Wimbledon 2026 nelle analisi di Bottadiculo.it: caldo record, un’assenza pesante e un torneo più aperto degli ultimi anni
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Wimbledon 2026 comincia lunedì 29 giugno in condizioni che l’All England Club non aveva mai visto in oltre vent’anni. L’anticiclone africano ha portato su Londra temperature record nella settimana di avvicinamento ai Championships, tanto da spingere gli organizzatori a introdurre una regola nuova di zecca: se l’indice di stress termico raggiunge i 30,1 gradi, uno dei due giocatori può richiedere una pausa straordinaria di 10 minuti, concessa automaticamente a entrambi. Nei match al meglio dei cinque set si colloca tra il terzo e il quarto parziale. Non si applica ai match sotto il tetto né ai doppi. Le misurazioni vengono effettuate 30 minuti prima dell’inizio della giornata e poi alle 14:00 e alle 17:00. Djokovic ha già descritto l’effetto del caldo sull’erba: «Quando fa molto caldo, la superficie si ammorbidisce, la palla rimbalza di meno. Le palline diventano più pesanti, più pelose. Bisogna adattare i movimenti più che su qualsiasi altra superficie». Le temperature dovrebbero abbassarsi con l’inizio del torneo, ma la regola resta.
Il torneo inizia già segnato da un’assenza che cambia tutto. Carlos Alcaraz non c’è per una tenosinovite al polso destro, fermo dallo scorso 14 aprile quando perse all’esordio nel Conde de Godó contro Otto Virtanen, match che nessuno avrebbe immaginato potesse diventare la sua ultima apparizione per oltre due mesi. Da settimane non si allena con la racchetta. Il percorso di recupero è graduale e prevede controlli periodici a Barcellona: una volta ricevuto il via libera dovrà fare circa tre settimane di allenamenti prima di tornare in torneo. Lo scenario più realistico per il rientro resta il Masters 1000 del Canada. Wimbledon, intanto, si gioca senza di lui.
Sinner: il campione in carica e i dubbi che rimangono
Jannik Sinner è il numero 1 al mondo e difende il titolo vinto lo scorso luglio in finale contro Alcaraz, prima vittoria italiana nella storia di Wimbledon. Quota antepost intorno a 1,65. La vigilia, però, ha avuto un sapore diverso rispetto alle ultime stagioni: in conferenza stampa ha parlato di cambiamenti nel lavoro fisico fatti dopo il malore di Parigi con parole che non appartengono a chi è già sicuro di sé: «Ho fatto sessioni molto più lunghe sia in palestra che in campo, tutto insieme senza pause. Vediamo come reagisco in campo». Ha aggiunto che i risultati di questo lavoro non si vedranno subito. È un processo lungo, ha precisato.
La serenità è quella di chi sa cosa fare. La certezza non è quella di chi ha già la risposta. Chi vuole tenere traccia di come cambiano le quote man mano che il torneo prende forma trova i pronostici su Wimbledon 2026 di Bottadiculo aggiornati dopo ogni turno, proprio perché su questa superficie le sorprese cambiano tutto in fretta.
Al primo turno trova Kecmanovic, precedenti 4-0 compreso un 6-1 6-4 6-2 sull’erba nel 2024. Il percorso poi prevede potenzialmente Borges al secondo turno, Jodar o Darderi agli ottavi, Medvedev ai quarti. In semifinale, se tutto va secondo i pronostici, c’è Djokovic: sette titoli qui, il 25° Slam da inseguire, una spalla che lo ha tenuto fuori per mesi e una stagione costruita attorno a questi quindici giorni. «Avevo programmato di arrivare al picco a Wimbledon», ha spiegato in conferenza. «Sapevo che il Roland Garros sarebbe stato difficile senza partite ufficiali, ma dopo avrei avuto più tempo per prepararmi qui». Quota intorno a 7,50.
