“Solo 15 minuti”: anche a Wimbledon i principali giocatori limiteranno la presenza coi media per protestare sul mancato accordo per la distribuzione dei ricavi
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Anche a Wimbledon come a Parigi, anzi di più. I principali giocatori del circuito professionistico amplieranno la protesta contro la disparità della redistribuzione dei ricavi dei tornei dello Slam rendendosi disponibili solo per 15 minuti con la stampa, sia nel media day pre torneo che per tutta la prima settimana di Wimbledon. Questa è la novità, visto che a Roland Garros la protesta dei tennisti si limitò all’incontro con i giornalisti prima dell’avvio del torneo. I 15 minuti sono simbolici: rappresentano la richiesta di ottenere dai Major il 15% dei ricavi dell’evento. Ai giocatori quindi non è bastato il consistente aumento del 20% del prize money previsto per l’edizione di quest’anno dei Championships.
Come riporta da Londra la BBC, i rappresentanti dei giocatori hanno dichiarato che la decisione è stata presa “dopo un’approfondita consultazione con gli atleti di entrambi i circuiti”. A Parigi, la numero uno del mondo Aryna Sabalenka ha interrotto anticipatamente la propria conferenza stampa pre-torneo, mentre giocatori come Jannik Sinner e Iga Swiatek hanno aderito alla linea di condotta stabilita dal movimento di protesta. Novak Djokovic, che in passato si è spesso espresso a tutela dei diritti dei giocatori, non ha invece preso parte all’iniziativa.
L’All England Club (AELTC), organizzatore di Wimbledon, ha dichiarato di essere “sorpreso e deluso” dalla decisione. In una nota la direzione del torneo londinese ha affermato che “A Wimbledon mettiamo i giocatori al centro di tutte le nostre decisioni e investiamo in loro somme considerevoli ogni anno”, ha affermato l’organizzazione. “A ciò si aggiungono centinaia di milioni di sterline investiti nel miglioramento delle strutture dedicate agli atleti, nell’ambito di un programma triennale di trasformazione volto a creare un ambiente di performance di livello mondiale”.
I giocatori avevano accolto con favore l’aumento del 20% del montepremi di Wimbledon, definendolo “un passo avanti autentico e significativo”. Tuttavia non sufficiente: in una nota ufficiale, i rappresentanti degli atleti hanno parlato di un “segnale concreto di intenti”, sottolineando però che tale incremento non corrisponde ancora al 15% dei ricavi del torneo che i giocatori chiedono venga destinato al prize money in tutti gli Slam a partire da quest’anno. Il montepremi complessivo dei Championships 2026 raggiungerà i 64,2 milioni di sterline, grazie al più consistente aumento annuale nella storia del torneo. I campioni del singolare maschile e femminile incasseranno 3,6 milioni di sterline ciascuno, mentre gli sconfitti al primo turno riceveranno 80.000 sterline. Tuttavia, il montepremi totale resta ancora inferiore di circa 7 milioni di sterline rispetto alle richieste avanzate dai giocatori.
“Non ragioniamo in termini di percentuali e, francamente, non riteniamo che questo sia il parametro corretto”, aveva dichiarato a BBC Sport la presidente dell’AELTC, Deborah Jevans. “Si tratta di un indicatore basato esclusivamente sui ricavi e che non tiene conto dei costi. Non è possibile gestire un’organizzazione in questo modo. Abbiamo spese importanti: abbiamo parlato degli investimenti nelle infrastrutture e nello sviluppo del tennis sull’erba. Non si può costruire un’attività sostenibile — e noi esistiamo da quasi 150 anni — limitandosi a considerare i ricavi. È semplicemente un approccio sbagliato” si legge su BBC.
Oltre al nodo prize money direttamente connesso ad una percentuale stabilita dei ricavi del torneo, i giocatori hanno deciso di mantenere e ampliare la protesta puntando il dito per due questioni del tutto inascoltate dai Major: contributi a un fondo di welfare e una maggiore partecipazione ai processi decisionali relativi all’organizzazione degli eventi. Secondo i rappresentanti dei giocatori, Wimbledon non avrebbe ancora fornito una “risposta sostanziale” su questi due punti. È di parere opposto l’AELTC che contesta tale versione dei fatti e sostiene di aver contattato i giocatori alla fine dello scorso anno per proporre la creazione di un consiglio dei giocatori, che avrebbe poi potuto discutere anche il tema dei benefit. L’offerta, tuttavia, sarebbe stata respinta dai tennisti. “Fonti interne all’AELTC affermano che erano previsti colloqui sulle richieste dei giocatori al termine del torneo, pur precisando che l’All England Club non è l’unico soggetto coinvolto nella controversia”.
