Rusedski prudente sul ritorno di Serena Williams a Wimbledon: “È una notizia entusiasmente ma… come si muoverà sul campo?”
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Il mondo del tennis ha avuto un vero sussulto quando i Championships di Wimbledon hanno annunciato di aver assegnato una wild card per il tabellone di singolare a Serena Williams. In realtà l’ipotesi già era nell’aria, ma è curioso che la super campionessa californiana abbia deciso di rientrare nel torneo più prestigioso al mondo, a 44 anni, senza aver disputato nemmeno un solo match competitivo in singolare. Il ritorno della 23 volte campionessa Slam infatti si è finora consumato solo in doppio, e questo suscita non pochi interrogativi nell’ambiente del tennis. Tra questi Greg Rusedski che nel corso del suo podcast settimanale ha espresso curiosità ma anche scetticismo sulle reali possibilità di Williams di ben figurare in singolare dopo una lunga assenza dal tour e ormai con oltre 20 anni in più nelle gambe rispetto alla maggior parte delle avversarie.
“Non si può mai escludere una grande campionessa, ma a 44 anni tutto diventa molto più complicato”, afferma Rusedski. “In uno Slam devi vincere sette partite nell’arco di due settimane. Inoltre non ha disputato alcun torneo di preparazione. Giocare il doppio, francamente, non rappresenta una vera preparazione per il singolare: sono due discipline completamente diverse. Vedremo cosa accadrà. È una notizia entusiasmante, positiva per il circuito WTA e per il tennis mondiale. E quale palcoscenico migliore di Wimbledon per iniziare una rimonta del genere?”
I dubbi sono tanti, ma la sua classe è qualcosa che va ben oltre alla media. “Con Serena non si può mai sapere cosa aspettarsi. Sapevamo della wild card e della partecipazione al doppio, ma osservando le sessioni di allenamento che ho seguito a Wimbledon nell’ultima settimana, mi è sembrato che il focus fosse tutto sul singolare” continua Rusedski. “Al momento non riesco a farmi un’idea precisa. Però, se si allena da sei mesi, significa che sta prendendo questo ritorno molto seriamente. Vedremo cosa succederà. Una partita alla volta, senza aspettative particolari”.
Rusedski ha poi analizzato le motivazioni che hanno spinto Williams a tornare in attività, sostenendo che la fuoriclasse americana sia convinta di poter ancora competere ai massimi livelli del tennis femminile, ma ce la farà? “Lei stessa ha detto che, a 44 anni, sente ancora il desiderio di scendere in campo, di provare a vincere tornei e di continuare a realizzare grandi imprese nel nostro sport” afferma Greg, “E non tornerebbe certo soltanto per partecipare. Fisicamente appare in ottime condizioni. Il vero banco di prova sarà il match d’esordio: come reagirà? Chi si troverà di fronte? Immaginate se dovesse affrontare subito Aryna Sabalenka, l’attuale numero uno del mondo. Una presenza come la sua riporterebbe immediatamente tantissimi appassionati verso il nostro sport, perché Serena è la più grande superstar del tennis femminile e un’icona globale dello sport. Quando un’icona torna a competere, tutti si aspettano di rivederla allo stesso livello di un tempo: lo stesso servizio, gli stessi spostamenti, la stessa presenza in campo. Per quanto mi riguarda, il principale interrogativo riguarda proprio la sua mobilità: come si muoverà in campo?” conclude l’ex pro britannico.
Enorme curiosità, ma anche molte incognite. Intanto sarà molto interessante conoscere chi sarà la avversaria all’esordio. Da wild card Serena sarà inserita in una posizione qualsiasi del tabellone, potenzialmente anche contro la n.1 del mondo. Non resta che attendere venerdì mattina per scoprirlo.
Mario Cecchi
TAG: Greg Rusedski, Serena Williams, Wimbledon 2026

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da come si è vista in doppio …anche no, grazie .