Sinner dopo la battaglia con Kecmanovic: “Non era la mia versione migliore, ma oggi contava portarla a casa”
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Un esordio complicato, forse anche più del previsto, per Jannik Sinner sull’erba intonsa del Centrale di Wimbledon. Il numero uno azzurro ha battuto Miomir Kecmanovic in cinque set, 4-6 6-3 6-7 6-2 6-3, dopo essersi trovato sotto due set a uno e dopo una partita piena di insidie: la superficie nuova, qualche scivolata, una ferita al piede, diversi momenti delicati e un avversario molto solido nei colpi di inizio gioco. Alla fine Sinner ne è uscito con lucidità, esperienza e capacità di restare dentro la partita anche quando l’inerzia sembrava scivolargli via.
“È stata una giornata molto positiva perché c’erano tante difficoltà, qualche dubbio anche, che siamo riusciti a mettere da parte. Non è stata la versione migliore che forse oggi abbiamo visto, però lo sapevo. La cosa più importante era portare a casa la partita e ci siamo riusciti”.
L’esordio sull’erba, soprattutto a Wimbledon e soprattutto da campione in carica chiamato ad aprire il programma sul Centrale, non poteva essere una partita banale. “Sono molto felice di essere tornato in questo bellissimo torneo. Il primo match non è mai facile, come si è visto. Era la mia prima partita ufficiale sull’erba dopo un anno, quindi sono molto contento del match di oggi, anche se è stata dura. Era una partita di cui avevo molto bisogno”.
Il momento più delicato è arrivato alla fine del terzo set, quando Sinner si è ritrovato sotto due set a uno dopo non aver sfruttato alcune possibilità. “Ho avuto le mie chance nel terzo set e non sono riuscito a usarle. Nel tie-break ci sono stati un paio di punti che bisogna accettare. Ho cercato di resettare il più velocemente possibile. Tenere il servizio nei primi turni di battuta del quarto set era molto importante, perché se lui mi avesse brekkato subito sarebbe stato difficile rientrare. Non era una posizione ideale, però ho provato a restare lì mentalmente e anche a godermi il momento, perché per me e per il mio team è stata una giornata incredibile. Venire qui, giocare il match d’apertura sul Centre Court, è un grande privilegio”.
Sinner è anche scivolato un paio di volte, con un momento di preoccupazione soprattutto per una caduta più brutta delle altre. “Una caduta è stata dura, perché puoi farti male. Però sull’erba è la cosa più normale. Specialmente nei primi match, quando l’erba è nuova, si scivola un po’ di più. Sono stato fortunato, perché le cose possono andare male molto velocemente. Ho cercato comunque di continuare a fidarmi del mio movimento. Nel terzo, quarto e quinto set era molto importante continuare a muovermi in modo naturale, e l’ho fatto. Sono molto contento che non sia successo nulla”.
Gli è stato chiesto se il passato da sciatore possa aiutarlo anche nel modo di cadere. “Non penso. Ci sono movimenti che non puoi controllare davvero, è solo istinto. Lo sci può aiutarti in certi momenti, ma non quando cadi e non hai nessun controllo. Abbiamo fatto tanta prevenzione prima del torneo perché sapevamo che cose del genere potevano potenzialmente succedere. Oggi è successo. La cosa più importante è togliere via quella parte dalla testa e continuare a muoversi come prima, perché se hai paura tutto diventa troppo lento. Su questa superficie non puoi permettertelo”.
Kecmanovic ha confermato di essere un avversario molto pericoloso sull’erba, più di quanto dica il suo ranking. Sinner lo ha riconosciuto senza esitazioni. “È un ottimo giocatore su tutte le superfici, ma specialmente sull’erba perché la sua palla è molto piatta e passa molto bene attraverso il campo. Il suo colpo successivo al servizio oggi è stato molto forte. Anche quando rispondevo bene, lui giocava sempre molto bene la prima palla dopo il servizio e io ho fatto un po’ fatica. È una cosa su cui dobbiamo migliorare”.
