Davidovich Fokina rompe l’incantesimo a Maiorca: primo titolo ATP in carriera
5 commenti
Le vittorie non arrivano sempre quando sembrano più meritate. A volte arrivano quando si è imparato a convivere con la sconfitta, quando si smette di combattere contro i fantasmi e si torna semplicemente a giocare a tennis. Per Alejandro Davidovich Fokina quel momento è arrivato questo sabato all’ATP 250 di Maiorca.
Il tennista spagnolo ha battuto in finale lo statunitense Ethan Quinn con il punteggio di 7-6 6-3, conquistando il primo titolo ATP della carriera. Un successo atteso a lungo, arrivato dopo cinque finali perse e dopo troppe occasioni sfumate proprio sul più bello.
La sesta finale è stata quella giusta. Davidovich arrivava all’appuntamento con una zavorra emotiva pesante, perché ogni finale precedente aveva lasciato domande, rimpianti e ferite. Dall’altra parte della rete c’era però un Quinn altrettanto affamato, anche lui alla ricerca del primo trofeo ATP e capace di restare aggrappato al match con un servizio solido e tanta personalità.
Il primo set è stato una vera prova di resistenza mentale. Nessuno dei due voleva concedere terreno, ogni game sembrava carico di tensione e il tie-break è diventato il punto di svolta. Proprio lì, dove in passato aveva spesso sentito il peso del momento, Davidovich ha trovato lucidità e coraggio, portando a casa il parziale e liberandosi idealmente del ricordo delle cinque finali perse.
Da quel momento la partita è cambiata. Nel secondo set lo spagnolo è apparso più leggero, più aggressivo e finalmente libero di esprimere il suo tennis. Ha ritrovato quella capacità di trasformare la difesa in attacco, di accendersi improvvisamente negli scambi e di togliere ritmo all’avversario con accelerazioni improvvise.
Quinn ha progressivamente perso certezze, mentre Davidovich ha iniziato a comandare con maggiore continuità. Il suo diritto ha fatto male, le gambe hanno continuato a spingere e il pubblico ha percepito che, questa volta, il momento non gli sarebbe sfuggito.
L’ultimo punto, chiuso con un ace, ha messo fine a una lunga attesa. Davidovich ha alzato le braccia al cielo consapevole di aver superato una barriera molto più grande di un semplice torneo: ha battuto le paure, le sconfitte precedenti e quella sensazione di destino contrario che sembrava accompagnarlo nelle finali.
Il successo ha anche un valore simbolico perché arriva sull’erba, una superficie imprevedibile ma da sempre legata alla sua storia. Nel 2017, infatti, Davidovich fu campione junior a Wimbledon, mostrando già allora un feeling speciale con il gioco su questa superficie.
Ora il prossimo scenario sarà proprio l’All England Club. Davidovich arriverà a Wimbledon con una fiducia completamente diversa, forte del primo titolo ATP e della sensazione di essersi tolto un peso enorme dalle spalle.
Maiorca potrebbe non essere soltanto il lieto fine di una lunga rincorsa, ma l’inizio di una nuova fase. Perché spesso il primo titolo cambia tutto: cambia il modo di vivere le partite importanti, cambia la percezione di sé e cambia anche il peso delle occasioni future.
Davidovich Fokina ha finalmente aperto la porta che per anni aveva soltanto sfiorato. E ora, con Wimbledon all’orizzonte, può guardare al futuro con una leggerezza nuova.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alejandro Davidovich Fokina, ATP 250 Maiorca, ATP 250 Maiorca 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Noskova
5 commenti
E vai Alejandrooooo
Non tuo…”tizio”(evito altri appellativi).
Ecco ,su questo (solo su questo) do ragione a quel tuo che parla di Mondo al contrario: Fokina vince il primo titolo su…erba.
Praticamente è come se Lele Adani avesse segnato un gol alla Maradona scartando mezza squadra e nelle interviste avesse detto “non ho nulla da dire”.
Ai confini della realtà.
Sono molto contento per lui!
In assenza di Alcaraz, Foky si vuole caricare la Spagna sulle spalle!
Che U O M O !!!!
Ahahahah 😀