Grinta Paolini! Subisce un “bagel” all’avvio, poi si sblocca e rimonta Montgomery a Wimbledon
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Di cuore, di gamba, di lotta pura, andando oltre a mille problemi tecnici e una fiducia sotto i tacchi, il tutto contro un’avversaria fantastica su erba in questo 2026, forte di una striscia di nove vittorie di fila. Jasmine Paolini è campionessa dentro e nonostante un periodo difficilissimo tra i problemi al piede e pessime sensazioni riesce a rimontare una partita che si era messa malissimo, battendo Robin Montgomery all’esordio a Wimbledon per 0-6 6-4 7-5. L’italiana era entrata in campo con una faccia che non prometteva niente di buono e infatti è bloccata, niente funziona sotto i colpi aggressivi della rivale e crolla subendo un “bagel” assolutamente meritato. Robin vola sul campo, è aggressiva e lucida, affidandosi ad affondi ben calibrati e un servizio mancino difficile da leggere e controbattere. Paolini si sblocca nel secondo set, scappa subito avanti ma si fa riprendere e la partita diventa una bagarre, con tensione altissima e tanti errori.
Qua viene fuori la maggior esperienza e grinta della toscana, brava a salvare palle break delicatissime nel settimo e nono game del secondo parziale e quindi approfittare della tensione che attanaglia l’americana sul 5-4. Il terzo set è un film dentro a un film, accade di tutto con Jasmine sull’orlo del precipizio sotto di un break ma brava a rimontare e quindi riuscire a mettere pressione all’avversaria, crollata totalmente sul 6-5 dopo aver già salvato in modo rocambolesco un match point sul 5-4. Paolini vince, e forse la vittoria può essere la miglior medicina per provare ad archiviare un periodo nero e ripartire, in un torneo dove solo due anni fa arrivò clamorosamente in finale, davvero vicina ad alzare il piatto più iconico della disciplina. Al secondo turno l’italiana attende Golubic o Shymanovich.
Paolini è chiaramente a corto di fiducia, lo si vede da come affronta con braccio bloccato e poca aggressività situazioni di gioco che fino al 2025 gestiva con furia agonistica e qualità. Il diritto va e viene, la battuta non è precisa, i suoi schemi alternano attacchi con tempi sbagliati a difese passive e nemmeno la risposta – uno dei punti forti del suo repertorio – è ficcante. Tutto parte da una condizione fisica non al meglio e da una testa che non le permette di giocare libera, attanagliata in una tensione evidente che le porta in dote solo negatività. Appena riesce a scuotersi e far correre il braccio, torna il sereno e arrivano fasi di gioco buone, a tratti ottime. Montgomery è tennista aggressiva, eccellente sui prati, ma appena non le dai il tempo per attaccare o le metti pressione, viene fuori la scarsa esperienza e limiti tecnici (sul diritto, su palla bassa, combina disastri in serie). Paolini ha rischiato di perderla più volte, ma con cuore e grinta ha rifiutato questa versione di se stessa troppo brutta per essere vera. Alla fine ben 37 errori per l’azzurra, con ben 19 palle break concesse, una enormità, e per gran parte dell’incontro è andata sotto alla maggior aggressività e attacchi continui dell’avversaria. Ma ce l’ha fatta, ritrovando lucidità in momenti chiave del match, dove si è affidata alla sua costruzione col diritto su palla carica e buon margine, quel ritmo che manda in crisi la maggior parte delle avversarie, anche sui prati perché gestito con vigore.
Una vittoria davvero “sporca” ma a volte sono le più belle perché possono rappresentare una svolta. Jasmine quando è riuscita a controllare col diritto le sue traiettorie aggressive e cariche di spin ha spaccato in due la resistenza della rivale, come quando ha trovato energia e precisione in risposta. La negatività si può spazzare via, e il sereno può tornare.