Il Centrale, in questa fase del torneo, ha caratteristiche particolari. “È un po’ diverso giocare il primo match sul Centre Court, perché la palla è leggermente più lenta rispetto ai campi dove ti alleni. All’inizio ho faticato un po’ con il diritto. Lo sapevo già prima della partita. Ho bisogno di qualche match. Spero di avere la possibilità di giocarne altri e poi vedremo come mi muovo”.
Sinner ha anche tranquillizzato sulle condizioni dell’unghia e del piede, dopo le immagini che avevano mostrato qualche problema. “No, tutto bene”.
Inevitabile anche un passaggio sul tema degli infortuni, dopo il forfait di Jack Draper. Sinner ha raccontato di aver parlato con il britannico prima del torneo. “Per Jack è dura. Ho parlato con lui prima del torneo, mi sono allenato con lui prima che andasse a Eastbourne. Mi sembrava che colpisse la palla in modo molto pulito, con grande velocità. Lo dico sempre: quando è al suo meglio, è uno dei migliori giocatori del mondo. Lo ha già dimostrato tante volte”. Poi il pensiero personale per un collega e amico. “Quando hai problemi con gli infortuni è dura. L’ho saputo cinque minuti prima di fare la conferenza stampa fuori. È difficile perché è un mio amico. Non auguri a nessuno la sfortuna che lui ha avuto nella sua carriera fino a questo momento. Spero che trovi un modo. Magari è solo una questione di prevenzione, non lo so, non ho ancora parlato con lui. Per il Regno Unito è dura: Emma fuori, Jack fuori, è dura”.
Sul calendario, però, Sinner ha mantenuto una posizione equilibrata. “Parlando degli altri giocatori, puoi comunque fare delle scelte su dove vuoi giocare e dove non vuoi giocare, prima e dopo i tornei. Io cerco sempre di mettere me stesso come priorità, provando a capire di cosa ho bisogno in quel momento. Però sì, per Jack è dura”.
Giocare da campione in carica, aprendo il programma sul Centrale, ha aggiunto emozione a una giornata già particolare. “È difficile da descrivere. Allo stesso tempo mi sono sempre goduto questo momento, perché le emozioni che ho provato l’anno scorso erano qualcosa che sentivo per la prima volta, in modo molto felice. Tornare qui, aprire il programma e giocare sul Centre Court… quest’anno era un campo dove nessuno si era allenato prima, quindi era completamente nuovo. Mentalmente lo sai. È stata una giornata incredibile per me, poter provare questa sensazione almeno una volta nella vita. Penso di aver gestito la situazione abbastanza bene. Ero molto nervoso, ma sono molto felice di aver trovato il modo di vincere oggi”.
In italiano, Sinner ha poi parlato della scelta di non giocare tornei di preparazione sull’erba, una strategia che negli ultimi anni ha spesso adottato con risultati positivi. “Probabilmente sì, non lo escludo. Ovviamente l’erba è una superficie molto delicata, però ci sono cose positive e negative. Se giochi un torneo prima e magari perdi al primo o al secondo turno, hai qualche dubbio in più. Così quella parte lì la metti via, vieni qua e provi. Non potevamo prepararci meglio: abbiamo fatto tanto lavoro, tutti i giorni abbiamo lavorato. Oggi è arrivato il momento della partita. Anche quando ho perso il terzo set ero contento di essere in campo e di lottare”.
Un passaggio curioso ha riguardato la serie su Rafael Nadal, che Sinner ha visto e apprezzato anche per la capacità di mostrare ciò che spesso resta nascosto al pubblico. “Sì, l’ho vista. Le serie mi piacciono, però in vari momenti non si può vedere tutto. Ogni tanto guardo una serie o un film. Questa però ha un impatto un po’ diverso perché conosco Rafa, ho avuto l’onore di conoscerlo un pochettino meglio. Secondo me è stata una serie molto bella, che fa vedere quante cose voi non sapete e che sappiamo soltanto noi, specialmente Rafa, con tutti gli infortuni che ha avuto. E quante partite giochiamo magari senza sentirci al 100%”.
