Wimbledon, disastro britannico nella prima giornata: dieci eliminazioni e i forfait di Draper e Raducanu
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Prima giornata da incubo per il tennis britannico a Wimbledon 2026. L’entusiasmo del pubblico di casa si è spento quasi subito, travolto prima dai forfait per infortunio di Jack Draper ed Emma Raducanu, poi da una lunga serie di sconfitte nei tabelloni principali.
Le assenze di Draper e Raducanu hanno rappresentato un colpo durissimo. Erano loro, nei rispettivi tornei di singolare, le due principali speranze britanniche per provare a vivere un grande Wimbledon. Il loro ritiro, arrivato prima ancora di scendere in campo, ha gelato l’All England Club e ha tolto subito al pubblico locale due punti di riferimento fondamentali.
Il resto della giornata non ha fatto che peggiorare il quadro. Tutti i dieci rappresentanti britannici che hanno completato il proprio match di primo turno sono stati eliminati: sei sconfitte nel tabellone femminile e quattro in quello maschile, per un bilancio pesantissimo già dopo poche ore di torneo.
La sconfitta più dolorosa è stata probabilmente quella di Cameron Norrie, battuto dal giovane Michael Zheng. L’ex top 10, già semifinalista a Wimbledon e campione Masters 1000 in carriera, rappresentava una delle carte più credibili per garantire una presenza britannica nelle fasi avanzate del torneo. La sua uscita immediata ha accentuato la sensazione di una giornata nera.
Non sono arrivate risposte nemmeno dalle giovani promesse. Hannah Klugman, Marina Stojsavljevic e Dudeney non sono riuscite a superare il primo ostacolo, mentre anche giocatrici più attese come Harriet Dart e Francesca Jones hanno deluso le aspettative.
Il risultato è una fotografia molto dura per il movimento britannico, che ogni anno può contare su Wimbledon come vetrina privilegiata, ma che continua a faticare nel costruire una base sufficientemente ampia e competitiva ai massimi livelli.
La riflessione diventa inevitabile. Nonostante uno dei budget federativi più importanti del mondo, il tennis britannico non riesce ancora a produrre con continuità un numero consistente di giocatori capaci di incidere stabilmente nel circuito maggiore.
La seconda giornata offrirà comunque nuove possibilità per provare a cambiare almeno parzialmente il clima. Nel tabellone maschile scenderanno in campo Wendelken, Fery, Fearnley, Harris, Samuel e Choinski. Nel femminile toccherà invece a Swan e Boulter.
Resta anche da completare il match di Pinnington Jones, chiamato a una rimonta molto complicata contro Brandon Nakashima: il britannico era sotto di due set al momento dell’interruzione.
Per il pubblico di casa, però, la partenza è stata durissima da digerire. Wimbledon è appena cominciato, ma il tennis britannico si ritrova già costretto a inseguire, tra infortuni, eliminazioni e la sensazione che il movimento abbia bisogno di risposte più profonde rispetto a un singolo risultato negativo.
Marco Rossi
TAG: Wimbledon, Wimbledon 2026

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7 commenti
Pongo un quesito agli amici che sono appassionati di contabilità: al/la povero/a ritirato/a andrà comunque una quota del premio previsto al 1T?
La mia domanda nasce da una polemica scoppiata per i soldi che andrebbero alla Raducanu, che si è ritirata a poche/i ore/minuti dal suo debutto.
Vale anche per Draper?
Spero che rimborsino le spese anche di Bellucci 😉
Grazie dell’attenzione e buon tennis a tutti!
Credo che Pier si riferisse all’uscita anticipata dei crucchi dal Mondiale di calcio…
@ Pier no guest (#4644541)
Pier credo la Germania un po’ meglio della Gran Bretagna, loro su 3 incontri fino ad ora ne hanno vinti 2: Jan e Tatiana e ha perso solo Tamara contro Coco.
Povero Draper, mi dispiace davvero tanto, non ha pace.
Se gli inglesi piangono dopo stanotte neanche la Germania ride. Si consoleranno cosi
il movimento inglese da sempre ha avuto problemi.. se non altro in questo momento ci sono tanti discreti giocatori nella fascia 100-250..
ma senza Draper e con Norrie in fase calante non ci sono altre punte.
rispetto agli italiani manca quella convinzione, quella ossessione alla vittoria fondamentale mnei match punto a punto.
e aggiungo preparazione fisica dove praticamente tutti gli azzurri eccellono
aaah beati gli inglesi