Marco Mazzoni
La cronaca
Paolini inizia l’incontro al servizio ma il suo sguardo non promette niente di buono, non cela una tensione evidente, e infatti fioccano gli errori col diritto, mentre Montgomery – forte del rodaggio dei match di qualificazione – esplode colpi aggressivi e di sostanza. Proprio un diritto potente della statunitense sul 15-40 sbaraglia Jasmine che subisce così un break immediato. La classe 2004 di Washington serve molto bene, sfruttando anche la sua curva mancina, e il diritto lo impatta con potenza e aggressività, come il vincente sul 40-30 che le vale il 2-0. Paolini non arriva bene sulla palla, lontanissima fisicamente dai momenti migliori, e concede un’altra palla break sul 30-40, che cancella con un servizio preciso al T. Poi rischia un serve and volley modesto, punito dal passante di Montgomery. Pur fortuna l’americana regala col rovescio e anche la seconda chance di break vola via. C’è caos nel gioco della toscana, tra tentativi d’attacco non calibrati e una difficoltà nell’affidarsi alla sostanza in scambio, il suo punto di forza; al contrario l’americana ha chiarissimo in testa come giocare: attaccare prima possibile, fin dalla risposta. Montgomery si prende un altro break alla sesta chance, con l’ennesimo errore di diritto di Paolini (3-0). Il cielo su Londra è grigio, ma grandina letteralmente su Paolini: sotto 4-0, è sotto totalmente anche sul piano del gioco, aggredita dall’americana e incapace di trovare una soluzione per arginare la rivale, con un footwork non all’altezza dei suoi momenti migliori per il fastidio di cui soffre da tempo, e la fiducia nei colpi non c’è. Con una bordata di diritto Montgomery vola avanti 5-0, col terzo break. Errani prova a incitarla dal box, ma il servizio di Robin funziona bene, mentre il rovescio di Jasmine non va. Con il secondo Ace Robin arriva a doppio set point sul 40-15, basta il primo. Set Montgomery, un 6-0 impietoso.
Paolini finalmente si sblocca all’avvio del secondo set, vince un turno di battuta solo tenendo la palla in campo con consistenza. È più viva e arriva a palla break nel secondo game, ma Montgomery trova un Ace al T perfetto. Ora però la risposta di Jasmine è più consistente e sentendo pressione l’americana sbaglia di più. Il servizio resta la sua àncora di salvezza, lo slice mancino cancella una seconda palla break. Ci pensa Robin a regalare il break a Jasmine, due errori col diritto e 2-0 Paolini. Più decisa l’italiana, mentre la statunitense concede qualcosa, ha perso quel tocco magico del primo set. Una risposta out porta Paolini sul 3-0. L’azzurra ha ridotto il numero degli errori, si scambia di più e i suoi colpi sono più profondi, così Montgomery ha meno tempo per azionare i suoi affondi. Restano ancora incertezze, figlie di una fiducia complessiva ai minimi termini. Laborioso il quinto game, Paolini ha molte chance per portarsi sul 4-1 ma non le sfrutta, tanto che arriva una ottima risposta di Montgomery e palla break. Robin impatta con un gran rovescio una seconda palla troppo morbida, è un vincente che riporta “on serve” sul 3-2. L’americana si porta rapidamente sul 3 pari e quindi riprende ad attaccare bene in risposta, come il taglio eccellente sul primo punto. Paolini è di nuovo preda della tensione, crolla sotto 15-40 con due palle break da salvare. Sulla prima è fortunata con un diritto non ben centrato che resta in campo, poi si affida allo scambio con rotazione, e Robin sbaglia per prima. Si salva l’azzurra, ma anche sul 4 pari c’è grande tensione. Sul 30 pari Montgomery trova un bel taglio e strappa un’altra palla break, ma l’americana rischia troppo col diritto in risposta e la palla decolla. Paolini traballa, ma regge, 5-4. Il decimo game si complica per l’americana, per troppi errori col diritto. Si va ai vantaggi e Robin commette una sciocchezza volendo aggredire un diritto con palla molto bassa, c’è un set point per Paolini. Jasmine se lo gioca in modo accorto, tiene la palla in campo con buona rotazione e Montgomery sbaglia il quarto diritto del game, che le costa il set. 6-4 Paolini, si va al terzo.