Per Sinner, Nadal resta una fonte di ispirazione che va oltre i risultati. “Quello che ha fatto lui, lasciando da parte tutto il successo che ha avuto, è una fonte di ispirazione. È molto bello che abbia giocato per così tanto tempo. Ora c’è una cosa nuova nella sua vita, è padre, magari vediamo un mini Rafa. Non lo so, però è sempre stato una persona molto normale e ci ha trasmesso questo. Secondo me è la cosa più bella”.
Il pubblico, e in particolare la presenza di tanti italiani sul Centrale, ha avuto un peso nei momenti più complicati. “Sicuramente mi ha aiutato tanto oggi, soprattutto nei momenti di difficoltà. C’erano un po’ di italiani, quindi è stato molto bello. Anche fisicamente oggi abbiamo dato abbastanza. Il pubblico ci dà una grande mano e alla fine siamo in campo perché ci piace giocare davanti al pubblico. È stata un’atmosfera molto bella”.
Alla domanda su cosa si porta dietro da una giornata così avventurosa — gli ace, la reazione, la capacità di uscire da una situazione difficile — Sinner ha insistito sul valore complessivo della vittoria. “Oggi è stata una giornata positiva perché c’erano tante difficoltà e qualche dubbio che abbiamo messo da parte. Ovviamente ci sono cose che dobbiamo migliorare. Non è stata la versione migliore, però la cosa più importante era portare a casa la partita. Ci siamo riusciti, ci siamo tolti qualche dubbio e adesso vediamo come va la prossima”.
Sinner è stato anche interrogato sulla sua capacità di reagire dopo il terzo set perso e sulla ferita al piede, che poteva creare qualche preoccupazione. “Ero tranquillo oggi. Anche nel quinto set ero mentalmente molto tranquillo. Mi sentivo bene, sapendo ovviamente che può andare dall’altra parte, perché questo è lo sport. Anche nel terzo set ho avuto tante chance e non sono riuscito a sfruttarle, quindi ho cercato di restare positivo, pensando che sarebbe arrivata la cosa giusta. Però sull’erba hai forse un po’ meno controllo nei momenti importanti e la partita può andarti via in un attimo”.
In chiusura, una domanda in tedesco sul prossimo avversario, Nuno Borges. Sinner ha risposto nella stessa lingua, spiegando di non averlo mai affrontato e di voler raccogliere più informazioni possibili. “Sicuramente sono tranquillo. Non lo conosco, non ci ho mai giocato contro. Per questo cercherò di raccogliere più informazioni possibili. Domani proverò a fare un buon allenamento, lavorando in modo molto concentrato su due o tre cose, e poi vedremo come andrà”.
È stata, in definitiva, una vittoria più importante di quanto possa sembrare. Non brillante per continuità, ma preziosa per sostanza. Sinner ha superato una giornata piena di ostacoli, ha gestito la pressione del debutto da campione in carica sul Centrale e ha trovato una risposta tecnica e mentale quando la partita era diventata davvero pericolosa. A Wimbledon, soprattutto nei primi turni, conta anche questo.
Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Jannik Sinner, Wimbledon 2026

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Una miriade di errori, in particolare la smorzata ed il BH lungo-linea…
…al contrario il serbo era “centrato” come non-mai…
…eppure Sinner l’ha chiusa con autorità, che CAMPIONE <3
Queste giornate non positive possono capitare, pensavo che avrebbe vinto molto più facilmente ma l’importante era vincere, poi a giocare meglio ci si penserà dal secondo turno in poi.
Jannik un po’ di Smemoril ? 😉
Ci ha giocato contro (Borges) quattro anni fa (R16) a Sofia e vinto in due (6-3, 6-4).
Jan poi sconfitto in semi da Rune, che ha poi perso la finale da Hüsler (SVI). 🙁