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Cocciaretto, delusione dopo il ko a Wimbledon: “Non sono al 100%, ho scelto di giocare con il dolore”

29/06/2026 20:50 1 commento
Elisabetta Cocciaretto
Elisabetta Cocciaretto

È già finito il Wimbledon 2026 di Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana è stata sconfitta al primo turno dalla cinese Xinyu Wang con il punteggio di 6-3 2-6 6-2, al termine di una partita nella quale era riuscita a reagire dopo un primo set complicato, prima di spegnersi nella parte finale del terzo parziale.

Una sconfitta che lascia molta amarezza, anche perché l’erba è sempre stata una superficie sulla quale Cocciaretto aveva saputo esprimersi bene. Questa volta, però, l’azzurra è arrivata all’appuntamento più importante della stagione sull’erba con poche partite nelle gambe e con il problema al ginocchio sinistro che continua a limitarla ormai da diversi mesi.

“Ho avuto un po’ di calo e ho giocato male”, ha spiegato Cocciaretto dopo il match. “Ho iniziato a giocare bene, poi ho finito malissimo e probabilmente il fatto che ho giocato poche partite ultimamente mi ha portato ad avere un po’ troppi alti e bassi. Lei sicuramente ha migliorato molto il suo gioco dopo il 3-2”.

La delusione era evidente. Cocciaretto non nascondeva un certo abbattimento, soprattutto per una parte di stagione alla quale teneva molto. “In realtà aspettative non ne avevo troppe, perché nell’ultimo periodo non mi sono allenata tanto e non ho giocato tanti tornei, quindi aspettative poche. Mi dispiace un po’ per come è andata questa parte della stagione, a cui tenevo tanto dal Roland Garros in poi, però adesso devo recuperare, devo stare meglio e allenarmi. Questo infortunio mi limita un po’ troppo”.

Il tema fisico resta centrale. L’azzurra ha spiegato con chiarezza quanto il problema al ginocchio abbia inciso sulla preparazione, più che sulla singola partita. “Sicuramente il fatto di aver avuto questo infortunio non mi ha permesso di allenarmi al 100%. In questo momento non sono al 100%. La base è allenarsi e correre: purtroppo non ho potuto scattare troppo, non ho potuto fare balzi, e quindi sicuramente avrei potuto gestire meglio la partita”.

Cocciaretto non cerca però alibi. “Non ho una base di allenamento al 100%, quindi non posso neanche pretendere troppo. L’unica cosa, un po’ di rimpianto, è il fatto di non aver sfruttato certi momenti e di non essere stata lucida. La cosa più importante adesso è rimettermi al 100%, perché è ancora un fastidio che purtroppo mi limita in tutto, e poi pensare all’altra parte della stagione”.

La marchigiana ha poi raccontato di aver preso una decisione consapevole: fermarsi oppure giocare convivendo con il dolore. Ha scelto la seconda strada. “Tutti mi hanno detto: ‘O ti fermi e non giochi, oppure giochi e con il dolore sai che puoi’. Io ho deciso di giocare con il dolore. Quindi è una scelta consapevole, so che non peggiora, però mi ha purtroppo limitato”.

“Credo che noi atleti abbiamo due scelte: o ti fermi, ti curi e salti i tornei, oppure scegli di giocare anche con il dolore, nonostante prendi antinfiammatori, antidolorifici. Io ho scelto di giocare, consapevole di tutto”, ha aggiunto.

Rispetto al Roland Garros, il dolore è diminuito, ma il problema resta. “Mi ha condizionato fino a un certo punto, perché secondo me è un dolore che rispetto a Parigi è molto meno. Ovviamente ogni volta che scatto lo sento, però io sono sempre stata abbastanza abituata a giocare con il dolore, quindi non è quello il problema. L’unica cosa che mi dispiace sono le scelte che ho fatto in certi momenti, il non essere stata lucida: quello sì”.

Nonostante l’eliminazione in singolare, Cocciaretto giocherà anche il doppio. Poi arriverà una fase importante per recuperare. “Sicuramente farò un certo tipo di terapia che mi permetta di guarire più velocemente, che non potevo fare prima. Il prossimo torneo è tra un mese, Washington. Farò una terapia specifica che spero mi aiuti proprio a rigenerare tutto”.

Contro Wang c’era anche una storia particolare. Le due si erano già affrontate a Wimbledon otto anni fa e si conoscono molto bene. “Sicuramente è andata meglio rispetto a otto anni fa, quando avevo perso 6-2 6-1, 6-3 6-1. Io la conosco benissimo da tutta la vita”, ha ricordato Cocciaretto.

Tra le due c’è anche una conoscenza diretta fuori dal campo: “Abbiamo la stessa età e lo stesso preparatore atletico, quindi ci conosciamo benissimo. Infatti, appena è uscito il sorteggio, ho pensato: ‘Porca miseria, ma proprio a Wimbledon, no?’”.

L’azzurra ha riconosciuto i meriti della cinese: “Lei è molto forte, è stata brava nei momenti importanti oggi. Di solito è una che magari regala un po’ di più nei momenti importanti, oggi invece è stata più solida. Si sta muovendo anche meglio, che non è sempre stato il suo punto forte”.

Secondo Cocciaretto, la differenza l’ha fatta anche il maggiore rodaggio sull’erba della sua avversaria: “Sicuramente il fatto che ha giocato più partite di me l’ha messa più in condizione di giocare meglio sull’erba. Io purtroppo non ho giocato tanto. L’anno scorso ero arrivata con un bagaglio di partite più grande, perché avevo già giocato sette partite: è diverso rispetto a giocarne solo una”.

Cocciaretto ha poi parlato del rapporto degli atleti con il dolore, spiegando di voler vedere anche la miniserie su Nadal, proprio perché legata a questo tema. “Noi sportivi siamo soggetti agli infortuni, portiamo il nostro corpo al limite. Dipende da atleta ad atleta: c’è chi sopporta e chi preferisce giocare solo quando il dolore non c’è, quando è al 100%”.

E ancora: “Ovviamente, se uno mi dice: ‘Guarda, se giochi rischi che il ginocchio si rompa’, non gioco. Però ero in una condizione in cui sapevo che giocando avrei avuto dolore, ma che non avrebbe peggiorato la situazione, e quindi ho deciso di giocare con il dolore”.

La marchigiana ha chiuso tornando sull’aspetto tecnico e mentale della partita. “Non voglio dare assolutamente la colpa a un infortunio per la sconfitta, perché magari avrei potuto vincere lo stesso. È stata più brava lei nei momenti importanti. Io sono un po’ rammaricata perché avrei potuto fare qualcosa in più: magari l’avrei persa comunque, però nei momenti importanti, sul 2 pari al terzo, sono stata poco lucida”.

Il primo set, nonostante sia stato quello giocato peggio dall’azzurra, potrebbe aver indirizzato la partita. “Nel primo set magari lei ha giocato bene e io malissimo, ho iniziato male. Forse il primo set, paradossalmente, anche se è stato quello giocato peggio, è quello che ha fatto la differenza, perché poi, quando siamo cresciute entrambe, ci siamo prese un set per uno, però il primo è stato decisivo”.

Wimbledon si chiude subito per Cocciaretto, ma ora la priorità diventa recuperare pienamente. L’obiettivo è lasciarsi alle spalle il problema al ginocchio, ritrovare una base fisica completa e ripartire nella seconda parte della stagione con più allenamenti, più partite e meno limitazioni.



Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani


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1 commento

kicks 29-06-2026 22:24

Non ritirarsi a Roma fu scelta sbagliata

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