Alcaraz, rientro ancora complesso: la strada verso il ritorno passa dalla tenuta del polso
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Passano i giorni, ma restano dubbi e prudenza attorno al recupero di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo non gioca un match ufficiale dal 14 aprile, quando affrontò Otto Virtanen al debutto nel Conde de Godó: una partita che nessuno, in quel momento, avrebbe immaginato potesse diventare la sua ultima apparizione in campo per oltre due mesi.
La lesione al polso destro ha costretto il murciano a fermarsi e ha aperto una fase delicata della sua stagione. Da settimane Alcaraz non si allena con la racchetta, ma ha continuato a lavorare sul piano fisico, aumentando progressivamente i carichi con esercizi aerobici e una preparazione mirata per farsi trovare pronto nel momento in cui potrà tornare a colpire la palla.
Il percorso resta graduale e non prevede forzature. Alcaraz si sottopone a controlli periodici a Barcellona con il dottor Ángel Cotorro, riferimento importante per molti tennisti nella gestione di questo tipo di problemi. La priorità è una sola: riprendere soltanto quando il polso darà garanzie totali.
Negli ultimi giorni hanno fatto discutere anche alcune immagini in cui il numero uno spagnolo stimolava l’uso della mano sinistra, segnale della voglia di restare attivo e di non perdere contatto con il lavoro quotidiano. Ma il vero passaggio decisivo arriverà solo quando potrà tornare ad allenarsi normalmente con la destra.
La tabella di marcia è chiara: una volta ricevuto il via libera, Alcaraz dovrà affrontare circa tre settimane di allenamenti prima di rientrare in torneo. I primi giorni saranno gestiti con estrema cautela, con l’obiettivo di verificare l’assenza totale di dolore. Solo nell’ultima fase il lavoro dovrebbe diventare più intenso, fino a tornare a colpire a piena potenza.
Se durante questo processo non ci saranno ricadute, il murciano potrà pensare al ritorno alle competizioni. In caso contrario, ogni programma verrebbe inevitabilmente rivisto. Tutto dipenderà dalle sensazioni dei primi allenamenti e dalla risposta del polso ai carichi progressivi.
Le ipotesi Los Cabos e Washington restano possibili, ma complicate. Entrambi i tornei iniziano nella settimana del 27 luglio e, per esserci, Alcaraz dovrebbe tornare ad allenarsi già nei prossimi giorni dopo un’ultimo controllo a Barcellona. Servirebbe però un’accelerazione importante e soprattutto una fiducia immediata nelle condizioni del polso.
Lo scenario più realistico sembra quindi essere il Masters 1000 del Canada, dove avrebbe più margine per rispettare la tabella prevista e presentarsi con una preparazione più completa. Anche in questo caso, però, nessuna certezza sarà possibile fino al ritorno in campo negli allenamenti.
La situazione resta sospesa tra prudenza e fiducia. Alcaraz ha già dimostrato in passato di saper gestire momenti difficili insieme al suo team, ma questa volta ogni passo dovrà essere calibrato con attenzione. Il talento e la voglia di tornare non mancano: ora sarà il polso a decidere i tempi reali del rientro.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz

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Forza Carlitos è più bello batterti in un incontro
Ecco, appunto, siccome non siamo medici e non conosciamo i dettagli, allora mi pare logico evitare supposizioni (lesione, infiammazione, eccetera) e parlare soltanto di infortunio in senso generico. A parte questo, comunque, sono sinceramente dispiaciuto per lo spagnolo e gli auguro di tornare guarito al più presto.
Voglio essere fortemente OTTIMISTA – in quanto tifoso del bel tennis e quindi anche di Alcaraz – perché ci è passato pure Rafa, uscendone con successo.
Credo (e voglio sperare) che il team di Alky stia usando tutte le maggiori precauzioni possibili, perché Carlitos è giovanissimo ed è un fenomeno come ne nascono solo ogni 50 anni…
…oltretutto dietro il campionissimo iberico in Spagna c’è (per ora) il “nulla” perché i vari Jodar e Landaluce sono ancora dei “prospetti” mentre la realtà si chiama Fokina 🙁
E se lo vedessimo direttamente nel 2027?
Il problema non è quello di guarire, ma il dover nuovamente sottoporre il polso agli sforzi che ne hanno decretato il crack. Se il subacqueo si rompe il timpano durante un immersione, il medico gli dirà: adesso te lo sistemiamo, però non devi più immergerti. E’ una brutta faccenda enzo
Non sono così convinto che rientrerà per fine luglio. Certo sarebbe meglio fare un ATP250 o ATP500 invece di un Masters1000 come torneo di rientro, però come dicono altri il polso è una brutta bestia. Spero di vederlo agli US Open ma per me è 50-50
Speriamo bene.
Non importa come e quando.
Conta riprendersi e del tutto.
Il suo tipo di gioco a tratti marcatamente pongisico e il livello forsennato del tennis di ora sono un brutto combinato disposto e il polso è la prima vittima designata. La situazione poi non deve essere semplice visti i continui spostamenti in quanto semplicemente il temere la racchetta umano gli provoca dolore. Figuriamoci in gara cosa potrebbe accadere, magari un set intero e poi ritiro per non rischiare, poi in altro ritiro per non rischiare etc…gli auguro di rientrare ma lo deve fare stabilmente senza doversi preoccupare di qualcosa, quel polso di damocle,che sa di essere in agguato, pronto ad ammutinarsi in ogni istante. Tanti ci si sono arenati, nonostante mille accorgimenti, ci sono regolarmente ricaduti. Uscire dal tritacarne del polso, anche psicologicamente, non sarà mai facile e Carlos tornerà, dipende come..
Nell’articolo si parla di “lesione” che (in mancanza di un’informazione ufficiale) dovrebbe essere modificata in “infortunio” perché quella di Alcaraz potrebbe essere anche una “semplice” infiammazione.
Credo 😉
a mio parere non lo vedremo nemmeno allo us open..
Per me fa la fine di del Potro….
In un ATP di un livello tecnico mediocre, si va a perdere uno dei due alieni, una vera jettura
Il polso è una brutta bestia. Citofonare Del Potro o Thiem. O anche Flavia. O Agassi. Secondo me lo vedremo, se va bene, in coppa Davis. Un contesto dove potrà rischiare relativamente poco.