Il match si assesta su scambi più lunghi, territori graditi a Paolini che regge bene nei suoi turni di servizio, ma non riesce a trovare il jolly in risposta (peccato per uno smash scolastico sbagliato sul 2-1 che poteva portare il game ai vantaggi). Il diritto di Jasmine va a corrente alternata, alcuni drive belli consistenti – ma ancora lontani dalle sue giornate migliori – guastati da esecuzioni errate per difetti nella distanza dalla palla. Sul 2 pari l’italiana, ai vantaggi, tira malamente in corridoio un diritto con campo piuttosto aperto, errore grave che le costa la prima palla break del set. Si affida a servizio e diritto, il pezzo forte del suo repertorio, che stavolta non tradisce. Purtroppo un nuovo gratuito col diritto (fa scendere troppo la palla) le costa una seconda palla break. Montgomery ci prova in risposta ma la traiettoria sbatte sul nastro e non passa. Che lotta. Robin non molla niente, con una risposta molto aggressiva strappa la terza chance del game. Paolini la cancella con un rovescio molto carico di spin che l’americana non riesce a gestire. Purtroppo il break per Montgomery arriva alla quarta occasione, con un diritto d’attacco di Paolini che non supera la rete, forse indecisa se attaccare o meno e con la palla scesa troppo. 3-2 Montgomery. L’americana è la classica front-runner: senza pressione gioca potente, sicura, serve bene e regala al pubblico anche una perla con una smorzata perfetta di rovescio. In un amen lo score segna 4-2, vantaggio consolidato. Sul 4-3 Montgomery si irrigidisce e la prima palla la abbandona, inoltre commette due errori col diritto che le costano il 30-40 e chance del contro break. Paolini trova il jolly in risposta, una traiettoria profonda che l’americana cerca di rigiocare col lungo linea, esecuzione troppo difficile. Break e 4 pari. C’è bagarre, la tensione è evidente. Paolini trova due ottimi servizi ma il game #9 va ai vantaggi con Montgomery più coraggiosa nell’aggredire gli angoli. Proprio un’eccellente costruzione col diritto porta a Robin una palla break sul 30-40. Brava Jasmine a comandare col diritto, carico e profondo, e prendersi un punto importantissimo. Incredibile, sul vantaggio Paolini era convinta di aver commesso doppio fallo… scuote la testa e poi cede il punto con errore, è il segnale del caos che regna nella sua testa. Montgomery ne approfitta, attacca a tutta e si prende una nuova chance per allungare. Sciupa tutto affossando una risposta – sulla seconda – a mezza rete. Ormai si gioca solo di nervi, Paolini salva un’altra palla break e si porta 5-4. Grinta, nonostante i tanti problemi tecnici. Di difetti ne ha anche Montgomery, che sul diritto tende a perdere il tempo e allora son dolori. Un pessimo taglio le costa il 30 pari. Jasmine è a due punti dalla vittoria. Paolini è brava a condurre uno scambio sulla diagonale di rovescio, e forza l’errore dell’americana. Match Point. Incredibile… Robin sbaglia totalmente la palla corta, ma Jasmine invece di toccare sul lungo linea spalancato tira addosso alla rivale che ha il riflesso e la mette di là, vincente. Chance clamorosa sprecata. 5 pari. Si soffre, ma Paolini con una volée decisa si porta 6-5. Montgomery crolla: doppio fallo, erroraccio col diritto dopo una buona costruzione. 0-30. La prima palla è scomparsa, e la seconda è lentissima, preda della risposta di Paolini che vola 0-40, con altri tre match point. Altro doppio fallo, Paolini la vince. Sollievo per una vittoria meritata, ma che fatica…
J. Paolini
vs R. Montgomery 
TAG: Jasmine Paolini, Marco Mazzoni, Robin Montgomery, Wimbledon 2026

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Vinto solo di esperienza sui punti decisivi e su questi campi,putroppo ha palesato le difficoltà tattiche e mentali del 2026
Poveraccia ..
Che livello
Vittoria importantissima per Jas che le darà tanta fiducia per il proseguo del torneo contro un’avversaria che ha appena vinto un torneo su questa superficie ed è in fiducia. Sotto con il secondo turno ora Jas!
Bella vittoria.
Come avevo previsto stamattina le chances stavolta c’ erano.
E le ha prese.
Jasmine non può giocare così contratta, con la paura di perdere. Animo che quando gioca a braccio sciolto ancora ci sa fare e tira le Bombe. Tutta la tensione e la confusione tennistica si è palesata sul primo match point dove su un comodo passante di rovescio a metà campo ha imboccato la voleé di dritto della statunitense. Per fortuna che Montgomery alla fine è stata più paurosa di Jasmine regalando il match con 2 doppi falli. Speriamo che passata la buriana possa trovare un minimo di tranquillità e fiducia poiché il secondo turno è abbordabile