Sinner rompe il silenzio: «Il ginocchio mi dà fastidio, non sono ancora pronto per competere»
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Jannik Sinner ha spiegato personalmente le ragioni della rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati. Attraverso un comunicato diffuso dopo l’annuncio degli organizzatori, il numero uno mondiale ha confermato di essere alle prese con un problema al ginocchio destro e di non aver ancora raggiunto le condizioni necessarie per tornare in competizione.
Le sue parole chiariscono definitivamente la natura degli accertamenti medici effettuati negli ultimi giorni e confermano che la decisione di saltare il torneo dell’Ohio è arrivata dopo il confronto con i medici e con i componenti del suo gruppo di lavoro.
«Devo accettare di non essere ancora pronto»
«Dopo essermi consultato con i miei medici e con la mia squadra, devo annunciare la mia rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati», ha dichiarato Sinner.
L’altoatesino ha quindi spiegato quale problema gli impedisca di disputare l’ultimo grande torneo di preparazione allo US Open: «Il ginocchio destro mi dà fastidio e, nonostante il grande lavoro svolto insieme al mio staff medico, devo accettare di non essere ancora pronto per competere».
La frase scelta dal numero uno del mondo evidenzia come il recupero non abbia rispettato i tempi sperati. Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore descrivevano un fastidio in miglioramento, ma la risposta del ginocchio durante gli allenamenti non è stata evidentemente sufficiente per affrontare le sollecitazioni di un Masters 1000.
La delusione per il forfait
Sinner non ha nascosto il dispiacere per l’assenza da un torneo al quale è particolarmente legato. A Cincinnati ha conquistato il titolo nel 2024 e raggiunto la finale nella passata stagione.
«Sono molto deluso di non poter giocare a Cincinnati e auguro a Bob Moran e a tutta la sua squadra un torneo fantastico e di grande successo», ha aggiunto l’italiano.
Il forfait comporterà la perdita dei punti ottenuti con la finale del 2025, ma la classifica non rappresenta in questo momento la principale preoccupazione. La priorità è evitare che il problema al ginocchio possa aggravarsi e compromettere anche la parte conclusiva della stagione.
«Adesso penso allo US Open»
Il passaggio più importante del comunicato riguarda il prossimo obiettivo. Sinner non ha escluso la partecipazione allo US Open e ha confermato di voler concentrare ogni energia sul recupero in vista del torneo newyorkese.
«Non vedo l’ora di tornare a Cincinnati il prossimo anno. Adesso mi concentrerò sulla preparazione per lo US Open», ha concluso.
Il tabellone principale di Flushing Meadows comincerà il 30 agosto. Sinner dispone quindi di circa tre settimane per recuperare, aumentare progressivamente i carichi di lavoro e verificare se il ginocchio possa sostenere incontri al meglio dei cinque set.
L’azzurro arriverà eventualmente a New York senza aver disputato partite ufficiali sul cemento nordamericano. Il suo ultimo incontro resta la finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev, circostanza che rende più complicato ritrovare immediatamente ritmo e automatismi.
La prudenza resta la priorità
Nel comunicato non vengono indicati la diagnosi precisa né i tempi necessari per il completo recupero. Non è quindi possibile stabilire se la presenza allo US Open sia già garantita. Le parole di Sinner mostrano però chiaramente la volontà di provarci, senza accelerare pericolosamente il rientro.
«Devo accettare di non essere ancora pronto»: il numero uno mondiale riconosce così che il problema al ginocchio richiede altro tempo. Cincinnati è ormai alle spalle e ogni attenzione si sposta su New York, ma la partecipazione allo US Open dipenderà dalla risposta del fisico durante le prossime settimane.
Marco Rossi
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Si ma tendinite originata da cosa tenuto presente che ha giocato 7 partite in 2 mesi? Magari da intensi allenamenti e ci può stare a questi livelli
Lesione è una parola impegnativa che non sarebbe compatibile con gli allenamenti. È sufficiente una “banale” tendinite per costringere un giocatore a fare fisioterapia e gestire l’infiammazione..
Interessante sarebbe sapere l’origine del fastidio, se semplicemente da sovraccarico derivato dagli intensi allenamenti post Wimbledon e quindi più “gestibile” oppure se riguarda una lesione più seria e più ardua da far passare e guarire