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Djokovic e Sabalenka scaldano Wimbledon: “Arrivo meglio preparato rispetto al Roland Garros”. Aryna difende il boicottaggio dei media

27/06/2026 16:41 2 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.8 del mondo - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987, n.8 del mondo - Foto Getty Images

Novak Djokovic e Aryna Sabalenka sono già entrati in clima Wimbledon. Alla vigilia dei Championships, il serbo e la numero uno del mondo hanno affrontato diversi temi nelle rispettive conferenze stampa: dalla preparazione fisica al caldo, dal ritorno di Serena Williams fino alla protesta dei giocatori per una diversa distribuzione dei ricavi negli Slam.

Djokovic arriva a Londra con un obiettivo enorme: inseguire l’ottavo titolo a Wimbledon e il 25° Slam della carriera. Il serbo ha ammesso di sentirsi in condizioni migliori rispetto al Roland Garros, dove il suo percorso si era fermato prima del previsto.

“Credo di essere meglio preparato qui rispetto al Roland Garros”, ha spiegato Djokovic. “Giocare sull’erba richiede meno sforzo fisico rispetto alla terra battuta e questo mi aiuta. Ho sempre amato giocare su questa superficie, ho una grande storia qui a Wimbledon e questo mi dà fiducia”.

Il serbo ha ricordato quanto fosse complicata la situazione a Parigi: “Il Roland Garros è stato molto esigente fisicamente. I tre match che ho giocato sono durati quasi quattro ore, poi ho perso al quinto set contro un giocatore molto più giovane. Forse era troppo per me in quel momento, ma sapevo che mi avrebbe dato più tempo per prepararmi a Wimbledon”.

Djokovic ha parlato anche delle condizioni climatiche particolarmente calde di questi giorni a Londra. “Questa è stata una delle settimane più calde che ricordi nei miei oltre vent’anni a Wimbledon”, ha detto. “La superficie cambia con il caldo: l’erba è viva, il rimbalzo può diventare diverso, la palla reagisce in un altro modo. Bisogna adattare appoggi e movimenti più che su qualsiasi altra superficie”.

Tra i temi toccati dal serbo c’è stato anche il ritorno di Serena Williams. Djokovic le ha dedicato parole molto belle: “Quello che sta facendo è ispirante ed epico. Ho sempre ammirato la sua carriera, il suo percorso e la sua storia, così come quella di Venus. Tornare dopo anni fuori dal circuito e dopo aver avuto due figli è qualcosa di incredibile”.

Il campione serbo ha poi aggiunto: “Le ho detto che, qualunque cosa accada, ciò che sta facendo è davvero fonte di ispirazione per me e per milioni di persone nel mondo. Merita ogni applauso che riceverà”.

Djokovic ha infine affrontato anche un tema più personale, quello del rapporto tra figli e tecnologia. “È una questione molto importante nella società attuale”, ha spiegato. “Come padre di bambini piccoli penso sempre a come proteggerli. Crediamo che prima di una certa età l’esposizione agli schermi possa essere più dannosa che utile. Non è facile, perché viviamo in un’era tecnologica, ma cerchiamo di controllare ciò che possiamo controllare finché sono piccoli”.

Anche Aryna Sabalenka ha parlato alla vigilia del torneo, affrontando soprattutto il tema del prize money negli Slam e del boicottaggio parziale dei media da parte dei giocatori. La numero uno del mondo ha accolto positivamente l’aumento dei premi, ma ha chiarito che per il circuito si tratta soltanto di un primo passo.

“È un grande inizio che abbiano aumentato i premi”, ha dichiarato Sabalenka. “Ma se si guarda all’evoluzione degli ultimi dieci anni, il prize money è praticamente lo stesso rispetto al 2016, perché ci sono stati anni in cui è persino diminuito. Spero davvero che finalmente ci si possa sedere a negoziare e trovare un accordo soddisfacente per tutti”.

La bielorussa ha voluto difendere la protesta, spiegando che non riguarda soltanto i grandi nomi del circuito. “Non lo facciamo per noi stesse, lo facciamo per il tour. Lo facciamo per quei giocatori che faticano persino a permettersi un allenatore. La vita non è facile per chi è più in basso nel ranking, stiamo lottando per loro”.

Sabalenka ha poi precisato che il boicottaggio non è rivolto contro i giornalisti: “Ho moltissimo rispetto per voi e apprezzo il lavoro che fate. Questo non è contro di voi. Stiamo semplicemente lottando per qualcosa di più importante, per aiutare gli altri giocatori a sopravvivere in questo sport”.

La numero uno del mondo ha parlato anche del suo percorso mentale e della decisione di tornare a lavorare con una psicologa dopo il Roland Garros. “Il tennis è in gran parte uno sport mentale”, ha spiegato. “Sentivo di aver bisogno di qualcuno con cui scaricare tutti i miei pensieri e liberare un po’ la testa prima di un torneo così importante. È fondamentale avere una persona con cui parlare sentendosi completamente al sicuro”.

Sul piano tecnico, Sabalenka ha detto di aver tratto comunque sensazioni positive dalla sconfitta a Berlino contro Jessica Pegula. “Mi sono sentita molto bene in campo. Nel terzo set lei ha giocato un tennis incredibile e io non sono riuscita a rompere il suo ritmo. Non voglio ossessionarmi con quei set o con i numeri: preferisco continuare a lavorare su me stessa e sul mio tennis”.

Anche Sabalenka ha commentato il ritorno di Serena Williams: “Non so fino a dove arriverà, ma sono molto emozionata all’idea di vederla giocare. È Serena Williams, tutti la seguiranno. Il suo ritorno porterà ancora più attenzione al tennis ed è una cosa molto positiva per il nostro sport”.

Djokovic e Sabalenka arrivano dunque a Wimbledon con motivazioni diverse ma con la stessa ambizione: lasciare un segno forte. Il serbo cerca un nuovo capitolo di storia, la bielorussa vuole confermare il suo status di numero uno. E intorno a loro, tra caldo, proteste, ritorni leggendari e grandi aspettative, Wimbledon promette già un’edizione ad altissima tensione.



Francesco Paolo Villarico


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2 commenti

piper 27-06-2026 17:00

@ Ace di seconda (#4643355)

Beh un Sinner vs Berrettini non sarebbe di un brutto prestigio: campione in carica che sfida un ex finalista.

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Ace di seconda (Guest) 27-06-2026 16:01

Data l’assenza di Carlos Alcaraz, la finale più affascinante sarebbe stata Sinner-Djokovic ma il sorteggio non l’ ha resa possibile e dovremo accontentarci di un epilogo un po’ meno prestigioso

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