A questo punto non resta che attendere i colloqui con emissari della USTA – che dovrebbero svolgersi anche durante Wimbledon – per vedere che cosa accadrà a New York. Le richieste dei giocatori saranno ascoltate, oppure si rischia un intero torneo con solo 15 minuti di disponibilità per i media?
Marco Mazzoni
TAG: AELTC, prize money, proteste giocatori, ricavi tornei Slam, Wimbledon 2026

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Fondamentalmente delle interviste ridotte non interessa molto. Dovrebbero mettersi d’accordo di protestare in modo da danneggiare chi va a vedere . Ritirandosi dopo un game. Oppure accordarsi per due set da vincere ciascuni 6/0 in modo da trovarsi 1 a 1 nei set e giocare gli altri tre ……..vabbè si fa per scrivere …(con il caldo) ahahahash
Gli imperialisti inglesi restano sorpresi dall’atteggiamento di questi “paria” giocatori che si credono così importanti nello svolgimento del torneo…
…non è bastato un cucchiaio di riso in più nella ciotola del pranzo?
Ingordi!
I “padroni” di Wimbledon si sono dimenticati troppo in fretta del torneo del 1973 e forse non si rendono conto della potenza dei ‘media’ attuali, forse la stessa differenza che c’è tra la fionda e l’ordigno nucleare!
Usando la famosa regola del “80-20” si può facilmente calcolare che i top-20 di ATP/WTA muovono quasi un 80% dell’interesse mediatico della manifestazione…
…e secondo me i giocatori al Roland Garros hanno tenuto la mano troppo leggera!
Contraddittoria (se non perfino contrapposta) la posizione di Djokovic, che forse non si sente più riconosciuto come un vero “leader” e ne soffre anche troppo.
Mentre gli organizzatori degli Slam vogliono ridurre la posizione dei tennisti a semplici “comparse” è giusto che siano proprio i migliori a rappresentare gli interessi degli over-20-50-100 per riaffermare la posizione di “protagonisti” anche negli Slam di tutti i giocatori.
Naturalmente ci saranno dei media o dei content-manager che cercheranno di confondere la pubblica opinione, ad esempio denunciando l’ingordigia di Sinner e Sabalenka come “insoddisfatti” dei loro premi milionari…
…mentre i #1 dei ranking hanno chiaramente spiegato che lo fanno per tutti quegli atleti che faticano a sbarcare il lunario e che non hanno voce per essere ascoltati.
Per poter esprimere un qualsiasi parere, credo sia necessario conoscere a fondo la questione, che andrebbe analizzata sotto molteplici punti di vista. Se è vero che gli attori principali in tali eventi sono i tennisti, è altrettanto vero che questi attori per potersi esprimere hanno bisogno di un palcoscenico, altrimenti andrebbero a giocare in spiaggia, a cambiarsi dentro le cabine, e per fare la doccia calda dovrebbero mettere 50 centesimi dentro lo slot. Insomma, non so davvero cosa pensare, ho l’impressione che il montepremi sia mostruoso, in fondo si tratta di 7 partite ( per chi vince ) per portarsi a casa ben 3,6 milioni di sterline, cosa che un comune mortale impiega 5 vite per guadagnare una cifra simile. Mi sembra si stia un pò esagerando. Inoltre, se un aumento del 20% non va bene, ( che già è un aumento incredibile, e poi ci lamentiamo se la benzina aumenta di 5 centesimi ) cosa vorrebbero di più?
Pensavo fosse bellucci o zverev, poi apro… Queste protestine non hanno alcun effetto
Anche qualche minuto in meno nelle interviste…tanto sono tutte soporifere…chi ha voglia di scrivere commenta il campo..chi ha voglia di parlare tra i giocatori può farlo velocemente con qualche considerazione…
Sinceramente a me che dedichino 1,10,100 minuti a rispondere alle interviste fa un baffo.
Potrebbero anche non presentarsi proprio che quel che mi interessa lo fanno in campo.
Per me non cambia nulla, domande banali e di conseguenza risposte scontate… Comunque è scandaloso che le percentuali siano così basse… Unico caso nel mondo intrattenimento