una possibile occasione per rientrare, ma i tempi si sono rivelati troppo ottimistici. Da quel momento ha rinunciato progressivamente agli appuntamenti successivi, fino a escludere anche lo US Open.

Gli allenamenti con Sinner, Musetti e Cobolli

Durante la preparazione Rune ha avuto la possibilità di confrontarsi con giocatori come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Alexandre Müller. Sessioni utili per misurare il proprio livello e comprendere quali aspetti debbano essere ancora perfezionati.

«Quando mi sono allenato con giocatori come Musetti e Sinner, ho sentito di dover accelerare moltissimo il lavoro dei piedi per arrivare bene sulla palla. Ho pensato che ci fosse ancora parecchio lavoro da fare. Loro colpiscono in anticipo, giocano più profondi e con maggiore precisione: sei costantemente sotto pressione», ha ammesso.

Secondo Rune, proprio la capacità di togliere tempo e produrre una palla continuamente profonda distingue i migliori giocatori del mondo dal resto del circuito.

La Coppa Davis come possibile punto di ripartenza

La prima occasione concreta potrebbe essere rappresentata dalla Coppa Davis. La Danimarca affronterà la Bulgaria a Hillerød il 18 e 19 settembre e Rune non ha nascosto il desiderio di rientrare davanti al proprio pubblico.

«Stiamo guardando alla tournée asiatica, ma esiste anche la possibilità di ricominciare dalla Coppa Davis in casa. Mi piacerebbe tornare davanti a tutti i tifosi danesi. Successivamente l’idea sarebbe andare a Tokyo e Shanghai», ha dichiarato.

Si tratta ancora di un programma provvisorio. La decisione dipenderà dalla risposta del tendine all’aumento dei carichi e dalla capacità di Rune di completare più giornate consecutive di allenamento senza dolore o limitazioni.

Il passaggio da Babolat a Wilson

Il lungo periodo lontano dalle competizioni ha permesso al danese di intervenire anche sul proprio materiale. Rune ha lasciato Babolat e ha iniziato a utilizzare un telaio Wilson indicato come appartenente alla linea Blade 98.

«Sono molto soddisfatto. La racchetta mi offre stabilità, velocità della testa, effetto e potenza. Rispetto al telaio precedente sento soprattutto qualcosa in più in termini di stabilità e probabilmente anche di potenza quando cerco di spingere», ha spiegato.

Il ritorno non è ancora stato fissato ufficialmente, ma per la prima volta dopo molti mesi Rune appare vicino alla conclusione del suo calvario. Lo US Open arriverà troppo presto, mentre la Coppa Davis e la successiva tournée asiatica rappresentano obiettivi realistici. «Il tendine sta rispondendo bene dal punto di vista fisico. Sto finalmente iniziando a vedere la luce alla fine del tunnel», ha concluso il danese.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

Juliette 11-08-2026 20:44

Il giovane prometteva tante cose belle…poi l’avvento di Alcaraz, Sinner e la gravissima frattura hanno spezzato i suoi sogni di gloria.

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