Wimbledon 2026 ATP, Copertina

Arnaldi fuori subito a Wimbledon: “Non è stata la mia miglior partita, mi manca giocare su questa superficie”

30/06/2026 20:21 2 commenti
Matteo Arnaldi nella foto
Matteo Arnaldi nella foto

Si ferma al primo turno il cammino di Matteo Arnaldi a Wimbledon. Il tennista ligure è stato sconfitto in quattro set dal francese Quentin Halys, al termine di una partita iniziata bene ma poi sfuggita soprattutto nel terzo parziale, deciso al tie-break.

Dopo la splendida cavalcata al Roland Garros, Arnaldi arrivava sull’erba londinese con curiosità e aspettative, ma anche con una preparazione non ideale. La superficie resta una delle più complicate per il suo tennis e il match contro Halys lo ha confermato: il francese ha servito molto bene, ha giocato spesso in avanti e ha saputo approfittare dei passaggi a vuoto dell’azzurro.

Il momento che ha pesato di più è stato il tie-break del terzo set, nel quale Arnaldi si era trovato avanti 5-3 prima di subire la rimonta del francese. Il doppio fallo commesso in quel frangente è sembrato uno snodo importante, ma il ligure non ha voluto ridurre tutto a quel punto.

“No, non credo che sia stato così decisivo, perché ho avuto altre occasioni”, ha spiegato Arnaldi. “Sicuramente non è stata la mia miglior partita: ho fatto tanti errori, non sono mai riuscito a entrare bene in partita fin dall’inizio. Lui è un avversario difficile in queste condizioni: serve molto bene, spinge, gioca bene anche a rete. Sicuramente avrei potuto fare di più, però non mi sono preparato così tanto. Ci sono tanti demeriti miei, tanti errori che non avrei dovuto fare”.

Il confronto con Parigi era inevitabile. Al Roland Garros Arnaldi aveva ritrovato risultati, fiducia e continuità, ma il passaggio sull’erba non è stato semplice. L’entusiasmo del torneo francese resta, ma non basta a cancellare il lavoro quotidiano e le difficoltà di adattamento.

“Sicuramente è stato un torneo che mi ha dato tanta fiducia, però non cambia nulla rispetto a quello che facciamo quotidianamente”, ha detto. “Mi aspettavo di più da qui, però ci sono stati anche alcuni problemini in più dopo Parigi che sicuramente non mi hanno aiutato. Avrei voluto giocare di più, però ho sempre giocato poco e continuo a giocare poco su questa superficie. Credo che nelle partite si veda che mi manca proprio giocare e riuscire ad adattarmi di più”.

Il bilancio della prima parte di stagione resta comunque ricco di aspetti positivi, soprattutto considerando i problemi fisici dei mesi precedenti. Arnaldi sente di essere sulla strada giusta, ma non ancora al livello desiderato.

“È difficile scegliere un titolo per questa prima metà dell’anno”, ha raccontato. “Sicuramente ci sono tante cose positive. La cosa più importante era uscire dall’infortunio e da tutti i problemi che ho avuto, quindi credo che piano piano ne stia uscendo, e ancora di più un risultato come Parigi mi ha aiutato tanto”.

Il lavoro, però, resta tanto: “C’è ancora tanto da fare, credo che mi manchi ancora tanto, soprattutto su una superficie del genere, ma in generale. Sono arrivate tante vittorie sulla terra quasi inaspettate, anche per quanto mi sono allenato e per quanto sono stato in campo. Adesso sto meglio; però, quando cambio superficie, mi dà ancora un po’ fastidio. Ci sono tante cose su cui dobbiamo ancora lavorare, ma sento che c’è ancora tanto margine: non sono ancora al livello a cui vorrei essere”.

Ora la programmazione diventa un tema importante. Il cambio di superficie non è semplice da gestire e Arnaldi dovrà valutare con il suo team se tornare subito sulla terra o iniziare la preparazione verso il cemento americano.

“L’obiettivo era andare avanti qui per non cambiarla due volte”, ha spiegato. “Però c’è tanto tempo, adesso decideremo. L’idea è di giocare sicuramente su terra, poi vediamo come sto nei prossimi giorni, vediamo come risponde tutto fisicamente”.

I tornei indicati sono Bastad ed Estoril. Poi arriverà la trasferta nordamericana, ma anche in quel caso la scelta dipenderà dalla programmazione delle prossime settimane: “Se non gioco sulla terra, gioco Washington e gli altri; se invece gioco sulla terra, vado direttamente al Masters 1000”.

Wimbledon lascia dunque ad Arnaldi una sconfitta amara, ma anche una conferma chiara: sull’erba serve più tempo, più partite e più adattamento. Dopo il segnale forte arrivato a Parigi, il ligure ripartirà dalla necessità di ritrovare continuità fisica e di continuare a costruire, senza perdere di vista il margine di crescita che lui stesso sente ancora molto ampio.


TAG: , ,

2 commenti

Bagel 30-06-2026 21:01

Pazienza, son partite che si possono perdere. In ottica programmazione, se lo stesso Arnaldi dice: “l’obiettivo era andare avanti qui per non dover rigiocare su terra prima di andare sul duro”, allora secondo me, anche se non é andato avanti, che lasci perdere i vari Umago etc e riparta da Washington.

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Just Is back (Guest) 30-06-2026 20:47

Gli manca giocare da tennista… Senza una strategia, un pensiero di gioco, potrebbe vincere anche un grande torneo, ma gli servirebbe una serie di eventi rari, che si sommino… Senza offesa, ma è uno che gioca a caso, sparando a gaz…

1
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!