Sabalenka: Wimbledon come bivio, non solo come obiettivo
Nel femminile la situazione è più complicata di quanto la quota di partenza suggerisca. Aryna Sabalenka è la numero 1 del mondo e parte favorita intorno a 4,00-4,50, ma arriva a Wimbledon senza aver vinto uno Slam nel 2026: sconfitta in finale all’Australian Open da Rybakina, eliminata ai quarti del Roland Garros da Shnaider. Il dato più rilevante è che tra lei e Rybakina ci sono soltanto 947 punti di ranking: se la kazaka dovesse chiudere il torneo davanti alla bielorussa, potrebbe strapparle il numero 1 mondiale. Sabalenka non deve solo vincere Wimbledon: deve vincerlo prima di Rybakina. In tre delle ultime partecipazioni al torneo è arrivata in semifinale, sempre eliminata al terzo set. A Berlino, torneo di preparazione sull’erba, si è fermata in semifinale contro Pegula. Ha ripreso a lavorare con la sua psicologa per «schiarirsi le idee prima di un grande torneo». Sa che il problema non è tecnico.
Iga Swiatek difende il titolo vinto lo scorso anno con un 6-0 6-0 in finale su Anisimova. Quota tra 6,00 e 9,00: prima del 2025 non era mai andata oltre i quarti a Wimbledon, e l’erba rimane la superficie su cui il suo tennis perde più punti rispetto alle rivali. Elena Rybakina, campionessa nel 2022, è la specialista più solida su questa superficie e arriva come seconda favorita con quote intorno a 5,00-7,50.
Zverev, Shelton e le carte della parte bassa
Alexander Zverev ha il tabellone più favorevole della sua carriera a Wimbledon: è nella metà senza Alcaraz e senza Sinner, viene da un Roland Garros vinto. Il problema è che su questa superficie in nove partecipazioni non ha mai superato gli ottavi. Quota intorno a 11,00-12,00. Ben Shelton è testa di serie numero 4, ha vinto a Stoccarda sull’erba, e il suo servizio su questa superficie è tra le armi più difficili da gestire dell’intero circuito. Quota intorno a 20,00-21,00.
Matteo Berrettini è l’incognita più interessante tra tutti gli italiani: finalista qui nel 2021, sull’erba il suo tennis si esalta per ragioni strutturali. Esordisce contro Wawrinka, all’ultima stagione da professionista. Se il muscolo che lo ha fermato al Roland Garros ha tenuto, il percorso è reale. Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci, Luciano Darderi e Matteo Arnaldi completano la delegazione italiana nel maschile.
Il femminile: Paolini riparte, Raducanu preoccupa
Jasmine Paolini arriva a Wimbledon scesa al numero 15 del ranking per una serie di problemi fisici che l’hanno condizionata nella prima parte di stagione. In conferenza ha detto chiaramente che l’obiettivo non è fare un risultato: «La priorità è stare bene fisicamente. Bisogna pensare alla prima partita e sperare che il fisico mi accompagni». Non è la Paolini che due anni fa arrivò in finale. È una che sta cercando di ritrovare quella versione di sé. Esordisce contro la qualificata americana Montgomery.
La notizia della vigilia arriva invece da Emma Raducanu, che ha interrotto prima del previsto la sessione di allenamento e ha rinviato a domani l’incontro con la stampa: un segnale che tiene in apprensione gli organizzatori e i tifosi britannici alla vigilia del suo esordio casalingo.
Tyra Grant, 18 anni, è alla prima volta in un main draw Slam dopo essersi qualificata battendo tre avversarie nelle prove preliminari. Al primo turno trova Katie Boulter. Elisabetta Cocciaretto esordisce contro la cinese Wang Xinyu.
Decide il campo, come sempre
Wimbledon 2026 inizia con temperature che non si erano mai viste, un campione in carica che sta ancora verificando dove può arrivare, una favorita del femminile con una posta in gioco doppia, e un tabellone maschile più aperto degli ultimi anni. Dal 29 giugno, l’erba darà le sue risposte.

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Noskova
…bottadiculo?…cos’è?!
…Forse legato a Serenona !
Arrivare al 5° per Jannik è già una sconfitta. Ma vedrete che le partite le chiuderà prima.
Cresce più pelo quando fa molto caldo
ogni tanto serve pure quella 😆 😆 😆
Come ha detto,se Jannik dovesse stare bene fino alla fine , nonostante il caldo,non ci sarebbe trippa per sia i gatti che per gli umani tennisti
Vedo Jodar fra gli avversari piú ostici. Sinner, se non ha problemi, rimane il favorito enzo
Carlitos ci ha vinto contro Otto prima di ritirarsi da Barcellona, o bottadiculo o livetennis non la raccontga giusta.
Ma come bottadiculo.it?
penso che solo Sinner possa battere Sinner
Forza sinner non crollare al 5 set !